Avviso Impatto sociale Puglia: il bando per imprese sociali
Fino a 200.000 euro a fondo perduto, intensità di aiuto al 100% dei costi ammissibili, nessun obbligo di cofinanziamento. Sulla carta, l’Avviso “Impatto sociale” della Regione Puglia è uno dei contributi più generosi oggi disponibili per le imprese sociali del territorio. Ma c’è un punto che quasi nessuna guida mette in evidenza: lo sportello è a esaurimento fondi, ha aperto il 15 settembre 2025 e a oggi risultano finanziati 61 progetti su una dotazione di 10 milioni di euro.
Questa guida all’Avviso Impatto sociale fa due cose. Ricostruisce l’Avviso punto per punto (chi può presentare domanda, quali spese si finanziano, come si prende il punteggio, come si incassa) e dedica un box iniziale allo stato attuale dello sportello, perché è da lì che dipende l’utilità pratica di tutto il resto. Se oggi non puoi presentare domanda, capire come ragiona la Regione serve comunque: i bandi per l’economia sociale si ripetono, e chi arriva con il progetto già impostato parte avanti.
Stato dello sportello Impatto sociale: cosa risulta oggi (ottobre 2026)
- Apertura: le domande sono ricevibili dalle ore 9:00 del 15 settembre 2025, data fissata dalla Determinazione Dirigenziale n. 1055 del 28/07/2025.
- Prima finestra: nel primo mese (15 settembre – 15 ottobre 2025) sono state presentate 94 proposte.
- Progetti finanziati: il primo elenco, di 31 progetti, è stato approvato il 26 marzo 2026; il 19 giugno 2026 se ne sono aggiunti altri 21 (52 in totale). Fonti di stampa locale riportano un successivo aggiornamento a 61 progetti.
- Chiusura: non ho trovato un provvedimento formale di chiusura. L’Avviso prevede che la chiusura avvenga con un atto della Dirigente di Sezione, pubblicato con 30 giorni di preavviso.
- Riapertura: la Sezione 7 dell’Avviso fa salva la facoltà della Regione di riaprire lo sportello se si liberano ulteriori risorse.
In pratica: con 61 progetti ammessi su 10 milioni di dotazione, il margine residuo appare molto ridotto (il contributo medio effettivo non è pubblico, quindi è una valutazione, non un dato). Prima di preparare una domanda per il bando Impatto sociale, verifica sul sito della Regione Puglia e sulla piattaforma Bandi PugliaSociale se la procedura online è ancora attiva. Alcuni portali riportano date di apertura sbagliate (21 luglio o 4 agosto): la data corretta è il 15 settembre 2025.
Impatto sociale: cos’è e quanto vale il bando per le imprese sociali
L’Avviso “Impatto sociale” attua la Sub-Azione 8.10.1 del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 (“Progetti per l’innovazione sociale e a supporto di investimenti a impatto sociale”), nell’ambito della Priorità 8 Welfare e salute. Finanzia progetti sperimentali con cui le imprese sociali erogano servizi o producono beni sociali innovativi: integrazione sociale, contrasto alle povertà educative, promozione e integrazione culturale.
Scheda dell’Avviso
Dotazione finanziaria:€ 10.000.000 (Priorità 8, ESO4.8, FSE+)
Budget per progetto:Da € 50.000 a € 200.000, costi indiretti compresi
Intensità di aiuto:Fino al 100% dei costi ammissibili
Forma del contributo:Rimborso dei costi effettivi + tasso forfettario 7% sui costi diretti
Regime di aiuto:De minimis (Reg. UE 2023/2831): massimale € 300.000 in tre esercizi
Durata del progetto:Da 12 a 18 mesi dalla firma dell’Atto Unilaterale d’Obbligo
Procedura:Valutativa a sportello, fino a esaurimento della dotazione
Soglia di ammissione:Almeno 60 punti su 100
Presentazione:Solo online, piattaforma Bandi PugliaSociale
Un dettaglio che cambia i conti: il tetto di 200.000 euro riguarda il contributo pubblico, non il costo del progetto. La FAQ n. 6 della Regione lo dice chiaramente. Se un progetto costa 240.000 euro, il contributo resta a 200.000 e i 40.000 di differenza sono cofinanziamento a carico dell’impresa, una “risorsa aggiuntiva” che peraltro fa guadagnare punti.
Bando Impatto sociale: chi può presentare domanda e requisiti
La platea è stretta. Possono presentare una proposta, pena l’inammissibilità, le imprese sociali ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. 112/2017, in forma di micro, piccola o media impresa, comprese le cooperative sociali e i loro consorzi (L. 381/1991). Devono esercitare in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale.
I requisiti alla data di presentazione
- essere già costituite e iscritte nella sezione “Imprese sociali” del Registro delle imprese;
- avere sede legale e/o unità locale oggetto del progetto in Puglia;
- legali rappresentanti e amministratori senza condanne definitive per i reati che escludono dagli appalti pubblici;
- essere nel pieno esercizio dei diritti, non in liquidazione volontaria né soggette a procedure concorsuali;
- non aver ricevuto e non restituito aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
- nessuna violazione grave definitivamente accertata su imposte, tasse e contributi previdenziali;
- nessuna revoca di agevolazioni pubbliche nei sei anni precedenti la domanda, con esclusione delle revoche per rinuncia;
- nessuna agevolazione non restituita nonostante ordine di restituzione;
- assenza di cause ostative antimafia (D.Lgs. 159/2011) e della sanzione interdittiva dell’art. 9, comma 2, lett. d) del D.Lgs. 231/2001.
Il requisito dei sei anni sulle revoche è quello che sorprende di più in consulenza: una revoca per inadempimento su un vecchio bando, anche di tipo diverso, può chiudere la porta oggi. Si controlla prima di spendere tempo sul progetto.
Cooperative sociali e sede
Le cooperative sociali devono risultare iscritte all’Albo regionale (L.R. 21/1993) oppure iscriversi entro la conclusione dell’intervento, pena la revoca. La FAQ n. 9 precisa che l’obbligo riguarda solo il proponente, non i partner. La sede del progetto deve essere nella piena disponibilità del beneficiario già alla presentazione: proprietà, usufrutto, affitto o comodato d’uso vanno bene (FAQ 2 e 3). Se l’immobile è pubblico e concesso a un’ATS di cui la cooperativa fa parte, la disponibilità non basta: deve essere disposta a favore dell’impresa che candida il progetto (FAQ 5).
Ogni soggetto può presentare una sola istanza, a pena di esclusione, salvo ricandidarsi dopo un’istruttoria con esito negativo. Niente raggruppamenti: la proposta è della singola impresa sociale o cooperativa (FAQ 11). Un proponente può però essere partner in un progetto di altri, purché le due proposte siano autonome e distinte (FAQ 13). Una cooperativa neocostituita può partecipare se rispetta tutti i requisiti (FAQ 4).
Quali progetti finanzia il bando Impatto sociale
I progetti devono soddisfare almeno uno di questi criteri: soluzioni innovative a bisogni sociali esistenti e urgenti; ottimizzazione di soluzioni esistenti in termini di efficacia; risultato sociale che generi miglioramento sistemico; approccio multidisciplinare, anche tra innovazione sociale e tecnologica; co-produzione e co-creazione con partner o fruitori finali.
L’Avviso elenca, a titolo esemplificativo, otto aree di intervento: welfare di comunità e mutuo aiuto; co-working con una community di professionalità diverse; servizi collaborativi per fragilità sociale, anziani, famiglie monoparentali e persone con disabilità; assistenza leggera di prossimità; servizi di comunità con piattaforme abilitanti ed economia circolare; beni e servizi per l’assistenza territoriale anche con ICT; turismo accessibile e welfare culturale; inclusione socio-lavorativa delle persone fragili.
Il progetto deve indicare almeno il contesto territoriale, i target e i bisogni, i beni o servizi da erogare e come, il coinvolgimento degli stakeholder e la sede. Ed è qui che si decide metà della partita: la valutazione chiede una misurazione dell’impatto sociale secondo il DM 23 luglio 2019, con indicatori quantitativi e qualitativi. Un progetto senza dimensioni di impatto misurabili perde punti pesanti.
Impatto sociale: spese ammissibili e limiti per voce
Le spese seguono il D.P.R. 66/2025 e devono essere direttamente ed esclusivamente imputabili al progetto, tracciabili (bonifico, assegno non trasferibile, pagamento elettronico), documentate con fatture quietanzate che riportino il CUP, e sostenute dalla firma dell’Atto Unilaterale d’Obbligo fino al termine del progetto. Attenzione a questo passaggio: nulla di ciò che si spende prima della firma è rimborsabile, nemmeno se previsto in domanda.
a) Opere edili
Cosa comprende:Manutenzione ordinaria e impianti funzionali alla sede, ad utilità pluriennale
Limite:25% dell’investimento
b) Beni strumentali
Cosa comprende:Mobili, arredi, macchinari, attrezzature, automezzi commerciali nuovi di fabbrica
Limite:30% dell’investimento
c) Personale
Cosa comprende:Personale impiegato nel progetto, con contratti conformi ai CCNL più rappresentativi
Limite:Nessun tetto specifico
d) Servizi
Cosa comprende:Servizi funzionali al progetto (inclusi noleggio, leasing, affitto di terreni e spazi)
Limite:Nessun tetto specifico
e) Brevetti e licenze
Cosa comprende:Brevetti, marchi, licenze software ad utilità pluriennale
Limite:Nessun tetto specifico
f) Piattaforme digitali
Cosa comprende:Sviluppo di piattaforme B2B e B2C, e-commerce proprietari, app mobile
Limite:Nessun tetto specifico
g) Consulenze specialistiche
Cosa comprende:Consulenze afferenti al progetto, escluse quelle per la presentazione della proposta
Limite:15% dell’investimento
h) Prima certificazione
Cosa comprende:Parità di genere, ambientale, etica o qualità (esclusi i rinnovi)
Limite:Nessun tetto specifico
i) Polizza fideiussoria
Cosa comprende:Costo della garanzia a copertura dell’anticipazione
Limite:Nessun tetto specifico
Costi indiretti
Cosa comprende:Tasso forfettario, senza giustificativi
Limite:7% dei costi diretti ammissibili
Le percentuali di 25%, 30% e 15% si calcolano sul costo totale del progetto, non sul solo contributo (FAQ n. 15). L’IVA è ammissibile solo se indetraibile, con dichiarazione in Allegato 5.
Dove si sbaglia più spesso
- Professionisti. I professionisti persone fisiche vanno nelle consulenze specialistiche (voce g, tetto 15%); le prestazioni di persone giuridiche vanno nei servizi (voce d). Collocare un professionista nella voce sbagliata cambia il rispetto dei tetti (FAQ 14).
- Leasing e noleggio. Non rientrano nei macchinari della voce b: sono servizi (voce d), quindi fuori dal tetto del 30% (FAQ 7).
- Infragruppo e parentele. Dopo la D.D. 1191 del 10/09/2025 sono escluse le prestazioni infragruppo e quelle fornite da soci o amministratori, dai loro coniugi, parenti o affini entro il secondo grado, anche se il legame passa per un socio o amministratore del fornitore (FAQ 12). Un socio assunto come project manager, per dire, è un caso da verificare con attenzione.
- Prime certificazioni. Si finanzia la prima per ogni tipologia, non solo una in totale (FAQ 10).
Punteggi del bando Impatto sociale: la soglia dei 60 punti
La valutazione di merito vale 100 punti. Si è ammessi con almeno 60/100, sempre nei limiti della dotazione. Questa è la tabella dei criteri.
A. Coerenza esterna (5)
A.1 Coerenza con il tessuto socioeconomico: riferimenti espliciti alle variabili sociali ed economiche del territorioPunti: 0 / 5
B. Coerenza interna (15)
B.1 Risposta ai bisogni sociali: nessuna correlazione 0; correlazione chiara 10; correlazione chiara con dimensioni di impatto coerenti e misurabili 15Punti: 0 / 10 / 15
C. Qualità progettuale (45)
C.1 Chiarezza, completezza e coerenza della propostaPunti: 0 / 10
C.2 Partnership stabili e strategiche: assenti 0; ruoli definiti genericamente 5; ruoli e attività definiti puntualmente 10Punti: 0 / 5 / 10
C.3 Innovazione tecnologica e/o digitalizzazionePunti: 0 / 10
C.4 Uso di beni immobili pubblici in piena disponibilitàPunti: 0 / 5
C.5 Sostenibilità dell’impatto nel tempo: nessuna indicazione 0; generica 5; strategia economica chiara 10Punti: 0 / 5 / 10
D. Premialità (35)
D.1 Certificazioni in corso di validità: ambientale, qualità o etica 5; parità di genere (UNI/PdR 125/2022) 10; massimo 15Punti: 0 / 5 / 10 (max 15)
D.2 Cofinanziamento: fino al 10% → 10; oltre il 10% e fino al 20% → 15; oltre il 20% → 20Punti: 0 / 10 / 15 / 20
Totale massimo: 100 punti
I valori del cofinanziamento (D.2) dell’Avviso Impatto sociale sono quelli della versione modificata dalla D.D. 1191/2025. Le fasce originarie erano diverse, e molti articoli in circolazione riportano ancora quelle vecchie.
Il conto che conviene fare subito
Nel bando Impatto sociale, sommando i criteri A, B e C si arriva a 65 punti. Senza alcuna premialità (niente certificazioni, niente cofinanziamento) il massimo teorico è quindi 65, e la soglia è 60. Significa che una proposta senza premialità può permettersi di perdere solo 5 punti in tutta la valutazione. In pratica è quasi impossibile: bastano un’indicazione generica sulla sostenibilità (5 punti persi) o una partnership descritta senza ruoli precisi per scendere sotto. Il cofinanziamento è quindi la leva più concreta, perché vale fino a 20 punti ed è nelle mani dell’impresa.
Un esempio. Un progetto da 240.000 euro con 200.000 di contributo e 40.000 di cofinanziamento ha un cofinanziamento pari al 16,7% dell’importo complessivo: ricade nella fascia “oltre il 10% e fino al 20%” e vale 15 punti. Per passare alla fascia da 20 punti servirebbe superare il 20% del totale (oltre 48.000 euro su 240.000). Nota l’effetto: cinque punti in più costano circa 8.000 euro di risorse proprie.
Il cofinanziamento deve essere in risorse proprie aggiuntive, a valere sulle stesse voci del piano finanziario, e va documentato e rendicontato. Se in controllo una parte non risulta documentata, il contributo pubblico viene ridotto in proporzione.
Come si presenta la domanda al bando Impatto sociale
Si fa tutto sulla piattaforma Bandi PugliaSociale. Il legale rappresentante si accredita con SPID, CIE o CNS, certifica PEC o email e cellulare con i codici ricevuti, e deve avere una firma digitale valida: tutti i documenti vanno firmati in formato PAdES. La piattaforma controlla la firma; senza di essa non si completa l’invio.
Documenti da presentare
Allegato 1:Domanda di finanziamento, generata dal portale
Allegato 2:Scheda illustrativa del progetto, con quadro economico e cofinanziamento
Allegato 3:Dichiarazione sulla dimensione d’impresa e sul rispetto del massimale de minimis
Allegato 4:Dichiarazione DNSH (non arrecare un danno significativo)
Allegato 5:Dichiarazione sul regime IVA applicabile
Allegato 6:Abstract del progetto, pubblicato ai sensi degli artt. 26 e 27 D.Lgs. 33/2013
Titolo sulla sede:Proprietà o disponibilità giuridica per la durata dell’obbligo di stabilità
Partnership:Documentazione sulle collaborazioni stabili e strategiche (se presenti)
Certificazioni:Parità di genere, qualità, ambientale, etica, in corso di validità all’invio
Una domanda inviata non si modifica: va annullata e ricompilata, e l’annullamento è possibile fino a un’ora prima del termine ultimo per l’invio e comunque finché non è iniziata l’istruttoria. Per gli Allegati 1 e 2 non è previsto il soccorso istruttorio: se mancano o non sono firmati, la domanda è inammissibile. Per le altre irregolarità documentali la Regione può chiedere integrazioni.
L’istruttoria del bando Impatto sociale si chiude entro 90 giorni lavorativi dall’invio, con elenchi mensili di operazioni ammissibili, salvo integrazioni. Non ci sono contributi parziali: se le risorse residue non coprono l’intero contributo richiesto, la proposta non viene finanziata, anche se ammissibile e sopra soglia. Ed è per questo che l’ordine di arrivo conta.
Erogazione, garanzie e rendicontazione
Dopo l’ammissione al bando Impatto sociale si firma l’Atto Unilaterale d’Obbligo con la Regione. Il progetto dura da 12 a 18 mesi dalla firma. Il contributo si eroga in due modi.
Anticipazione e saldo
40% anticipo:Richiesta, attestazione di avvio del progetto, polizza fideiussoria per l’importo anticipato
40% intermedio:Relazione di avanzamento e rendicontazione di almeno il 100% della precedente erogazione (più quota di cofinanziamento)
20% saldo:Rendicontazione del 100% dei costi diretti, relazione finale (DM 4 luglio 2019), reportistica d’impatto
Saldo unico
100% a fine progetto:Tutta la documentazione finale; nessuna polizza richiesta
La polizza deve essere rilasciata da banche, assicurazioni autorizzate al ramo cauzioni o intermediari iscritti all’albo ex art. 106 TUB, secondo il modello regionale, e resta valida fino a 24 mesi dopo il termine di rendicontazione. Il costo è una spesa ammissibile (voce i). Scegliere il saldo unico evita la polizza ma obbliga l’impresa ad anticipare l’intero progetto: per una realtà piccola, è una decisione di liquidità da prendere prima di presentare la domanda.
I costi indiretti, pari al 7% dei costi diretti, vengono riconosciuti automaticamente a ogni erogazione, senza giustificativi. Il rendiconto finale va presentato entro 60 giorni dalla scadenza dell’Atto, salvo proroga motivata; le spese non rendicontate entro quel termine non sono ammissibili. Per cinque anni dal 31 dicembre dell’anno dell’ultimo pagamento vanno conservati i documenti. Eventuali variazioni delle dichiarazioni rese in domanda si comunicano entro 10 giorni.
Impatto sociale: cumulabilità con altre agevolazioni e de minimis
Il contributo dell’Avviso Impatto sociale è concesso in regime de minimis. Il massimale è di 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre esercizi finanziari (Reg. UE 2023/2831). Il proponente dichiara in Allegato 3 gli altri aiuti de minimis ricevuti, e la Regione verifica sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato. Se l’aiuto supera la capienza residua, la concessione è possibile solo entro il massimale e l’impresa deve garantire con risorse proprie l’intero piano: non è ammessa la rimodulazione al ribasso, pena la non finanziabilità o la revoca.
Sulla cumulabilità, l’Avviso è meno netto di quanto sembri. Il testo dice che i contributi non sono cumulabili con altri contributi pubblici “qualora riferiti alla stessa tipologia di costi ammissibili”. Ecco come leggerlo.
Altro contributo pubblico sulle stesse spese del progetto
Cumulabile?❌ No
Condizioni e note:Divieto esplicito della Sezione 5; l’Atto d’Obbligo vincola al divieto di doppio finanziamento
Altro contributo pubblico su spese distinte
Cumulabile?⚠️ Da verificare
Condizioni e note:Il testo parla di “stessa tipologia di costi”, formula più ampia della singola fattura: va chiarita con la Regione per il caso concreto
Altri aiuti de minimis
Cumulabile?⚠️ Entro il massimale
Condizioni e note:Tutti gli aiuti de minimis nei tre esercizi concorrono ai € 300.000; si dichiarano in Allegato 3
Cofinanziamento con fondi propri
Cumulabile?✅ Sì
Condizioni e note:Solo risorse aggiuntive dell’impresa, sulle stesse voci del piano; dà punteggio (D.2)
Crediti d’imposta sugli stessi investimenti
Cumulabile?⚠️ Da verificare
Condizioni e note:Il divieto tipico riguarda le stesse voci di spesa; sulle voci distinte dipende dalla norma del singolo credito
⚠️ Attenzione: Il bando Impatto sociale non è cumulabile con altri contributi pubblici sulla stessa tipologia di costi. Chi ha già un finanziamento agevolato su attrezzature o personale dello stesso progetto deve separare con precisione le voci prima di candidarsi.
Un tema che il bando non nomina espressamente è la compatibilità con strumenti non agevolativi, come un normale finanziamento bancario per la parte non coperta: lì non si pone il divieto di cumulo, ma conta il rispetto del piano finanziario e della tracciabilità.
Errori da evitare e cosa fare ora
Dalle pratiche seguite su bandi simili, gli inciampi si ripetono. I principali, qui, sono questi.
- Spendere prima della firma dell’Atto d’Obbligo. Nulla è rimborsabile.
- Sottovalutare l’impatto misurabile. Senza indicatori coerenti con il DM 23/07/2019 si perdono 5 dei 15 punti del criterio B.1.
- Partnership di facciata. Servono documenti con ruoli e attività puntuali: la lettera di intenti generica vale 5 punti, non 10.
- Allegati 1 e 2 incompleti. Qui il soccorso istruttorio non c’è.
- Dimenticare le revoche degli ultimi sei anni.
- Fatture senza CUP. Il CUP è assegnato dalla Regione e deve comparire su ogni giustificativo.
Se lo sportello non è più utilizzabile
Il lavoro non va perso. Un progetto di innovazione sociale costruito bene (bisogni documentati, partnership scritte, piano di sostenibilità, indicatori di impatto) si riadatta ad altre misure. Su questo sito trovi la panoramica sui finanziamenti per il Terzo settore, il quadro del piano Puglia Moltiplica e, per chi sta avviando un’impresa, il confronto tra NIDI Puglia e Resto al Sud 2.0. Per capire come funziona il massimale che governa questo bando, leggi anche la guida agli aiuti de minimis.
Per approfondire le fonti: la pagina ufficiale dell’Avviso sul sito della Regione Puglia, la piattaforma Bandi PugliaSociale e il testo del Regolamento (UE) 2023/2831 sul de minimis.
Conclusione: cosa portarti a casa
Impatto sociale è un bando generoso ma esigente: copre fino al 100% dei costi, fino a 200.000 euro di contributo, e chiede in cambio un progetto misurabile e documentato fin dalla domanda. I punti che decidono sono pochi. La soglia di 60 punti con un massimo senza premialità di 65, il cofinanziamento che da solo vale fino a 20 punti, il divieto di spendere prima dell’Atto d’Obbligo e lo sportello a esaurimento fondi.
Il consiglio pratico: prima di scrivere una riga di progetto, verifica se la piattaforma accetta ancora candidature. Se sì, fai il conto sul cofinanziamento e sulla liquidità. Se no, tieni il progetto pronto per la prossima apertura o per una misura analoga: arrivare con indicatori, partner e sede già a posto è il vantaggio più concreto.
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Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.
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