Il Fondo Minibond Puglia 2021-2027 è lo strumento con cui la Regione Puglia, tramite Puglia Sviluppo, sostiene le imprese pugliesi che vogliono finanziarsi sul mercato dei capitali emettendo un minibond. Non è un bando a contributo classico: funziona con la logica del basket bond, cioè un portafoglio di minibond strutturato da un Arranger (Banca Sella S.p.A.) e coperto da una garanzia pubblica sulle prime perdite. Il Fondo vale 83.597.711,63 euro, di cui 80 milioni per la garanzia di portafoglio. Alle PMI spetta in più una sovvenzione a fondo perduto fino al 50% dei costi di strutturazione.
A chi si rivolge
Possono candidarsi PMI e piccole imprese a media capitalizzazione (Small MidCap, fino a 499 dipendenti e fatturato fino a 100 milioni di euro o bilancio fino a 86 milioni), costituite come società di capitali o cooperative a responsabilità limitata e per azioni. Sono escluse le microimprese e le banche. L’impresa deve avere sede legale o operativa in Puglia prima dell’emissione, non essere quotata e non trovarsi in difficoltà ai sensi della normativa europea.
I numeri dell’ultimo bilancio approvato: fatturato di almeno 5.000.000 euro, EBITDA sul fatturato pari o superiore al 4%, rapporto PFN/EBITDA inferiore a 5, rapporto PFN/Equity inferiore a 3,5. In alternativa ai tre indici (EBITDA, PFN/EBITDA e PFN/Equity) basta un rating B+ o superiore, rilasciato da un’agenzia ECAI riconosciuta dall’ESMA; il requisito di fatturato resta. Per i gruppi si può presentare il bilancio consolidato.
Cosa finanzia
Il minibond deve sostenere un piano di sviluppo o espansione da realizzare in Puglia. Sono ammesse:
- investimenti in attivi materiali (terreni, immobili, impianti, macchinari, attrezzature) e immateriali (brevetti, licenze, know how);
- ricerca e sviluppo, innovazione, formazione, internazionalizzazione, transizione digitale ed energetica;
- operazioni straordinarie come acquisizioni di quote, fusioni e incorporazioni, purché non meramente finanziarie;
- attivo circolante, solo se legato ad attività di sviluppo correlate al piano e con natura accessoria documentata.
L’acquisto di terreni è ammesso entro il 10% o il 15% dell’importo dell’operazione, secondo l’art. 64 del Regolamento (UE) 1060/2021. Restano fuori i programmi collegati ai quantitativi esportati o alla rete di distribuzione estera, i settori esclusi dall’art. 5 (commercio al dettaglio, produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura, carbone, armi, giochi d’azzardo, tabacco, lavorazione della carne) e, con eccezioni, le sezioni ATECO energia e rifiuti.
Agevolazioni disponibili
Il vantaggio pubblico non arriva come contributo sull’investimento: viene trasferito per intero all’impresa come riduzione del tasso di remunerazione del minibond.
- Minibond: nuova emissione da 2.000.000 a 20.000.000 euro, durata massima 7 anni, con preammortamento di 12-24 mesi.
- Garanzia di portafoglio: copre le prime perdite fino al 25% del portafoglio, con tasso di garanzia fino al 100% sul singolo minibond.
- Fondo perduto (solo PMI): copertura fino al 50% delle spese di strutturazione e organizzazione dell’emissione, con tetti di 5.000 euro per la capacity e validity opinion e di 4.000 euro per il notaio. Spetta anche se il minibond poi non si chiude, purché siano state sostenute le spese una tantum di legale, notaio, rating e scoring ESG.
Per le PMI la garanzia è aiuto de minimis, calcolato come ESL fino a 300.000 euro; l’eccedenza è a titolo oneroso. Per le Small MidCap la garanzia è a condizioni di mercato, senza aiuto, e il costo viene retrocesso al Fondo. Il tasso della cedola non è fissato dall’Invito: lo stima l’Arranger.
Procedura e tempistiche
La manifestazione di interesse si invia via PEC a Puglia Sviluppo ([email protected]) con firma digitale. La valutazione dei requisiti segue l’ordine cronologico di presentazione, in ragione delle risorse disponibili. Le domande si presentano dal 04/06/2026, data di pubblicazione sul BURP. Lo sportello resta aperto fino a esaurimento delle risorse e, secondo la scheda su Sistema Puglia, al più tardi fino al 31/12/2030; l’Invito prevede che la chiusura sia comunicata da Puglia Sviluppo.
Superata la verifica dei requisiti, parte la valutazione di finanziabilità: eventuale rating, due diligence dell’Arranger e degli Investitori. L’Arranger comunica l’esito entro 120 giorni dalla ricezione dell’esito di Puglia Sviluppo, termine prorogabile con motivazione. La sovvenzione si richiede a fine procedura, con rendicontazione delle spese.
Cumulabilità
Regime: de minimis (Reg. UE 2023/2831) per la garanzia alle PMI, con massimale di 300.000 euro per impresa unica in tre anni, e art. 24 del Reg. UE 651/2014 per le sovvenzioni. Gli aiuti sono cumulabili con altri de minimis fino a 300.000 euro, e con quelli del Reg. UE 2832/2023 fino al relativo massimale. Non sono cumulabili con altri aiuti di Stato sugli stessi costi ammissibili, o sulla stessa misura di finanziamento del rischio, se il cumulo supera l’intensità o l’importo più elevato previsti dalla normativa europea.
Documentazione richiesta
- Allegato B, domanda di candidatura;
- Allegato B1, scheda di intervento con i dati di bilancio e gli indici;
- Allegato B2, DSAN sulla dimensione d’impresa;
- Allegato B3, DSAN sul principio DNSH;
- ultimo bilancio approvato e situazione economico-patrimoniale e finanziaria aggiornata;
- altra documentazione sul possesso dei requisiti dell’art. 3.
Punti di attenzione
La candidatura non dà diritto all’emissione: gli Investitori valutano il merito di credito con giudizio insindacabile e l’impresa può essere esclusa fino all’emissione effettiva. Restano a carico dell’emittente rating, notaio, agenti e costi ricorrenti. Se il minibond perde un requisito, l’aiuto in garanzia viene revocato e restituito. Sui giustificativi della sovvenzione serve il CUP, comunicato da Puglia Sviluppo dopo l’avvio delle attività esplorative, pena l’inammissibilità della spesa. Il testo ha qualche incoerenza interna (numerazione degli articoli, spese ammissibili) e la scheda di pre-informazione del 2025 indicava un preammortamento massimo di 12 mesi: vale l’Invito.