L’Avviso pubblico STEP della Regione Puglia mette a disposizione 471,5 milioni di euro per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche sul territorio regionale. Nasce dall’adesione della Puglia alla piattaforma europea Strategic Technologies for Europe Platform, istituita dal Regolamento (UE) 2024/795 per ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione. L’agevolazione è un contributo a fondo perduto, senza componente di finanziamento da restituire, ed è gestita da Puglia Sviluppo come Organismo Intermedio. Lo sportello è aperto dal 5 agosto 2025 e non ha una data di chiusura.
A chi si rivolge
Possono presentare istanza, singolarmente o in associazione con altre imprese, grandi e medie imprese con almeno due bilanci approvati alla data della domanda, micro e piccole imprese con un fatturato medio nell’ultimo triennio di almeno un milione di euro, imprese e start up innovative che dimostrino la disponibilità di fondi per il cofinanziamento su progetti con TRL almeno pari a 5, anche conseguito tramite open innovation.
Sono ammesse anche imprese non attive e imprese attive controllate, a condizione che la controllante rispetti i requisiti dimensionali sopra indicati. Nei programmi presentati da un proponente possono rientrare imprese aderenti in possesso degli stessi requisiti: in quel caso la responsabilità della coerenza tecnica e industriale resta in capo al proponente.
L’unità produttiva oggetto dell’investimento deve essere ubicata o da ubicare in Puglia. La sede legale può essere altrove. Restano esclusi i settori della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura, oltre a trasporti, siderurgia, lignite e carbone per effetto dell’articolo 13 del GBER.
Cosa finanzia
Le tipologie di programma ammissibili sono quattro: ricerca industriale e sviluppo sperimentale con conseguimento del TRL 8 partendo da almeno il TRL 5, anche senza investimenti produttivi collegati; investimenti produttivi successivi a ricerca già svolta e certificabile; investimenti produttivi accompagnati da attività di R&S su progetti già a TRL 5; investimenti produttivi connessi alla produzione della tecnologia critica.
- Attivi materiali: suolo entro il 10% dell’investimento (15% per siti degradati), opere murarie, acquisto dell’immobile, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, impianti da fonti rinnovabili nei limiti dell’autoconsumo
- Attivi immateriali: programmi informatici, brevetti, licenze, know how. Per le PMI ammissibili fino al 100% dei costi, per le grandi imprese non oltre il 50%
- Ricerca e sviluppo: personale, strumentazioni, ricerca contrattuale, consulenze. Spese generali entro il 20% delle altre voci
- Formazione e servizi di consulenza, questi ultimi riservati alle PMI insieme alla partecipazione a fiere
- Non ammissibili: spese di pura sostituzione, beni usati, mezzi targati, scorte, commesse interne, titoli di spesa sotto 500 euro, consulenza per la domanda e la rendicontazione
Le tecnologie ammesse sono elencate nell’Allegato 3, articolato in quattro liste: tecnologie digitali e deep tech, medicinali critici, materie prime critiche e servizi critici. Gli elenchi sono indicativi e vengono aggiornati dalla Commissione europea.
Agevolazioni disponibili
Il contributo è a fondo perduto, in conto impianti sugli investimenti produttivi e come sovvenzione sulle altre componenti.
- Investimenti produttivi: 45% grandi imprese, 55% medie, 65% piccole, più un massimo di 5 punti percentuali di premialità
- Ricerca industriale: 50%, 60% e 70%, con maggiorazione fino a 15 punti e tetto all’80% in caso di collaborazione effettiva o ampia diffusione dei risultati
- Sviluppo sperimentale: 25%, 35% e 45%
- Formazione: 50%, 60% e 70%
- Consulenze e fiere: 50%, solo PMI
Le soglie minime di investimento sono di 3 milioni per le grandi imprese e 1 milione per PMI, start up tecnologiche e imprese innovative. I massimali sugli investimenti produttivi vanno da 110 milioni per le grandi imprese a 20 milioni per le start up innovative. Sopra i 55 milioni l’intensità si riduce progressivamente: la quota tra 55 e 110 milioni è agevolata a metà, quella oltre i 110 milioni non è agevolata affatto. Per i datacenter l’intensità sugli investimenti produttivi è ridotta del 50%, con una quota riservata di 100 milioni.
Procedura e tempistiche
La procedura è valutativa a sportello: le istanze vengono istruite in ordine cronologico di invio telematico fino a esaurimento delle risorse. L’istanza di accesso si presenta sulla piattaforma SMART della Regione Puglia; all’invio vengono assegnati protocollo e CUP.
Puglia Sviluppo istruisce su due livelli, ammissibilità formale e valutazione sostanziale, quest’ultima comprensiva di verifiche su solidità patrimoniale, cantierabilità e coerenza tecnologica. In caso di esito positivo la Regione adotta la Determinazione Dirigenziale di concessione, da cui decorrono 60 giorni perentori per il progetto definitivo e 150 giorni prorogabili per la documentazione sulla copertura finanziaria. Il progetto definitivo si trasmette via PEC. Il programma può durare al massimo 36 mesi, prorogabili.
Gli investimenti possono essere avviati subito dopo l’invio dell’istanza, ma l’avvio anticipato non genera alcun diritto: si anticipa a proprio rischio.
Cumulabilità
STEP è un aiuto di Stato in esenzione ai sensi del GBER, Regolamento (UE) 651/2014. Non è de minimis. È cumulabile con altri aiuti di Stato su costi ammissibili distinti e individuabili. Sulle stesse spese il cumulo è ammesso solo se non porta a superare l’intensità o l’importo di aiuto più elevati applicabili in base al GBER e alla Carta degli Aiuti a finalità regionale 2021-2027. Il cumulo con aiuti in de minimis sulle medesime spese è vietato se determina il superamento di quei livelli.
Attenzione a un punto che pesa più del cumulo stesso: la revoca totale scatta se emergono altre agevolazioni qualificabili come aiuti di Stato sugli interventi agevolati senza che il beneficiario ne abbia dato precedente segnalazione. Dichiarato in istanza, un cumulo eccessivo comporta al massimo la rideterminazione del contributo.
Documentazione richiesta
- Questionario ex ante con anagrafica, fatturato triennale, mercati e risorse umane
- Relazione di cantierabilità a firma di tecnico abilitato iscritto a Ordine o Collegio, per ciascuna impresa
- Relazione di sostenibilità ambientale con applicazione del Protocollo ITACA Puglia ed esiti DNSH
- Verifica climatica a firma di tecnico iscritto all’Albo
- Relazione dell’esperto scientifico sul livello di maturità tecnologica raggiunto
- Accordo preliminare con le organizzazioni sindacali, se il programma include formazione
- Dettaglio spese voce per voce, distinto per ciascuna sede
Punti di attenzione
Le premialità non si sommano. Ciascuna delle dieci condizioni dell’Allegato 2 vale cinque punti, ma il tetto complessivo resta cinque: soddisfarne una sola produce lo stesso effetto di soddisfarne otto. Conviene quindi scegliere quella meno onerosa da mantenere, perché il mancato rispetto comporta revoca parziale della quota incrementale.
L’Allegato 4 prevede soglie di esclusione che operano prima dell’esame di merito: rapporti tra investimento e fatturato e tra investimento e patrimonio netto con punteggio minimo di 4, indici di indipendenza finanziaria, copertura delle immobilizzazioni e liquidità sugli ultimi due bilanci. Un’impresa sottodimensionata rispetto al progetto viene esclusa senza che il contenuto tecnologico venga nemmeno valutato.
Da ultimo, l’Avviso è stato modificato due volte nel 2026. Le modifiche di agosto hanno soppresso la Nota di ammissione, sostituita dalla Determinazione Dirigenziale di concessione, e hanno effetto anche sulle istanze già presentate. Molte schede in circolazione descrivono ancora la procedura precedente.