Nuova Sabatini 2026: contributo, requisiti e domanda per le PMI
La Nuova Sabatini non paga le tue macchine: paga gli interessi. La banca o la società di leasing concede il finanziamento con le proprie regole di merito di credito, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riconosce all’impresa un contributo pari agli interessi calcolati a un tasso convenzionale su cinque anni. Su 100.000 euro di finanziamento vale circa 7.700 euro per un investimento ordinario, circa 10.100 per un bene 4.0 o green. Lo sportello è aperto, senza scadenza e senza graduatoria: le domande seguono l’ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Dopo il rifinanziamento da 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 468), al 14 settembre 2026 il Ministero indica ancora circa 1,2 miliardi di euro disponibili.
Sembra semplice, e in parte lo è. Ma la Sabatini si perde quasi sempre negli stessi tre punti: l’ordine firmato prima della domanda, la banca che non delibera, le scadenze che scattano dopo la concessione. Qui trovi requisiti, beni ammessi, calcolo del contributo, procedura passo per passo, obblighi successivi e il cumulo con Iperammortamento e altre misure.
In sintesi
La Nuova Sabatini (art. 2 D.L. 69/2013) è un contributo in conto impianti pari agli interessi su un finanziamento quinquennale, concesso a micro, piccole e medie imprese che acquistano beni strumentali nuovi, anche in leasing. Finanziamento da 20.000 a 4.000.000 di euro; contributo calcolato al 2,75% (ordinari), 3,575% (4.0 e green), 5% per micro e piccole imprese con la variante Capitalizzazione. Domanda via PEC alla banca, sportello a esaurimento risorse. Regime di aiuto: GBER art. 17 e regolamenti ABER/FIBER per agricoltura e pesca, non de minimis.
Nuova Sabatini 2026: come funziona, in due tempi
Il meccanismo è diverso da un fondo perduto, e conviene capirlo prima di costruire l’investimento. Non c’è un bando con punteggi e una graduatoria da scalare. C’è un finanziamento che la banca deve decidere di concedere, e un contributo che il Ministero concede dopo.
Primo tempo: l’impresa sceglie una banca o un intermediario finanziario aderente, compila la domanda sulla piattaforma ministeriale e la invia via PEC alla banca insieme alla richiesta di finanziamento. La banca valuta il merito di credito, delibera e prenota le risorse al Ministero. Secondo tempo: il Ministero emette il decreto di concessione e, a investimento concluso e richiesta di erogazione presentata, versa il contributo.
Un punto che genera equivoci: il contributo non coincide con gli interessi che paghi davvero alla banca. È calcolato su un piano convenzionale, cinque anni con rate semestrali costanti e un tasso fisso stabilito dal Ministero. Se la banca ti applica il 6%, il contributo resta quello calcolato al 2,75% o al 3,575%. La Sabatini abbassa il costo del debito. Non lo azzera.
Le tre linee e la Capitalizzazione
- Investimenti ordinari: contributo calcolato al tasso del 2,75% annuo
- Investimenti 4.0: tasso convenzionale del 3,575%, per i beni degli allegati 6/A e 6/B (big data, cloud computing, robotica avanzata, meccatronica, RFID e tracciamento)
- Investimenti green: 3,575%, dal 1° gennaio 2023, per macchinari a basso impatto ambientale documentati da una certificazione tra quelle dell’allegato 6/C
- Nuova Sabatini Capitalizzazione: 5% per micro e piccole imprese, 3,575% per le medie, con un requisito in più sulla forma societaria (lo vediamo sotto)
La disciplina vigente è quella del decreto interministeriale 22 aprile 2022 e della circolare 6 dicembre 2022, n. 410823, per le domande presentate dal 1° gennaio 2023. La Capitalizzazione ha una disciplina a parte, il decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43, operativa dal 1° ottobre 2024.
Chi può accedere alla Nuova Sabatini: requisiti delle PMI
Micro, piccole e medie imprese di qualsiasi forma giuridica, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese, con sede legale o unità locale in Italia. Non esistono requisiti di età, di anzianità o di fatturato minimo. Un’impresa salentina con una sola unità locale a Lecce, Gallipoli o Maglie ha gli stessi diritti di una società del Nord.
Sono ammessi tutti i settori produttivi, agricoltura e pesca comprese. L’unica esclusione settoriale riguarda le attività finanziarie e assicurative. Restano fuori anche le imprese in liquidazione volontaria o in procedura concorsuale, quelle in difficoltà secondo i regolamenti europei e quelle che non hanno restituito aiuti dichiarati illegali. Se l’impresa è associata o collegata ad altre, serve il prospetto per il calcolo della dimensione d’impresa.
⚠️ Requisito di legge non significa accesso garantito. Nessun requisito di fatturato, sì. Ma il finanziamento lo decide la banca. Una società costituita da pochi mesi, senza bilanci e con garanzie deboli, trova la porta più stretta a prescindere dal Ministero. Nella mia esperienza il vero filtro della Sabatini è l’istruttoria bancaria, non la domanda ministeriale.
Requisiti aggiuntivi per la Capitalizzazione
La variante Capitalizzazione è riservata alle società di capitali che deliberano un aumento di capitale non inferiore al 30% del finanziamento. L’aumento va sottoscritto entro 30 giorni dalla concessione, con un versamento iniziale di almeno il 25% dell’aumento; il resto segue le richieste di erogazione del contributo. Il mancato versamento dell’aumento di capitale fa perdere l’agevolazione. Il premio è il tasso del 5% per micro e piccole imprese: a parità di finanziamento, il contributo sale da circa 7.700 a circa 14.300 euro ogni 100.000 euro.
Cosa finanzia la Nuova Sabatini: beni ammessi ed esclusi
La misura finanzia l’acquisto, anche in leasing finanziario, di beni strumentali nuovi di fabbrica, dotati di autonomia funzionale e correlati all’attività produttiva dell’impresa.
- Macchinari, impianti e attrezzature di produzione: linee di confezionamento, macchine utensili, celle frigorifere, trattrici agricole
- Hardware e software, se iscritti tra le immobilizzazioni
- Tecnologie digitali dei cataloghi 4.0 e beni green con certificazione ambientale
Gli esclusi
- Terreni, fabbricati e opere murarie
- Beni usati o rigenerati, e la semplice sostituzione di beni esistenti
- Parti di macchinari prive di autonomia funzionale
- Spese di funzionamento, formazione e imposte
- Beni di valore unitario inferiore a 516,46 euro al netto dell’IVA
I casi che fanno discutere
Gli impianti di produzione di energia, fotovoltaico incluso, non sono un bene come un altro. Secondo le FAQ ministeriali sono ammessi per le imprese che producono energia (codici ATECO 35.11 e 35.12) e per le aziende agricole; per tutte le altre solo se inseriti in un programma più ampio e funzionale all’attività (FAQ 6.2). Non sono ammessi gli impianti infissi al suolo. Chi pensa di finanziare un impianto solare da solo, per un’officina, deve chiedere conferma prima.
Sul leasing il contratto di leasing finanziario va stipulato dopo la presentazione della domanda: dopo l’invio si possono versare acconti al fornitore per bloccare il bene (FAQ 2.8). Il lease-back non è ammesso (FAQ 6.12). Per furgoni e mezzi conta la destinazione: sono ammessi se strumentali all’attività e nuovi di fabbrica, non immatricolati; restano fuori i veicoli per il trasporto privato di persone, salvo quelli correlati all’attività, come taxi e scuola guida (FAQ 6.3 e 6.14).
⚠️ Il programma non deve partire prima della domanda. Secondo le FAQ ministeriali (FAQ 1.5) il programma deve avviarsi dopo la trasmissione della domanda via PEC, non prima e non in coincidenza. Un ordine firmato, un acconto pagato o una fattura emessa prima dell’invio possono far perdere l’agevolazione sull’intero investimento. Succede più spesso di quanto si pensi, perché il fornitore propone sconti a tempo e l’imprenditore firma. Prima si invia la domanda, poi si impegna l’investimento.
Quanto vale il contributo: tassi ed esempi di calcolo
Il finanziamento, bancario o in leasing, va da 20.000 a 4.000.000 di euro, anche frazionato in più operazioni. Dura al massimo cinque anni, compreso un preammortamento fino a dodici mesi, e può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI fino all’80% dell’importo. Il contributo si calcola sul piano convenzionale:
Investimenti ordinari
Tasso convenzionale:
2,75% annuo
Contributo indicativo su 100.000 €:
circa 7.700 €
Investimenti 4.0 e green
Tasso convenzionale:
3,575% annuo
Contributo indicativo su 100.000 €:
circa 10.100 €
Capitalizzazione, micro e piccole imprese
Tasso convenzionale:
5% annuo
Contributo indicativo su 100.000 €:
circa 14.300 €
Capitalizzazione, medie imprese
Tasso convenzionale:
3,575% annuo
Contributo indicativo su 100.000 €:
circa 10.100 €
I valori sono arrotondati e indicativi: il calcolo esatto si fa con il foglio di calcolo ministeriale disponibile sulla pagina ufficiale MIMIT della Nuova Sabatini.
Due esempi concreti
Ipotesi: un’impresa agroalimentare di Lecce acquista una linea di confezionamento 4.0 da 240.000 euro e la finanzia interamente con la banca. Al tasso convenzionale del 3,575% il contributo vale circa 24.200 euro. Poiché il finanziamento supera i 200.000 euro, il contributo non arriva in un’unica soluzione ma in quote annuali, da richiedere entro il sesto anno.
Seconda ipotesi: un’azienda agricola compra una trattrice da 60.000 euro con finanziamento ordinario. Il contributo è circa 4.600 euro, pari a poco più del 7,5% del finanziamento, e fino a 200.000 euro di finanziamento arriva in unica soluzione.
✅ Da tenere presente: il contributo vale tra il 7% e il 14% del finanziamento. Se l’obiettivo è coprire una quota del costo con un fondo perduto, la Sabatini non è lo strumento giusto: riduce il costo del debito, non l’esborso iniziale. Per quello servono bandi come Investimenti Sostenibili 4.0 o Filiere di Puglia, dove esiste una componente a fondo perduto.
Come fare domanda per la Nuova Sabatini, passo per passo
La procedura è telematica dal 1° gennaio 2023. Il modulo si compila sulla piattaforma ministeriale, che genera il Codice Unico di Progetto (CUP), si firma digitalmente in formato CAdES (.p7m) e si invia via PEC alla banca o all’intermediario scelto, allegando la richiesta di finanziamento. Le credenziali di accesso arrivano all’indirizzo PEC indicato dall’impresa.
Domanda e richiesta di finanziamento via PEC
Chi:
Impresa
Tempi:
A sportello, in qualsiasi momento
Prenotazione delle risorse
Chi:
Banca
Tempi:
Dal 1° al 6 di ogni mese
Conferma della disponibilità
Chi:
Ministero
Tempi:
Entro 5 giorni lavorativi
Delibera del finanziamento
Chi:
Banca
Tempi:
Entro l’ultimo giorno del mese successivo
Decreto di concessione
Chi:
Ministero
Tempi:
Entro 30 giorni dalla trasmissione delle delibere
Stipula ed erogazione del finanziamento
Chi:
Banca e impresa
Tempi:
Entro 30 giorni, in unica soluzione
Ultimazione dell’investimento
Chi:
Impresa
Tempi:
Entro 12 mesi dalla stipula
Richiesta unica di erogazione (RU)
Chi:
Impresa
Tempi:
Entro 120 giorni dall’ultimazione; contributo versato entro 60 giorni
Una volta trasmessa la domanda alla banca, l’impresa non può più modificarla, salvo integrazioni specifiche richieste dal finanziatore: vanno fornite entro 30 giorni, pena la decadenza. Se il contributo supera 150.000 euro servono anche le dichiarazioni antimafia.
Prima di andare in banca
Ed è qui che si decide tutto. Il Ministero non entra nel merito del tuo bilancio: lo fa la banca. Se non delibera il finanziamento, il contributo non esiste. Prima di firmare qualsiasi cosa conviene verificare che l’istituto aderisca alla convenzione, portare bilanci, preventivi dei fornitori e un piano di rimborso già impostato, e capire in anticipo se c’è spazio per la garanzia del Fondo PMI. Il rating bancario si costruisce prima, non il giorno della richiesta: per capire come ti leggono gli istituti puoi partire dalla Centrale Rischi e dalla guida sulla finanza ordinaria per le PMI.
Un’ultima attenzione: dopo la domanda non si può variare il sistema di acquisizione dei beni (FAQ 6.12), e cambiare fornitore o bene senza autorizzazione può portare alla revoca. Meglio scegliere con calma prima dell’invio.
Polizza catastrofale e risorse: cosa verificare prima di presentare domanda
⚠️ Polizza catastrofale: un fronte ancora aperto. L’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, previsto dalla legge di bilancio 2024 (L. 213/2023) e attuato dal D.M. 30 gennaio 2025, n. 18, incide sull’accesso agli incentivi. Il decreto ministeriale 18 giugno 2025 ha adeguato gli incentivi della Direzione generale per gli incentivi alle imprese disciplinati da decreti del solo Ministero; l’avviso MIMIT del 5 agosto 2025 precisa che per quelli definiti di concerto con altri Ministeri l’adeguamento è in corso. La pagina ufficiale MIMIT della Nuova Sabatini riferisce che la disciplina della Nuova Sabatini sarà aggiornata con un successivo decreto interministeriale. Alla data di redazione di questo articolo, dalle fonti ufficiali consultate non risulta un decreto che lo abbia già reso requisito di accesso alla Sabatini. Prima di presentare domanda verifica sulla pagina ministeriale e con la banca: potrebbe chiederti la polizza o un’autodichiarazione.
Altri due controlli. Il primo sulle risorse: al 14 settembre 2026 il Ministero indica 1.198.817.148,59 euro sulla Nuova Sabatini e 77.201.546,89 euro sulla Capitalizzazione. La misura è strutturale e rifinanziata, ma il dato va ricontrollato prima di impostare un investimento importante. Il secondo sul bene: per i beni 4.0 le FAQ (6.A.2) richiedono cinque caratteristiche obbligatorie (controllo CNC o PLC, interconnessione, integrazione automatizzata, interfaccia uomo-macchina, sicurezza) più almeno due tra telemanutenzione, monitoraggio continuo e sistema cyberfisico, da attestare alla richiesta di erogazione. Senza quella documentazione non si ottiene il tasso maggiorato.
Dopo la concessione: erogazione del contributo e obblighi
Il contributo non arriva con il decreto di concessione. Arriva dopo che hai completato l’investimento e presentato la richiesta di erogazione. È la fase che costa più errori, perché la documentazione si costruisce mentre l’investimento è in corso.
La richiesta unica di erogazione
Va trasmessa sulla piattaforma entro 120 giorni dall’ultimazione dell’investimento. Contiene l’elenco dei beni con gli estremi delle fatture o dei verbali di consegna e, per ogni fornitore, la dichiarazione liberatoria: una dichiarazione sostitutiva con cui il fornitore attesta il pagamento a saldo delle fatture e il requisito di bene nuovo di fabbrica. Per i beni 4.0 serve l’attestazione tecnica, per i beni green la certificazione ambientale.
C’è poi la dichiarazione di esenzione DURC, che si rende sulla piattaforma, ha validità di 120 giorni e va ripresentata a ogni richiesta annuale di erogazione. Aspetta: se il finanziamento supera 200.000 euro, le quote successive si chiedono ogni anno, non prima di dodici mesi dalla precedente e non oltre i dodici mesi successivi. Saltare una finestra costa la quota.
Vincoli e comunicazioni
- Tre scadenze decidono se il contributo resta: ultimazione entro 12 mesi dalla stipula, richiesta unica di erogazione entro 120 giorni dall’ultimazione, richieste annuali delle quote successive. Il mancato rispetto comporta la revoca
- Mantenimento dei beni: per tre anni dall’ultimazione non possono essere venduti, ceduti o distratti dall’uso produttivo previsto
- Rimborso anticipato o riscatto anticipato del leasing: va comunicato entro 120 giorni
- Affitto d’azienda o di ramo d’azienda: la piattaforma prevede una comunicazione dedicata
- Avvio di revoca: si può rispondere con controdeduzioni caricate sulla piattaforma, in un unico file firmato digitalmente in formato .p7m
Nuova Sabatini: cumulabilità con altri incentivi
Sì, la Nuova Sabatini è cumulabile, ma con una regola che non cambia: il cumulo non deve portare al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati applicabili. Il contributo non è concesso in de minimis. Rientra nei regolamenti di esenzione: l’art. 17 del Regolamento UE 651/2014 (GBER) per la generalità delle imprese, con intensità di base del 20% per le piccole e del 10% per le medie, e i regolamenti ABER e FIBER per agricoltura e pesca. Non consuma quindi il plafond de minimis (300.000 euro per impresa unica in tre esercizi, Reg. UE 2023/2831).
Fondo di garanzia per le PMI
Cumulabile?:
✅ Sì
Condizioni e note:
Garanzia pubblica, fino all’80% del finanziamento: non è un aiuto da sommare all’intensità
Iperammortamento 2026
Cumulabile?:
⚠️ Condizionato
Condizioni e note:
Cumulo ammesso; la maggiorazione si calcola al netto dei contributi (art. 1 c. 431 L. 199/2025). Sul trattamento della Sabatini c’è un dubbio, vedi sotto
ZES Unica (credito d’imposta)
Cumulabile?:
⚠️ Condizionato
Condizioni e note:
Cumulo ammesso nei limiti di intensità e del 100% del costo sostenuto; da verificare caso per caso
Resto al Sud 2.0
Cumulabile?:
⚠️ Su spese distinte
Condizioni e note:
Il divieto vale sulle stesse voci di spesa (art. 24 D. 11 luglio 2025); ammesso su voci distinte e tracciabili
Altri aiuti di Stato (bandi regionali e simili)
Cumulabile?:
⚠️ Condizionato
Condizioni e note:
Solo se l’intensità o l’importo di aiuto più elevati applicabili non vengono superati
Misure PNRR
Cumulabile?:
⚠️ Condizionato
Condizioni e note:
Nei limiti normativi, con divieto di doppio finanziamento della stessa spesa
Agevolazioni fiscali non qualificate come aiuto di Stato
Cumulabile?:
✅ Sì
Condizioni e note:
Il limite è il costo effettivamente sostenuto
⚠️ Stesse spese o spese distinte? Sulla stessa voce di spesa la somma degli aiuti non può superare i limiti previsti. Su voci distinte il cumulo è ammesso senza sommare le intensità, ma serve una contabilità che separi i beni finanziati da ciascuna misura: altrimenti l’ente che controlla non riesce a escludere il doppio finanziamento.
Sabatini e Iperammortamento: il nodo della nettizzazione
È la combinazione che interessa più imprese nel 2026 e quella con meno certezze. L’art. 1, comma 431, della L. 199/2025 prevede che la maggiorazione del costo si applichi al costo del bene al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo. Il Ministero classifica la Sabatini come contributo in conto impianti: da qui la tesi prevalente secondo cui va sottratta dalla base di calcolo. La tesi opposta sostiene che la Sabatini riduce il costo del denaro e non quello del bene, e ricorda che nel regime 2017-2019 il calcolo avveniva al lordo dei contributi.
Dalle fonti consultate non risultano chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul punto, quindi la linea prudente è nettizzare. Un ordine di grandezza, in ipotesi semplificata: su un bene da 100.000 euro con contributo Sabatini di circa 10.100 euro, nettizzare riduce la maggiorazione del 180% di circa 18.000 euro, cioè circa 4.400 euro di IRES al 24%. Non è una cifra da ignorare, ma è anche meno di quello che costerebbe un recupero con sanzioni. Il quadro completo dell’agevolazione è nella guida all’Iperammortamento 2026.
Nuova Sabatini, Iperammortamento o bando regionale: quando conviene
Non sono strumenti alternativi tra loro, ma rispondono a problemi diversi. Una lettura rapida per chi deve decidere:
- Hai bisogno di credito e vuoi ridurne il costo: è il caso tipico della Sabatini, soprattutto se la garanzia del Fondo PMI ti aiuta con la banca
- Hai imponibile su cui scaricare la maggiore deduzione: l’Iperammortamento 2026 lavora sul fisco, non sul finanziamento, e si combina con la Sabatini con il nodo della nettizzazione
- Cerchi una quota a fondo perduto: guarda bandi regionali e nazionali come Investimenti Sostenibili 4.0 per il Sud o Filiere di Puglia per le filiere pugliesi
- Stai costruendo un pacchetto di misure: il piano Puglia Moltiplica mette in fila sette misure regionali tra garanzie, prestiti e co-investimento, con operatività da verificare misura per misura
Nel Salento, dove il tessuto è fatto di micro e piccole imprese con poche garanzie reali, la Sabatini è spesso lo strumento più accessibile per un’azienda che deve rinnovare un macchinario. Il limite è sempre lo stesso: la banca deve dire sì.
Tre verifiche prima di firmare un ordine
La Nuova Sabatini è una misura solida, strutturale e con risorse ampie. Ma non è automatica e non perdona i tempi sbagliati. Prima di ordinare un bene conviene fare tre controlli: che la domanda sia già partita, che la banca abbia dato un segnale concreto sul finanziamento, e che il bene sia davvero ammissibile per tipologia, autonomia funzionale e settore dell’impresa. Poi un quarto, che molti rimandano: pianificare già oggi le scadenze dei dodici mesi e dei 120 giorni, e chi se ne occuperà.
Se stai valutando un investimento e vuoi capire come incastrare Sabatini, garanzia, Iperammortamento e bandi regionali senza perdere un pezzo, parliamone prima di firmare l’ordine.
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Inizia Oggi
Fonti consultate: pagina ufficiale MIMIT della Nuova Sabatini, FAQ ministeriali, piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it con le guide ministeriali per la domanda, la richiesta di erogazione e le comunicazioni, circolare 6 dicembre 2022 n. 410823, decreto interministeriale 19 gennaio 2024 n. 43, L. 199/2025.
⚠️ Disclaimer
Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.
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