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Nuova Sabatini 2026: contributo, requisiti e domanda per le PMI

La Nuova Sabatini non paga le tue macchine: paga gli interessi. La banca o la società di leasing concede il finanziamento con le proprie regole di merito di credito, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riconosce all’impresa un contributo pari agli interessi calcolati a un tasso convenzionale su cinque anni. Su 100.000 euro di finanziamento vale circa 7.700 euro per un investimento ordinario, circa 10.100 per un bene 4.0 o green. Lo sportello è aperto, senza scadenza e senza graduatoria: le domande seguono l’ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Dopo il rifinanziamento da 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 468), al 14 settembre 2026 il Ministero indica ancora circa 1,2 miliardi di euro disponibili.

Sembra semplice, e in parte lo è. Ma la Sabatini si perde quasi sempre negli stessi tre punti: l’ordine firmato prima della domanda, la banca che non delibera, le scadenze che scattano dopo la concessione. Qui trovi requisiti, beni ammessi, calcolo del contributo, procedura passo per passo, obblighi successivi e il cumulo con Iperammortamento e altre misure.

In sintesi

La Nuova Sabatini (art. 2 D.L. 69/2013) è un contributo in conto impianti pari agli interessi su un finanziamento quinquennale, concesso a micro, piccole e medie imprese che acquistano beni strumentali nuovi, anche in leasing. Finanziamento da 20.000 a 4.000.000 di euro; contributo calcolato al 2,75% (ordinari), 3,575% (4.0 e green), 5% per micro e piccole imprese con la variante Capitalizzazione. Domanda via PEC alla banca, sportello a esaurimento risorse. Regime di aiuto: GBER art. 17 e regolamenti ABER/FIBER per agricoltura e pesca, non de minimis.

Nuova Sabatini 2026: come funziona, in due tempi

Il meccanismo è diverso da un fondo perduto, e conviene capirlo prima di costruire l’investimento. Non c’è un bando con punteggi e una graduatoria da scalare. C’è un finanziamento che la banca deve decidere di concedere, e un contributo che il Ministero concede dopo.

Primo tempo: l’impresa sceglie una banca o un intermediario finanziario aderente, compila la domanda sulla piattaforma ministeriale e la invia via PEC alla banca insieme alla richiesta di finanziamento. La banca valuta il merito di credito, delibera e prenota le risorse al Ministero. Secondo tempo: il Ministero emette il decreto di concessione e, a investimento concluso e richiesta di erogazione presentata, versa il contributo.

Un punto che genera equivoci: il contributo non coincide con gli interessi che paghi davvero alla banca. È calcolato su un piano convenzionale, cinque anni con rate semestrali costanti e un tasso fisso stabilito dal Ministero. Se la banca ti applica il 6%, il contributo resta quello calcolato al 2,75% o al 3,575%. La Sabatini abbassa il costo del debito. Non lo azzera.

Le tre linee e la Capitalizzazione

  • Investimenti ordinari: contributo calcolato al tasso del 2,75% annuo
  • Investimenti 4.0: tasso convenzionale del 3,575%, per i beni degli allegati 6/A e 6/B (big data, cloud computing, robotica avanzata, meccatronica, RFID e tracciamento)
  • Investimenti green: 3,575%, dal 1° gennaio 2023, per macchinari a basso impatto ambientale documentati da una certificazione tra quelle dell’allegato 6/C
  • Nuova Sabatini Capitalizzazione: 5% per micro e piccole imprese, 3,575% per le medie, con un requisito in più sulla forma societaria (lo vediamo sotto)

La disciplina vigente è quella del decreto interministeriale 22 aprile 2022 e della circolare 6 dicembre 2022, n. 410823, per le domande presentate dal 1° gennaio 2023. La Capitalizzazione ha una disciplina a parte, il decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43, operativa dal 1° ottobre 2024.

Chi può accedere alla Nuova Sabatini: requisiti delle PMI

Micro, piccole e medie imprese di qualsiasi forma giuridica, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese, con sede legale o unità locale in Italia. Non esistono requisiti di età, di anzianità o di fatturato minimo. Un’impresa salentina con una sola unità locale a Lecce, Gallipoli o Maglie ha gli stessi diritti di una società del Nord.

Sono ammessi tutti i settori produttivi, agricoltura e pesca comprese. L’unica esclusione settoriale riguarda le attività finanziarie e assicurative. Restano fuori anche le imprese in liquidazione volontaria o in procedura concorsuale, quelle in difficoltà secondo i regolamenti europei e quelle che non hanno restituito aiuti dichiarati illegali. Se l’impresa è associata o collegata ad altre, serve il prospetto per il calcolo della dimensione d’impresa.

⚠️ Requisito di legge non significa accesso garantito. Nessun requisito di fatturato, sì. Ma il finanziamento lo decide la banca. Una società costituita da pochi mesi, senza bilanci e con garanzie deboli, trova la porta più stretta a prescindere dal Ministero. Nella mia esperienza il vero filtro della Sabatini è l’istruttoria bancaria, non la domanda ministeriale.

Requisiti aggiuntivi per la Capitalizzazione

La variante Capitalizzazione è riservata alle società di capitali che deliberano un aumento di capitale non inferiore al 30% del finanziamento. L’aumento va sottoscritto entro 30 giorni dalla concessione, con un versamento iniziale di almeno il 25% dell’aumento; il resto segue le richieste di erogazione del contributo. Il mancato versamento dell’aumento di capitale fa perdere l’agevolazione. Il premio è il tasso del 5% per micro e piccole imprese: a parità di finanziamento, il contributo sale da circa 7.700 a circa 14.300 euro ogni 100.000 euro.

Cosa finanzia la Nuova Sabatini: beni ammessi ed esclusi

La misura finanzia l’acquisto, anche in leasing finanziario, di beni strumentali nuovi di fabbrica, dotati di autonomia funzionale e correlati all’attività produttiva dell’impresa.

  • Macchinari, impianti e attrezzature di produzione: linee di confezionamento, macchine utensili, celle frigorifere, trattrici agricole
  • Hardware e software, se iscritti tra le immobilizzazioni
  • Tecnologie digitali dei cataloghi 4.0 e beni green con certificazione ambientale

Gli esclusi

  • Terreni, fabbricati e opere murarie
  • Beni usati o rigenerati, e la semplice sostituzione di beni esistenti
  • Parti di macchinari prive di autonomia funzionale
  • Spese di funzionamento, formazione e imposte
  • Beni di valore unitario inferiore a 516,46 euro al netto dell’IVA

I casi che fanno discutere

Gli impianti di produzione di energia, fotovoltaico incluso, non sono un bene come un altro. Secondo le FAQ ministeriali sono ammessi per le imprese che producono energia (codici ATECO 35.11 e 35.12) e per le aziende agricole; per tutte le altre solo se inseriti in un programma più ampio e funzionale all’attività (FAQ 6.2). Non sono ammessi gli impianti infissi al suolo. Chi pensa di finanziare un impianto solare da solo, per un’officina, deve chiedere conferma prima.

Sul leasing il contratto di leasing finanziario va stipulato dopo la presentazione della domanda: dopo l’invio si possono versare acconti al fornitore per bloccare il bene (FAQ 2.8). Il lease-back non è ammesso (FAQ 6.12). Per furgoni e mezzi conta la destinazione: sono ammessi se strumentali all’attività e nuovi di fabbrica, non immatricolati; restano fuori i veicoli per il trasporto privato di persone, salvo quelli correlati all’attività, come taxi e scuola guida (FAQ 6.3 e 6.14).

⚠️ Il programma non deve partire prima della domanda. Secondo le FAQ ministeriali (FAQ 1.5) il programma deve avviarsi dopo la trasmissione della domanda via PEC, non prima e non in coincidenza. Un ordine firmato, un acconto pagato o una fattura emessa prima dell’invio possono far perdere l’agevolazione sull’intero investimento. Succede più spesso di quanto si pensi, perché il fornitore propone sconti a tempo e l’imprenditore firma. Prima si invia la domanda, poi si impegna l’investimento.

Quanto vale il contributo: tassi ed esempi di calcolo

Il finanziamento, bancario o in leasing, va da 20.000 a 4.000.000 di euro, anche frazionato in più operazioni. Dura al massimo cinque anni, compreso un preammortamento fino a dodici mesi, e può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI fino all’80% dell’importo. Il contributo si calcola sul piano convenzionale:

LineaTasso convenzionaleContributo indicativo su 100.000 €
Investimenti ordinari2,75% annuocirca 7.700 €
Investimenti 4.0 e green3,575% annuocirca 10.100 €
Capitalizzazione, micro e piccole imprese5% annuocirca 14.300 €
Capitalizzazione, medie imprese3,575% annuocirca 10.100 €

I valori sono arrotondati e indicativi: il calcolo esatto si fa con il foglio di calcolo ministeriale disponibile sulla pagina ufficiale MIMIT della Nuova Sabatini.

Due esempi concreti

Ipotesi: un’impresa agroalimentare di Lecce acquista una linea di confezionamento 4.0 da 240.000 euro e la finanzia interamente con la banca. Al tasso convenzionale del 3,575% il contributo vale circa 24.200 euro. Poiché il finanziamento supera i 200.000 euro, il contributo non arriva in un’unica soluzione ma in quote annuali, da richiedere entro il sesto anno.

Seconda ipotesi: un’azienda agricola compra una trattrice da 60.000 euro con finanziamento ordinario. Il contributo è circa 4.600 euro, pari a poco più del 7,5% del finanziamento, e fino a 200.000 euro di finanziamento arriva in unica soluzione.

✅ Da tenere presente: il contributo vale tra il 7% e il 14% del finanziamento. Se l’obiettivo è coprire una quota del costo con un fondo perduto, la Sabatini non è lo strumento giusto: riduce il costo del debito, non l’esborso iniziale. Per quello servono bandi come Investimenti Sostenibili 4.0 o Filiere di Puglia, dove esiste una componente a fondo perduto.

Come fare domanda per la Nuova Sabatini, passo per passo

La procedura è telematica dal 1° gennaio 2023. Il modulo si compila sulla piattaforma ministeriale, che genera il Codice Unico di Progetto (CUP), si firma digitalmente in formato CAdES (.p7m) e si invia via PEC alla banca o all’intermediario scelto, allegando la richiesta di finanziamento. Le credenziali di accesso arrivano all’indirizzo PEC indicato dall’impresa.

FaseChiTempi
Domanda e richiesta di finanziamento via PECImpresaA sportello, in qualsiasi momento
Prenotazione delle risorseBancaDal 1° al 6 di ogni mese
Conferma della disponibilitàMinisteroEntro 5 giorni lavorativi
Delibera del finanziamentoBancaEntro l’ultimo giorno del mese successivo
Decreto di concessioneMinisteroEntro 30 giorni dalla trasmissione delle delibere
Stipula ed erogazione del finanziamentoBanca e impresaEntro 30 giorni, in unica soluzione
Ultimazione dell’investimentoImpresaEntro 12 mesi dalla stipula
Richiesta unica di erogazione (RU)ImpresaEntro 120 giorni dall’ultimazione; contributo versato entro 60 giorni

Una volta trasmessa la domanda alla banca, l’impresa non può più modificarla, salvo integrazioni specifiche richieste dal finanziatore: vanno fornite entro 30 giorni, pena la decadenza. Se il contributo supera 150.000 euro servono anche le dichiarazioni antimafia.

Prima di andare in banca

Ed è qui che si decide tutto. Il Ministero non entra nel merito del tuo bilancio: lo fa la banca. Se non delibera il finanziamento, il contributo non esiste. Prima di firmare qualsiasi cosa conviene verificare che l’istituto aderisca alla convenzione, portare bilanci, preventivi dei fornitori e un piano di rimborso già impostato, e capire in anticipo se c’è spazio per la garanzia del Fondo PMI. Il rating bancario si costruisce prima, non il giorno della richiesta: per capire come ti leggono gli istituti puoi partire dalla Centrale Rischi e dalla guida sulla finanza ordinaria per le PMI.

Un’ultima attenzione: dopo la domanda non si può variare il sistema di acquisizione dei beni (FAQ 6.12), e cambiare fornitore o bene senza autorizzazione può portare alla revoca. Meglio scegliere con calma prima dell’invio.

Polizza catastrofale e risorse: cosa verificare prima di presentare domanda

⚠️ Polizza catastrofale: un fronte ancora aperto. L’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, previsto dalla legge di bilancio 2024 (L. 213/2023) e attuato dal D.M. 30 gennaio 2025, n. 18, incide sull’accesso agli incentivi. Il decreto ministeriale 18 giugno 2025 ha adeguato gli incentivi della Direzione generale per gli incentivi alle imprese disciplinati da decreti del solo Ministero; l’avviso MIMIT del 5 agosto 2025 precisa che per quelli definiti di concerto con altri Ministeri l’adeguamento è in corso. La pagina ufficiale MIMIT della Nuova Sabatini riferisce che la disciplina della Nuova Sabatini sarà aggiornata con un successivo decreto interministeriale. Alla data di redazione di questo articolo, dalle fonti ufficiali consultate non risulta un decreto che lo abbia già reso requisito di accesso alla Sabatini. Prima di presentare domanda verifica sulla pagina ministeriale e con la banca: potrebbe chiederti la polizza o un’autodichiarazione.

Altri due controlli. Il primo sulle risorse: al 14 settembre 2026 il Ministero indica 1.198.817.148,59 euro sulla Nuova Sabatini e 77.201.546,89 euro sulla Capitalizzazione. La misura è strutturale e rifinanziata, ma il dato va ricontrollato prima di impostare un investimento importante. Il secondo sul bene: per i beni 4.0 le FAQ (6.A.2) richiedono cinque caratteristiche obbligatorie (controllo CNC o PLC, interconnessione, integrazione automatizzata, interfaccia uomo-macchina, sicurezza) più almeno due tra telemanutenzione, monitoraggio continuo e sistema cyberfisico, da attestare alla richiesta di erogazione. Senza quella documentazione non si ottiene il tasso maggiorato.

Dopo la concessione: erogazione del contributo e obblighi

Il contributo non arriva con il decreto di concessione. Arriva dopo che hai completato l’investimento e presentato la richiesta di erogazione. È la fase che costa più errori, perché la documentazione si costruisce mentre l’investimento è in corso.

La richiesta unica di erogazione

Va trasmessa sulla piattaforma entro 120 giorni dall’ultimazione dell’investimento. Contiene l’elenco dei beni con gli estremi delle fatture o dei verbali di consegna e, per ogni fornitore, la dichiarazione liberatoria: una dichiarazione sostitutiva con cui il fornitore attesta il pagamento a saldo delle fatture e il requisito di bene nuovo di fabbrica. Per i beni 4.0 serve l’attestazione tecnica, per i beni green la certificazione ambientale.

C’è poi la dichiarazione di esenzione DURC, che si rende sulla piattaforma, ha validità di 120 giorni e va ripresentata a ogni richiesta annuale di erogazione. Aspetta: se il finanziamento supera 200.000 euro, le quote successive si chiedono ogni anno, non prima di dodici mesi dalla precedente e non oltre i dodici mesi successivi. Saltare una finestra costa la quota.

Vincoli e comunicazioni

  • Tre scadenze decidono se il contributo resta: ultimazione entro 12 mesi dalla stipula, richiesta unica di erogazione entro 120 giorni dall’ultimazione, richieste annuali delle quote successive. Il mancato rispetto comporta la revoca
  • Mantenimento dei beni: per tre anni dall’ultimazione non possono essere venduti, ceduti o distratti dall’uso produttivo previsto
  • Rimborso anticipato o riscatto anticipato del leasing: va comunicato entro 120 giorni
  • Affitto d’azienda o di ramo d’azienda: la piattaforma prevede una comunicazione dedicata
  • Avvio di revoca: si può rispondere con controdeduzioni caricate sulla piattaforma, in un unico file firmato digitalmente in formato .p7m

Nuova Sabatini: cumulabilità con altri incentivi

Sì, la Nuova Sabatini è cumulabile, ma con una regola che non cambia: il cumulo non deve portare al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati applicabili. Il contributo non è concesso in de minimis. Rientra nei regolamenti di esenzione: l’art. 17 del Regolamento UE 651/2014 (GBER) per la generalità delle imprese, con intensità di base del 20% per le piccole e del 10% per le medie, e i regolamenti ABER e FIBER per agricoltura e pesca. Non consuma quindi il plafond de minimis (300.000 euro per impresa unica in tre esercizi, Reg. UE 2023/2831).

StrumentoCumulabile?Condizioni e note
Fondo di garanzia per le PMI✅ SìGaranzia pubblica, fino all’80% del finanziamento: non è un aiuto da sommare all’intensità
Iperammortamento 2026⚠️ CondizionatoCumulo ammesso; la maggiorazione si calcola al netto dei contributi (art. 1 c. 431 L. 199/2025). Sul trattamento della Sabatini c’è un dubbio, vedi sotto
ZES Unica (credito d’imposta)⚠️ CondizionatoCumulo ammesso nei limiti di intensità e del 100% del costo sostenuto; da verificare caso per caso
Resto al Sud 2.0⚠️ Su spese distinteIl divieto vale sulle stesse voci di spesa (art. 24 D. 11 luglio 2025); ammesso su voci distinte e tracciabili
Altri aiuti di Stato (bandi regionali e simili)⚠️ CondizionatoSolo se l’intensità o l’importo di aiuto più elevati applicabili non vengono superati
Misure PNRR⚠️ CondizionatoNei limiti normativi, con divieto di doppio finanziamento della stessa spesa
Agevolazioni fiscali non qualificate come aiuto di Stato✅ SìIl limite è il costo effettivamente sostenuto
⚠️ Stesse spese o spese distinte? Sulla stessa voce di spesa la somma degli aiuti non può superare i limiti previsti. Su voci distinte il cumulo è ammesso senza sommare le intensità, ma serve una contabilità che separi i beni finanziati da ciascuna misura: altrimenti l’ente che controlla non riesce a escludere il doppio finanziamento.

Sabatini e Iperammortamento: il nodo della nettizzazione

È la combinazione che interessa più imprese nel 2026 e quella con meno certezze. L’art. 1, comma 431, della L. 199/2025 prevede che la maggiorazione del costo si applichi al costo del bene al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo. Il Ministero classifica la Sabatini come contributo in conto impianti: da qui la tesi prevalente secondo cui va sottratta dalla base di calcolo. La tesi opposta sostiene che la Sabatini riduce il costo del denaro e non quello del bene, e ricorda che nel regime 2017-2019 il calcolo avveniva al lordo dei contributi.

Dalle fonti consultate non risultano chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul punto, quindi la linea prudente è nettizzare. Un ordine di grandezza, in ipotesi semplificata: su un bene da 100.000 euro con contributo Sabatini di circa 10.100 euro, nettizzare riduce la maggiorazione del 180% di circa 18.000 euro, cioè circa 4.400 euro di IRES al 24%. Non è una cifra da ignorare, ma è anche meno di quello che costerebbe un recupero con sanzioni. Il quadro completo dell’agevolazione è nella guida all’Iperammortamento 2026.

Nuova Sabatini, Iperammortamento o bando regionale: quando conviene

Non sono strumenti alternativi tra loro, ma rispondono a problemi diversi. Una lettura rapida per chi deve decidere:

  • Hai bisogno di credito e vuoi ridurne il costo: è il caso tipico della Sabatini, soprattutto se la garanzia del Fondo PMI ti aiuta con la banca
  • Hai imponibile su cui scaricare la maggiore deduzione: l’Iperammortamento 2026 lavora sul fisco, non sul finanziamento, e si combina con la Sabatini con il nodo della nettizzazione
  • Cerchi una quota a fondo perduto: guarda bandi regionali e nazionali come Investimenti Sostenibili 4.0 per il Sud o Filiere di Puglia per le filiere pugliesi
  • Stai costruendo un pacchetto di misure: il piano Puglia Moltiplica mette in fila sette misure regionali tra garanzie, prestiti e co-investimento, con operatività da verificare misura per misura

Nel Salento, dove il tessuto è fatto di micro e piccole imprese con poche garanzie reali, la Sabatini è spesso lo strumento più accessibile per un’azienda che deve rinnovare un macchinario. Il limite è sempre lo stesso: la banca deve dire sì.

Tre verifiche prima di firmare un ordine

La Nuova Sabatini è una misura solida, strutturale e con risorse ampie. Ma non è automatica e non perdona i tempi sbagliati. Prima di ordinare un bene conviene fare tre controlli: che la domanda sia già partita, che la banca abbia dato un segnale concreto sul finanziamento, e che il bene sia davvero ammissibile per tipologia, autonomia funzionale e settore dell’impresa. Poi un quarto, che molti rimandano: pianificare già oggi le scadenze dei dodici mesi e dei 120 giorni, e chi se ne occuperà.

Se stai valutando un investimento e vuoi capire come incastrare Sabatini, garanzia, Iperammortamento e bandi regionali senza perdere un pezzo, parliamone prima di firmare l’ordine.

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Ti potrebbe interessare:

Fonti consultate: pagina ufficiale MIMIT della Nuova Sabatini, FAQ ministeriali, piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it con le guide ministeriali per la domanda, la richiesta di erogazione e le comunicazioni, circolare 6 dicembre 2022 n. 410823, decreto interministeriale 19 gennaio 2024 n. 43, L. 199/2025.

⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.

Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.







La Nuova Sabatini è la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che sostiene le PMI nell’acquisto di beni strumentali nuovi. Funziona in due tempi: una banca o società di leasing aderente concede il finanziamento, il Ministero riconosce un contributo in conto impianti pari agli interessi convenzionali su cinque anni. La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027; al 14 settembre 2026 le risorse disponibili sono circa 1,2 miliardi di euro. Lo sportello è aperto, senza scadenza e senza graduatoria.

A chi si rivolge

Micro, piccole e medie imprese di qualsiasi forma giuridica, regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese, con sede legale o unità locale in Italia. Nessun requisito di età, di anzianità o di fatturato minimo.

Sono ammessi tutti i settori produttivi, compresi agricoltura e pesca. Unica esclusione settoriale: le attività finanziarie e assicurative. Restano fuori anche le imprese in liquidazione volontaria o in procedura concorsuale, quelle in difficoltà secondo i regolamenti europei e quelle che non hanno restituito aiuti dichiarati illegali.

Per la variante Nuova Sabatini Capitalizzazione serve un requisito in più: essere società di capitali e deliberare un aumento di capitale non inferiore al 30% del finanziamento.

Cosa finanzia

L’acquisto, anche in leasing finanziario, di beni strumentali nuovi di fabbrica, dotati di autonomia funzionale e correlati all’attività produttiva dell’impresa.

  • Macchinari, impianti e attrezzature di produzione: linee di confezionamento, macchine utensili, celle frigorifere, trattrici agricole
  • Hardware e software, se iscritti tra le immobilizzazioni
  • Investimenti 4.0: big data, cloud computing, robotica avanzata, meccatronica, RFID e sistemi di tracciamento, secondo gli elenchi degli allegati 6/A e 6/B
  • Investimenti green: macchinari a basso impatto ambientale, documentati da una certificazione ambientale tra quelle dell’allegato 6/C
  • Non ammessi: terreni, fabbricati e opere murarie, beni usati o rigenerati, parti di macchinari senza autonomia funzionale, spese di funzionamento, formazione, imposte e beni di valore unitario inferiore a 516,46 euro al netto dell’IVA

Il programma non deve essere avviato prima della domanda. Un ordine firmato in anticipo può costare l’intera agevolazione.

Agevolazioni disponibili

Il finanziamento, bancario o in leasing, va da 20.000 a 4.000.000 di euro, dura al massimo cinque anni compresi fino a dodici mesi di preammortamento e può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI fino all’80%.

  • Investimenti ordinari: contributo pari agli interessi al 2,75% annuo su cinque anni
  • Investimenti 4.0 e green: tasso convenzionale del 3,575%
  • Capitalizzazione: 5% per micro e piccole imprese, 3,575% per le medie

In pratica, su 100.000 euro di finanziamento il contributo vale circa 7.700 euro per un investimento ordinario, circa 10.100 per uno 4.0 o green, circa 14.300 con la Capitalizzazione di una piccola impresa. Il calcolo esatto si fa con il foglio ministeriale. Fino a 200.000 euro di finanziamento il contributo arriva in un’unica soluzione; oltre, in quote annuali entro il sesto anno.

Procedura e tempistiche

La domanda si compila sulla piattaforma ministeriale e si invia via PEC alla banca o all’intermediario finanziario aderente, insieme alla richiesta di finanziamento. È la banca a valutare il merito di credito e a prenotare le risorse al Ministero, dal 1° al 6 di ogni mese.

Il Ministero conferma la disponibilità entro cinque giorni lavorativi; la banca delibera entro l’ultimo giorno del mese successivo; il decreto di concessione arriva entro trenta giorni dalla trasmissione delle delibere. Poi stipula del contratto ed erogazione del finanziamento in un’unica soluzione entro trenta giorni.

L’investimento va completato entro dodici mesi dalla stipula. Pagato il saldo, l’impresa trasmette la richiesta unica di erogazione (RU) sulla piattaforma e il Ministero versa il contributo entro sessanta giorni.

Cumulabilità

Il contributo non è concesso in de minimis. Rientra nei regolamenti di esenzione: art. 17 del Reg. UE 651/2014 (GBER) per la generalità delle imprese, con intensità massima del 20% per le piccole e del 10% per le medie; regolamenti ABER e FIBER per agricoltura e pesca.

È cumulabile con altri aiuti di Stato sugli stessi costi solo se il cumulo non supera l’intensità massima prevista dal regolamento applicabile. Con le agevolazioni fiscali sui beni strumentali, che non sono aiuti di Stato, il limite è il costo sostenuto. Con le misure PNRR vale in più il divieto di doppio finanziamento.

Documentazione richiesta

  • Modulo di domanda (allegato 1), o allegato 1-bis per la Capitalizzazione, firmato digitalmente
  • Prospetto per il calcolo della dimensione d’impresa, se associata o collegata
  • Dichiarazioni antimafia, se il contributo supera 150.000 euro
  • Documentazione richiesta dalla banca per l’istruttoria del finanziamento
  • Alla richiesta di erogazione: liberatorie dei fornitori, attestazione tecnica per i beni 4.0, certificazione ambientale per i beni green

Punti di attenzione

Tre scadenze decidono se il contributo resta: investimento ultimato entro dodici mesi dalla stipula, richiesta unica di erogazione entro 120 giorni dall’ultimazione, richieste annuali delle quote successive. Il mancato rispetto dei termini comporta la revoca.

Per tre anni dall’ultimazione i beni non possono essere venduti, ceduti o distratti dall’uso produttivo previsto. Un rimborso anticipato del finanziamento o un riscatto anticipato del leasing va comunicato entro 120 giorni. Sulla Capitalizzazione, poi, il mancato versamento dell’aumento di capitale fa perdere l’agevolazione.

NIDI Puglia vs Resto al Sud 2.0: quale scegliere per avviare la tua impresa in Salento

Vuoi avviare un’impresa in Salento o in Puglia e hai meno di 35 anni o sei donna. Hai sentito parlare sia di NIDI che di Resto al Sud 2.0 e ti chiedi quale dei due faccia al caso tuo. La risposta dipende da un insieme di variabili — età, settore, importo investimento, dove risiedi — che in molti casi porta a una risposta chiara e non negoziabile. In altri, invece, la scelta è più sfumata e richiede un’analisi del tuo profilo specifico.

Questo articolo non è una raccolta di schede informative sui due strumenti — per quelle hai già le guide complete. È un confronto diretto, criterio per criterio, con raccomandazioni concrete per chi si trova davanti al bivio. Trovi una tabella sinottica, l’analisi comparativa su ogni dimensione rilevante, una matrice decisionale per profilo e scenari reali dal territorio salentino e pugliese.

Fotografia rapida: i due strumenti a confronto

Prima di entrare nel dettaglio, una visione d’insieme. I due strumenti hanno in comune il target (giovani e donne che vogliono avviare un’attività) ma divergono su quasi tutto il resto: gestore, territorio, importi, regime di aiuto, settori, procedura.

CriterioNIDI PugliaResto al Sud 2.0
GestorePuglia Sviluppo S.p.A.Invitalia
TerritorioSolo Puglia (sede operativa)8 regioni Mezzogiorno incl. Puglia
Chi accedeSoggetti svantaggiati: giovani 18-35, donne, disoccupati, precari con P.IVA e altre categorie (almeno 50% di capitale e soci)Under 35 inoccupati/disoccupati/inattivi
Età max impresaMax 6 mesi (alla domanda)Mese precedente la domanda (inattiva)
Investimento max€150.000 (nuove imprese/turistiche)€200.000 (contributo)
Fondo perduto50% (fino a €60.000)75%-70% dell’investimento
Quota da restituire50% prestito tasso 0% (max 60 mesi)Nessuna (100% fondo perduto)
GaranzieNo (fideiussione solo per SRL/coop)No
Settori esclusiCommercio al dettaglio, agricoltura primaria, pescaAgricoltura primaria, pesca; limitazioni su commercio al dettaglio, ristorazione, professioni ordinistiche
Cumulabilità✅ Sì con altri aiuti GBER su spese distinte❌ No (art. 24 D. 9/7/2025 — divieto generale)
ProceduraValutativa a sportello (cronologica)Valutativa a sportello (cronologica)
Tempi valutazioneEsito entro 60 giorni dal completamento della documentazione90-180 giorni (voucher) / 180-300 giorni (contributo)
Vincolo mantenimento3 anni (sede e attività)5 anni (sede, attività, beni)
Stato attualeAperto (7° Avviso — dotazione complessiva €95,5M dopo l’incremento di ottobre 2026)Aperto (sportello dal 15/10/2025 — dotazione €356,4M)

Requisiti soggettivi: chi può accedere

È il criterio più discriminante — e spesso quello che chiude la discussione prima ancora di aprirla.

RequisitoNIDI PugliaResto al Sud 2.0
Età18-35 anni alla data della domanda preliminare per le compagini giovanili; donne oltre i 18 anni senza limite massimo; per le altre categorie (disoccupati, precari P.IVA…) nessun limite di etàUnder 35 tassativo (35 non ancora compiuti alla data di costituzione/domanda)
GenereDonne: accesso con premialità speciali (nessun limite età)Non rilevante di per sé — conta la condizione occupazionale
Condizione occupazionaleNon è richiesto lo stato di disoccupazione, ma sono esclusi i dipendenti a tempo indeterminato oltre 20 ore settimanali (salvo chi sta per perdere il posto)Obbligatoria: inoccupato, disoccupato, inattivo, GOL, working poor (reddito <~€8.200)
CompagineAlmeno 50% di capitale e di soci appartenenti alle categorie svantaggiate (giovani, donne, disoccupati, ecc.)Anche monopersonale — non richiede maggioranza
ResidenzaSede operativa in Puglia (non necessaria residenza)Residenza in regione del Mezzogiorno
Forma giuridicaDI, SNC, SAS, cooperative, SRL (anche semplificate), associazioni professionistiTutte le forme giuridiche compreso libero professionista

La differenza sostanziale è sul requisito occupazionale: NIDI non richiede lo stato di disoccupazione (esclude solo i dipendenti a tempo indeterminato oltre 20 ore settimanali), Resto al Sud sì. Un giovane salentino di 28 anni con un lavoro a tempo determinato può accedere a NIDI ma non a Resto al Sud (salvo sia working poor). Una donna di 45 anni che vuole avviare un’impresa può accedere a NIDI ma non a Resto al Sud. Questi due casi chiudono la scelta ancora prima di guardare agli importi.

✅ Vantaggio NIDI su questo criterio: nessun obbligo di essere disoccupati. Accesso possibile anche a chi ha un lavoro che non sia a tempo indeterminato oltre 20 ore settimanali, e a donne di qualsiasi età: profili che Resto al Sud esclude per definizione.

Le agevolazioni: chi dà di più (e in che forma)

La risposta dipende da cosa intendi per “di più”. Resto al Sud ha il fondo perduto percentualmente più alto. NIDI ha una struttura mista che per alcuni profili può essere altrettanto interessante — e in più è cumulabile con altri strumenti.

ScenarioNIDI Puglia — agevolazioneResto al Sud 2.0 — agevolazione
Investimento €50.000 (nuova impresa)€25.000 FP + €25.000 prestito 0% = 100% copertoVoucher: €40.000-€50.000 FP (100%)
Contributo: €37.500 FP (75%)
Investimento €100.000 (nuova impresa)€45.000 FP + €45.000 prestito 0% = 90% coperto
Quota propria: €10.000
Contributo: €75.000 FP (75%)
Quota propria: €25.000
Investimento €150.000 (nuova impresa)€60.000 FP + €60.000 prestito 0% = 80% coperto
Quota propria: €30.000
Non applicabile — max €200.000 ma €150.000 rientra nel 75%
Contributo: €112.500 FP
Quota propria: €37.500
Investimento €50.000 (impresa femminile)€25.000 FP + €12.500 assistenza rimb. + €12.500 prestito 0% = 100%
+ €10.000 FP esercizio + €5.000 FP servizi informatici
Contributo: €37.500 FP (75%)
Quota propria: €12.500
Investimento €200.000Non ammissibile (max €150.000)Contributo: €147.500 FP (75% su €120K + 70% su €80K)
Quota propria: €52.500

Il punto che in molti trascurano: con NIDI il prestito è a tasso zero ma va restituito in max 60 mesi. Non è fondo perduto. Se hai un progetto da €100.000 e scegli NIDI, ricevi €45.000 a fondo perduto più €45.000 che devi restituire (circa €750/mese per 5 anni). Con Resto al Sud ottieni €75.000 a fondo perduto e non restituisci nulla — ma devi avere €25.000 di risorse proprie.

✅ Vantaggio Resto al Sud 2.0 su questo criterio: fondo perduto più alto in percentuale assoluta (75% contro 50% NIDI). Per investimenti sopra €100.000 e per chi dispone della quota propria, è più conveniente.

Settori e spese ammissibili a confronto

Questo criterio conta più di quanto sembri. Ci sono attività che accedono a entrambi, attività che accedono solo a uno dei due, e attività escluse da entrambi.

Settore / AttivitàNIDI PugliaResto al Sud 2.0
Manifattura / artigianato✅ Ammesso✅ Ammesso
Turismo / ricettività (B&B, agriturismo)✅ B&B imprenditoriale e affittacamere (categoria Imprese Turistiche, minimo 3 camere e 6 posti letto). Agriturismo: da verificare sull’Allegato 1✅ Ammesso
Ristorazione / bar✅ Ammesso, con diploma di settore o 26 settimane di contributi nella ristorazione⚠️ Limitazioni — verificare settore specifico
Commercio al dettaglio❌ Escluso⚠️ Limitazioni — attività commerciali selettive
Commercio in franchising❌ Escluso (dettaglio)✅ Ammesso (spese materiali del punto vendita)
Servizi digitali / ICT✅ Ammesso✅ Ammesso
Professioni ordinistiche (avvocati, dottori, ecc.)⚠️ Solo in associazione tra professionisti (con regole specifiche)❌ Escluso
Agricoltura primaria / pesca❌ Escluso❌ Escluso
Impianti sportivi (es. padel, calcetto)⚠️ Ammesso solo con competenze professionali dimostrate✅ Ammesso

Per le spese ammissibili, NIDI finanzia beni materiali (arredi, attrezzature, veicoli commerciali, opere edili) e immateriali (software, piattaforme e-commerce). Non finanzia circolante, stipendi, consulenze. Resto al Sud 2.0 ha una lista analoga per il contributo investimenti, ma con alcune differenze: ammette le spese di formazione obbligatoria e, per il voucher, le spese per studi di fattibilità.

Procedura e tempi: quanto aspetti

NIDI è più veloce. Punto. Entrambi usano lo sportello cronologico — chi prima arriva, prima viene valutato — ma i tempi di istruttoria di Invitalia su Resto al Sud sono strutturalmente più lunghi per via della complessità della procedura e dei colloqui richiesti per i contributi sopra soglia.

FaseNIDI PugliaResto al Sud 2.0
Presentazione domandaOnline, portale sistema.puglia.it/nidiOnline, piattaforma Invitalia (SPID/CIE)
ValutazioneIstruttoria documentale + eventuale colloquioVoucher: valutazione punteggio automatico
Contributo: colloquio obbligatorio
Tempi ammissioneEsito entro 60 giorni dal completamento della documentazione90-180 giorni (voucher) / 180-300 giorni (contributo)
Prima erogazione25% dell’agevolazione, in prestito, alla firma del contrattoAnticipo 30% con fideiussione (opzionale)
SAL / erogazioni3 erogazioni: 25% alla firma, 50% allo stato avanzamento, 25% a saldoSAL unico al 30-70% spese + saldo finale
Termine realizzazioneSeconda erogazione da richiedere entro 4 mesi dalla prima; programma completato entro 6 mesi dalla prima erogazione (2 mesi dalla seconda)Entro 24 mesi dall’ammissione
Competenze obbligatorie richiedente✅ Sì — verificate in fase di valutazioneVoucher: No. Contributo: valutate al colloquio

Un elemento trascurato: NIDI verifica le competenze del richiedente in rapporto all’attività. Un giovane senza alcuna esperienza nel settore turistico che vuole aprire un B&B rischia il diniego su NIDI per questo motivo, indipendentemente dalla solidità del progetto. Su Resto al Sud il peso delle competenze è minore (soprattutto per il voucher).

Matrice decisionale: quale strumento per il tuo profilo

Il tuo scenarioStrumento consigliatoPerché
Uomo under 35, occupato con contratto a tempo determinato, vuole avviare attività in PugliaNIDI PugliaResto al Sud richiede condizione di disoccupazione/inattività — escluso. NIDI non ha questo requisito.
Donna 42 anni, disoccupata, vuole aprire un laboratorio artigianale a LecceNIDI PugliaResto al Sud: esclusa per età (>35). NIDI: nessun limite età per donne, premialità come impresa femminile (100% di agevolazione fino a €100K).
Giovane 27 anni, disoccupato, vuole aprire un punto vendita in franchising a TarantoResto al Sud 2.0NIDI esclude il commercio al dettaglio. Resto al Sud ammette il franchising su spese materiali.
Compagine di 3 under 30, disoccupati, vogliono avviare un B&B nel Salento leccese — investimento €80.000Resto al Sud 2.0Resto al Sud: €60.000 FP (75%), quota propria €20.000. NIDI: €36.000 FP + €36.000 prestito da restituire. FP effettivo più alto con Resto al Sud.
Donna 31 anni, inoccupata, vuole avviare un B&B a Ostuni — investimento €80.000Dipende dalle risorse proprieCon NIDI il B&B rientra tra le Imprese Turistiche, non tra le Imprese Femminili: €36.000 FP + €36.000 prestito 0% (90%), quota propria €8.000 più IVA. Con Resto al Sud (è inoccupata e under 35): €60.000 FP, quota propria €20.000. NIDI è la scelta se non ha risorse proprie; Resto al Sud se può metterle e vuole evitare il prestito.
Startup tech, 2 soci under 30 disoccupati, investimento €150.000 in software e attrezzatureResto al Sud 2.0Resto al Sud: €112.500 FP (75%) — nulla da restituire. NIDI: max €60.000 FP + €60.000 prestito. FP assoluto più alto con Resto al Sud.
Giovane artigiano 29 anni, già con piccola attività di 4 mesi (partita IVA aperta), vuole espandersiNIDI PugliaL’impresa ha 4 mesi: rientra nel requisito NIDI (max 6 mesi). Resto al Sud richiederebbe che l’impresa sia ancora inattiva — già esclusa. Attenzione: verificare che NIDI sia compatibile con la tipologia di espansione.
Donna 33 anni, disoccupata, nessuna idea di business definita, vuole esplorare opzioniNessuno dei due ancoraNIDI verifica le competenze — senza progetto chiaro il rischio di diniego è alto. Resto al Sud per il voucher richiede una proposta definita. Prima definire l’attività, poi presentare domanda.

Valutazione soggettiva: scenari reali dal Salento e dalla Puglia

Questa è la parte dove usciamo dai criteri oggettivi e ragionamo come consulenti, non come compilatori di schede. Quattro profili tipici che incontriamo nel Salento, con la raccomandazione che daremmo di persona.

Scenario 1 — Il ristoratore salentino under 30

Marco, 27 anni, da due anni lavora come cameriere a Otranto. Vuole aprire una piccola trattoria tipica. Ha €20.000 risparmiati e cerca un investimento da €60.000 (arredo, attrezzature cucina, piccole opere edili).

Raccomandazione: NIDI Puglia. Resto al Sud lo esclude perché occupato. NIDI è possibile se il contratto da cameriere non è a tempo indeterminato oltre 20 ore settimanali; inoltre nella ristorazione servono almeno 26 settimane di contributi nel settore, che i due anni da cameriere probabilmente coprono (da verificare sull’estratto INPS). Per un investimento da €60.000 NIDI eroga €27.000 FP + €27.000 prestito 0% (90%): quota propria €6.000 più €13.200 di IVA, quindi circa €19.200 di liquidità da dimostrare prima della concessione. Aggiunge €10.000 FP per le spese di gestione.

Scenario 2 — La designer pugliese 40enne

Laura, 40 anni, graphic designer con 15 anni di esperienza aziendale, licenziata nel 2024. Vuole aprire uno studio di comunicazione visiva a Lecce con investimento da €50.000 in software, hardware, arredo studio.

Raccomandazione: NIDI Puglia. Resto al Sud è fuori per definizione — ha 40 anni. NIDI come impresa femminile le garantisce il 100% di copertura (€25.000 FP + €12.500 assistenza rimb. + €12.500 prestito 0%) + €10.000 FP spese esercizio + €5.000 FP servizi informatici. Totale agevolazione potenziale: €65.000 su €50.000 di investimento — copre anche parte delle spese di avvio. Un profilo ideale per NIDI.

Scenario 3 — Il duo di startupper leccesi

Gianni e Sara, 26 e 28 anni, entrambi disoccupati post-laurea, vogliono lanciare una piattaforma di booking per esperienze turistiche salentine. Investimento previsto: €120.000 in sviluppo software, hardware, licenze.

Raccomandazione: Resto al Sud 2.0. Con Resto al Sud ottengono €90.000 FP (75% su €120.000), quota propria €30.000. Con NIDI: €48.000 FP + €48.000 prestito 0%, zero quota propria ma €800/mese da restituire per 5 anni. Se riescono a raccogliere €30.000 da FFF (friends, family, fools) o da un piccolo investitore, Resto al Sud porta a casa €90.000 a fondo perduto contro €48.000 di NIDI. Il divario è enorme. In più, essendo una startup tech, possono valutare successivamente Smart&Start per uno scale-up — non cumulabile con Resto al Sud ma utilizzabile per un secondo round su spese distinte.

Scenario 4 — L’imprenditrice agricola del Salento

Chiara, 32 anni, vuole avviare un’attività di trasformazione di prodotti agricoli locali (conserve, oli aromatizzati) con un laboratorio a Nardò. Investimento: €80.000.

Raccomandazione: NIDI Puglia. La trasformazione agroalimentare è ammessa da entrambi (non è agricoltura primaria). Ma Chiara è disoccupata da meno di 6 mesi — potrebbe accedere a Resto al Sud. Il punto decisivo: come impresa femminile NIDI le garantisce il 100% di copertura su €80.000 (€40.000 FP + €20.000 assistenza rimb. + €20.000 prestito 0%) + €10.000 FP esercizio. Con Resto al Sud: €60.000 FP ma €20.000 quota propria. NIDI azzera la quota propria — per chi non ha capitali è una differenza determinante.

NIDI e Resto al Sud 2.0 sono cumulabili?

La risposta breve è no — e la ragione è normativa, non tecnica.

Resto al Sud 2.0 è soggetto al divieto generale di cumulo con qualsiasi altra agevolazione (art. 24 Decreto 9 luglio 2025). NIDI è in regime GBER (art. 22 Reg. UE 651/2014) e consente il cumulo con altri aiuti GBER su spese distinte — ma questa possibilità viene meno quando uno degli strumenti da cumulare è Resto al Sud 2.0, che ha un divieto unilaterale di cumulo.

⚠️ Attenzione: non è possibile ricevere NIDI e Resto al Sud 2.0 anche se le spese sono distinte. Il divieto di Resto al Sud si applica all’intero programma, non alla singola voce di spesa. Devi scegliere uno dei due — non entrambi.

NIDI rimane invece cumulabile con altri strumenti GBER come ON Nuove Imprese a Tasso Zero (su spese rigorosamente distinte), con la garanzia del Fondo di Garanzia MCC, e con incentivi regionali settoriali pugliesi — purché non si superi l’intensità massima di aiuto prevista dal GBER.

La nostra valutazione finale

Non esiste una risposta valida per tutti, ma esistono linee guida chiare.

Scegli NIDI Puglia se sei donna di qualsiasi età, se sei già occupato con un contratto non a tempo indeterminato oltre 20 ore settimanali, se hai una compagine con almeno il 50% di soggetti svantaggiati, se sei un’impresa femminile o una compagine giovanile e vuoi coprire fino al 100% dell’investimento (l’IVA resta comunque a tuo carico), se stai avviando un’attività nel turismo ricettivo, nella ristorazione, nell’artigianato o nei servizi. NIDI è lo strumento regionale pugliese più accessibile per chi parte da zero — la combinazione di fondo perduto, prestito tasso zero e contributo spese di gestione copre quasi tutto.

Scegli Resto al Sud 2.0 se sei under 35 e in condizione di disoccupazione/inattività, se hai un progetto sopra €80.000 e riesci a mettere il 25% di risorse proprie, se operi in commercio (incluso franchising), se vuoi massimizzare il fondo perduto assoluto senza oneri di restituzione, se il tuo settore è escluso da NIDI ma ammesso da Resto al Sud.

Un ultimo punto pratico: NIDI ha una dotazione complessiva di €95,5 milioni, portata a questa cifra a ottobre 2026 con un incremento di 12 milioni; una parte consistente è già destinata ai progetti presentati. Resto al Sud 2.0 ha €356,4 milioni. Questo non cambia la scelta ma cambia la probabilità di trovare risorse ancora disponibili tra 6-12 mesi. Chi ha il profilo giusto per NIDI farebbe bene a muoversi ora, prima che le risorse si esauriscano.

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Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.

Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.









Bando NIDI Puglia 2026: fondo perduto e prestito a 0% per avviare la tua impresa

Dotazione complessiva di 95,5 milioni di euro dopo l’incremento di ottobre 2026. Nessuna scadenza. Un fondo perduto che copre dal 50% al 75% dell’investimento, più un prestito a tasso zero per la parte restante. Il bando NIDI — Nuove Iniziative d’Impresa della Regione Puglia — è lo strumento più diretto che esiste in Puglia per chi vuole avviare una microimpresa partendo quasi da zero.

Non si tratta di un bando competitivo con graduatorie e punteggi. Non c’è una scadenza da rispettare. Le domande sono valutate nell’ordine in cui arrivano, e le risorse vengono assegnate progressivamente. Non c’è una scadenza, ma le risorse non sono illimitate: una parte consistente della dotazione è già destinata ai progetti presentati. Meglio non rimandare senza motivo, e presentare una domanda solida.

NIDI è pensato per una categoria specifica di persone: giovani, donne, disoccupati, lavoratori precari. Persone che hanno difficoltà ad accedere al mercato del lavoro e che vogliono costruirsi qualcosa di proprio. Se rientri in questa platea, questa guida ti spiega tutto quello che serve sapere prima di presentare la domanda.

Cos’è NIDI e chi lo gestisce

Il bando NIDI — Nuove Iniziative d’Impresa è uno strumento strutturale della Regione Puglia, attivo da anni e giunto al settimo avviso pubblico (pubblicato sul BURP n. 110 del 14 dicembre 2023). È finanziato dal Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 e gestito da Puglia Sviluppo S.p.A. in qualità di organismo intermedio e finanziario.

La misura è strutturale e pluriennale: non ha una scadenza fissa e resterà attiva finché ci sono risorse disponibili. Il portale per la presentazione delle domande è www.sistema.puglia.it/nidi.

Dati essenziali del bando

ParametroValore
Avviso di riferimento7° Avviso Pubblico NIDI – BURP n. 110 del 14/12/2023
GestorePuglia Sviluppo S.p.A.
Dotazione iniziale€ 39.427.896,91
Dotazione attuale€ 95.500.000 (incremento di 12 milioni deliberato a ottobre 2026)
AperturaDal 14/12/2023 – nessuna scadenza (fino a esaurimento risorse)
ProceduraValutativa a sportello – ordine cronologico
Portale domandewww.sistema.puglia.it/nidi (accesso con SPID)

A chi è rivolto: le categorie ammissibili

NIDI non è aperto a tutti. È destinato a soggetti che appartengono a categorie svantaggiate nell’accesso al mercato del lavoro. E la compagine che presenta domanda deve essere partecipata per almeno il 50% — sia del capitale sia del numero di soci — da soggetti in possesso di questi requisiti.

Categorie di soggetti svantaggiati ammissibili

CategoriaCondizioni
GiovaniEtà tra 18 e 35 anni alla data della domanda preliminare
DonneEtà superiore a 18 anni. Non sono richiesti limiti di età massima
DisoccupatiSoggetti che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato nell’ultimo mese
Lavoratori a rischioPersone in procinto di perdere il posto di lavoro
Precari con P.IVATitolari di P.IVA non iscritti al registro imprese, che nei 12 mesi antecedenti abbiano fatturato meno di €15.000 con massimo 2 committenti
Soci cooperative socialiSoci lavoratori e amministratori di cooperative assegnatarie di beni immobili confiscati
Beneficiari PINSoci e amministratori delle imprese beneficiarie dell’Avviso “PIN – Pugliesi Innovativi”

Chi NON può candidarsi

Anche se rientri in una delle categorie sopra, sei escluso se:

  • Percepisci una pensione di anzianità o di vecchiaia
  • Sei dipendente con contratto a tempo indeterminato per più di 20 ore settimanali
  • Nel mese precedente alla domanda eri amministratore di altre imprese (anche se inattive)
  • Nel mese precedente eri titolare di partita IVA iscritta al registro delle imprese, oppure non iscritta ma con ricavi superiori a €15.000 nei 12 mesi precedenti

Per le donne c’è un punto importante che viene spesso frainteso: non c’è nessun limite di età massima. Una donna di 55 anni che non percepisce pensione, non è dipendente T.I. e non era amministratrice di imprese nel mese precedente è perfettamente in possesso dei requisiti.

Le quattro tipologie di impresa: importi e agevolazioni

Il bando distingue quattro tipologie di impresa proponente, ognuna con un massimale di investimento diverso e, per compagini giovanili e imprese femminili, condizioni di agevolazione più favorevoli.

TipologiaComposizione richiestaInvestimento max
Compagini GiovaniliCostituite in forma di società, partecipate interamente da giovani 18-35 anni (almeno 50% non T.I. >20h, non pensionati, non amministratori)€ 50.000
Imprese FemminiliIndividuale o società, partecipate interamente da donne >18 anni (almeno 50% con i requisiti di soggetto svantaggiato)€ 100.000
Nuove ImpresePartecipate per almeno il 50% — capitale e numero soci — da soggetti svantaggiati appartenenti alle categorie elencate sopra€ 150.000
Nuove Imprese TuristicheStessi requisiti delle Nuove Imprese, finalizzate all’avvio di attività di B&B imprenditoriale o affittacamere€ 150.000

Struttura delle agevolazioni in conto investimenti

L’agevolazione sugli investimenti è sempre composta da fondo perduto + prestito a tasso zero. La proporzione varia in base alla tipologia di impresa e all’importo investito:

Fascia di investimentoIntensità totaleStruttura standardStruttura Compagini Giovanili / Imprese Femminili
Fino a € 50.000100%50% fondo perduto + 50% prestito 0%50% fondo perduto + 25% prestito 0% + 25% assistenza rimborsabile*
Da € 50.001 a € 100.00090% (Imp. Femminili: 100%)45% fondo perduto + 45% prestito 0%50% fondo perduto + 25% prestito 0% + 25% assistenza rimborsabile*
Da € 100.001 a € 150.00080%40% fondo perduto + 40% prestito 0%Solo Imprese Femminili con max €100.000 (non applicabile)

*L’assistenza rimborsabile è un meccanismo di premialità esclusivo per compagini giovanili e imprese femminili: il prestito è suddiviso in 60 rate mensili, ma solo le prime 30 sono destinate al rimborso del vero prestito. Le ultime 30 rate (l’assistenza rimborsabile) vengono condonati a chi risulta in regola con tutti i pagamenti e ha correttamente rendicontato le spese. In pratica, chi è virtuoso nei rimborsi converte il 25% aggiuntivo in fondo perduto.

Esempio numerico: Impresa Femminile con €80.000 di investimento

ComponenteImportoNota
Investimento totale€ 80.000—
Intensità (impresa femminile ≤100.000)100%Agevolazione piena
Fondo perduto€ 40.000 (50%)Non da restituire mai
Prestito rimborsabile a 0%€ 20.000 (25%)30 rate mensili
Assistenza rimborsabile€ 20.000 (25%)Condonata se virtuosa nei rimborsi (30 rate)
Fondo perduto effettivo (se virtuosa)€ 60.000 (75%)Il vero vantaggio di questa categoria
Liquidità propria richiesta (+ IVA)€ 0 + IVAL’investimento è coperto al 100%

Contributo in conto esercizio (spese di gestione)

Oltre alle agevolazioni sugli investimenti, NIDI prevede un contributo a fondo perduto al 100% per le spese di gestione sostenute nei primi mesi di attività:

TipologiaContributo gestioneDettaglio
Tutte le impreseFino a € 10.000 (100% FP)Spese di gestione generali dei primi 6 mesi
Compagini Giovanili e Imprese FemminiliFino a € 15.000 (100% FP)€10.000 ordinari + €5.000 aggiuntivi per servizi informatici

Settori ammissibili: cosa puoi avviare con NIDI

NIDI copre un’ampia gamma di attività. Ma c’è un settore che è esplicitamente escluso e sul quale molti cadono: il commercio al dettaglio tradizionale. Aprire un negozio non è ammissibile. Punto.

I settori ammissibili sono:

  • Attività manifatturiere e artigianali
  • Costruzioni ed edilizia
  • Riparazione autoveicoli e motocicli
  • Ristorazione con e senza cucina (pub compresi), a condizione che almeno un socio abbia il diploma di settore o 26 settimane di contributi nella ristorazione; verifica i codici ATECO sull’Allegato 1
  • Affittacamere e B&B imprenditoriale
  • Servizi di informazione e comunicazione (ICT)
  • Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • Agenzie di viaggio
  • Servizi di supporto alle imprese
  • Istruzione
  • Sanità e assistenza sociale non residenziale
  • Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (escluse lotterie, scommesse, case da gioco)
  • Attività di servizi per la persona
  • Traslochi, magazzinaggio, supporto ai trasporti, servizi postali
  • Commercio elettronico (e-commerce) — esclusivamente per Compagini Giovanili e Imprese Femminili

L’elenco completo dei codici ATECO ammissibili è disponibile nell’Allegato 1 dell’Avviso sul portale Sistema Puglia.

Settori con requisiti specifici aggiuntivi

SettoreRequisito aggiuntivo
Ristorazione (con e senza cucina)Almeno un socio deve avere: diploma di tecnico dei servizi della ristorazione (o equipollente) oppure almeno 26 settimane di contributi INPS documentati in strutture di ristorazione. Per la sola ristorazione mobile è sufficiente l’attestato del corso per la somministrazione di alimenti e bevande
Palestre / attività motorieResponsabile tecnico con laurea in Scienze Motorie o titolo equipollente
TatuatoriCorso Professionale Obbligatorio per Esercenti l’Attività di Tatuaggi e Piercing completato prima dell’invio della domanda
Attività professionali ordinisticheTutti i componenti della compagine devono essere professionisti ed erogare servizi professionali ai clienti dell’attività

Spese ammissibili: cosa puoi comprare con le agevolazioni

Investimenti (conto impianti)

  • Macchinari di produzione, impianti, attrezzature varie: nuovi, identificabili singolarmente, funzionali all’attività agevolata
  • Automezzi commerciali: solo veicoli con unica fila di posti anteriore e vano di carico per merci/attrezzature. Le autovetture — anche se immatricolate come autocarro — non sono ammissibili
  • Arredi e macchine per ufficio
  • Opere edili e assimilate (impianti elettrici, idraulici, condizionamento, infissi, prefabbricati): per le attività ricettive (B&B, affittacamere) ammissibili solo entro il limite del 20% degli altri investimenti
  • Piattaforme B2B/B2C, e-commerce proprietario, app mobile: ammissibili entro il massimo di €5.000, esclusivamente per Compagini Giovanili e Imprese Femminili

Spese di gestione (conto esercizio)

  • Materie prime, semilavorati, materiali di consumo e scorte
  • Locazione di immobili (da contratto regolarmente registrato)
  • Utenze (energia, acqua, gas, telefono)
  • Polizze assicurative relative all’attività
  • Dispositivi di protezione individuale e collettiva
  • Servizi informatici (per Imprese Femminili e Compagini Giovanili, nei €5.000 aggiuntivi): abbonamenti SaaS, hosting, domini, web marketing, SEO, Keywords Advertising, Social, Brand Awareness

Come si presenta la domanda: procedura passo per passo

La procedura NIDI è interamente telematica. Non si spedisce nulla per posta. Non si consegna nulla a mano. Tutto avviene su sistema.puglia.it/nidi, accessibile con SPID livello 2.

Documenti e dati necessari per la domanda preliminare

La domanda preliminare è articolata in più pannelli. Devi avere pronti:

  • Dati anagrafici dei proponenti (documenti di identità in corso di validità)
  • Codice ATECO dell’attività (deve corrispondere al certificato di attribuzione della partita IVA, se già aperta)
  • Descrizione dell’iniziativa: prodotti/servizi, mercato di riferimento, potenziali clienti, scelta localizzativa
  • Almeno 3 concorrenti (obbligatori — non si può dichiararne l’assenza)
  • Preventivi di investimento: da fornitori con codice attività CCIAA idoneo alla vendita/installazione dei beni previsti. Devono essere conservati in originale per il colloquio successivo
  • Prospetto economico previsionale con ricavi, costi, risultato economico
  • Adempimenti amministrativi (sede, qualifica professionale, autorizzazioni edilizie)
  • Dimostrazione della sede: estremi catastali dell’immobile individuato (non serve il contratto, ma solo l’individuazione)

Il colloquio: la fase più delicata

Dopo la valutazione di esaminabilità della domanda preliminare, le imprese idonee vengono convocate per un colloquio. Questo è il momento che fa la differenza.

Al colloquio deve partecipare il soggetto svantaggiato — e solo lui. Non il commercialista, non il consulente, non i soci non svantaggiati. Il valutatore verificherà che il proponente abbia piena competenza e consapevolezza del progetto d’impresa. Chi si presenta senza sapere rispondere sulle caratteristiche dell’attività che intende avviare viene bocciato.

Nella pratica, ho visto domande solide cadere in questa fase perché il “soggetto svantaggiato” era solo il prestanome della compagine, senza reale coinvolgimento nel progetto. Questo bando non funziona così.

La liquidità necessaria

Prima della concessione delle agevolazioni, l’impresa deve dimostrare di disporre della liquidità necessaria per coprire:

  • La differenza tra l’investimento totale e le agevolazioni concedibili (se l’intensità è inferiore al 100%)
  • L’IVA sull’intero programma di investimento (non agevolata)

La dimostrazione deve avvenire attraverso documentazione bancaria reale: estratti conto, libretti di risparmio, depositi titoli, mutui o finanziamenti già concessi. Non è sufficiente una lettera di referenze bancarie che attesti la disponibilità a concedere un finanziamento in futuro.

Le erogazioni

Le agevolazioni sugli investimenti vengono erogate in tre soluzioni:

  • Prima erogazione (25% dell’agevolazione): è in forma di prestito e viene erogata alla firma del contratto di concessione. Non occorre dimostrare spese.
  • Seconda erogazione (50%, stato avanzamento lavori): si richiede via PEC entro 4 mesi dalla prima, con fatture per almeno il 50% degli investimenti e pagamenti per almeno il 25%. Per Nuove Imprese e Imprese Turistiche è composta da 25% prestito e 25% fondo perduto; per Compagini Giovanili e Imprese Femminili da 25% assistenza rimborsabile e 25% fondo perduto.
  • Terza erogazione (saldo, 25%): fondo perduto, a completamento del programma, con fatture per il 100% degli investimenti e pagamenti per almeno il 75%.

Il programma di spesa — sia per investimenti che per gestione — deve essere realizzato entro 6 mesi dalla prima erogazione, oppure entro 2 mesi dalla seconda. Le spese di gestione devono essere rendicontate contestualmente alle spese di investimento: non si può chiedere una proroga per le sole spese di gestione.

Requisiti della sede e il vincolo di continuità

Due aspetti tecnici che bloccano molte domande prima ancora che vengano valutate:

La sede

La sede operativa deve essere in Puglia, con destinazione d’uso compatibile con l’attività. Un’abitazione privata non è una sede idonea per un’attività di e-commerce, di ristorazione o di qualsiasi altra attività che richieda accesso di clienti o impiego di personale. Verifica prima la destinazione d’uso dell’immobile che hai in mente.

Il vincolo di no-continuità

NIDI finanzia solo nuove imprese. Non saranno esaminabili domande che si configurino come continuità di un’attività preesistente. Si considera continuità se si verifica anche solo una delle seguenti condizioni:

  • Rilevamento di un’impresa esistente o acquisto di ramo d’azienda
  • La sede individuata coincide con la sede operativa/legale utilizzata negli ultimi 3 mesi da un’attività operante nel medesimo settore
  • L’amministratore del proponente è stato, nei 3 mesi precedenti, titolare o amministratore di altra impresa operante nel medesimo settore

Obblighi post-concessione: il CUP sulle fatture

Dalla concessione in poi, tutte le fatture emesse a partire dal 01/06/2023 dai fornitori devono riportare il Codice Unico di Progetto (CUP) nell’apposito campo della fattura elettronica (sezione “Dati dell’ordine di acquisto”). Puglia Sviluppo comunica il CUP dopo la concessione. Fatture prive di CUP non sono ammissibili alle agevolazioni — non ci sono deroghe su questo punto.

⚠️ Gli errori più comuni che bloccano le domande

  • Impresa già operativa da più di 6 mesi: il sistema non consente di completare la domanda
  • Concorrenti assenti: la domanda richiede almeno 3 concorrenti obbligatori
  • Proponente non preparato al colloquio: il soggetto svantaggiato deve avere piena competenza e consapevolezza del progetto. Chi si presenta impreparato viene bocciato
  • Fornitore con codice attività non idoneo: il fornitore deve avere in Camera di Commercio un’attività coerente con la fornitura prevista
  • Sede con destinazione d’uso incompatibile: un’abitazione non è una sede valida per la maggior parte delle attività
  • Continuità con impresa preesistente: stessa sede, stesso settore, stesso amministratore — anche solo uno di questi basta per l’inammissibilità
  • Liquidità dimostrabile solo con lettera di referenze bancarie: non sufficiente — servono documenti di disponibilità reale
  • CUP assente sulle fatture: causa di inammissibilità automatica per tutte le fatture emesse dal 01/06/2023
  • Ristorazione senza qualifica: nessuna attività di ristorazione, con o senza cucina, è ammissibile senza diploma o 26 settimane di contributi nel settore

NIDI vale la pena? Una valutazione realistica

NIDI è uno strumento generoso, ben costruito e con una storia di risultati documentata: nelle edizioni precedenti sono stati erogati oltre 155 milioni di euro a più di 3.000 imprese beneficiarie. Non è un bando di facciata.

Ma è uno strumento pensato per un profilo specifico: chi ha competenze nel settore che intende avviare, ha trovato una sede compatibile, ha raccolto preventivi seri e — soprattutto — riesce a presentarsi al colloquio con una padronanza concreta del progetto. Non funziona come veicolo per chi cerca semplicemente di incassare fondi pubblici.

Per chi rientra nel profilo giusto, però, i vantaggi sono reali: fondo perduto fino al 75% per le compagini virtuose, prestito a tasso zero per la parte rimanente, nessuna garanzia reale richiesta, e un contributo aggiuntivo per le spese di gestione. È tra i pochi strumenti regionali che permettono a una persona senza capitali di avviare concretamente un’impresa.

Considera il bando NIDI in combinazione con altri strumenti disponibili — come il bando Trasformazioni per la digitalizzazione o il regime startup innovative — per costruire un piano finanziario completo per la tua impresa nascente.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.

Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.

ON Nuove Imprese a Tasso Zero 2026: dal 1° luglio solo prestito

Dal 1° luglio 2026 ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero non dà più fondo perduto. Le risorse per i contributi sono finite e Invitalia, con l’avviso del 30 giugno 2026, ha comunicato che le domande presentate da quella data ricevono solo il finanziamento agevolato a tasso zero. Resta il resto: copertura fino al 90% delle spese, rimborso in 10 anni, nessuna garanzia sotto i €250.000, sportello aperto in tutta Italia.

Lo strumento è ancora quello pensato per chi ha meno di 36 anni, o è donna di qualsiasi età, e vuole avviare o sviluppare una micro o piccola impresa. Ma cambia la sostanza economica: oggi ON è un prestito da restituire per intero. Senza interessi, certo. Però da restituire.

A differenza di Smart&Start, riservato alle startup innovative iscritte al registro speciale, ON resta aperto a un ventaglio molto più ampio di settori: produzione artigianale, turismo, servizi alle persone, commercio, ristorazione, innovazione sociale. In questa guida trovi cosa è cambiato, chi può accedere, quali spese sono finanziate, quanto si restituisce con un esempio rifatto sui nuovi numeri, e quando conviene guardare ad alternative pugliesi con fondo perduto.

Cosa cambia dal 1° luglio 2026

  • Domande presentate dal 1° luglio 2026: agevolazione concessa solo come finanziamento a tasso zero. Nessun contributo a fondo perduto, né per il Capo II (prima fino al 20%) né per il Capo III (prima fino al 15%).
  • Cosa resta invariato: la misura è attiva su tutto il territorio nazionale, la domanda si presenta sempre sulla piattaforma Invitalia e l’esame segue l’ordine cronologico di arrivo.
  • Da chiarire con il gestore: Invitalia non ha precisato se la copertura del capitale circolante per il Capo II, che la scheda ufficiale definisce “contributo”, resti disponibile e in quale forma. Prima di inserirla nel piano, va verificata.

Fonte: avviso Invitalia del 30 giugno 2026.

Cos’è ON e chi lo gestisce

ON — Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero è disciplinato dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 4 dicembre 2020 (GU n. 21 del 27/01/2021), con disposizioni operative definite dalla Circolare MISE 8 aprile 2021 n. 117378. Il soggetto gestore è Invitalia S.p.A., che cura istruttoria, concessione, erogazione e monitoraggio.

Dall’11 dicembre 2025 è operativa la nuova piattaforma digitale Invitalia. La procedura è esclusivamente online, con accesso tramite SPID, CNS o CIE.

Dati essenziali

ParametroValore
NormativaDM 4 dicembre 2020 + Circolare MISE 8 aprile 2021 n. 117378
GestoreInvitalia S.p.A. per conto di MIMIT
SportelloAperto, continuativo, fino a esaurimento risorse
ProceduraValutativa a sportello – ordine cronologico, nessuna graduatoria
PiattaformaNuova piattaforma Invitalia dall’11/12/2025 (SPID/CNS/CIE)
AgevolazioneSolo finanziamento a tasso 0% per le domande dal 1° luglio 2026, fino al 90% delle spese. Fondo perduto esaurito

Chi può candidarsi: i requisiti soggettivi

ON non è aperto a tutti: è pensato per chi appartiene a categorie storicamente svantaggiate nell’accesso al credito. Il requisito fondamentale riguarda la composizione della compagine societaria.

Il requisito di genere/età sulla compagine

La società deve essere composta, per oltre la metà numerica dei soci E di quote di partecipazione, da almeno una di queste categorie:

CategoriaCondizione
GiovaniEtà compresa tra 18 e 35 anni (non aver ancora compiuto 36 anni alla data di presentazione della domanda)
DonneDonne di qualsiasi età (non è previsto limite massimo di età)

Attenzione: il requisito vale per entrambe le condizioni — sia per il numero dei soci sia per le quote di partecipazione. Una società composta da tre soci (2 under 35 e 1 over 35) con il 60% delle quote in mano all’over 35 non supera il requisito sul capitale, anche se soddisfa quello numerico.

Altri requisiti dell’impresa

  • Micro o piccola dimensione (ai sensi del Reg. GBER e della Raccomandazione CE 2003/361)
  • Costituita da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda
  • Forma societaria (sono escluse ditte individuali, società semplici e società di fatto)
  • Sede legale e operativa in Italia (le società straniere devono dimostrare una sede operativa italiana alla prima richiesta di erogazione)
  • Non in liquidazione volontaria, non soggetta a procedure concorsuali, non “impresa in difficoltà” ai sensi del Reg. GBER
  • Non controllata da soci che nei 12 mesi precedenti abbiano cessato un’attività analoga a quella oggetto della domanda

Persone fisiche non ancora costituite in società

Possono presentare domanda anche le persone fisiche che intendono costituire una società. In questo caso l’impresa deve essere formalmente costituita, e i requisiti dimostrati, entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Se la società non viene costituita entro quel termine, la domanda decade.

Le due fasce di impresa: Capo II e Capo III

Il decreto distingue due sottogruppi con regole diverse, basati sull’anzianità dell’impresa al momento della domanda:

FasciaEtà impresaSpese maxForma agevolazione (domande dal 1/7/2026)Capitale circolanteTutoraggio
Capo IIDa 0 a 36 mesi (escluso)€ 1.500.000Solo finanziamento 0%, fino al 90%Previsto dal decreto (max 20% spese investimento) – forma attuale da verificare con InvitaliaSì
Capo IIIDa 36 a 60 mesi€ 3.000.000Solo finanziamento 0%, fino al 90%NoNo

I settori finanziabili: cosa puoi avviare con ON

ON copre una gamma di settori molto più ampia rispetto a Smart&Start. Non serve un contenuto tecnologico specifico. I settori ammissibili sono:

  • Produzione di beni: industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli, inclusi settori afferenti all’innovazione sociale
  • Fornitura di servizi: servizi alle imprese e/o alle persone, inclusa l’innovazione sociale
  • Commercio: commercio di beni e servizi
  • Turismo: incluse attività turistico-culturali per la valorizzazione del patrimonio culturale/ambientale/paesaggistico, attività di ricettività e accoglienza

Settori esclusi: pesca e acquacoltura, produzione agricola primaria, esportazioni.

E qui sta una delle differenze chiave rispetto ai bandi regionali come il bando NIDI Puglia: ON non esclude il commercio al dettaglio. Una rivendita specializzata, un’attività commerciale innovativa o un negozio inserito in un progetto organico può essere finanziato con ON, a differenza di NIDI.

Le agevolazioni ON dal 1° luglio 2026: solo finanziamento a tasso zero

Fino al 30 giugno 2026 l’agevolazione era un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, con un tetto complessivo del 90% delle spese ammissibili. Il fondo perduto aveva un massimale proprio: 20% per il Capo II e 15% per il Capo III, calcolato solo su macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici e servizi TIC, brevetti.

Per le domande presentate dal 1° luglio 2026 la parte a fondo perduto non c’è più. Il tetto del 90% resta, ma ora è coperto interamente dal finanziamento: tutto ciò che si riceve va restituito.

Agevolazioni per imprese Capo II (fino a 36 mesi)

ComponenteDomande fino al 30/6/2026Domande dal 1/7/2026
Finanziamento a tasso 0%Quota residua fino al 90%Fino al 90% delle spese ammissibili
Contributo a fondo perdutoMax 20% su macchinari/impianti/attrezzature, software/TIC, brevettiNon previsto (risorse esaurite)
Capitale circolanteFino al 20% delle spese di investimentoDa verificare con Invitalia
Agevolazione totale massima90%90%, tutto da restituire

Esempio Capo II: progetto da €600.000 (domanda dal 1° luglio 2026)

VoceImportoNote
Spese ammissibili totali€ 600.000—
Agevolazione totale (90%)€ 540.000Tutta in forma di finanziamento
Contributo a fondo perduto€ 0Prima del 1° luglio sarebbero stati fino a € 80.000 (20% di € 400.000 di macchinari/software)
Finanziamento a tasso 0% da restituire€ 540.000In 10 anni, 20 rate semestrali da € 27.000 (€ 54.000 l’anno)
Risorse proprie dell’impresa€ 60.000 + IVA10% non coperto + IVA

Rispetto al vecchio schema, il debito da rimborsare sale da € 460.000 a € 540.000: +€ 80.000, cioè circa € 8.000 l’anno in più di rate. Esempio illustrativo: gli importi effettivi dipendono dalle spese ammesse in istruttoria.

Agevolazioni per imprese Capo III (36-60 mesi)

ComponenteDomande fino al 30/6/2026Domande dal 1/7/2026
Finanziamento a tasso 0%Quota residua fino al 90%Fino al 90% delle spese ammissibili
Contributo a fondo perdutoMax 15% su macchinari/impianti/attrezzature, software/TIC, brevettiNon previsto (risorse esaurite)
Agevolazione totale massima90%90%, tutto da restituire

Il finanziamento a tasso zero: condizioni

ParametroCondizione
Tasso di interesse0% fisso
Durata massima10 anni
RateSemestrali costanti, scadenti il 31 maggio e 30 novembre di ogni anno, a decorrere dalla seconda scadenza successiva all’erogazione dell’ultima quota a saldo
GaranzieNessuna garanzia per finanziamenti fino a €250.000. Privilegio speciale sui beni per finanziamenti oltre €250.000. Per Capo III con acquisto immobile: ipoteca di primo grado
MoraIn caso di ritardo nel pagamento: TUR vigente + 3 punti percentuali, senza necessità di messa in mora

Un effetto pratico della novità riguarda proprio le garanzie. Senza fondo perduto, a parità di progetto il finanziamento cresce: un investimento da €280.000, che prima poteva restare sotto la soglia dei €250.000 di prestito grazie al contributo, oggi la supera (90% = €252.000) e fa scattare il privilegio speciale sui beni.

Tutoraggio tecnico-gestionale gratuito (solo Capo II)

Per le imprese Capo II (costituite da non più di 36 mesi), Invitalia eroga servizi di tutoraggio gratuiti, finalizzati a trasferire competenze su: accesso al mercato dei capitali, marketing, organizzazione e risorse umane, innovazione e trasferimento tecnologico, corretta fruizione delle agevolazioni. L’avviso del 30 giugno 2026 non menziona modifiche al tutoraggio. Il valore dipende dall’importo delle spese ammesse:

Spese ammissibiliValore tutoraggio
Fino a € 250.000€ 5.000
Oltre € 250.000€ 10.000

Spese ammissibili: Capo II e Capo III a confronto

Spese Capo II (imprese ≤36 mesi — spese max €1.500.000)

CategoriaLimite/condizioni
Opere murarie e assimilate (incluse ristrutturazioni)Max 30% dell’investimento ammissibile
Macchinari, impianti, attrezzature varie nuovi di fabbricaStrettamente necessari all’attività, dimensionati alla produzione effettiva, identificabili singolarmente. Ammessi anche per servizi in formula sharing economy
Programmi informatici e servizi TICCommisurati alle esigenze produttive/gestionali. Incluse tecnologie e applicazioni emergenti: intelligenza artificiale, blockchain, Internet of Things
Brevetti e licenze d’usoAcquisto di brevetti o acquisizione di licenze d’uso
Consulenze specialisticheMax 5% dell’investimento ammissibile
Oneri contratto di finanziamento e (se applicabile) di costituzione della societàSolo per persone fisiche che si costituiscono a seguito dell’ammissione
Capitale circolanteMax 20% delle spese di investimento ammesse. Utilizzabile per: materie prime/semilavorati/merci; servizi necessari all’attività; godimento di beni di terzi. Per le domande dal 1° luglio 2026 verificare con Invitalia se e in che forma resta disponibile

Spese Capo III (imprese 36-60 mesi — spese max €3.000.000)

CategoriaLimite/condizioni
Acquisto immobile sede attività (solo turismo)Max 40% dell’investimento complessivo ammissibile
Opere murarie e assimilate (incluse ristrutturazioni)Max 30% dell’investimento complessivo ammissibile
Macchinari, impianti, attrezzature nuovi di fabbricaStrettamente necessari, dimensionati alla produzione effettiva, identificabili singolarmente
Programmi informatici, brevetti, licenze e marchiDevono essere: ammortizzabili; utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva agevolata; acquistati da terzi indipendenti a condizioni di mercato; presenti in bilancio per almeno 3 anni

Note importanti per il Capo III: non è previsto il capitale circolante. Per le sole imprese del turismo, l’acquisto dell’immobile sede è ammissibile ma con ipoteca di primo grado come garanzia sul finanziamento. Non sono ammissibili beni usati in nessun caso.

Una conseguenza della novità, spesso trascurata: prima la composizione della spesa pesava sul fondo perduto, perché il contributo si calcolava solo su macchinari, software e brevetti. Ora quella leva non esiste più. Un progetto fatto soprattutto di opere murarie e uno fatto soprattutto di macchinari ricevono la stessa copertura, sempre a debito.

ON conviene ancora senza fondo perduto?

Dipende da cosa lo confronti. Rispetto a un prestito bancario ordinario, sì: un finanziamento a tasso zero per 10 anni, senza garanzie fino a €250.000 e con copertura fino al 90%, resta un’agevolazione vera. Il risparmio è tutto negli interessi che non paghi e nelle garanzie che non devi dare. Su €540.000 rimborsati in 10 anni, anche un tasso di mercato moderato avrebbe pesato per decine di migliaia di euro.

Ma rispetto a strumenti con fondo perduto il confronto cambia. Il punto critico è uno: il piano deve reggere il rimborso del 100% dell’agevolazione. Nella mia esperienza è il secondo colloquio, quello sulla sostenibilità economico-finanziaria, a far cadere più domande. Con rate più alte, il margine di errore sulle previsioni di fatturato si riduce.

Quando ON resta la scelta giusta

  • Progetti oltre la soglia dei bandi regionali (NIDI si ferma molto prima) e fino a €1,5 o €3 milioni
  • Attività di commercio, escluse da altri strumenti
  • Soci non disoccupati o over 35, che non possono accedere a Resto al Sud 2.0
  • Imprese con flussi di cassa prevedibili, in grado di sostenere rate semestrali costanti per 10 anni

Se invece il progetto è piccolo e l’impresa è in Puglia, conviene valutare prima gli strumenti che hanno ancora fondo perduto: il bando NIDI Puglia, il bando TecnoNidi per le startup tecnologiche e, se hai i requisiti soggettivi, Resto al Sud 2.0.

Come si presenta la domanda e come si svolge la valutazione

Requisiti per accedere alla piattaforma

  • Identità digitale: SPID livello 2, CNS o CIE
  • Firma digitale del legale rappresentante (o del soggetto proponente persona fisica)
  • PEC attiva

Le società già costituite devono registrarsi preventivamente tramite il modulo “Anagrafica e deleghe” della nuova piattaforma Invitalia. Le società non costituite e le società estere accedono con le credenziali dello stesso compilatore che presenta la domanda.

Il processo di valutazione in due fasi

La valutazione di ON si articola in due colloqui distinti, ciascuno con obiettivi precisi:

FaseOggettoTempistica
Primo colloquioVerifica delle competenze del team imprenditoriale; coerenza del progetto con gli aspetti tecnico-produttivi e organizzativi; coerenza con le potenzialità del mercato di riferimento. Attribuzione di punteggi per ciascun criterioEntro 45 giorni dalla presentazione della domanda completa
Secondo colloquioSostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa; verifica della congruità delle spese; idoneità della sede individuata; per Capo II: compatibilità delle esigenze di capitale circolante con il pianoEntro 45 giorni dalla conclusione del primo colloquio

La premialità nel punteggio è riconosciuta ai programmi che introducono soluzioni innovative sotto il profilo organizzativo, produttivo o commerciale. Serve quindi documentare anche questo aspetto nel business plan.

Erogazione delle agevolazioni

ModalitàDettaglio
SAL (stati di avanzamento lavori)Max 5 SAL. Il primo SAL non può essere inferiore al 25% delle spese ammissibili totali. Ogni SAL successivo ≥10% spese ammesse. Ogni erogazione (tranne la prima) richiede dimostrazione del pagamento delle spese presentate nel SAL precedente
AnticipazioneFino al 40% delle agevolazioni concesse, previa fideiussione a prima richiesta di pari importo
Scadenza programma (Capo II)24 mesi dalla firma del contratto; proroga max 6 mesi
Scadenza programma (Capo III)24 mesi dalla firma del contratto; proroghe cumulative max 12 mesi
Termine erogazioniLa richiesta dell’ultimo SAL deve avvenire entro 30 mesi dalla firma del contratto (salvo proroga autorizzata)

Obblighi post-concessione e cause di revoca

Una volta ottenuto il finanziamento, i vincoli durano nel tempo. Le principali cause di revoca totale o parziale:

  • Documentazione irregolare o requisiti assenti (non sanabili)
  • Mancato rispetto dei tempi di realizzazione del programma
  • Trasferimento, alienazione o destinazione diversa dei beni agevolati nei 3 anni dalla data di ultimazione del programma, senza autorizzazione di Invitalia
  • Delocalizzazione dell’attività in Paesi extra-UE entro 5 anni dall’ultimazione dell’iniziativa
  • Cessazione, alienazione o trasferimento all’estero dell’impresa prima di 3 anni dall’ultimazione
  • Mancato pagamento di una rata protratto oltre 12 mesi
  • Variazioni della compagine societaria che portino al venir meno del requisito di genere/età, avvenute dalla data di domanda e nei 3 anni successivi alla firma del contratto

Quest’ultimo punto è rilevante: se una socia donna cede le quote a un socio non rientrante nella categoria, facendo scendere sotto il 50% la componente femminile/giovanile, l’agevolazione viene revocata. E con un’agevolazione tutta a debito, anche la causa legata alle rate non pagate pesa di più.

ON cumulabile con NIDI e altre agevolazioni

ON è cumulabile con altri aiuti di Stato nei limiti della disciplina europea. La regola pratica è una: spese distinte. Lo stesso investimento non può essere coperto due volte oltre il 100% del costo, e sulle stesse spese l’intensità complessiva di aiuto non può superare il massimale applicabile.

StrumentoCumulabile?Condizioni/Note
NIDI Puglia⚠️ CondizionatoSu spese distinte, con un piano finanziario che attribuisca chiaramente ogni spesa a una sola misura
Resto al Sud 2.0❌ NoIl decreto di Resto al Sud 2.0 vieta il cumulo con altre agevolazioni nazionali, regionali o europee
Fondo di Garanzia PMI (MCC) su finanziamento bancario per la quota non coperta✅ SìUtile per finanziare il 10% di risorse proprie e l’IVA con un prestito bancario garantito
Crediti d’imposta (es. iperammortamento)⚠️ CondizionatoDa verificare caso per caso: sulle stesse spese vanno rispettati i limiti di cumulo previsti dalla norma del credito

⚠️ Attenzione: cumulare ON con uno strumento regionale a fondo perduto è oggi il modo più diretto per recuperare parte del contributo perso. Ma serve un piano di spesa diviso con precisione fin dalla domanda: sovrapposizioni tra le due misure portano a decurtazioni o revoca.

ON, NIDI Puglia e Smart&Start: quale strumento scegliere

Nella mia esperienza, questa è la domanda più frequente da parte di giovani imprenditori pugliesi. E dal 1° luglio 2026 la risposta si è spostata. I tre strumenti hanno profili diversi che vanno analizzati caso per caso.

ElementoON (Invitalia)NIDI (Puglia)Smart&Start (Invitalia)
Copertura geograficaNazionaleSolo PugliaNazionale
Età impresaMax 60 mesiMax 6 mesiMax 60 mesi
Tipologia ammessaMicro e piccole impreseMicroimpreseSolo startup innovative di piccola dimensione
SettoriIndustria, servizi, commercio, turismoManifattura, servizi, B&B, ristorazioneSolo alta tecnologia
Spese max€1,5M (Capo II) / €3M (Capo III)€50K-€150K per categoria€1,5M
Finanziamento a tasso zeroFino al 90%Sì, in quota80% (90% con team di sole donne e/o under 36)
Fondo perduto0% per domande dal 1/7/202650% + premialità30% per startup con sede nel Centro-Sud, Puglia inclusa
GaranzieNo (fino €250K)NoNo

In sintesi: per una startup innovativa pugliese, Smart&Start offre oggi il mix più vantaggioso, grazie al fondo perduto del 30% che ON non ha più. Per chi vuole avviare un’impresa in settori tradizionali con un progetto da poche decine di migliaia di euro, NIDI è più accessibile e più generoso. ON copre la fascia intermedia e alta — progetti da €100.000 a €3.000.000, settori più ampi, commercio incluso, senza il vincolo della startup innovativa — ma dal 1° luglio 2026 è un prestito a tasso zero, non un contributo. Va scelto sapendo che si restituisce tutto.

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Articolo aggiornato il 27 settembre 2026.









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ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è l’incentivo nazionale gestito da Invitalia per far nascere e crescere micro e piccole imprese a prevalente partecipazione giovanile (18-35 anni) o femminile. La disciplina è il D.Lgs. 185/2000 (Titolo I, Capo 0I), ridefinita dal DM 4 dicembre 2020. Lo sportello non ha scadenza e chiude a esaurimento risorse. Una novità da sapere subito: con l’avviso del 30 giugno 2026 Invitalia ha comunicato l’esaurimento del fondo perduto, quindi le domande presentate dal 1° luglio 2026 ottengono la sola forma del finanziamento agevolato a tasso zero.

A chi si rivolge

Possono presentare domanda le società costituite da non più di 60 mesi, di micro o piccola dimensione (allegato I del GBER), in cui oltre la metà dei soci e delle quote è in mano a persone tra 18 e 35 anni (18 compiuti, 36 non ancora compiuti) oppure a donne di qualsiasi età. Ammesse società di persone e di capitali, cooperative comprese. Restano fuori ditte individuali, società semplici e società di fatto.

Chi la società non l’ha ancora può candidarsi come persona fisica e costituirla dopo l’ammissione, entro i termini indicati nella comunicazione (45 giorni secondo le FAQ Invitalia). Nessun vincolo territoriale: l’investimento si realizza in tutta Italia. Servono iscrizione al registro imprese, assenza di procedure concorsuali e di stato di impresa in difficoltà, e niente controllo da parte di soci che abbiano cessato un’attività analoga nei 12 mesi precedenti.

Due percorsi, in base all’età dell’impresa: Capo II fino a 36 mesi dalla costituzione, Capo III da 36 a 60 mesi.

Cosa finanzia

Programmi di investimento per avviare o sviluppare l’attività nei settori produzione di beni (industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli), servizi a imprese e persone, commercio e turismo. Il programma parte dopo la domanda e dura al massimo 24 mesi dal contratto.

  • Capo II (fino a 36 mesi), spese fino a 1.500.000 € al netto di IVA: macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, programmi informatici e servizi TIC (anche intelligenza artificiale, blockchain, IoT), brevetti e licenze, opere murarie fino al 30%, consulenze specialistiche fino al 5%, oneri di stipula del contratto.
  • Sempre nel Capo II, capitale circolante fino al 20% delle spese di investimento: materie prime, servizi, godimento di beni di terzi.
  • Capo III (da 36 a 60 mesi), spese fino a 3.000.000 €: immobilizzazioni materiali e immateriali per nuove unità produttive, ampliamento, diversificazione o trasformazione del processo. L’acquisto dell’immobile sede è ammesso solo nel turismo, fino al 40%.
  • Non ammessi: beni usati, contratti chiavi in mano, commesse interne, investimenti di mera sostituzione, imposte e tasse. Esclusa la produzione primaria di prodotti agricoli.

Agevolazioni disponibili

Dal 1° luglio 2026 l’agevolazione è composta dal solo finanziamento agevolato.

  • Finanziamento agevolato: tasso zero, durata massima 10 anni, rate semestrali costanti al 31 maggio e al 30 novembre.
  • Intensità massima: 90% della spesa ammissibile, nei limiti del GBER (art. 22 per il Capo II, art. 17 per il Capo III). Il resto è a carico dell’impresa.
  • Fondo perduto: previsto dal decreto (20% nel Capo II, 15% nel Capo III) ma esaurito, non più concedibile per le domande dal 1° luglio 2026.
  • Tutoraggio: per il Capo II servizi tecnico-gestionali del valore di 5.000 € (spese fino a 250.000 €) o 10.000 € (oltre).

Procedura e tempistiche

Domanda e piano d’impresa si compilano online nell’area riservata Invitalia, con identità digitale, e si firmano digitalmente. Le domande sono valutate in ordine cronologico di invio.

La valutazione (45 giorni) verifica i requisiti e poi il merito, con colloquio, su tre criteri: competenze, coerenza tecnico-produttiva e organizzativa, coerenza con il mercato. Servono almeno 5,00 su ogni criterio e 6,00 complessivi; c’è un punto di premialità per le soluzioni innovative. Segue un secondo colloquio sulla sostenibilità economico-finanziaria, con documenti da inviare entro 30 giorni, poi delibera entro altri 45 giorni.

Dopo l’ammissione: documenti per il contratto entro 45 giorni, contratto entro 30 giorni dalla consegna. L’erogazione avviene in massimo 5 SAL da almeno il 10%, con possibile anticipazione fino al 40% dietro fideiussione. L’ultimo SAL va richiesto entro 30 mesi dal contratto.

Cumulabilità

Il regime è GBER: art. 22 per il Capo II, art. 17 per il Capo III. Le agevolazioni sono cumulabili con altri aiuti di Stato, anche de minimis, solo entro le intensità massime consentite dal GBER. Il tutoraggio rientra invece nel de minimis (massimale 300.000 € su tre esercizi con il Reg. UE 2023/2831). Prima di sommare altri incentivi sulle stesse spese, il calcolo va fatto voce per voce.

Documentazione richiesta

  • Domanda e piano d’impresa firmati digitalmente
  • Atto costitutivo e statuto della società
  • Dichiarazione sostitutiva (art. 47 DPR 445/2000) su dimensione e requisiti
  • Dati per la verifica antimafia, se l’agevolazione supera 150.000 €
  • Procura speciale, se firma un procuratore

Punti di attenzione

Molte pagine, comprese guide più datate, parlano ancora di fondo perduto al 20% o al 15%: per le domande dal 1° luglio 2026 non è più così. Nella pratica il piano finanziario va rifatto sul solo finanziamento.

Dopo l’erogazione restano vincoli: beni da non cedere per 3 anni, niente delocalizzazione extra UE per 5 anni, compagine che deve mantenere i requisiti per 3 anni dal contratto. Sopra 250.000 € il finanziamento richiede privilegio speciale, e ipoteca se si compra l’immobile. Il tutoraggio per tutti, che la circolare menziona, nel decreto è previsto solo per il Capo II.

Bando TecnoNidi Puglia 2026: fino a 280.000 euro per startup innovative

Il Fondo TecnoNidi mette sul tavolo quasi 20 milioni di euro per startup innovative pugliesi. Il meccanismo è semplice: presenti un progetto con contenuto tecnologico, superi la valutazione, e ottieni fino a 200.000 euro a fondo perduto e in prestito a tasso zero per gli investimenti, più altri 80.000 euro a fondo perduto per le spese di gestione. In totale, puoi arrivare a 280.000 euro di agevolazione su un progetto da 350.000 euro.

Non è un bando semplice. La valutazione è seria, con esperti indipendenti che analizzano il tuo progetto, e c’è un colloquio — chiamato “pitch” — in cui devi presentare la tua idea. Ma se hai una startup tecnologica con basi solide, TecnoNidi è probabilmente lo strumento più potente disponibile oggi in Puglia.

In questa guida trovi tutto quello che serve: requisiti precisi, spese ammissibili, importi, procedura passo per passo, e qualche avvertimento su cosa può bloccare la domanda.

Cos’è TecnoNidi e chi lo gestisce

TecnoNidi è uno strumento finanziario della Regione Puglia, gestito da Puglia Sviluppo S.p.A., che opera nell’ambito del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Più precisamente, attinge all’Azione 1.4 (creazione e consolidamento di startup innovative) e all’Azione 1.11 (accesso al credito e finanza innovativa).

La versione attiva è quella pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 88 del 31 ottobre 2024, che ha sostituito integralmente il precedente avviso del novembre 2023. Le domande presentate a valere sul vecchio avviso per cui non era ancora stato adottato un provvedimento di concessione possono proseguire l’iter sul nuovo avviso.

Gestione e riferimenti ufficiali

Soggetto gestore: Puglia Sviluppo S.p.A. — Via delle Dalie, Zona Industriale, 70026 Modugno (BA)
Telefono: 080/5498811
Portale domande: www.sistema.puglia.it/tecnonidi
Responsabile procedimento: Dott. Alfredo Lobello
Dotazione finanziaria: €19.705.882,35 (fino ad esaurimento risorse)

Requisiti per accedere a TecnoNidi: chi può candidarsi

Partiamo da qui, perché molte domande vengono bloccate in istruttoria per requisiti non rispettati. TecnoNidi è destinato a piccole imprese pugliesi con contenuto tecnologico. Ma “piccola impresa” da sola non basta.

Requisiti soggettivi obbligatori

Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve rispettare tutte queste condizioni:

RequisitoDettaglio
Forma giuridicaSocietà di capitali (SRL, SPA, cooperative)
DimensionePiccola impresa ai sensi della Raccomandazione CE 2003/361/CE
AnzianitàNon iscritta da più di 5 anni al registro imprese
UtiliNon aver mai distribuito utili
Sede operativaIndividuata in Puglia (titolo di disponibilità non richiesto in fase preliminare)
Stato legaleNon in liquidazione, non soggetta a procedure concorsuali, non “impresa in difficoltà”
Agevolazioni precedentiNon aver ricevuto aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione UE

Le tre tipologie di impresa ammissibili

Oltre ai requisiti base, l’impresa deve rientrare in almeno una di queste categorie:

  • Tipologia a): Startup innovativa regolarmente iscritta al registro speciale di cui al D.L. 179/2012 (Legge 221/2012)
  • Tipologia b): Impresa che ha sostenuto costi di ricerca e sviluppo pari ad almeno il 10% del totale costi di esercizio in almeno uno degli ultimi tre anni, oppure che può dimostrare — tramite valutazione di esperto esterno — che svilupperà prodotti, servizi o processi nuovi rispetto allo stato dell’arte
  • Tipologia c): Impresa che ha ricevuto un marchio di eccellenza dal Consiglio Europeo per l’Innovazione (Seal of Excellence), finanziamenti dal Fondo EIC o dall’Acceleratore EIC, o ha partecipato all’iniziativa CASSINI

E attenzione a un dettaglio che spesso viene sottovalutato: le imprese di tipologia b) senza costi R&S documentati e non iscritte al registro startup devono presentare obbligatoriamente l’Allegato B — la dichiarazione sostitutiva rilasciata da un laboratorio o centro di ricerca accreditato al MUR — oppure una domanda di brevetto già pubblicata.

Settori ammissibili e tecnologie chiave

TecnoNidi non finanzia qualsiasi attività innovativa. Il progetto deve rientrare in una delle aree di innovazione della Strategia Smart Puglia 2030 e fare riferimento alle Tecnologie Chiave Abilitanti (KET) previste dall’Allegato A dell’Avviso.

Area prioritariaEsempi di aree di innovazione
Manifattura sostenibileNuovi materiali, IA, robotica, sensoristica, automotive elettrico, aerospazio, microsatelliti
AgroalimentareTracciabilità alimentare, nutraceutica, agricoltura intelligente, eco-packaging
Sistema casa e modaCasa intelligente, eco-progettazione mobili, nuovi tessuti tecnici, sostenibilità circolare
Salute dell’uomo e ambienteSalute digitale, medicina predittiva, dispositivi medici, telemedicina, monitoraggio ambientale
Sistemi energetici e ambientaliComunità energetiche, efficienza energetica, recupero rifiuti, energie rinnovabili
Comunità digitali, creative e inclusiveTurismo intelligente, beni culturali digitali, cloud computing, big data, IA, cybersecurity

Sono invece esclusi a priori i settori pesca, produzione agricola primaria, carbone, siderurgia, costruzione navale, trasporti e infrastrutture, distribuzione energia, servizi di alloggio e ristorazione, attività finanziarie e immobiliari, istruzione, sport, attività commerciali tradizionali (salvo e-commerce puro con codice ATECO 47.91.10).

Quanto vale l’agevolazione: importi e struttura

Qui sta il cuore dell’opportunità. TecnoNidi combina fondo perduto e prestito a tasso zero in un pacchetto che, per alcune startup, può coprire fino all’80% delle spese previste.

Schema agevolazioni in conto impianti (investimenti)

ComponenteCalcoloMassimo
Sovvenzione diretta (fondo perduto)40% degli investimenti ammissibili€ 100.000
Prestito rimborsabile a 0%40% degli investimenti ammissibili€ 100.000
Totale conto impianti80% degli investimenti ammissibili€ 200.000

Contributo in conto esercizio (costi di funzionamento)

ComponenteCalcoloMassimo
Sovvenzione diretta (fondo perduto)80% delle spese di funzionamento ammissibili€ 80.000

Condizioni del prestito rimborsabile

ParametroValore
Importo minimo€ 10.000
Importo massimo€ 100.000
Tasso di interesse0,00% fisso
Preammortamento6 mesi dall’erogazione dell’intero prestito
Durata massima rimborso60 mesi (escluso preammortamento)
Modalità rimborsoRate costanti posticipate via SEPA Direct Debit
GaranzieFideiussione personale di almeno un socio o amministratore
Estinzione anticipataPossibile in qualsiasi momento, senza penali

Esempio numerico completo

Investimenti ammissibiliAgevolazioni concedibiliPrima erogazioneSeconda erogazioneTerza erogazione
€ 50.000€ 40.000€ 10.000€ 20.000€ 10.000
€ 100.000€ 80.000€ 20.000€ 40.000€ 20.000
€ 250.000€ 200.000€ 50.000€ 100.000€ 50.000

Spese ammissibili: cosa puoi finanziare con TecnoNidi

Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione dell’istanza definitiva (non dalla domanda preliminare — attenzione a questo punto) ed entro 12 mesi dalla prima erogazione oppure entro 6 mesi dalla seconda.

Investimenti in attivi materiali e immateriali

  • Macchinari, impianti, attrezzature, arredi: purché nuovi di fabbrica, identificabili singolarmente, a servizio esclusivo dell’unità produttiva. Sono ammessi anche automezzi commerciali dimensionati alla produzione. Importo minimo fattura: €500 imponibile
  • Opere edili e assimilate (inclusi impianti elettrici, idraulici, di condizionamento, telematici, prefabbricati): ammissibili entro il limite del 30% dell’investimento in altri attivi. Richiedono computo metrico redatto da tecnico abilitato
  • Attivi immateriali: software, licenze, know-how brevettato o non brevettato, piattaforme informatiche sviluppate ad hoc. Devono essere ammortizzabili, acquistati a condizioni di mercato da terzi indipendenti, mantenuti in azienda per almeno 3 anni

Per gli attivi immateriali sviluppati ad hoc è obbligatoria la perizia giurata di un tecnico abilitato che attesti la congruità del prezzo e l’ammortizzabilità del bene.

Costi di funzionamento (spese di esercizio)

Tipologia di spesaNote e limiti
Personale dipendenteSolo retribuzione netta da cedolino paga, dipendenti con qualifica adeguata all’area tecnologica. Esclusi amministratori. Escluso se l’impresa ha già fruito di altre agevolazioni per le stesse mensilità
Locazione immobiliDa contratti registrati o uffici temporanei/coworking (con codice identificativo postazione in planimetria)
Utenze (energia, acqua, telefono, connettività)Solo da contratti intestati all’impresa, corrisposte direttamente ai gestori
Premi assicurativiRiferiti all’attività d’impresa (furto, incendio, RC). Unica voce con validità pluriennale
Canoni e abbonamenti software/cloud/marketing digitaleAccesso a banche dati, SaaS, hosting, domini, SEO, Keywords Advertising, Social
Personalizzazione siti webSolo da imprese del settore sviluppo software
Consulenza in materia di innovazione e brevettazioneMax €30.000 per questa voce. Tariffe da Allegato E (max €600/giornata per oltre 15 anni di esperienza)
Servizi di sostegno all’innovazione (test e certificazioni)Max €30.000 per questa voce
Consulenza per certificazioni ambientali, qualità, RSIMax €30.000 per questa voce
Prima partecipazione a fiera specializzata (stand + allestimento)Importo minimo fattura: €500 imponibile

Spese non ammissibili principali: IVA recuperabile, terreni e immobili, autovetture, leasing, ammortamenti, tasse, pagamenti in contanti o non tracciabili, forniture chiavi in mano, acquisti da soci/parenti entro il secondo grado, acquisti infragruppo, beni usati, intermediazione nella fornitura.

La procedura passo per passo

La procedura di TecnoNidi si articola in fasi distinte. Conoscerle bene fa la differenza tra una domanda che avanza e una che si inceppa.

Fase 1: Domanda preliminare online

L’accesso avviene esclusivamente tramite il portale Sistema Puglia, con autenticazione SPID livello 2, CIE o CNS. Non sono accettate domande via email o altri canali.

La domanda preliminare (Allegato C.1) include numerose sezioni: dati aziendali e del team, analisi di mercato con almeno 3 concorrenti, prodotti/servizi con previsioni quantitative per i primi 2 anni, preventivi fornitori, prospetto economico previsionale, e la sostenibilità finanziaria. Va allegata anche tutta la documentazione richiesta dall’art. 6 dell’Avviso.

Documentazione obbligatoria da allegare:

  • Allegato C.2 — Illustrazione del contenuto innovativo (con analisi stato dell’arte, confronto competitivo, piano go-to-market, profili del personale, schema fonti/impieghi, bilancio previsionale)
  • Attestazione delle attività di ricerca (Allegato B oppure domanda di brevetto pubblicata, per le imprese tipologia b)
  • Documenti di identità del legale rappresentante e di tutti i soci
  • DSAN vigenza e iscrizione CCIAA
  • Documentazione sede operativa con visura catastale
  • Preventivi investimenti su carta intestata fornitore, datati, intestati all’impresa, con dettaglio caratteristiche tecniche
  • Perizia giurata per attivi immateriali ad hoc
  • Atto costitutivo e statuto
  • Questionario ex-ante (Allegato D)

La domanda è protocollata nell’ordine cronologico di invio. Le risorse sono limitate: chi arriva prima ha accesso prioritario.

Fase 2: Valutazione di esaminabilità ed esperto indipendente

Puglia Sviluppo verifica completezza formale e requisiti minimi. Contemporaneamente, un esperto indipendente ad alto profilo tecnico-scientifico (dall’albo MISE o ARTI) analizza il progetto per valutare la possibilità di sviluppare prodotti/servizi nuovi rispetto allo stato dell’arte e la maturità tecnologica (TRL 9 raggiungibile). È anche verificata la coerenza con Smart Puglia 2030.

Fase 3: Colloquio (pitch)

Se l’esame è positivo, l’impresa viene convocata — anche in videoconferenza — per un colloquio di approfondimento. Va presentato un pitch del progetto secondo lo schema disponibile sul portale. Al termine del colloquio si formalizza l’istanza definitiva di accesso alle agevolazioni. La mancata partecipazione senza giustificazione comporta la decadenza della domanda.

Fase 4: Istruttoria e valutazione sostanziale

L’istanza definitiva viene valutata su tre aree, ciascuna da 0 a 10 punti:

AreaCriteri principaliPunteggio
a) Know-how e carattere innovativoCompetenze tecniche, conoscenze manageriali, connessioni con area tecnologica0-10
b) Qualità e fattibilità tecnicaAnalisi di mercato, capacità di introdurre innovazioni, organizzazione produttiva, contributo alle transizioni0-10
c) Sostenibilità economico-finanziariaRedditività attesa, attendibilità previsioni, mezzi propri disponibili, capacità di raccolta capitale di rischio0-10

Per essere ammessa, l’istanza deve ottenere almeno 18 punti complessivi e nessuna area sotto 5. Sono previsti punteggi aggiuntivi (+1 ciascuno) per: componente femminile/giovanile ≥25% del capitale, connessione con sistema ricerca/Open Innovation, collaborazione con grandi aziende.

Fase 5: Concessione e erogazione

Le imprese ammesse ricevono il contratto di finanziamento via PEC e vengono convocate per la sottoscrizione. In questa sede si richiede anche la prima erogazione. Le agevolazioni in conto impianti sono erogate in tre tranche:

  • Prima erogazione: 25% — contestualmente alla firma del contratto
  • Seconda erogazione (SAL): 50% — documentando pagamenti per almeno il 40% degli investimenti totali, entro 6 mesi dalla prima erogazione
  • Terza erogazione (saldo): 25% — documentando pagamenti per almeno l’80% degli investimenti, entro 12 mesi dalla prima erogazione (o 6 mesi dalla seconda)

Entro 30 giorni dalla terza erogazione va dimostrato il 100% dei pagamenti, insieme alla polizza assicurativa triennale sui beni agevolati.

Per i contributi in conto esercizio, il meccanismo è simile: anticipazione del 40% tramite polizza fideiussoria oppure rendicontazione spese al 40%, seconda erogazione al raggiungimento dell’80%, saldo alla dimostrazione del 100%.

Obblighi post-concessione e cause di revoca

Ottenere il finanziamento è solo l’inizio. Gli obblighi durano fino al completo rimborso del prestito, con alcune vincoli triennali dalla data di completamento degli investimenti.

Punti critici da tenere a mente:

  • CUP obbligatorio: Su tutte le fatture emesse dal 01/06/2023 deve essere indicato il Codice Unico di Progetto in formato .xml e .pdf, pena l’inammissibilità della spesa. Puglia Sviluppo comunica il CUP dopo il colloquio.
  • Conto corrente dedicato: Tutti i pagamenti devono transitare da un conto corrente intestato all’impresa, esclusivamente via bonifico, assegno bancario o circolare. Pagamenti in contanti: inammissibili.
  • Vincolo di destinazione: I beni materiali e immateriali agevolati devono rimanere in uso all’impresa per almeno 3 anni dalla data dell’ultimo titolo di spesa.
  • Sede operativa: Non può essere spostata per 3 anni senza autorizzazione di Puglia Sviluppo.
  • Attività prevalente: Per 3 anni non può essere modificata in un settore escluso dall’art. 3 dell’Avviso.
  • Contratto collettivo nazionale: Applicazione integrale per tutti i dipendenti, per l’intero periodo di attività incentivata (clausola sociale).

Le cause di revoca sono numerose. Le più frequenti nella pratica: mancato pagamento di 6 rate consecutive, variazione del conto corrente senza comunicare entro 15 giorni, distrazione dei beni dall’uso previsto prima dei 3 anni, mancato completamento del programma nei termini.

Cumulo con altri aiuti

Gli aiuti TecnoNidi possono essere cumulati con altre misure di aiuto di Stato — a condizione che il cumulo non superi il costo sostenuto e nei limiti delle soglie massime del Reg. UE 651/2014. Ma non sono cumulabili con aiuti de minimis sugli stessi costi ammissibili.

Nella mia esperienza, questa è una domanda ricorrente: molte startup pugliesi valutano TecnoNidi insieme ad altri strumenti regionali o nazionali. La risposta è che il cumulo è teoricamente possibile, ma va pianificato con attenzione per evitare il superamento dei massimali e il doppio finanziamento.

Errori comuni da evitare

Ho visto domande ben costruite bloccarsi per motivi evitabili. Ecco i principali:

⚠️ Attenzione a questi punti

  • Allegato B mancante o non idoneo: Le startup tipologia b) senza R&S documentata devono necessariamente avere l’Allegato B da un organismo accreditato MUR. Non è sostituibile con dichiarazioni proprie.
  • Sede non identificata in planimetria per coworking: Non basta indicare l’indirizzo. Per spazi di coworking o incubazione, ogni postazione va identificata con un codice in planimetria.
  • Preventivi fornitori non idonei: I preventivi devono essere su carta intestata, datati, firmati, intestati all’impresa proponente, con dettaglio tecnico sufficiente a valutare congruità. Il fornitore deve avere codice attività idoneo alla fornitura. Per opere edili: abilitazione obbligatoria.
  • Spese antecedenti all’istanza definitiva: Le spese per investimenti sostenute prima del colloquio-pitch sono inammissibili. Non prima della domanda preliminare: prima dell’istanza definitiva.
  • Mancanza di concorrenti nella domanda: Servono almeno 3 concorrenti nella sezione C.2. Domande carenti su questo punto vengono bloccate in automatico dal sistema.
  • Variazioni attivi immateriali senza perizia aggiornata: Se cambi fornitore o fornitura di attivi immateriali, devi riprendere l’iter valutativo con nuova perizia giurata.

TecnoNidi conviene? Una valutazione realistica

Parliamo chiaro: TecnoNidi è uno degli strumenti più generosi per le startup innovative del Sud Italia. Fondo perduto al 40% sugli investimenti, prestito a tasso zero per il restante 40%, e un altro 80% a fondo perduto sui costi di gestione. Su un progetto da 350.000 euro puoi ottenere 280.000 euro di agevolazione.

Ma la procedura è impegnativa. La valutazione da parte di esperti indipendenti è seria. Il pitch conta. E gli obblighi post-concessione durano anni. Non è uno strumento per chi vuole “fare domanda e vedere cosa succede”.

Se hai una startup tecnologica con un progetto solido, competenze documentate e un team credibile, TecnoNidi vale assolutamente la pena. Se il progetto è ancora in fase embrionale o il contenuto innovativo è debole, il rischio di inammissibilità è alto.

Prima di presentare domanda, ti consiglio un incontro di orientamento con Puglia Sviluppo — è previsto dall’Avviso ed è gratuito — per verificare i requisiti e impostare correttamente il piano di spesa. E considera che le risorse sono limitate a circa 20 milioni: il criterio è cronologico.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.

Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.

Resto al Sud 2.0 è la misura nazionale per l’autoimpiego degli under 35 nel Mezzogiorno, prevista dall’art. 18 del DL 60/2024 e attuata dal DM 11 luglio 2025 e dal Decreto Direttoriale n. 412 dell’8 ottobre 2025. Finanzia l’avvio di attività autonome, professionali e d’impresa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dotazione: 356,4 milioni di euro. Solo fondo perduto: voucher al 100% fino a 50.000 euro oppure contributo fino al 75% su programmi fino a 200.000 euro, più 5.000 euro di tutoring.

A chi si rivolge

Giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 non compiuti che, alla data di avvio dell’attività, sono inoccupati, inattivi o disoccupati (compresi i giovani in condizione di marginalità o vulnerabilità e i working poor, con imposta lorda non superiore alle detrazioni), oppure disoccupati del programma GOL.

L’iniziativa deve essere già avviata ma ancora inattiva alla domanda: il DM indica il mese precedente, le FAQ Invitalia ammettono anche il mese stesso di presentazione. Forme ammesse: lavoro autonomo con partita IVA, impresa individuale, SNC, SAS, SRL anche semplificata, cooperativa, attività professionali anche in forma di STP. Soci senza requisiti sono ammessi se controllo e amministrazione restano ai giovani per tre anni dall’iscrizione. Escluso chi è stato titolare o socio di un’attività con lo stesso ATECO a tre cifre cessata nei sei mesi precedenti. Tutti i settori, tranne quelli esclusi dal regolamento de minimis, come pesca, acquacoltura e produzione agricola primaria.

Cosa finanzia

Spese strettamente funzionali all’attività da avviare:

  • Beni materiali: macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi. Per un laboratorio di pasticceria, forno, abbattitore e bancone.
  • Digitale: software e licenze, servizi ICT, sviluppo di applicativi, piattaforme e app.
  • Immateriali: competenze ad alto contenuto tecnologico, siti promozionali, digital brand, ideazione di marchi.
  • Consulenze tecnico-specialistiche rese solo da enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, entro il 30%: innovazione, prototipi, certificazioni ambientali o energetiche.
  • Opere edili di ristrutturazione: solo con il contributo, entro il 50% del programma.

Esclusi terreni e immobili, materie prime, personale, utenze, affitti, leasing, consulenze per la domanda, legali e fiscali, interessi e imposte. L’IVA è ammessa solo se non recuperabile.

Agevolazioni disponibili

Due linee alternative a fondo perduto: una sola domanda per iniziativa.

  • Voucher: 100% dell’investimento fino a 40.000 euro.
  • Voucher maggiorato: fino a 50.000 euro se almeno il 20% delle spese riguarda beni o servizi innovativi e digitali, o per la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico.
  • Contributo: 75% per programmi fino a 120.000 euro, 70% oltre 120.000 e fino a 200.000 euro. Massimo 140.000 euro.
  • Tutoring: 5.000 euro di servizi (4.000 Invitalia, 1.000 Ente Nazionale per il Microcredito), inscindibili dall’aiuto.

Nessun prestito da restituire, a differenza della vecchia Resto al Sud. Sul contributo la quota scoperta e l’IVA restano al proponente.

Procedura e tempistiche

Sportello valutativo aperto dalle ore 12:00 del 15/10/2025 fino a esaurimento risorse, con ordine cronologico riservato a questa misura. Domanda solo online su piattaforma Invitalia: SPID, CIE o CNS, PEC e firma digitale.

Per il voucher: verifica formale e punteggio sulla descrizione dell’iniziativa. Per il contributo si aggiungono piano d’impresa, colloquio da remoto con i soci ed esame di merito. Soglia minima di 17 punti, delibera entro 90 giorni. Spese entro 9 mesi dalla concessione per il voucher (prorogabili a 12), entro 16 per il contributo (prorogabili a 20). SAL dopo tre mesi, tra il 30% e il 70% delle spese; saldo entro tre mesi dall’ultimo titolo e comunque entro il 30/06/2028.

Cumulabilità

Regime de minimis (Reg. UE 2023/2831), massimale di 300.000 euro in tre anni per impresa unica, tutoring compreso. La misura non è cumulabile con crediti d’imposta né con altre agevolazioni nazionali, regionali o europee. Tre eccezioni: garanzia del Fondo PMI, NASpI anticipata in unica soluzione per i disoccupati GOL, indennità del Supporto per la formazione e il lavoro. Il divieto non è limitato alle stesse spese: prudenza anche con i crediti d’imposta automatici.

Documentazione richiesta

  • Domanda generata dalla piattaforma, firmata digitalmente
  • Descrizione dell’iniziativa (voucher) o piano d’impresa su schema Invitalia (contributo)
  • DSAN su requisiti soggettivi e dell’iniziativa, con quote societarie
  • DSAN antiriciclaggio e su casellario e procedure concorsuali
  • Atto costitutivo e statuto, oppure certificato di attribuzione della partita IVA
  • Facoltativi, per le premialità: attestato corso ENM, DSAN del socio esperto, estratto del conto vincolato o dedicato

Punti di attenzione

  • Tempi dei requisiti. Lo stato occupazionale si verifica al giorno prima dell’avvio. Aprire la partita IVA troppo presto fa uscire dalla finestra utile.
  • Soglia dei 17 punti. Sul voucher il merito vale al massimo 18 punti e uno zero sulle competenze esclude la domanda. Le premialità (conto vincolato, corso ENM, socio esperto) valgono fino a 10 punti ciascuna. Nella pratica decidono l’esito.
  • Trenta giorni dalla concessione per versare almeno il 10% dell’aiuto su conto vincolato o dedicato e documentare sede e abilitazioni, pena possibile revoca.
  • Vincoli triennali: niente cessione dei beni, chiusura o affitto dell’attività. Assenza ingiustificata al tutoring = causa di revoca.
  • Scalino dei 120.000 euro: 125.000 euro di investimento valgono 87.500 euro di contributo, meno dei 90.000 ottenibili con 120.000.
  • Testi aggiornati: il DD 412/2025 ha sostituito il DD 318/2025. Rileggere le FAQ Invitalia prima dell’invio.

Resto al Sud 2.0, operativo dal 15 ottobre 2025, rappresenta l’agevolazione più vantaggiosa per giovani under 35 del Salento che vogliono avviare attività imprenditoriali o di lavoro autonomo. Con una dotazione di 445,5 milioni di euro e contributi a fondo perduto che coprono fino al 75% degli investimenti, questa misura del Decreto Coesione offre condizioni eccezionali per trasformare idee in imprese concrete, con il supporto di tutoring obbligatorio del valore di 5.000 euro.

La novità principale rispetto alla precedente edizione? Il target esclusivo under 35 con requisiti specifici di disoccupazione o inattività, l’introduzione di voucher di avvio fino a 50.000 euro per investimenti innovativi, e percentuali di contributo più elevate che raggiungono il 75% per programmi fino a 120.000 euro. Il decreto ministeriale dell’11 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2025, ha reso operativa la misura che sostituisce il vecchio Resto al Sud, chiuso definitivamente il 14 ottobre 2025.

Novità Fondamentali di Resto al Sud 2.0 Rispetto alla Versione Precedente

Il passaggio da Resto al Sud a Resto al Sud 2.0 non è una semplice ridenominazione. Si tratta di una riforma strutturale che modifica requisiti, importi e modalità di accesso alle agevolazioni.

Cambiamenti Strategici della Nuova Misura

  • Limite anagrafico abbassato: Non più under 56 ma esclusivamente giovani tra 18 e 35 anni non ancora compiuti alla data di presentazione della domanda. La scelta risponde all’obiettivo del Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027 di contrastare la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno.
  • Requisiti occupazionali più stringenti: Accesso riservato a disoccupati, inoccupati, inattivi o beneficiari del programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori). Non basta più essere under 56 residenti al Sud.
  • Due strumenti distinti: Voucher di avvio (40.000-50.000 euro) per spese immediate e contributi a fondo perduto (fino a 140.000 euro) per programmi di investimento strutturati. Nella vecchia edizione esisteva solo il mix contributo+finanziamento.
  • Percentuali più elevate: Fino al 75% a fondo perduto per investimenti fino a 120.000 euro, contro il 50% della versione precedente che però includeva anche un finanziamento bancario a tasso zero.
  • Tutoring obbligatorio: Servizi di accompagnamento tecnico (Invitalia) e gestionale (ENM) per 5.000 euro, inclusi nell’agevolazione e non più facoltativi.
  • Formazione premiante: Percorsi formativi coordinati dall’Ente Nazionale Microcredito (ENM) che, seppur facoltativi, attribuiscono punteggi premiali determinanti nella valutazione delle domande.

Confronto Diretto: Resto al Sud vs Resto al Sud 2.0

CaratteristicaResto al Sud (chiuso 14/10/2025)Resto al Sud 2.0 (dal 15/10/2025)
Età beneficiari18-55 anni (56 non compiuti)18-34 anni (35 non compiuti)
Requisiti occupazionaliNessun lavoro a tempo indeterminatoDisoccupati, inoccupati, inattivi o GOL
Tipologia agevolazione50% contributo + 50% finanziamento bancario tasso zeroVoucher fino a 50.000€ OPPURE contributo 70-75% fondo perduto
Importo massimo60.000€ (200.000€ per società 4 soci)50.000€ voucher o 140.000€ contributo (200.000€ società)
TutoringFacoltativoObbligatorio, 5.000€ (Invitalia + ENM)
FormazioneNon previstaFacoltativa ENM ma con premialità in valutazione
Contributo circolanteFino a 15.000€ (40.000€ società)Non previsto separatamente
Spese opere ediliMax 30% programmaFino al 50% programma investimento

La differenza fondamentale sta nella filosofia della misura. Il vecchio Resto al Sud puntava sul mix contributo-finanziamento per distribuire il rischio tra pubblico e sistema bancario. Resto al Sud 2.0 elimina il finanziamento bancario, concentrando tutto sul contributo a fondo perduto, con percentuali più elevate ma importi massimi inferiori per singolo beneficiario.

Requisiti di Ammissibilità per le Iniziative Economiche Salentine

L’accesso a Resto al Sud 2.0 richiede il possesso simultaneo di requisiti soggettivi (età, condizione occupazionale, residenza) e requisiti oggettivi (tipologia iniziativa economica, sede operativa, data costituzione).

Requisiti Soggettivi dei Proponenti

I giovani del Salento interessati devono possedere tutti i seguenti requisiti alla data di avvio dell’iniziativa economica:

Età anagrafica: Tra 18 anni già compiuti e 35 anni non ancora compiuti. La verifica è effettuata alla data di costituzione dell’impresa o apertura partita IVA. Un giovane che compie 35 anni il 20 novembre 2025 può presentare domanda fino al 19 novembre 2025, a condizione che l’iniziativa sia avviata entro tale data.

Condizione occupazionale (almeno una delle seguenti):

  • Disoccupati: Giovani iscritti al centro per l’impiego come disoccupati ai sensi del D.Lgs 150/2015, senza contratto di lavoro subordinato e senza partita IVA attiva.
  • Inoccupati: Giovani che non hanno mai lavorato, privi di qualsiasi esperienza lavorativa documentata presso l’INPS.
  • Inattivi: Giovani che non cercano attivamente lavoro ma sono disponibili a lavorare (NEET – Not in Education, Employment or Training). Categoria particolarmente rilevante nel Salento dove il tasso NEET tra i 15-34 anni supera il 30%.
  • Disoccupati GOL: Giovani inseriti nel Programma Garanzia Occupabilità Lavoratori, con profilazione effettuata dai centri per l’impiego e percorso di politica attiva assegnato.
  • In condizione di marginalità o vulnerabilità: Working poor con reddito da lavoro corrispondente a imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni ex art. 13 DPR 917/1986. Nella pratica, lavoratori con reddito annuo lordo inferiore a circa 8.200 euro.

Il Ministero del Lavoro verifica il possesso del requisito occupazionale attraverso interrogazione delle banche dati INPS, Agenzia delle Entrate e Sistema Informativo Unitario delle Politiche del Lavoro. La dichiarazione sostitutiva presentata è sottoposta a controlli a campione ex post su almeno il 5% delle domande approvate.

Residenza territoriale: Alla data di presentazione della domanda, il giovane deve essere residente in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) oppure nei comuni del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria colpite dagli eventi del 2009 e 2016) o nelle isole minori. Per il Salento, qualsiasi comune della provincia di Lecce, Brindisi o Taranto soddisfa automaticamente il requisito territoriale.

Requisiti Oggettivi dell’Iniziativa Economica

L’agevolazione finanzia iniziative economiche costituite nel mese precedente la presentazione della domanda e inattive alla data di richiesta. Questo significa:

Requisito TemporaleDescrizioneEsempio Pratico
Data costituzioneApertura partita IVA o costituzione società nel mese precedente la domandaDomanda 20 novembre: costituzione tra 21 ottobre e 20 novembre
InattivitàNessuna fattura emessa, nessun movimento IVA, INPS, dipendentiPartita IVA aperta ma zero operazioni commerciali effettuate
Sede operativaUbicata nel Mezzogiorno o cratere sismicoLaboratorio, ufficio, negozio in comune del Salento

Forme giuridiche ammesse:

  • Attività individuali: Impresa individuale con partita IVA o libero professionista iscritto ad albo (commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, ecc.).
  • Società di persone: Società in nome collettivo (S.n.c.) o società in accomandita semplice (S.a.s.).
  • Società di capitali: Società a responsabilità limitata (S.r.l.), anche semplificata o a capitale ridotto.
  • Società cooperative: Cooperative di produzione e lavoro, cooperative sociali, consorzi.
  • Società tra professionisti: S.t.p. costituite secondo D.Lgs 96/2001 per esercizio attività professionali ordinistiche.

Per le società, la maggioranza delle quote deve essere detenuta da giovani in possesso dei requisiti. Soci di minoranza senza requisiti sono ammessi purché non superino 1/3 della compagine e non abbiano rapporti di parentela fino al 4° grado con i soci beneficiari. La presenza di soci senior con esperienza quinquennale nel settore (stesso codice ATECO fino alla seconda cifra) garantisce una premialità di 10 punti in valutazione.

Settori Economici Ammessi e Esclusi

Resto al Sud 2.0 finanzia attività produttive, commerciali, turistiche, di servizi e libero-professionali. Dalla classificazione ATECO 2025 (operativa dal 1° aprile 2025), sono ammissibili tutte le attività ad eccezione di:

Settori esclusi:

  • Sezione A – Agricoltura, silvicoltura (esclusa la Divisione 03 Pesca e acquacoltura, che è ammessa)
  • Sezione K – Attività finanziarie e assicurative (escluse consulenze finanziarie non regolamentate)
  • Attività di commercio all’ingrosso e intermediazione (salvo se prevalentemente rivolte a consumatori finali)
  • Compravendita immobiliare e locazione non strumentale all’attività
  • Attività illegali o contrarie all’ordine pubblico

Settori particolarmente adatti al contesto salentino:

  • Turismo e ristorazione: B&B, affittacamere, case vacanze, agriturismi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari, guide turistiche, organizzazione eventi. Il Salento registra oltre 3,5 milioni di presenze turistiche annue, con forte stagionalità estiva che può essere mitigata da offerte destagionalizzate.
  • Artigianato locale: Lavorazione pietra leccese, ceramiche, produzioni enogastronomiche tipiche, sartorie, calzaturifici artigianali. L’artigianato artistico salentino vanta una tradizione secolare da valorizzare.
  • Servizi alla persona: Centri estetici, parrucchieri, personal trainer, centri benessere, assistenza anziani e disabili. Il mercato locale presenta domanda crescente.
  • Servizi digitali: Web agency, sviluppo software, e-commerce, marketing digitale, grafica. Il Salento ospita un ecosistema digitale in crescita con diversi coworking e incubatori.
  • Commercio al dettaglio: Negozi alimentari di prodotti tipici, abbigliamento, librerie, concept store. I centri storici salentini necessitano di presidi commerciali di qualità.
  • Produzione e trasformazione: Conservifici, panifici, pastifici artigianali, oleifici per conto terzi, produzione cosmetici naturali. La filiera agroalimentare salentina offre opportunità di valorizzazione.
  • Libere professioni: Studi di architettura, ingegneria, commercialisti, consulenti del lavoro, psicologi, nutrizionisti, agronomi. Il tessuto imprenditoriale locale richiede servizi professionali qualificati.

Le Due Tipologie di Agevolazione: Voucher e Contributo

Resto al Sud 2.0 offre due strumenti finanziari distinti e alternativi (non cumulabili tra loro). La scelta dipende dalla natura dell’investimento, dall’importo necessario e dalla complessità del progetto imprenditoriale.

Voucher di Avvio: Finanziamento Rapido per Spese Immediate

Il voucher è un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, utilizzabile per acquisti di beni, strumenti e servizi necessari all’avvio immediato dell’attività. Caratteristiche principali:

Importi del voucher:

  • 40.000 euro standard per iniziative che acquistano beni e servizi tradizionali
  • 50.000 euro maggiorati per investimenti in beni/servizi innovativi, tecnologici, digitali o diretti alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico

La maggiorazione di 10.000 euro si ottiene quando almeno il 20% dell’importo delle spese ammesse riguarda:

  • Beni strumentali innovativi sul piano tecnologico-digitale (software gestionali, piattaforme e-commerce, strumenti digitali per marketing, tecnologie Industry 4.0)
  • Beni per sostenibilità ambientale o risparmio energetico (pannelli fotovoltaici, sistemi LED, pompe di calore, coibentazioni, impianti di recupero acque)
  • Consulenze tecnico-specialistiche da Enti del Terzo Settore (ETS iscritti RUNTS) per progettazione soluzioni innovative, certificazioni ambientali ed energetiche (importo minimo 5.000 euro)

Spese ammissibili con il voucher:

  • Macchinari, attrezzature, impianti: Beni strumentali nuovi di fabbrica necessari all’attività produttiva. Per una pizzeria al taglio: forno professionale, impastatrice, cella frigo, banco esposizione. Per uno studio grafico: workstation, plotter, tavoletta grafica professionale.
  • Arredi nuovi: Esclusivamente arredi funzionali all’attività commerciale o produttiva. Ammessi: banchi vendita, scaffalature, sedie per clienti, scrivanie operative. Esclusi: arredi di rappresentanza, complementi d’arredo decorativi.
  • Software e licenze: Programmi gestionali, software CAD/CAM, piattaforme CRM, suite Adobe, licenze Microsoft, antivirus. Validità massima licenze: 3 anni.
  • Servizi ICT: Sviluppo siti web, applicazioni mobile, e-commerce, configurazione server, sicurezza informatica.
  • Marchi e brevetti: Registrazione marchi nazionali/internazionali, brevetti d’invenzione, modelli di utilità. Spese di deposito e mantenimento primi 3 anni.
  • Certificazioni: ISO 9001, ISO 14001, EMAS, certificazioni di qualità di prodotto, HACCP. Solo costi di ottenimento certificazione, non mantenimento annuale.
  • Consulenze tecnico-specialistiche ETS: Massimo 30% del voucher, erogate esclusivamente da Enti Terzo Settore iscritti RUNTS. Consulenze ammesse: progettazione prodotto/processo, sviluppo prototipi, business intelligence, sostenibilità.

Spese escluse dal voucher:

  • Opere edili di qualsiasi tipo (ristrutturazioni, manutenzioni, impianti fissi)
  • Acquisto o locazione immobili, terreni, veicoli non strumentali
  • Materie prime, scorte, magazzino
  • Utenze (luce, gas, acqua, telefono, internet)
  • Personale dipendente o collaboratori
  • Consulenze legali, commerciali, fiscali, notarili
  • Spese promozionali e pubblicitarie
  • Imposte, tasse, oneri finanziari
  • Beni usati o ricondizionati

Tempistiche voucher: Le spese devono essere sostenute e pagate entro 9 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni, prorogabili una sola volta per ulteriori 3 mesi (massimo 12 mesi totali). La rendicontazione avviene a saldo unico, presentando tutte le fatture quietanzate e la documentazione di pagamento tracciabile.

Contributo a Fondo Perduto: Investimenti Strutturati fino a 200.000 Euro

Il contributo finanzia programmi di investimento più complessi e articolati, con business plan dettagliato e possibilità di includere opere edili. Due scaglioni di contribuzione:

Scaglione 1 – Investimenti fino a 120.000 euro:

  • Contributo: 75% a fondo perduto
  • Cofinanziamento impresa: 25% (30.000 euro su investimento 120.000 euro)
  • Esempio concreto: Investimento totale 100.000 euro → Contributo 75.000 euro → Impresa versa 25.000 euro

Scaglione 2 – Investimenti tra 120.001 e 200.000 euro:

  • Contributo: 70% a fondo perduto
  • Cofinanziamento impresa: 30% (60.000 euro su investimento 200.000 euro)
  • Esempio concreto: Investimento totale 180.000 euro → Contributo 126.000 euro → Impresa versa 54.000 euro

La quota di cofinanziamento del 25-30% deve essere dimostrata mediante versamento su conto corrente dedicato o vincolato prima dell’erogazione delle agevolazioni.

Spese ammissibili con il contributo (programmi di investimento):

La gamma di spese è più ampia rispetto al voucher, includendo anche opere edili e costi di primo impianto:

  • Opere edili e impiantistiche: Fino al 50% del programma di investimento. Ristrutturazione, manutenzione straordinaria, realizzazione/adeguamento impianti (elettrico, idrico, termico, condizionamento), abbattimento barriere architettoniche, adeguamenti normativi (antincendio, sicurezza). Per un ristorante: rifacimento cucina professionale, impianto cappa aspirazione, climatizzazione sala, servizi igienici conformi.
  • Macchinari e attrezzature: Come per voucher, ma con possibilità di investimenti più consistenti per linee produttive complete.
  • Arredi funzionali: Più ampie possibilità rispetto al voucher, includendo allestimenti completi di locali commerciali.
  • Hardware e software: Investimenti in tecnologia, server, reti informatiche, licenze pluriennali.
  • Veicoli commerciali: Esclusivamente se strettamente strumentali e funzionali all’attività (furgoni per consegne, veicoli refrigerati per trasporto alimentare, autoveicoli attrezzati per servizi). Escluse autovetture non trasformate.
  • Spese costituzione societaria: Atto costitutivo, statuto, oneri notarili, diritti camerali, marchi da bollo. Massimo 3.000 euro.
  • Consulenze tecniche specialistiche: A differenza del voucher, possono essere erogate anche da professionisti privati (ingegneri, architetti, designer, consulenti marketing) non necessariamente ETS. Limite: 30% del programma.
  • Certificazioni e brevetti: Come voucher.
  • Spese di gestione primo anno: Escluse, a differenza del vecchio Resto al Sud che prevedeva un contributo separato per il circolante.

Tempistiche contributo: Spese sostenute entro 16 mesi dalla data di ammissione, prorogabili una volta per ulteriori 4 mesi (massimo 20 mesi). Possibilità di richiedere un SAL (Stato Avanzamento Lavori) dopo 3 mesi dalla concessione, presentando fatture per almeno il 30% (e fino al 70%) del programma. Le fatture possono essere anche non quietanzate, consentendo un’anticipazione del contributo prima del pagamento effettivo ai fornitori.

Tutoring Obbligatorio: 5.000 Euro di Servizi di Accompagnamento

Ogni iniziativa economica ammessa a Resto al Sud 2.0 riceve automaticamente servizi reali di tutoring per un valore complessivo di 5.000 euro, ripartiti tra supporto tecnico Invitalia (4.000 euro) e supporto gestionale ENM (1.000 euro). Il tutoring è obbligatorio, inscindibile dall’agevolazione e concesso in regime de minimis.

Tutoring di Supporto Tecnico Invitalia (4.000 Euro)

Gestito direttamente da Invitalia, accompagna l’iniziativa dalla concessione fino a 12 mesi dopo l’erogazione del saldo. Strutturato in quattro incontri programmati:

Primo incontro (entro 30 giorni dalla concessione):

  • Verifica documentazione: titolo disponibilità immobile (proprietà, locazione, comodato), attestazioni professionali necessarie, apertura conto dedicato/vincolato con versamento minimo 10% voucher o contributo concesso
  • Solo per voucher: approfondimento piano d’impresa presentato post-concessione, verifica consapevolezza progettuale del beneficiario
  • Illustrazione obblighi contrattuali, tempistiche rendicontazione, cause di revoca
  • Identificazione criticità amministrative iniziali

La mancata trasmissione della documentazione richiesta entro 30 giorni, o la non conformità della stessa, costituisce causa di revoca immediata dell’agevolazione. Per i beneficiari di voucher che non hanno partecipato alla formazione ENM o hanno ottenuto valutazione C o D, una dimostrazione inadeguata di consapevolezza imprenditoriale nel primo incontro può determinare la revoca.

Secondo incontro (entro 6 mesi dal primo):

  • Verifica stato di avanzamento attività
  • Rilevazione fabbisogni di affiancamento consulenziale tramite questionario
  • Segnalazione criticità a ENM per attivazione tutoring gestionale mirato

Terzo incontro (a completamento spese ammesse):

  • Assistenza nella predisposizione documentazione amministrativa e contabile per rendicontazione
  • Sopralluogo in loco per verifica installazione, funzionamento e funzionalità beni agevolati
  • Rilascio verbale conclusione da allegare alla richiesta di saldo

Quarto incontro (dopo 12 mesi dall’erogazione saldo):

  • Accertamento continuità iniziativa economica
  • Verifica permanenza requisiti ammissione (assenza irregolarità o inadempienze)
  • Supporto nella risoluzione di criticità sanabili che potrebbero determinare revoca

Tutoring Gestionale ENM (1.000 Euro)

Coordinato dall’Ente Nazionale Microcredito, fornisce affiancamento consulenziale personalizzato su aspetti strategico-organizzativi. Operativo dal secondo incontro Invitalia per almeno 14 mesi successivi all’erogazione saldo.

Ambiti di intervento:

  • Marketing e comunicazione: strategie di posizionamento, piano marketing operativo, social media, branding
  • Contrattualistica: rapporti con fornitori, contratti locazione, leasing, franchising, assicurazioni
  • Gestione personale: assunzione dipendenti, contratti collaborazione, welfare aziendale
  • Rapporti banche: richiesta affidamenti, finanziamenti bancari integrativi, strumenti pagamento evoluti
  • Economicità gestione: controllo costi, pricing, marginalità, break even analysis
  • Sostenibilità finanziaria: cash flow, budget previsionale, pianificazione finanziaria
  • Risoluzione criticità: assistenza su problematiche emergenti nei primi 12-14 mesi operativi

Le sessioni di tutoring gestionale sono erogate da operatori qualificati iscritti all’Elenco Nazionale Operatori Servizi Non Finanziari Ausiliari Microcredito, coordinati da ENM. Modalità: incontri in presenza presso l’iniziativa economica o sessioni sincrone/asincrone in FAD (Formazione A Distanza). La piattaforma integrata ENM consente prenotazione incontri, condivisione materiali, comunicazione diretta con tutor, valutazione efficacia supporto.

Formazione Preliminare ENM: Facoltativa ma Premiante

L’Ente Nazionale Microcredito coordina percorsi formativi per l’acquisizione di competenze e capacità necessarie alla fruizione delle misure. La formazione è facoltativa ma fortemente consigliata perché attribuisce premialità determinanti in fase di valutazione della domanda.

Struttura del Percorso Formativo

Articolato in due fasi per un totale massimo di 100 ore:

Fase A – Formazione d’aula (circa 60-70 ore):

  • Moduli standardizzati su: elementi di economia aziendale, marketing base, gestione finanziaria, adempimenti amministrativi e fiscali, accesso al credito, business plan, pitch presentazione progetto
  • Erogata prevalentemente in FAD sincrona tramite piattaforma dedicata
  • Possibilità di attività in presenza con monitoraggio presenze via sistema informativo
  • Docenti qualificati formati obbligatoriamente da ENM per garantire standard omogeneo
  • Materiale didattico standardizzato fornito su piattaforma

Fase B – Accompagnamento personalizzato (circa 30-40 ore):

  • Supporto individuale o piccoli gruppi per sviluppo progetto imprenditoriale specifico
  • Assistenza nella redazione business plan, compilazione domanda agevolazione
  • Simulazioni presentazione progetto

I percorsi sono erogati su tutto il territorio nazionale da Soggetti Esecutori (SE) – enti di formazione e soggetti accreditati ai servizi per il lavoro regionali – selezionati da ENM tramite Avviso Pubblico e convenzionati. Per il Salento, i SE operativi sono consultabili sul sito ENM sezione “Progetto per l’Autoimpiego”.

Attestato di Competenze e Premialità in Valutazione

Al termine del percorso, ENM rilascia un Attestato di Messa in Trasparenza delle Competenze Acquisite, conforme alla normativa vigente, che certifica il livello di consapevolezza imprenditoriale raggiunto. L’attestato riporta una delle seguenti valutazioni:

  • Area risultato A – Eccellente: Premialità 10 punti
  • Area risultato B – Superiore: Premialità 6 punti
  • Area risultato C – Buono: Premialità 3 punti
  • Area risultato D – Completamento corso: Premialità 1 punto

Considerando che la soglia minima di ammissibilità è 17 punti (sia per voucher che per contributi), una valutazione A può risultare decisiva. Nelle zone del Salento con alta concentrazione di domande, la premialità formativa diventa discriminante tra progetti ammessi ed esclusi.

Accesso alla Formazione ENM

Informazioni e iscrizioni ai corsi sul portale ENM sezione dedicata a Resto al Sud 2.0. La partecipazione è gratuita. È consigliabile iscriversi e completare il percorso prima di avviare l’iniziativa economica e presentare domanda, per massimizzare il punteggio.

Procedura di Presentazione della Domanda

Le domande si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma telematica Invitalia, accessibile con SPID, CIE o CNS. Procedimento valutativo a sportello: le domande sono esaminate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento risorse (445,5 milioni di euro per Resto al Sud 2.0).

Tempistica Apertura Sportello

  • Dal 1° ottobre 2025 ore 12:00: Apertura registrazione imprese richiedenti e delega su piattaforma Invitalia
  • Dal 15 ottobre 2025 ore 12:00: Apertura compilazione e invio domande di agevolazione
  • Termine ultimo: Fino a esaurimento risorse. Il Ministero comunica l’esaurimento con avviso in Gazzetta Ufficiale

Considerando l’elevato interesse atteso e la dotazione limitata, è fondamentale presentare domanda il prima possibile dall’apertura dello sportello. Nella precedente edizione di Resto al Sud, alcune regioni hanno esaurito le risorse in pochi mesi dall’avvio.

Requisiti Tecnici per la Presentazione

Prima di iniziare la compilazione, verificare di possedere:

  • Identità digitale: SPID livello 2, Carta Identità Elettronica (CIE) con PIN, Carta Nazionale Servizi (CNS) con lettore
  • Firma digitale: Obbligatoria per sottoscrivere domanda e allegati. Dispositivo firma remota o smart card
  • PEC attiva: Casella posta elettronica certificata intestata al richiedente o alla società
  • Connessione internet stabile: Procedura online con upload documenti pesanti
  • Browser aggiornato: Chrome, Firefox, Safari, Edge versioni recenti

Fasi Operative di Compilazione

Step 1 – Accesso piattaforma: Collegarsi a www.invitalia.it sezione Resto al Sud 2.0, autenticarsi con identità digitale, accedere all’area riservata.

Step 2 – Compilazione sezioni domanda:

  • Dati anagrafici richiedente/società
  • Dati iniziativa economica: codice ATECO, descrizione attività, sede operativa
  • Scelta tipo agevolazione: voucher o contributo
  • Descrizione sintetica progetto imprenditoriale
  • Percorso formativo ed esperienze proponenti
  • Descrizione tecnica spese richieste con importi per voce
  • Eventuale descrizione spese innovative/sostenibili (per maggiorazione voucher)
  • Estremi conto dedicato/vincolato se già aperto
  • Eventuale attestato formazione ENM
  • Eventuale presenza soci esperti per premialità

Step 3 – Caricamento allegati obbligatori:

Per tutte le iniziative:

  • Format domanda generato dalla piattaforma, firmato digitalmente
  • Descrizione iniziativa economica dettagliata, firmata digitalmente
  • Documento identità titolare o legale rappresentante
  • DSAN possesso requisiti iniziativa economica (età, inattività, residenza)
  • DSAN possesso requisiti soggettivi beneficiario
  • DSAN antiriciclaggio D.Lgs 231/2007
  • DSAN casellario e procedure concorsuali liquidatorie
  • Certificato attribuzione partita IVA (per ditte individuali/lavoratori autonomi)
  • Atto costitutivo e statuto (per società)
  • Permesso soggiorno in corso validità (se cittadino extra-UE)

Per domande contributo (oltre agli allegati precedenti):

  • Business plan secondo schema Invitalia, firmato digitalmente

Allegati facoltativi:

  • Attestato corso ENM
  • Estratto conto corrente vincolato/dedicato
  • DSAN premialità soci minoranza esperti settore

Step 4 – Generazione e firma domanda: La piattaforma genera file PDF immodificabile contenente tutti i dati inseriti. Scaricare, firmare digitalmente, ricaricare sulla piattaforma.

Step 5 – Invio telematico: Trasmissione definitiva con rilascio attestazione ricevuta protocollata. Conservare attestazione.

Verifica Requisiti e Istruttoria

Invitalia avvia l’istruttoria in ordine cronologico. Tempi: 90 giorni dalla presentazione per delibera concessione.

Verifiche formali:

  • Completezza domanda e allegati (incompletezza = improcedibilità)
  • Correttezza formale DSAN
  • Possesso requisiti anagrafici, territoriali, iniziativa nel mese precedente
  • Ammissibilità spese descritte

Il Ministero del Lavoro verifica autonomamente il requisito occupazionale (disoccupazione, inattività, working poor) interrogando banche dati ufficiali.

Per domande contributo (oltre verifiche formali):

  • Valutazione business plan
  • Colloquio da remoto con legale rappresentante e soci su: competenze proponenti rispetto all’attività, presidio processo tecnico-produttivo, strategie marketing, analisi mercato, sostenibilità economico-finanziaria

La convocazione al colloquio avviene via PEC con preavviso minimo 5 giorni lavorativi. La mancata partecipazione non giustificata comporta diniego automatico.

Calcolo punteggi: Invitalia attribuisce punteggi secondo griglia allegata al DD 318/2025. Soglia minima ammissibilità: 17 punti sia per voucher che per contributi.

Richieste integrazioni: Invitalia può richiedere chiarimenti con termine perentorio 10 giorni lavorativi. Mancata risposta o risposta incompleta: valutazione su elementi disponibili.

Comunicazione motivi ostativi: In caso di istruttoria negativa, Invitalia invia comunicazione ex art. 10-bis L. 241/90 con possibilità di memoria difensiva entro 10 giorni.

Concessione Agevolazioni e Registrazione RNA

Esito positivo: Invitalia adotta provvedimento concessione, registra aiuto individuale nel Registro Nazionale Aiuti (RNA), pubblica elenchi beneficiari su sito Ministero e Invitalia.

L’agevolazione è concessa in regime de minimis (Regolamento UE 2831/2023): limite massimo 300.000 euro su 3 esercizi finanziari (200.000 euro settore trasporti). Verificare aiuti de minimis già ricevuti nel triennio per non superare massimale.

Erogazione delle Agevolazioni e Rendicontazione

Le modalità di erogazione differiscono tra voucher e contributi.

Erogazione Voucher

Termini realizzazione spese: 9 mesi dalla concessione, prorogabili una volta a 12 mesi totali.

Rendicontazione a saldo unico: Al completamento spese, presentare tramite piattaforma Invitalia:

  • Richiesta erogazione saldo secondo schema Invitalia
  • Tutte le fatture quietanzate
  • Documentazione tracciabilità pagamenti (bonifici, RID, assegni circolari)
  • Verbali tutoring Invitalia (3 incontri)
  • Eventuale DSAN maggiorazione 10.000 euro per spese innovative/sostenibili + relazione tecnica tutor ENM
  • Documentazione fotografica beni acquistati installati e funzionanti

Verifiche e liquidazione: Invitalia verifica documentazione, effettua eventuale sopralluogo, liquida voucher su conto corrente beneficiario entro 60 giorni dall’approvazione rendiconto.

Erogazione Contributo

Termini realizzazione spese: 16 mesi dalla concessione, prorogabili una volta a 20 mesi totali.

SAL (Stato Avanzamento Lavori) – facoltativo: Dopo 3 mesi dalla concessione, se sostenute spese tra 30% e 70% programma, richiedere erogazione SAL presentando:

  • Fatture per importo SAL (anche non quietanzate)
  • Documentazione tecnica avanzamento lavori
  • Verbale secondo incontro tutoring

Invitalia verifica e liquida SAL. Novità importante: Per Resto al Sud 2.0, le fatture SAL possono essere non quietanzate, consentendo anticipo contributo prima del pagamento effettivo fornitori.

Saldo – obbligatorio: A completamento programma, presentare:

  • Richiesta erogazione saldo
  • Tutte le fatture quietanzate (compresi pagamenti differiti SAL)
  • Documentazione tracciabilità pagamenti completa
  • Verbali tutoring Invitalia
  • Documentazione fotografica opere/beni realizzati
  • Dichiarazione avvio attività con evidenza fatturato o movimenti

Verifiche e liquidazione saldo: Invitalia verifica, sopralluogo obbligatorio, liquidazione saldo entro 60 giorni approvazione.

Opzione Conto Corrente Vincolato

In alternativa alle modalità standard, l’iniziativa economica può optare per l’utilizzo del conto corrente vincolato presso banca convenzionata (convenzione Ministero-ABI-Invitalia). Vantaggi:

  • Invitalia versa contributo direttamente sul conto vincolato
  • Beneficiario versa la propria quota cofinanziamento sul medesimo conto
  • Banca paga direttamente i fornitori su ordine Invitalia
  • Evita tensioni finanziarie al beneficiario (non anticipa spese)
  • Garantisce corretto utilizzo risorse pubbliche
  • Accelera pagamenti fornitori

Elenco banche convenzionate su www.invitalia.it sezione Resto al Sud 2.0. L’apertura conto vincolato e il versamento minimo 10% contributo concesso sono obbligatori entro 30 giorni dalla concessione se si opta per questa modalità.

Obblighi, Vincoli e Cause di Revoca

L’accesso alle agevolazioni comporta precisi obblighi per il beneficiario, la cui violazione determina revoca totale o parziale e restituzione somme percepite maggiorate di interessi.

Obblighi Durante la Realizzazione

  • Avvio iniziativa economica: L’attività deve essere effettivamente avviata e operativa. Non è sufficiente la mera costituzione formale.
  • Rispetto tempistiche: Completamento spese entro termini (9/12 mesi voucher, 16/20 mesi contributo). Ritardi non giustificati = revoca.
  • Tracciabilità pagamenti: Tutti i pagamenti devono essere tracciabili (bonifici, RID, assegni circolari nominativi). Vietati contanti.
  • Destinazione beni: I beni acquistati devono essere utilizzati esclusivamente nell’iniziativa agevolata, non cedibili o distolti per 5 anni.
  • Mantenimento sede operativa: Sede ubicata nel Mezzogiorno/cratere sismico per almeno 5 anni dalla concessione.
  • Conformità spese: Acquistare esclusivamente beni/servizi ammissibili, coerenti con descrizione progetto approvato.
  • Partecipazione tutoring: Presenza a tutti gli incontri programmati con tutor Invitalia ed ENM. Assenze non giustificate = possibile revoca.

Obblighi Post-Erogazione (5 Anni)

Dal completamento erogazioni decorre un periodo di vincolo di 5 anni durante il quale:

  • Continuità attività: L’iniziativa deve restare attiva, operativa, con regolare fatturazione. Cessazione attività = revoca totale.
  • Non alienabilità beni: I beni agevolati non possono essere venduti, ceduti, affittati, dati in comodato. Divieto assoluto di disposizione.
  • Non modifica compagine sociale: Per le società, i soci con requisiti devono mantenere la maggioranza. Cessioni quote che alterano composizione = revoca.
  • Non trasferimento sede: Sede operativa immutata nel territorio agevolato.
  • Conservazione documentazione: Tutta la documentazione tecnica, contabile, amministrativa per controlli. Termine conservazione: 10 anni.
  • Disponibilità controlli: Accettare verifiche e ispezioni da Ministero, Invitalia, Guardia di Finanza, Corte dei Conti, UE.

Cause di Revoca Totale

Determinano revoca integrale con restituzione somme e interessi legali:

  • Dichiarazioni false o mendaci in domanda o DSAN
  • Mancato avvio effettivo attività entro termini
  • Cessazione attività prima di 5 anni
  • Mancato completamento spese entro termini prorogati
  • Utilizzo somme per finalità diverse da quelle approvate
  • Alienazione beni agevolati entro 5 anni
  • Modifica compagine sociale che altera requisiti
  • Trasferimento sede fuori territorio agevolato entro 5 anni
  • Mancata restituzione anticipi non giustificati da spese
  • Violazioni gravi obblighi contrattuali

Cause di Revoca Parziale

Comportano decurtazione proporzionale del contributo:

  • Minori spese effettivamente sostenute rispetto al programma approvato
  • Spese non ammissibili o non conformi
  • Alienazione parziale beni agevolati
  • Ridimensionamento attività con perdita requisiti minimi

Opportunità Specifiche per il Salento: Settori Strategici

Il tessuto economico salentino presenta peculiarità che rendono Resto al Sud 2.0 particolarmente adatto a determinati settori. Analizziamo le opportunità concrete per giovani imprenditori del territorio.

Turismo Esperienziale e Destagionalizzazione

Il Salento registra oltre 3,5 milioni di presenze turistiche annue, concentrate per il 70% nei mesi giugno-settembre. Resto al Sud 2.0 può finanziare iniziative che contribuiscono alla destagionalizzazione e all’innalzamento qualitativo dell’offerta.

Opportunità turismo:

  • Alloggi diffusi di qualità: Affittacamere boutique, B&B tematici (design, enogastronomia, bike-friendly), case vacanza di charme in centri storici. Investimento medio: 100.000-150.000 euro per ristrutturazione e allestimento 3-4 unità abitative. Contributo 70%: 70.000-105.000 euro.
  • Ristorazione tipica innovativa: Locali che valorizzano prodotti territoriali con approccio contemporaneo, osterie moderne, hamburgerie gourmet con ingredienti locali, street food qualità. Investimento medio: 80.000-120.000 euro. Contributo 75%: 60.000-90.000 euro.
  • Servizi esperienziali: Organizzazione tour enogastronomici, escursioni naturalistiche, laboratori artigianato locale, bike tour, diving center. Investimento medio: 40.000-60.000 euro. Contributo 75%: 30.000-45.000 euro.
  • Stabilimenti balneari innovativi: Lidi con servizi premium (spa, palestra, ristorazione stellata), orientamento sostenibilità ambientale. Investimento medio: 150.000-200.000 euro. Contributo 70%: 105.000-140.000 euro.

Caso Studio: Affittacamere Boutique a Lecce Centro Storico

Giovane imprenditrice 32 anni, disoccupata GOL, costituisce impresa individuale.

Progetto: Recupero appartamento 120 mq centro storico Lecce, realizzazione 3 camere superior con bagno privato, zona comune, piccola corte interna. Target: turismo culturale destagionalizzato.

Investimento: 135.000 euro

  • Ristrutturazione e impianti: 67.500 euro (50% programma)
  • Arredi camere di design: 25.000 euro
  • Biancheria di qualità: 8.000 euro
  • Dotazioni tecnologiche: 12.000 euro (smart TV, domotica, Wi-Fi professionale)
  • Software gestionale: 4.500 euro
  • Marketing e sito web: 9.000 euro
  • Certificazioni e consulenze: 9.000 euro

Contributo Resto al Sud 2.0: 94.500 euro (70% di 135.000 euro)

Cofinanziamento imprenditrice: 40.500 euro (parte con risparmio personale, parte con microcredito bancario integrativo)

Tutoring: 5.000 euro (supporto Invitalia+ENM su adempimenti, gestione, marketing)

Formazione ENM: Completata con valutazione A (10 punti premialità determinanti per superare soglia 17 punti)

Risultati attesi anno 1: Occupancy 65% (media annua includendo bassa stagione), tariffa media 110 euro/notte, ricavi lordi 78.000 euro, margine operativo 45%, ritorno investimento netto 7 anni.

Artigianato Locale e Produzioni Tipiche

Il Salento vanta tradizioni artigianali secolari (pietra leccese, ceramica, tessuti) e produzioni agroalimentari DOP/IGP da valorizzare.

Opportunità artigianato:

  • Laboratori pietra leccese: Lavorazione artistica, elementi architettonici contemporanei, complementi arredo, sculture. Investimento medio: 60.000-90.000 euro (locale, macchinari, attrezzature). Contributo 75%: 45.000-67.500 euro.
  • Ceramiche artistiche: Produzione ceramiche decorate, vasellame, piastrelle artistiche, oggettistica. Investimento medio: 50.000-80.000 euro. Contributo 75%: 37.500-60.000 euro.
  • Laboratori agroalimentari: Conserve vegetali, salse, pesti, prodotti da forno tipici, trasformazione prodotti agricoli. Investimento medio: 80.000-120.000 euro (laboratorio, macchinari HACCP, confezionamento). Contributo 75%: 60.000-90.000 euro.
  • Sartorie artigianali: Abiti su misura, lavorazione tessuti tradizionali (bisso, lino), costumi teatrali, accessori. Investimento medio: 40.000-60.000 euro. Contributo 75%: 30.000-45.000 euro.

Servizi Digitali e Smart Working

Il Salento sta sviluppando un ecosistema digitale attrattivo per smart worker e digital nomads. Resto al Sud 2.0 può finanziare servizi tecnologici avanzati.

Opportunità digitale:

  • Web agency e sviluppo software: Realizzazione siti, applicazioni mobile, e-commerce, SaaS, consulenza digitalizzazione PMI. Investimento medio: 30.000-50.000 euro voucher (postazioni lavoro, software licenze, server). Voucher 40.000-50.000 euro copre 100%.
  • Marketing digitale: Gestione social media, ADV online, SEO/SEM, content creation, influencer marketing. Investimento medio: 25.000-40.000 euro voucher. Copertura 100%.
  • E-commerce prodotti tipici: Piattaforme vendita online enogastronomia, artigianato, moda locale con logistica integrata. Investimento medio: 60.000-100.000 euro. Contributo 75%: 45.000-75.000 euro.
  • Coworking tematici: Spazi lavoro condiviso con servizi premium per remote worker (sale riunioni tecnologiche, podcast studio, fotografia). Investimento medio: 100.000-150.000 euro. Contributo 70-75%: 70.000-112.500 euro.

Servizi alla Persona e Benessere

Mercato locale in crescita con domanda di servizi qualificati.

Opportunità servizi persona:

  • Centri estetici avanzati: Trattamenti viso/corpo, epilazione laser, medicina estetica non invasiva, nail art. Investimento medio: 60.000-90.000 euro. Contributo 75%: 45.000-67.500 euro.
  • Palestre e centri fitness: Micropalestre specializzate (CrossFit, functional training, Pilates), personal training. Investimento medio: 80.000-120.000 euro. Contributo 75%: 60.000-90.000 euro.
  • Centri benessere: SPA urbane, centri massaggi, hammam, saune. Investimento medio: 120.000-180.000 euro. Contributo 70%: 84.000-126.000 euro.
  • Assistenza domiciliare: Servizi assistenziali anziani, badanti qualificate, telemedicina. Investimento medio: 30.000-50.000 euro voucher per dotazioni tecnologiche, formazione operatori.

“Resto al Sud” non è cumulabile con altre agevolazioni?

È una delle domande più frequenti — e la risposta ufficiale è più restrittiva di quanto molti articoli online lascino intendere. L’art. 24 del Decreto 9 luglio 2025 stabilisce che i contributi Resto al Sud 2.0 non sono cumulabili con i crediti di imposta e con nessun’altra agevolazione nazionale, regionale o europea. Un divieto ampio, con pochissime eccezioni.

Cosa non è cumulabile

  • Crediti d’imposta ZES Unica e Transizione 5.0: vietati esplicitamente — sono crediti d’imposta, categoria espressamente esclusa dall’art. 24.
  • Nuova Sabatini: agevolazione nazionale — divieto generale di cumulo.
  • Bandi regionali Puglia (NIDI, TecnoNidi, ecc.): agevolazioni regionali — non cumulabili.
  • Smart&Start Italia: agevolazione nazionale — non cumulabile.
  • Voucher + Contributo investimento: i due strumenti interni di Resto al Sud 2.0 sono alternativi, non cumulabili tra loro.

Cosa è ammesso

  • Garanzia Fondo di Garanzia MCC: unica eccezione esplicita prevista dalla norma. Non è un contributo ma una copertura del rischio di credito — non genera conflitto.

⚠️ Attenzione: il divieto si applica all’intero programma di spesa, non solo alle singole voci. Non è possibile usare Resto al Sud 2.0 per una parte delle spese e un altro contributo per le rimanenti dello stesso progetto.

Cumulabilità con ammortizzatori sociali: NASpI e SFL

L’art. 18 comma 8 del DL Coesione (L. 95/2024) prevede due casi specifici di compatibilità con trattamenti di sostegno al reddito:

  • NASpI anticipata in unica soluzione: chi percepisce la NASpI può richiedere l’erogazione del trattamento di disoccupazione in un’unica soluzione anticipata per utilizzarlo come capitale d’avvio insieme al contributo Resto al Sud 2.0.
  • Supporto Formazione e Lavoro (SFL): chi partecipa a percorsi di formazione nell’ambito del programma GOL può avviare un’attività con Resto al Sud 2.0 senza perdere l’indennità SFL in corso.

⚠️ Attenzione NASpI anticipata — è irrevocabile: una volta richiesta in unica soluzione, se il progetto non parte o non va a buon fine la NASpI non viene restituita ma non si avrà più il sussidio mensile residuo. L’importo corrisponde solo alle rate ancora da percepire al momento della richiesta. Valutare con attenzione prima di procedere.

Il regime de minimis: verificare sempre il massimale

Resto al Sud 2.0 è erogato in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831). Il massimale è €200.000 per beneficiario nell’arco di 3 esercizi finanziari. Chi ha già ricevuto altri aiuti pubblici in de minimis negli ultimi tre anni deve verificare di non aver superato questa soglia prima di presentare domanda.

Errori Comuni da Evitare

L’esperienza delle precedenti edizioni evidenzia errori ricorrenti che compromettono l’accesso o determinano revoche.

Errori in Fase di Domanda

Errore 1 – Costituzione troppo anticipata: Avviare l’iniziativa oltre il mese precedente la domanda. Un’impresa costituita a luglio non può presentare domanda a novembre (oltre 30 giorni). Soluzione: coordinare costituzione e domanda.

Errore 2 – Attività già operativa: Emettere fatture o avviare operazioni prima della domanda. Anche una sola fattura emessa rende l’iniziativa non più “inattiva” e quindi non ammissibile. Soluzione: presentare domanda prima di qualsiasi operazione commerciale.

Errore 3 – DSAN incomplete o errate: Dichiarazioni sostitutive generiche, non specifiche, con incongruenze. Comportano improcedibilità immediata. Soluzione: compilare con massima precisione, verificare ogni campo.

Errore 4 – Descrizione progetto superficiale: Spiegazioni vaghe su attività, spese, mercato. Per i voucher può determinare punteggio insufficiente; per i contributi, bocciatura in colloquio. Soluzione: descrivere dettagliatamente ogni aspetto, dimostrare conoscenza settore.

Errore 5 – Spese non ammissibili: Inserire nel programma voci escluse (IVA, consulenze legali, utenze, personale). Invitalia le stralcia riducendo contributo. Soluzione: verificare attentamente spese ammissibili, in dubbio consultare Invitalia.

Errore 6 – Mancata partecipazione formazione ENM: Rinunciare ai corsi perdendo premialità decisive. In zone ad alta competizione, senza premialità formativa il punteggio spesso non raggiunge la soglia. Soluzione: iscriversi subito ai corsi ENM.

Errori in Fase di Realizzazione

Errore 7 – Pagamenti non tracciabili: Utilizzare contanti, bonifici istantanei senza causale, assegni non nominativi. Invitalia non riconosce le spese. Soluzione: solo bonifici ordinari con causale “Resto al Sud 2.0 – fattura n. X”, assegni circolari nominativi.

Errore 8 – Ritardi non giustificati: Superare i termini (9-12 mesi voucher, 16-20 mesi contributo) senza richiedere proroga motivata. Revoca automatica. Soluzione: monitorare scadenze, richiedere proroga per tempo se necessario.

Errore 9 – Modifiche non autorizzate: Cambiare destinazione spese rispetto al progetto approvato senza preventiva autorizzazione Invitalia. Spese non riconosciute. Soluzione: ogni variazione va comunicata e approvata prima dell’acquisto.

Errore 10 – Mancata conservazione documentazione: Perdere fatture, bonifici, foto. Impossibile rendicontare. Soluzione: archiviazione digitale sistematica, backup.

Errori Post-Erogazione

Errore 11 – Cessione beni agevolati: Vendere macchinari, trasferire sede, chiudere attività prima di 5 anni. Revoca totale con restituzione somme e interessi. Soluzione: mantenere vincoli per intero quinquennio.

Errore 12 – Modifiche compagine sociale: Cedere quote che alterano maggioranza soci con requisiti. Revoca. Soluzione: bloccare modifiche societarie per 5 anni o consultare Invitalia preventivamente.

Errore 13 – Non rispondere a richieste controllo: Ignorare comunicazioni Ministero/Invitalia/GdF per verifiche. Comporta presunzione violazioni e revoca. Soluzione: rispondere sempre tempestivamente, essere disponibili.

Confronto con Autoimpiego Centro-Nord

Resto al Sud 2.0 è affiancato dalla misura gemella Autoimpiego Centro-Nord (ACN), operativa contemporaneamente. Differenze principali:

CaratteristicaResto al Sud 2.0Autoimpiego Centro-Nord
TerritorioMezzogiorno + cratere sismicoCentro-Nord (escluso Mezzogiorno)
Dotazione finanziaria445,5 milioni €219,6 milioni €
Voucher standard40.000 € (50.000 innovativo)30.000 € (40.000 innovativo)
Contributo max140.000 € (70% su 200K)140.000 € (70% su 200K)
Percentuali contributo75% fino 120K, poi 70%75% fino 120K, poi 70%
RequisitiIdentici (under 35, disoccupati/inattivi/GOL)Identici

Le PMI del Salento possono accedere solo a Resto al Sud 2.0, non ad Autoimpiego Centro-Nord per vincolo territoriale. La dotazione maggiore (445,5M vs 219,6M) riflette la priorità politica al Mezzogiorno.

Supporto e Assistenza nella Presentazione della Domanda

Data la complessità della procedura e l’importanza di presentare domande complete e competitive, è fortemente consigliato farsi assistere da professionisti specializzati.

Chi può fornire assistenza:

  • Consulenti FinanziamentiSalento: Esperienza specifica su agevolazioni per imprese salentine, assistenza completa dalla verifica requisiti alla rendicontazione.
  • Commercialisti e consulenti del lavoro: Supporto su aspetti fiscali, costituzione società, business plan.
  • Centri per l’impiego: Informazioni su requisiti occupazionali, profilazione GOL, orientamento.
  • Camere di Commercio: Sportelli informativi, supporto costituzione impresa, pratiche burocratiche.
  • Incubatori e acceleratori: Alcuni incubatori salentini offrono assistenza specifica (Impact Hub Lecce, Dhitech, Innovation Factory).
  • Enti formazione convenzionati ENM: Supporto nella fase formativa e accompagnamento alla domanda.

Servizi tipicamente offerti:

  • Verifica preliminare requisiti e ammissibilità progetto
  • Elaborazione business plan professionale
  • Compilazione domanda su piattaforma Invitalia
  • Predisposizione DSAN e allegati
  • Preparazione al colloquio valutativo (per contributi)
  • Assistenza in fase di realizzazione e rendicontazione
  • Gestione rapporti con Invitalia e tutoring

Il costo dell’assistenza professionale (generalmente 2.000-5.000 euro) rappresenta un investimento che aumenta significativamente le probabilità di successo e riduce il rischio di errori costosi.

Conclusioni: Perché Resto al Sud 2.0 è l’Opportunità da Cogliere Ora

Resto al Sud 2.0 rappresenta la più importante opportunità di finanziamento a fondo perduto disponibile per giovani under 35 del Salento che desiderano avviare attività imprenditoriali o di lavoro autonomo. Le ragioni per agire immediatamente sono concrete:

1. Copertura finanziaria senza precedenti: Fino al 75% dell’investimento a fondo perduto (90.000 euro su 120.000 euro), senza obbligo di restituzione. Nessun’altra agevolazione attuale offre percentuali così elevate.

2. Voucher rapidi per partenze veloci: I 40.000-50.000 euro del voucher permettono di avviare immediatamente attività senza complessità burocratiche eccessive, con rendicontazione semplificata a saldo.

3. Tutoring incluso e obbligatorio: 5.000 euro di servizi di accompagnamento tecnico e gestionale aumentano drasticamente le probabilità di successo dell’iniziativa, riducendo il tasso di mortalità tipico delle startup.

4. Formazione premiante: I corsi ENM, oltre a fornire competenze reali, attribuiscono premialità determinanti per il punteggio. Un investimento di 100 ore formative può valere 10 punti decisivi.

5. Risorse limitate e sportello cronologico: La dotazione di 445,5 milioni di euro, per quanto significativa, non è infinita. L’esperienza del vecchio Resto al Sud insegna che alcune regioni esauriscono le risorse in pochi mesi. Chi presenta domanda per primo ha la certezza di trovare copertura finanziaria.

6. Target giovani 18-35: Se hai meno di 35 anni, questa è la tua finestra temporale. Compiuti i 35 anni, l’accesso è precluso. Non rimandare.

7. Vantaggio competitivo territorio: Il Salento presenta opportunità concrete nei settori turismo, agroalimentare, artigianato, servizi digitali. La domanda di mercato esiste, mancano imprese di qualità. Resto al Sud 2.0 fornisce i capitali per colmare il gap.

Azioni Immediate Consigliate

Per i giovani salentini interessati, il percorso operativo è il seguente:

Fase 1 – Verifica requisiti (entro 7 giorni):

  • Confermare età sotto 35 anni
  • Verificare condizione occupazionale (disoccupato, inoccupato, inattivo, GOL, working poor)
  • Residenza in comune del Salento
  • Idea imprenditoriale chiara e fattibile

Fase 2 – Formazione ENM (entro 30 giorni):

  • Iscriversi immediatamente ai corsi ENM disponibili (consultare sito ENM sezione Progetto Autoimpiego)
  • Completare percorso formativo 100 ore
  • Ottenere attestato con valutazione A o B

Fase 3 – Costituzione iniziativa (entro 45 giorni):

  • Decidere forma giuridica (individuale, società, cooperativa, libero professionista)
  • Aprire partita IVA o costituire società
  • NON effettuare alcuna operazione commerciale (fatture, acquisti)

Fase 4 – Preparazione domanda (entro 60 giorni):

  • Elaborare business plan dettagliato (per contributi) o descrizione progetto (per voucher)
  • Identificare spese ammissibili con preventivi fornitori
  • Preparare DSAN e documentazione
  • Valutare assistenza professionale consulente

Fase 5 – Presentazione domanda (dal 15 ottobre 2025, il prima possibile):

  • Accedere a piattaforma Invitalia con SPID/CIE
  • Compilare domanda completa
  • Caricare tutti allegati
  • Inviare telematicamente

Procrastinare significa rischiare di arrivare a risorse esaurite. Chi agisce nei primi mesi ha la certezza del finanziamento.

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Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. Questo sito FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.









Resto al Sud offre incentivi per la creazione di nuove attività imprenditoriali nei settori produttivi, turistici e professionali, con contributi fino a 140.000 Euro.

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