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Terzo settore: Opportunità di Finanziamenti

Punti chiave

Introduzione
Perché le iniziative nel terzo settore hanno opportunità di successo Nel 2026 gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore hanno superato quota 150.000. Non è una moda: è un settore strutturato, con regole proprie, risorse dedicate e un percorso di crescita che si può fare a piccoli passi. Questa pagina ti aiuta […]

Perché le iniziative nel terzo settore hanno opportunità di successo

Nel 2026 gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore hanno superato quota 150.000. Non è una moda: è un settore strutturato, con regole proprie, risorse dedicate e un percorso di crescita che si può fare a piccoli passi. Questa pagina ti aiuta a capire se la tua idea ha spazio, e da dove conviene partire.

Parlo a due lettori. A chi ha in mente un’attività sociale, culturale o ambientale, o la porta avanti già in modo informale con un gruppo di persone. E a chi opera in un ente del terzo settore e vuole crescere, trovare nuove risorse, guardare ai progetti europei. Non troverai qui nomi di bandi, importi o scadenze: cambiano di continuo e hanno una scheda dedicata.

Opportunità, però, non vuol dire successo garantito. Lo dico subito e lo ripeto più sotto, perché è la parte che distingue un’idea che regge da un’idea che si ferma al primo anno.

Hai già un’idea o un gruppo di persone?
Compila il modulo in pochi minuti: ti ricontattiamo per un primo confronto su da dove partire.

Dove ti trovi? Scegli da dove leggere

Parti da zero o sei ancora informale
Leggi le tre ragioni del successo, cosa serve perché un’idea regga e i primi due livelli del percorso: costituire l’associazione e iscriversi al RUNTS. →
Operi già nel terzo settore
Vai alle categorie di opportunità e ai livelli tre e quattro del percorso: rete sul territorio, progetti europei e portali UE. →

Che cos’è il terzo settore, in due minuti

È l’insieme degli enti privati che non distribuiscono utili e perseguono finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale. Stanno a metà strada tra le imprese, che puntano al profitto, e la pubblica amministrazione, che risponde al dovere istituzionale.

Le forme principali sono le associazioni di promozione sociale (APS), le organizzazioni di volontariato (ODV), le imprese sociali e le fondazioni. Cambiano la struttura, la governance e il modo in cui possono ricevere risorse, ma condividono lo stesso impianto normativo, il Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017).

Per un approfondimento sulla forma più usata dai piccoli gruppi, trovi la guida su come costituire un’associazione APS.

Perché le iniziative nel terzo settore hanno opportunità di successo

Tre ragioni, ciascuna con un dato ufficiale. Ho preferito pochi numeri, controllati e datati, a molti numeri generici.

1. C’è una domanda sociale e culturale che mercato e PA non coprono da soli

L’ISTAT censisce 363.499 istituzioni non profit attive al 31 dicembre 2020, con 870.183 dipendenti. Nel 2021 gli enti con volontari erano il 72,1% del totale. Un settore diffuso e radicato, che funziona perché risponde a bisogni concreti: assistenza, cultura, ambiente, educazione, inclusione.

Nei territori piccoli, come gran parte del Salento, i servizi che né il mercato né il Comune riescono a garantire da soli sono molti. È qui che un gruppo organizzato trova spazio. Il Sud ospita il 18,2% delle istituzioni non profit italiane e le Isole il 9,4%.

Un dato locale, dall’elenco ufficiale del Ministero del Lavoro al 16 ottobre 2026: in provincia di Lecce risultano iscritti al RUNTS 2.288 enti, più della metà (1.153) sono associazioni di promozione sociale. Significa che la forma associativa è già ben presente sul territorio, e che c’è una rete con cui confrontarsi.

2. Esistono risorse e regole pensate per questi enti

Il Codice del Terzo settore prevede regole fiscali e rapporti con la pubblica amministrazione dedicati agli enti iscritti al RUNTS. E ci sono risorse che passano da canali specifici: contributi pubblici, bandi di fondazioni, programmi europei, 5 per mille.

3. Si cresce per gradini, con costi iniziali contenuti

Un gruppo informale può costituirsi in associazione con una scrittura privata registrata, con costi vivi che nei casi più semplici restano nell’ordine di poche centinaia di euro (stima). Poi iscriversi al RUNTS, costruire rete e referenze, e solo dopo guardare ai progetti più grandi. Il percorso qui sotto è proprio questo.

Il terzo settore in quattro numeri

Un settore grande e strutturato, con una fragilità da non nascondere: i volontari sono in calo.

363.499
istituzioni non profit in Italia al 31/12/2020 (+0,2% sul 2019)
4.661.270
volontari nel 2021, in calo del 15,7% rispetto al 2015
153.786
enti iscritti al RUNTS al 16/10/2026

Fonti: ISTAT (registro statistico 2020, rilevazione volontari 2021); Ministero del Lavoro, elenco degli enti iscritti al RUNTS al 16/10/2026 (elaborazione propria). Ottobre 2026.

DatoValoreFonte e data
Istituzioni non profit in Italia363.499 (+0,2% sul 2019)ISTAT, registro statistico al 31/12/2020
Volontari4.661.270 (-15,7% rispetto al 2015)ISTAT, rilevazione 2021
Enti iscritti al RUNTS153.786, di cui 73.510 APS e 39.157 ODVMinistero del Lavoro, elenco degli enti iscritti al RUNTS aggiornato al 16/10/2026 (elaborazione propria)
Enti iscritti in provincia di Lecce2.288, di cui 1.153 APS, 558 ODV e 409 imprese socialiMinistero del Lavoro, elenco degli enti iscritti al RUNTS al 16/10/2026, sede legale (elaborazione propria)

Nota onesta: i volontari sono in calo del 15,7% rispetto al 2015. Chi pensa di fondare un ente contando su braccia gratuite deve saperlo, perché è la prima fragilità di molte iniziative.

Cosa serve perché un’idea regga (e quando è meglio aspettare)

Le opportunità ci sono, il successo dipende da cosa metti in piedi. Cinque domande che io farei a chiunque mi dicesse «voglio aprire un’associazione».

  • Lo scopo è chiaro? Se non riesci a spiegarlo in due frasi, nessun finanziatore lo capirà.
  • Siete almeno in sette? Per una APS servono almeno sette persone fisiche o tre APS, e il numero va mantenuto nel tempo.
  • C’è tempo per la gestione? Registri, rendiconto, assemblee, adempimenti. Non è burocrazia opzionale, è ciò che rende un ente finanziabile.
  • L’attività sta in piedi con i volontari? Con volontari in calo, un piano che dipende da una sola persona è fragile.
  • Chi tiene i conti? Anche una piccola associazione ha bisogno di qualcuno che tenga ordinati incassi, spese e rendiconto.

Se rispondi no a due o più domande, probabilmente è presto per costituire un ente. Meglio un periodo di attività informale, magari con un’associazione già esistente che ti ospiti come progetto. Questo è anche un consiglio da non sottovalutare: costituire è facile, tenere in piedi no.

Quali opportunità esistono, per categoria

Nessun nome di bando, perché cambiano. Le categorie restano.

  • Contributi pubblici regionali e locali: avvisi per progetti sociali, culturali e ambientali, spesso con il Comune o un altro ente pubblico come partner.
  • Bandi di fondazioni: erogazioni per progetti, di solito con requisiti sull’ente e sulla rete di partner.
  • Programmi europei: progetti, mobilità e scambi, con partenariati internazionali.
  • 5 per mille e agevolazioni fiscali: risorse dei sostenitori e regime fiscale riservato agli enti iscritti al RUNTS.
  • Convenzioni e co-progettazione con enti pubblici: collaborazioni strutturate con la pubblica amministrazione, previste dagli artt. 55 e 56 del Codice del Terzo settore.
  • Finanza per le imprese sociali: strumenti pensati per chi svolge attività economica con finalità sociali.

L’elenco aggiornato di schede e approfondimenti lo trovi in fondo alla pagina, in tutte le opportunità.

Il percorso di crescita: da un’idea (o da un’attività informale) ai progetti europei

Quattro livelli. Non è obbligatorio farli tutti né in quest’ordine, ma è l’ordine che riduce i rischi.

Quattro livelli, un gradino alla volta

Non è obbligatorio farli tutti né in quest’ordine, ma è l’ordine che riduce i rischi.

1
Costituire
associazione e statuto
2
Iscriversi al RUNTS
misure e credibilità
3
Rete ed esperienza
sul territorio
4
Aprirsi all’Europa
progetti e portali UE

Schema del percorso descritto in questa pagina. Ottobre 2026.

Livello 1. Costituire l’associazione

Scopo, soci fondatori, statuto, atto costitutivo, registrazione e codice fiscale. Per una piccola APS basta spesso una scrittura privata registrata, senza notaio.

Vantaggio: una struttura formale per ricevere contributi, aprire un conto e firmare convenzioni. Guida completa alla costituzione

Come possiamo affiancarti
Stesura di atto costitutivo e statuto, definizione di oggetto sociale e organi, regolamento interno e modulistica dei soci, verbale dell’assemblea costitutiva; poi registrazione dell’atto e codice fiscale dell’ente.

Livello 2. Iscriversi al RUNTS

Il Registro unico nazionale dà accesso alle misure riservate agli enti del terzo settore e aumenta la credibilità verso finanziatori ed enti pubblici. La domanda si presenta online, con identità digitale e firma digitale del legale rappresentante.

Vantaggio: accesso alle misure riservate agli ETS, al 5 per mille e alle agevolazioni fiscali previste dal Codice. Come fare l’iscrizione

Come possiamo affiancarti
Verifica dei requisiti, adeguamento dello statuto al Codice del Terzo settore, documentazione, domanda telematica e gestione delle richieste di integrazione; poi libri sociali e impostazione dei primi adempimenti contabili.

Livello 3. Costruire rete ed esperienza sul territorio

Prime collaborazioni con altre associazioni e con i Comuni, partenariati locali, qualche progetto piccolo portato a termine e rendicontato bene. È il livello che molti saltano e che pesa di più nelle valutazioni: chi finanzia guarda cosa hai già fatto.

Vantaggio: reputazione, referenze e accesso a informazioni su avvisi e partenariati. Ogni territorio ha un Centro di servizio per il volontariato (CSV), con servizi di consulenza e formazione per gli enti: la rete è descritta su CSVnet. Per le reti di rappresentanza c’è il Forum del Terzo Settore.

Come possiamo affiancarti
Mappatura degli enti pubblici interessati e supporto al primo contatto istituzionale; email e lettere di presentazione; schede di adesione preliminare con diverse opzioni di partecipazione (rete, cofinanziamento, patrocinio); lettere di disponibilità non vincolanti; impostazione degli accordi di partenariato.

Livello 4. Aprirsi all’Europa

I progetti europei non sono riservati ai grandi enti. Un’associazione piccola può partecipare come partner, a patto di avere gli identificativi giusti e di saper dove cercare i partner. Questi sono i portali da conoscere.

Per presentare progetti:

Per trovare contatti con altre associazioni:

Un’avvertenza che vale più di qualsiasi elenco: la scadenza europea non sempre coincide con quella dell’Agenzia Nazionale. Verifica sempre il termine dell’ente che gestisce lo specifico bando. Link controllati tra il 18 e il 19 ottobre 2026.

Vantaggio: accesso a progetti e partner oltre il territorio, e a un modo di lavorare che rafforza anche l’attività locale.

Come possiamo affiancarti
Valutazione delle linee di finanziamento europee coerenti con il progetto e pianificazione dei tempi; supporto alla costruzione di partenariati nazionali ed europei. Per ogni candidatura: analisi dell’avviso e dei requisiti di ammissibilità, coerenza tra idea e finalità, scelta del capofila e governance, precompilazione degli allegati, scheda progetto, piano delle attività, budget, verifica del cofinanziamento e delle condizioni di rendicontazione, calendario delle scadenze.

Un caso concreto: da un gruppo di persone a un’associazione

Ho seguito di recente la nascita di una piccola associazione di promozione sociale nel Salento, con un gruppo di sette fondatori e un’idea chiara: attività culturali e formative sul territorio. Lo racconto in forma anonima, perché i passaggi sono quelli che incontra quasi chiunque.

Tre nodi tra il gruppo e l’ente iscritto

Il caso, in forma anonima, letto come percorso: dove si inceppa e come si è risolto.

Un gruppo di persone con un’idea
▼
1Lo statuto
Problemail gruppo voleva elencare molte attività.
Sceltapoche attività di interesse generale, coerenti tra loro e con ciò che il gruppo fa davvero.
Da ricordareun profilo leggibile conta più di un profilo ampio.
▼
2Il denaro dei fondatori
Problemaquota e contributo si confondono.
Sceltaquota annuale per tutti i soci, contributo una tantum solo per i fondatori.
Da ricordareil contributo non è capitale e non è restituibile: va spiegato prima della firma.
▼
3Gli strumenti digitali
Problemachi rappresenta l’ente non usa con facilità identità e firma digitale.
Sceltadelega a una persona di fiducia per la parte operativa.
Da ricordareè il punto dove molte pratiche si fermano per settimane.
▼
Arrivo: scrittura privata registrata, codice fiscale dell’ente, domanda di iscrizione al RUNTS

Caso reale in forma anonima. Nessun nome, data, comune o importo. Ottobre 2026.

Il primo nodo è stato lo statuto. Il gruppo avrebbe voluto elencare molte attività, ma un ente che dichiara dieci cose diverse diventa illeggibile a chi lo valuta. Abbiamo scelto poche attività di interesse generale, coerenti tra loro e con ciò che il gruppo faceva davvero. Per un ente che vuole accedere a bandi, la leggibilità del profilo conta più dell’ampiezza.

Il secondo nodo è stato il denaro dei fondatori. Quota associativa annuale e contributo di costituzione sono due cose diverse: la prima vale per tutti i soci, presenti e futuri, e conviene tenerla bassa; il secondo è un versamento una tantum dei soli fondatori, che non è capitale e non è restituibile. Spiegarlo prima della firma ha evitato malintesi dopo.

Il terzo nodo è stato più pratico che giuridico: la persona che doveva rappresentare l’associazione non era a suo agio con gli strumenti digitali, necessari per la domanda al Registro. La soluzione è stata una delega a una persona di fiducia per la parte operativa. Sembra un dettaglio. In realtà è dove molte pratiche si fermano per settimane.

Scrittura privata registrata, codice fiscale dell’ente, poi la domanda di iscrizione al RUNTS. Nessun passaggio complicato in sé, ma un ordine da rispettare e una serie di scadenze da non perdere.

Domande frequenti

Posso fare terzo settore senza essere iscritto al RUNTS?

Sì, puoi costituire un’associazione e operare anche senza iscrizione. Ma le misure riservate agli enti del terzo settore e le agevolazioni fiscali previste dal Codice richiedono l’iscrizione.

Serve un notaio per costituire un’associazione?

Per un’associazione non riconosciuta no: basta una scrittura privata registrata. Il notaio serve per la personalità giuridica o se si vuole il canale accelerato di iscrizione.

Un’associazione appena nata può partecipare a un progetto europeo?

Sì, come partner, se ha gli identificativi richiesti. Capire cosa serve per presentare in proprio è un’altra cosa e richiede esperienza.

Le scadenze europee valgono per tutti?

No. Per i bandi gestiti dalle Agenzie Nazionali conta il termine dell’Agenzia competente. Controlla sempre.

Tutte le opportunità e gli approfondimenti

Possiamo affiancarti in ogni fase

FinanziamentiSalento.com può affiancarti in tutti i passaggi del percorso, dall’idea ai progetti europei. Ogni fase si definisce con un incarico chiaro, prima di iniziare.

Prima: l’idea
Verifica di fattibilità: l’idea regge? Le cinque domande, applicate al tuo caso.
Livello 1. Costituire
Bozza di statuto e atto costitutivo, attività dell’art. 5, registrazione e codice fiscale.
Livello 2. Iscriversi al RUNTS
Domanda online, documenti, PEC, firma digitale o delega, risposta alle integrazioni.
Livello 3. Rete ed esperienza
Impostazione dei primi progetti, rendicontazione ordinata, contatti con enti e partner sul territorio.
Livello 4. Aprirsi all’Europa
Identificativi (OID e PIC), ricerca partner, valutazione dei bandi e supporto alla candidatura.

Il supporto è su misura: perimetro e importo si definiscono in un preventivo scritto prima di iniziare.

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Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa pagina.

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Perché le iniziative nel terzo settore hanno opportunità di successo

Nel 2026 gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore hanno superato quota 150.000. Non è una moda: è un settore strutturato, con regole proprie, risorse dedicate e un percorso di crescita che si può fare a piccoli passi. Questa pagina ti aiuta a capire se la tua idea ha spazio, e da dove conviene partire.

Parlo a due lettori. A chi ha in mente un’attività sociale, culturale o ambientale, o la porta avanti già in modo informale con un gruppo di persone. E a chi opera in un ente del terzo settore e vuole crescere, trovare nuove risorse, guardare ai progetti europei. Non troverai qui nomi di bandi, importi o scadenze: cambiano di continuo e hanno una scheda dedicata.

Opportunità, però, non vuol dire successo garantito. Lo dico subito e lo ripeto più sotto, perché è la parte che distingue un’idea che regge da un’idea che si ferma al primo anno.

Hai già un’idea o un gruppo di persone?
Compila il modulo in pochi minuti: ti ricontattiamo per un primo confronto su da dove partire.

Dove ti trovi? Scegli da dove leggere

Parti da zero o sei ancora informale
Leggi le tre ragioni del successo, cosa serve perché un’idea regga e i primi due livelli del percorso: costituire l’associazione e iscriversi al RUNTS. →
Operi già nel terzo settore
Vai alle categorie di opportunità e ai livelli tre e quattro del percorso: rete sul territorio, progetti europei e portali UE. →

Che cos’è il terzo settore, in due minuti

È l’insieme degli enti privati che non distribuiscono utili e perseguono finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale. Stanno a metà strada tra le imprese, che puntano al profitto, e la pubblica amministrazione, che risponde al dovere istituzionale.

Le forme principali sono le associazioni di promozione sociale (APS), le organizzazioni di volontariato (ODV), le imprese sociali e le fondazioni. Cambiano la struttura, la governance e il modo in cui possono ricevere risorse, ma condividono lo stesso impianto normativo, il Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017).

Per un approfondimento sulla forma più usata dai piccoli gruppi, trovi la guida su come costituire un’associazione APS.

Perché le iniziative nel terzo settore hanno opportunità di successo

Tre ragioni, ciascuna con un dato ufficiale. Ho preferito pochi numeri, controllati e datati, a molti numeri generici.

1. C’è una domanda sociale e culturale che mercato e PA non coprono da soli

L’ISTAT censisce 363.499 istituzioni non profit attive al 31 dicembre 2020, con 870.183 dipendenti. Nel 2021 gli enti con volontari erano il 72,1% del totale. Un settore diffuso e radicato, che funziona perché risponde a bisogni concreti: assistenza, cultura, ambiente, educazione, inclusione.

Nei territori piccoli, come gran parte del Salento, i servizi che né il mercato né il Comune riescono a garantire da soli sono molti. È qui che un gruppo organizzato trova spazio. Il Sud ospita il 18,2% delle istituzioni non profit italiane e le Isole il 9,4%.

Un dato locale, dall’elenco ufficiale del Ministero del Lavoro al 16 ottobre 2026: in provincia di Lecce risultano iscritti al RUNTS 2.288 enti, più della metà (1.153) sono associazioni di promozione sociale. Significa che la forma associativa è già ben presente sul territorio, e che c’è una rete con cui confrontarsi.

2. Esistono risorse e regole pensate per questi enti

Il Codice del Terzo settore prevede regole fiscali e rapporti con la pubblica amministrazione dedicati agli enti iscritti al RUNTS. E ci sono risorse che passano da canali specifici: contributi pubblici, bandi di fondazioni, programmi europei, 5 per mille.

3. Si cresce per gradini, con costi iniziali contenuti

Un gruppo informale può costituirsi in associazione con una scrittura privata registrata, con costi vivi che nei casi più semplici restano nell’ordine di poche centinaia di euro (stima). Poi iscriversi al RUNTS, costruire rete e referenze, e solo dopo guardare ai progetti più grandi. Il percorso qui sotto è proprio questo.

Il terzo settore in quattro numeri

Un settore grande e strutturato, con una fragilità da non nascondere: i volontari sono in calo.

363.499
istituzioni non profit in Italia al 31/12/2020 (+0,2% sul 2019)
4.661.270
volontari nel 2021, in calo del 15,7% rispetto al 2015
153.786
enti iscritti al RUNTS al 16/10/2026

Fonti: ISTAT (registro statistico 2020, rilevazione volontari 2021); Ministero del Lavoro, elenco degli enti iscritti al RUNTS al 16/10/2026 (elaborazione propria). Ottobre 2026.

Istituzioni non profit in Italia
Valore:363.499 (+0,2% sul 2019)
Fonte e data:ISTAT, registro statistico al 31/12/2020
Volontari
Valore:4.661.270 (-15,7% rispetto al 2015)
Fonte e data:ISTAT, rilevazione 2021
Enti iscritti al RUNTS
Valore:153.786, di cui 73.510 APS e 39.157 ODV
Fonte e data:Ministero del Lavoro, elenco degli enti iscritti al RUNTS aggiornato al 16/10/2026 (elaborazione propria)
Enti iscritti in provincia di Lecce
Valore:2.288, di cui 1.153 APS, 558 ODV e 409 imprese sociali
Fonte e data:Ministero del Lavoro, elenco degli enti iscritti al RUNTS al 16/10/2026, sede legale (elaborazione propria)

Nota onesta: i volontari sono in calo del 15,7% rispetto al 2015. Chi pensa di fondare un ente contando su braccia gratuite deve saperlo, perché è la prima fragilità di molte iniziative.

Cosa serve perché un’idea regga (e quando è meglio aspettare)

Le opportunità ci sono, il successo dipende da cosa metti in piedi. Cinque domande che io farei a chiunque mi dicesse «voglio aprire un’associazione».

  • Lo scopo è chiaro? Se non riesci a spiegarlo in due frasi, nessun finanziatore lo capirà.
  • Siete almeno in sette? Per una APS servono almeno sette persone fisiche o tre APS, e il numero va mantenuto nel tempo.
  • C’è tempo per la gestione? Registri, rendiconto, assemblee, adempimenti. Non è burocrazia opzionale, è ciò che rende un ente finanziabile.
  • L’attività sta in piedi con i volontari? Con volontari in calo, un piano che dipende da una sola persona è fragile.
  • Chi tiene i conti? Anche una piccola associazione ha bisogno di qualcuno che tenga ordinati incassi, spese e rendiconto.

Se rispondi no a due o più domande, probabilmente è presto per costituire un ente. Meglio un periodo di attività informale, magari con un’associazione già esistente che ti ospiti come progetto. Questo è anche un consiglio da non sottovalutare: costituire è facile, tenere in piedi no.

Quali opportunità esistono, per categoria

Nessun nome di bando, perché cambiano. Le categorie restano.

  • Contributi pubblici regionali e locali: avvisi per progetti sociali, culturali e ambientali, spesso con il Comune o un altro ente pubblico come partner.
  • Bandi di fondazioni: erogazioni per progetti, di solito con requisiti sull’ente e sulla rete di partner.
  • Programmi europei: progetti, mobilità e scambi, con partenariati internazionali.
  • 5 per mille e agevolazioni fiscali: risorse dei sostenitori e regime fiscale riservato agli enti iscritti al RUNTS.
  • Convenzioni e co-progettazione con enti pubblici: collaborazioni strutturate con la pubblica amministrazione, previste dagli artt. 55 e 56 del Codice del Terzo settore.
  • Finanza per le imprese sociali: strumenti pensati per chi svolge attività economica con finalità sociali.

L’elenco aggiornato di schede e approfondimenti lo trovi in fondo alla pagina, in tutte le opportunità.

Il percorso di crescita: da un’idea (o da un’attività informale) ai progetti europei

Quattro livelli. Non è obbligatorio farli tutti né in quest’ordine, ma è l’ordine che riduce i rischi.

Quattro livelli, un gradino alla volta

Non è obbligatorio farli tutti né in quest’ordine, ma è l’ordine che riduce i rischi.

1
Costituire
associazione e statuto
2
Iscriversi al RUNTS
misure e credibilità
3
Rete ed esperienza
sul territorio
4
Aprirsi all’Europa
progetti e portali UE

Schema del percorso descritto in questa pagina. Ottobre 2026.

Livello 1. Costituire l’associazione

Scopo, soci fondatori, statuto, atto costitutivo, registrazione e codice fiscale. Per una piccola APS basta spesso una scrittura privata registrata, senza notaio.

Vantaggio: una struttura formale per ricevere contributi, aprire un conto e firmare convenzioni. Guida completa alla costituzione

Come possiamo affiancarti
Stesura di atto costitutivo e statuto, definizione di oggetto sociale e organi, regolamento interno e modulistica dei soci, verbale dell’assemblea costitutiva; poi registrazione dell’atto e codice fiscale dell’ente.

Livello 2. Iscriversi al RUNTS

Il Registro unico nazionale dà accesso alle misure riservate agli enti del terzo settore e aumenta la credibilità verso finanziatori ed enti pubblici. La domanda si presenta online, con identità digitale e firma digitale del legale rappresentante.

Vantaggio: accesso alle misure riservate agli ETS, al 5 per mille e alle agevolazioni fiscali previste dal Codice. Come fare l’iscrizione

Come possiamo affiancarti
Verifica dei requisiti, adeguamento dello statuto al Codice del Terzo settore, documentazione, domanda telematica e gestione delle richieste di integrazione; poi libri sociali e impostazione dei primi adempimenti contabili.

Livello 3. Costruire rete ed esperienza sul territorio

Prime collaborazioni con altre associazioni e con i Comuni, partenariati locali, qualche progetto piccolo portato a termine e rendicontato bene. È il livello che molti saltano e che pesa di più nelle valutazioni: chi finanzia guarda cosa hai già fatto.

Vantaggio: reputazione, referenze e accesso a informazioni su avvisi e partenariati. Ogni territorio ha un Centro di servizio per il volontariato (CSV), con servizi di consulenza e formazione per gli enti: la rete è descritta su CSVnet. Per le reti di rappresentanza c’è il Forum del Terzo Settore.

Come possiamo affiancarti
Mappatura degli enti pubblici interessati e supporto al primo contatto istituzionale; email e lettere di presentazione; schede di adesione preliminare con diverse opzioni di partecipazione (rete, cofinanziamento, patrocinio); lettere di disponibilità non vincolanti; impostazione degli accordi di partenariato.

Livello 4. Aprirsi all’Europa

I progetti europei non sono riservati ai grandi enti. Un’associazione piccola può partecipare come partner, a patto di avere gli identificativi giusti e di saper dove cercare i partner. Questi sono i portali da conoscere.

Per presentare progetti:

Per trovare contatti con altre associazioni:

Un’avvertenza che vale più di qualsiasi elenco: la scadenza europea non sempre coincide con quella dell’Agenzia Nazionale. Verifica sempre il termine dell’ente che gestisce lo specifico bando. Link controllati tra il 18 e il 19 ottobre 2026.

Vantaggio: accesso a progetti e partner oltre il territorio, e a un modo di lavorare che rafforza anche l’attività locale.

Come possiamo affiancarti
Valutazione delle linee di finanziamento europee coerenti con il progetto e pianificazione dei tempi; supporto alla costruzione di partenariati nazionali ed europei. Per ogni candidatura: analisi dell’avviso e dei requisiti di ammissibilità, coerenza tra idea e finalità, scelta del capofila e governance, precompilazione degli allegati, scheda progetto, piano delle attività, budget, verifica del cofinanziamento e delle condizioni di rendicontazione, calendario delle scadenze.

Un caso concreto: da un gruppo di persone a un’associazione

Ho seguito di recente la nascita di una piccola associazione di promozione sociale nel Salento, con un gruppo di sette fondatori e un’idea chiara: attività culturali e formative sul territorio. Lo racconto in forma anonima, perché i passaggi sono quelli che incontra quasi chiunque.

Tre nodi tra il gruppo e l’ente iscritto

Il caso, in forma anonima, letto come percorso: dove si inceppa e come si è risolto.

Un gruppo di persone con un’idea
▼
1Lo statuto
Problemail gruppo voleva elencare molte attività.
Sceltapoche attività di interesse generale, coerenti tra loro e con ciò che il gruppo fa davvero.
Da ricordareun profilo leggibile conta più di un profilo ampio.
▼
2Il denaro dei fondatori
Problemaquota e contributo si confondono.
Sceltaquota annuale per tutti i soci, contributo una tantum solo per i fondatori.
Da ricordareil contributo non è capitale e non è restituibile: va spiegato prima della firma.
▼
3Gli strumenti digitali
Problemachi rappresenta l’ente non usa con facilità identità e firma digitale.
Sceltadelega a una persona di fiducia per la parte operativa.
Da ricordareè il punto dove molte pratiche si fermano per settimane.
▼
Arrivo: scrittura privata registrata, codice fiscale dell’ente, domanda di iscrizione al RUNTS

Caso reale in forma anonima. Nessun nome, data, comune o importo. Ottobre 2026.

Il primo nodo è stato lo statuto. Il gruppo avrebbe voluto elencare molte attività, ma un ente che dichiara dieci cose diverse diventa illeggibile a chi lo valuta. Abbiamo scelto poche attività di interesse generale, coerenti tra loro e con ciò che il gruppo faceva davvero. Per un ente che vuole accedere a bandi, la leggibilità del profilo conta più dell’ampiezza.

Il secondo nodo è stato il denaro dei fondatori. Quota associativa annuale e contributo di costituzione sono due cose diverse: la prima vale per tutti i soci, presenti e futuri, e conviene tenerla bassa; il secondo è un versamento una tantum dei soli fondatori, che non è capitale e non è restituibile. Spiegarlo prima della firma ha evitato malintesi dopo.

Il terzo nodo è stato più pratico che giuridico: la persona che doveva rappresentare l’associazione non era a suo agio con gli strumenti digitali, necessari per la domanda al Registro. La soluzione è stata una delega a una persona di fiducia per la parte operativa. Sembra un dettaglio. In realtà è dove molte pratiche si fermano per settimane.

Scrittura privata registrata, codice fiscale dell’ente, poi la domanda di iscrizione al RUNTS. Nessun passaggio complicato in sé, ma un ordine da rispettare e una serie di scadenze da non perdere.

Domande frequenti

Posso fare terzo settore senza essere iscritto al RUNTS?

Sì, puoi costituire un’associazione e operare anche senza iscrizione. Ma le misure riservate agli enti del terzo settore e le agevolazioni fiscali previste dal Codice richiedono l’iscrizione.

Serve un notaio per costituire un’associazione?

Per un’associazione non riconosciuta no: basta una scrittura privata registrata. Il notaio serve per la personalità giuridica o se si vuole il canale accelerato di iscrizione.

Un’associazione appena nata può partecipare a un progetto europeo?

Sì, come partner, se ha gli identificativi richiesti. Capire cosa serve per presentare in proprio è un’altra cosa e richiede esperienza.

Le scadenze europee valgono per tutti?

No. Per i bandi gestiti dalle Agenzie Nazionali conta il termine dell’Agenzia competente. Controlla sempre.

Tutte le opportunità e gli approfondimenti

Possiamo affiancarti in ogni fase

FinanziamentiSalento.com può affiancarti in tutti i passaggi del percorso, dall’idea ai progetti europei. Ogni fase si definisce con un incarico chiaro, prima di iniziare.

Prima: l’idea
Verifica di fattibilità: l’idea regge? Le cinque domande, applicate al tuo caso.
Livello 1. Costituire
Bozza di statuto e atto costitutivo, attività dell’art. 5, registrazione e codice fiscale.
Livello 2. Iscriversi al RUNTS
Domanda online, documenti, PEC, firma digitale o delega, risposta alle integrazioni.
Livello 3. Rete ed esperienza
Impostazione dei primi progetti, rendicontazione ordinata, contatti con enti e partner sul territorio.
Livello 4. Aprirsi all’Europa
Identificativi (OID e PIC), ricerca partner, valutazione dei bandi e supporto alla candidatura.

Il supporto è su misura: perimetro e importo si definiscono in un preventivo scritto prima di iniziare.

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