Investimenti Sostenibili 4.0 è il regime di aiuto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per i programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico delle PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il bando 2026, disciplinato dal DM 18 marzo 2026 e dal decreto direttoriale 5 agosto 2026, mette a disposizione 447.595.808,76 euro del PN RIC 2021-2027 (azione 1.3.2), con una riserva del 25% per micro e piccole imprese. L’agevolazione copre fino al 75% delle spese: 35% in conto impianti e 40% di finanziamento a tasso zero. Soggetto gestore è Invitalia.
A chi si rivolge
Micro, piccole e medie imprese, secondo l’Allegato I del Regolamento GBER, che alla data della domanda:
- sono iscritte e attive nel Registro delle imprese, in contabilità ordinaria, con almeno due bilanci approvati e depositati (due dichiarazioni dei redditi per ditte individuali e società di persone);
- non sono in liquidazione, in procedure concorsuali liquidatorie o in difficoltà;
- sono in regola con DURC, edilizia, urbanistica, sicurezza e ambiente;
- hanno la polizza contro i rischi catastrofali (L. 213/2023);
- non hanno delocalizzato verso l’unità agevolata nei due anni precedenti.
L’unità produttiva deve trovarsi in una delle sette Regioni meno sviluppate. Startup escluse: il requisito dei due bilanci le taglia fuori.
Cosa finanzia
Programmi basati sulle tecnologie abilitanti di Transizione 4.0 dell’Allegato 1 (IoT, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale e altre), con spesa tecnologica preponderante, diretti ad ampliamento, diversificazione, cambiamento del processo o nuova unità produttiva. Spese tra 750.000 e 5.000.000 euro, entro il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio. Attività ammesse (ATECO 2025): manifattura della sezione C, con le esclusioni dell’art. 13 GBER, ed elenco chiuso di servizi alle imprese.
- Macchinari, impianti e attrezzature nuovi, acquistati da terzi a condizioni di mercato.
- Opere murarie fino al 40% dei costi ammissibili, con computo metrico firmato da un tecnico abilitato.
- Programmi informatici e licenze correlati ai beni materiali, oltre alle certificazioni ambientali.
- Consulenza specialistica sulle tecnologie abilitanti fino al 5% di beni e software; diagnosi energetica fino al 3%, solo se non obbligatoria per l’impresa.
- Escluse: leasing, beni usati, immobili, scorte, formazione, mezzi di trasporto, fatture sotto 500 euro.
Punteggio aggiuntivo per i programmi di economia circolare (Allegato 2), per quelli che contribuiscono agli obiettivi climatici e per l’efficienza energetica con risparmio di almeno il 5% (Allegato 3). Fotovoltaico in autoconsumo e monitoraggio dei consumi, da soli, non bastano.
Agevolazioni disponibili
- Contributo in conto impianti: 35% delle spese ammissibili, fino a 1.750.000 euro.
- Finanziamento agevolato: 40% a tasso zero, fino a 2.000.000 euro, senza garanzie, rimborso in massimo 7 anni con rate semestrali al 31 maggio e al 30 novembre, a partire dall’erogazione a saldo.
- Intensità nominale massima: 75%, identica per micro, piccole e medie imprese.
Il 25% restante va coperto con mezzi propri o finanziamento privo di sostegno pubblico. Su 1.000.000 di euro di spese: 350.000 a fondo perduto, 400.000 a tasso zero, 250.000 a carico dell’impresa.
Procedura e tempistiche
Procedura valutativa a sportello sulla piattaforma Invitalia, con SPID, CNS o CIE, firma digitale e PEC registrata al Registro delle imprese. Compilazione dalle ore 12:00 del 10/09/2026; invio dalle ore 10:00 del 06/10/2026, nei giorni lavorativi dalle 10:00 alle 17:00. Una sola domanda per impresa.
Le domande dello stesso giorno valgono come arrivate insieme; nel giorno dell’esaurimento decide una graduatoria su solidità del proponente e sostenibilità ambientale. Prima del merito Invitalia verifica la relazione Cflow ≥ Cfa/n. Istruttoria entro 60 giorni (+30 per integrazioni), esito positivo con almeno 35 punti. Rating di legalità e parità di genere valgono 3 punti ciascuno, ma fuori dalla graduatoria di accesso. Programma entro 18 mesi dalla concessione (+6), erogazioni in massimo tre SAL, saldo entro 90 giorni dall’ultimazione.
Cumulabilità
Aiuto concesso ai sensi degli artt. 13 e 14 del Regolamento GBER (UE 651/2014) e, per le consulenze, dell’art. 18. Non è un aiuto de minimis. Sulle medesime spese non si cumula con altri aiuti di Stato, anche de minimis su costi specifici; fanno eccezione benefici fiscali e garanzie, entro le intensità massime. Spese diverse possono usare altri strumenti. Ma la quota del 25% deve restare priva di sostegno pubblico.
Documentazione richiesta
- Domanda con dichiarazioni sostitutive (requisiti, DNSH, antiriciclaggio, antimafia)
- Piano d’investimento con pianificazione dei SAL
- Dichiarazione dati contabili degli ultimi due esercizi, controfirmata da revisore, collegio sindacale o professionista abilitato
- Prospetto per la dimensione d’impresa, se associata o collegata
- Computo metrico estimativo, se sono previste opere murarie
- Perizia giurata per efficienza energetica e obiettivi climatici; diagnosi energetica per le imprese energivore; certificazioni ambientali e di parità di genere, se possedute
Punti di attenzione
- Velocità. L’edizione 2025 ha chiuso lo sportello dal 21/05/2025, il giorno dopo l’apertura. Nella pratica conta avere il codice di predisposizione pronto per il 6 ottobre.
- Soglie preliminari. Cflow ≥ Cfa/n e tetto del 70% del fatturato operano prima del merito.
- Avvio. Un ordine firmato prima della domanda rende il programma inammissibile.
- Termini perentori. 30 giorni non prorogabili per i documenti del contratto di finanziamento, pena decadenza.
- Vincoli. Beni tre anni nella regione, codice ATECO attivato entro 60 giorni dalla richiesta di saldo, pena revoca totale.