La Transizione Digitale o Ecologica è lo strumento del Fondo 394/81 gestito da SIMEST (Gruppo CDP) che finanzia le imprese italiane già attive sui mercati esteri nei progetti di digitalizzazione e sostenibilità ambientale, con la possibilità di rafforzare anche la solidità patrimoniale. L’intervento combina un finanziamento agevolato a tasso ridotto e un eventuale cofinanziamento a fondo perduto sulla quota del Fondo per la Promozione Integrata, in regime de minimis.
A chi si rivolge
Possono accedere le imprese con sede legale e operativa in Italia, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese, con almeno due bilanci depositati relativi a due esercizi completi. Il requisito che fa da spartiacque è la proiezione internazionale: serve un fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo bilancio. La soglia scende al 3% per le imprese energivore o che hanno avviato un percorso di efficientamento energetico. In alternativa, vale anche aver realizzato almeno il 10% del fatturato verso imprese clienti a loro volta esportatrici.
Sono ammesse tutte le dimensioni: micro, piccole, medie e grandi imprese, comprese PMI innovative e start up innovative. Restano fuori le imprese in difficoltà, quelle coinvolte in procedure concorsuali e quelle con scoring SIMEST nelle classi 10, 11 e 12. Richiesti inoltre DURC regolare e assolvimento dell’obbligo di polizza catastrofale.
Cosa finanzia
Le spese ammissibili ruotano attorno a tre aree, tutte realizzabili anche in Italia:
- Transizione digitale: attrezzature tecnologiche e software, integrazione digitale dei processi, consulenze in ambito digitale, disaster recovery, blockchain per la notarizzazione dei processi, investimenti e formazione legati a Industria 4.0 (cybersecurity, big data, cloud, robotica avanzata, manifattura additiva, IoT, realtà aumentata e virtuale).
- Transizione ecologica: investimenti per la sostenibilità ambientale come efficientamento energetico e idrico, mitigazione degli impatti climatici, certificazioni ambientali e diagnosi energetica.
- Rafforzamento patrimoniale: investimenti che confluiscono nelle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie (queste ultime limitatamente agli incrementi di capitale delle controllate).
- Consulenze: verifiche di conformità ambientale e spese per la presentazione e gestione della domanda, fino al 5% dell’importo deliberato e comunque entro 100.000 euro.
Sono escluse le spese correnti, quelle direttamente connesse all’attività commerciale o all’esportazione e le consulenze continuative ordinarie (fiscale, legale, pubblicità).
Agevolazioni disponibili
L’importo minimo è 10.000 euro. Il massimo è il valore più basso tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e un tetto legato alla dimensione:
- Finanziamento agevolato: tasso fisso pari al 10%, 50% o 80% del Tasso di Riferimento SIMEST, a scelta in domanda; durata 6 anni (2 di preammortamento + 4 di rimborso).
- Tetti per dimensione: 500.000 euro per le micro imprese, 2.500.000 euro per PMI, PMI innovative e start up innovative, 5.000.000 euro per le altre imprese.
- Cofinanziamento a fondo perduto: fino al 20% dell’intervento (max 200.000 euro) per imprese energivore o in efficientamento energetico; fino al 10% (max 100.000 euro) in presenza di requisiti premiali.
Tra i requisiti premiali rientrano le PMI con sede operativa nel Sud Italia, Puglia inclusa. Per le PMI nella Misura Energia la quota a fondo perduto può salire fino al 30%.
Procedura e tempistiche
La domanda si presenta online sul portale SIMEST. La procedura è valutativa a sportello: l’istruttoria di SIMEST porta alla delibera del Comitato Agevolazioni. In caso di esito positivo si stipula il contratto e si apre il conto corrente dedicato, su cui transitano tutte le spese, ciascuna riportante il CUP.
L’erogazione avviene in tranche, con una prima rendicontazione entro 12 mesi dalla stipula e una rendicontazione finale entro 30 giorni dal termine del periodo di realizzazione. Il rimborso parte al termine del preammortamento, in 8 rate semestrali a capitale costante.
Cumulabilità
L’agevolazione opera in regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831, con il massimale di 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre esercizi finanziari. La Circolare esclude espressamente dalle spese ammissibili quelle già oggetto di altra agevolazione pubblica non cumulabile. Il cofinanziamento a fondo perduto, in particolare, è concesso solo nei limiti del plafond de minimis ancora disponibile per l’impresa. In pratica: il cumulo con altri strumenti è possibile su voci di spesa distinte e tracciabili, mai sulla stessa spesa coperta da un aiuto incompatibile.
Documentazione richiesta
- Ultimi due bilanci depositati (o dichiarazioni dei redditi e prospetti economico-patrimoniali in assenza di obbligo di deposito)
- Dichiarazioni IVA o documentazione a supporto del fatturato export
- DURC regolare
- Dichiarazione di assolvimento dell’obbligo di polizza catastrofale
- Eventuale dichiarazione sui settori esclusi
- Contratto e dichiarazione di indipendenza degli eventuali consulenti
Punti di attenzione
Il requisito dei due bilanci e della soglia export del 10% restringe la platea alle imprese già strutturate e con vocazione internazionale: non è uno strumento per chi muove i primi passi sull’estero. Da tenere a mente anche la finestra del cofinanziamento a fondo perduto, valida per le domande presentate fino al 31 dicembre 2026.