Hai letto il bando NIDI, hai un’idea d’impresa e il timore è uno solo: presentare la domanda e vedersela respingere. Succede per cinque motivi, tutti ricavati dall’avviso e dalle FAQ di Puglia Sviluppo. In sintesi: servono almeno 18 punti su 30 e nessuna delle tre aree sotto 5. Ma prima ancora del voto la domanda può decadere. Per requisiti e importi vedi il bando NIDI Puglia 2026. Qui trovi dove si sbaglia davvero.
1. Requisiti minimi mancanti o impresa in continuità
La mancanza dei requisiti minimi dell’avviso fa decadere la domanda preliminare. Stessa sorte per le iniziative in continuità, rilevamento o ampliamento di imprese già esistenti: l’avviso le dichiara non esaminabili (art. 4). Non c’è un voto da contestare: arriva una comunicazione di decadenza, che l’avviso distingue dal preavviso di rigetto. Verifica prima di tutto la tua categoria tra i soggetti svantaggiati e il tuo passato societario.
2. Un socio non si presenta al colloquio
Il colloquio non è una formalità. L’assenza ingiustificata anche di una sola persona convocata fa decadere la domanda. Se l’assenza è giustificata c’è una seconda convocazione, e se manca ancora qualcuno decade comunque. Nella prima fase partecipano solo i soggetti svantaggiati e si redige un verbale: si verificano i requisiti professionali e la consapevolezza del progetto. Controlla che tutti i convocati siano disponibili nelle date.
3. Le competenze non reggono il progetto
È l’area in cui il colloquio pesa di più. L’avviso valuta la coerenza tra l’idea e le competenze di chi ha i requisiti, e il loro coinvolgimento effettivo, non marginale. I ruoli marginali per i soggetti svantaggiati rendono il progetto non ammissibile. Alla domanda preliminare il titolare o almeno un socio devono già avere le qualifiche o abilitazioni richieste. Un responsabile tecnico esterno vale solo per poche attività: impiantistica, autoriparatori, agenzie di viaggio, lavanderie artigiane, panificazione, pulizie, manutenzione del verde. Le FAQ lo confermano: in un B&B senza competenze specifiche l’iniziativa non può essere ammessa (FAQ 13).
4. Il progetto non è cantierabile o non regge il prestito
Si valuta se gli investimenti si chiudono nel termine dell’avviso, comprese autorizzazioni e licenze. Le FAQ segnalano come critiche le ristrutturazioni pesanti (FAQ 36) e la sede non idonea con un piano sbilanciato sulla ristrutturazione (FAQ 44). C’è poi la sostenibilità: una parte dell’agevolazione è un prestito da restituire, e Puglia Sviluppo può usare banche dati per verificare la capacità di rimborso. Preventivi, tempi e piano economico devono dire la stessa cosa.
5. Il punteggio finale: sotto 18, o una sola area sotto 5
L’art. 14 assegna da 0 a 10 punti a tre aree: competenze, cantierabilità, sostenibilità. Passa chi totalizza almeno 18 su 30 e non scende sotto 5 in nessuna area. Esempio ipotetico: 9, 9 e 4 fanno 22 punti ma la domanda non passa; 6, 6 e 6 fanno 18 e passa. Per l’avviso, un voto sotto 5 indica una sostanziale inadeguatezza delle informazioni presenti nell’istanza e raccolte al colloquio. E le domande non si confrontano tra loro: sono istruite in ordine cronologico e non c’è graduatoria (FAQ 2).
Dopo l’istruttoria: cosa succede
Con la documentazione completa l’esito arriva entro 60 giorni. Se non ci sono motivi ostativi, Puglia Sviluppo chiede entro 30 giorni i documenti per la concessione (titolo di sede registrato, conto dedicato, prova della liquidità), poi concede in via provvisoria oppure comunica l’inammissibilità. Lo sportello resta aperto senza scadenza e, con il comunicato di Puglia Sviluppo del 2 ottobre 2026, la dotazione complessiva è salita a 95,5 milioni di euro.
Prima di presentare la domanda
Non sai se NIDI è la misura giusta? Leggi il confronto tra NIDI e Resto al Sud 2.0 o la scheda dello strumento NIDI Puglia.
Fonti: Avviso pubblico NIDI (BURP n. 110 del 14/12/2023), artt. 4, 11-16; FAQ NIDI di Puglia Sviluppo; comunicato di Puglia Sviluppo del 2 ottobre 2026.
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