Tecnonidi JTF Taranto: 20 milioni per startup innovative tra fondo perduto e prestito a tasso zero
Venti milioni di euro per le piccole imprese innovative della provincia di Taranto. Copertura al 100% degli investimenti, di cui il 40% a fondo perduto, 20% di sovvenzione soggetta a condizione (che diventa fondo perduto se restituisci puntualmente il prestito) e 40% di prestito a tasso zero. Più un ulteriore 90% sulle spese di funzionamento dei primi due anni. È il nuovo Avviso Tecnonidi Just Transition Fund attivato da Puglia Sviluppo il 29 gennaio 2026 e aggiornato il 5 febbraio con le clausole anti-pantouflage.
Lo strumento è la versione territoriale potenziata del classico Tecnonidi pugliese, dedicata esclusivamente all’area tarantina nell’ambito del Programma Nazionale Just Transition Fund 2021-2027. Procedura a sportello, nessuna scadenza, fino ad esaurimento risorse. Le imprese femminili e quelle dei settori strategici hanno soglie d’investimento più alte e tempi di realizzazione più lunghi.
Qui trovi tutto quello che serve per capire se la tua impresa ci rientra, quanto puoi chiedere, come si presenta la domanda e quali errori evitare nei primi colloqui con Puglia Sviluppo.
Cos’è il Tecnonidi JTF Taranto e perché è diverso dal Tecnonidi standard
Il Tecnonidi JTF è un’agevolazione regionale gestita da Puglia Sviluppo S.p.A. per conto della Regione Puglia, finanziata con i fondi del Just Transition Fund europeo. Il JTF è lo strumento UE che finanzia la transizione climatica nei territori più esposti alla decarbonizzazione: Taranto rientra in pieno in questa categoria, insieme al Sulcis Iglesiente in Sardegna.
Rispetto al Tecnonidi tradizionale, la versione JTF presenta tre differenze sostanziali:
- è riservata esclusivamente alle imprese localizzate nella provincia di Taranto, non in tutta la Puglia;
- l’intensità di aiuto sugli investimenti raggiunge il 100% in conto impianti grazie alla combinazione fondo perduto + prestito 0% + sovvenzione condizionata;
- introduce soglie di investimento più alte (fino a 500.000 €) per progetti femminili o nei settori strategici JTF.
La regia è regionale ma le risorse sono europee. Puglia Sviluppo gestisce operativamente bando, istruttorie ed erogazioni — il punto di contatto unico per il proponente. Il riferimento normativo è il Regolamento (UE) 2021/1056 che istituisce il Fondo per una transizione giusta, attuato in Italia con il Programma Nazionale JTF 2021-2027 approvato dalla Commissione UE con Decisione C(2022) 9764.
📌 Dotazione e tempistiche
La dotazione complessiva è di 20.000.000 €, suddivisi in 12 milioni per lo strumento di ingegneria finanziaria (mutui e sovvenzione soggetta a condizione) e 8 milioni per la sovvenzione diretta. Il 70% delle risorse JTF deriva da NextGenerationEU: la deadline di rendicontazione è il 31 dicembre 2026. Tradotto: chi entra prima realizza prima, e il rischio di ridimensionamento dotazione cresce con il tempo.
Chi può accedere: i requisiti delle piccole imprese ammissibili
L’avviso è dedicato alle piccole imprese costituite in forma di società di capitali (S.r.l., S.r.l.s., S.p.A., società cooperative). Non rientrano ditte individuali, S.n.c., S.a.s. né i liberi professionisti.
I requisiti soggettivi vanno tutti rispettati alla data di presentazione della domanda preliminare. Tre i parametri principali da verificare:
1. Età dell’impresa: massimo 5 anni
L’impresa deve essere iscritta al Registro delle imprese da non più di cinque anni. Per le imprese non soggette all’obbligo di iscrizione, il termine decorre dall’avvio dell’attività economica o dalla prima imposizione fiscale.
2. Carattere innovativo: tre vie di accesso
L’impresa deve rientrare in una di queste tre categorie:
- Lettera A — Start-up innovativa registrata: iscritta al registro speciale ex D.L. 179/2012;
- Lettera B — Imprese R&S-intensive: costi di ricerca e sviluppo pari ad almeno il 10% dei costi operativi totali in almeno uno dei tre esercizi precedenti, certificati da revisore contabile esterno; oppure attestazione di potenziale innovativo da parte di università, ente pubblico di ricerca o tramite domanda di brevetto pubblicata;
- Lettera C — Imprese con riconoscimento UE: titolari di Seal of Excellence del Consiglio europeo per l’innovazione, di investimenti EIC, oppure partecipanti al programma CASSINI dell’Agenzia spaziale europea.
3. Requisiti economico-giuridici stringenti
L’impresa non deve essere quotata, non deve aver distribuito utili, non deve aver acquisito altre imprese (con qualche eccezione sotto al 10% del fatturato), non deve trovarsi in difficoltà secondo gli orientamenti UE, deve essere in regola con norme edilizie, lavoristiche, contributive e ambientali. Non deve aver subito revoche di agevolazioni pubbliche negli anni precedenti — salvo i casi di rinuncia volontaria.
⚠️ Localizzazione: vincolo non negoziabile. La sede operativa dell’iniziativa agevolata deve essere ubicata nella provincia di Taranto al momento della presentazione della domanda preliminare. Per la domanda preliminare non serve titolo di disponibilità della sede — basta averla individuata. Il contratto regolare si presenta in fase di concessione provvisoria, entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissibilità.
Settori ammessi e settori esclusi: come si determina l’ammissibilità
L’iniziativa proposta deve rientrare in una delle aree di innovazione e tecnologie chiave abilitanti della Strategia regionale Smart Puglia 2030 (Allegato A.1 dell’Avviso). Le filiere coperte sono ampie: manifattura sostenibile, automotive, aerospazio, agroalimentare, sistema casa, sistema moda, edilizia sostenibile, energia, ambiente, turismo, beni culturali, salute dell’uomo e bio-tech, sicurezza, mobilità sostenibile.
Settori strategici JTF: la corsia ad alta intensità
L’Allegato A.2 individua i settori strategici per la transizione di Taranto, che danno accesso alla soglia massima di investimento di 500.000 € e a tempi di realizzazione di 24 mesi. Questi settori sono:
- bio-nano tecnologie e salute dell’uomo e dell’ambiente;
- sistemi energetici e ambientali sostenibili;
- aerospazio e tecnologie collegate.
Settori esplicitamente esclusi
Non possono presentare domanda imprese che operano nei seguenti ambiti:
- fornitura acqua, gestione reti fognarie, raccolta rifiuti;
- trasporto e magazzinaggio;
- servizi di alloggio e ristorazione;
- attività finanziarie, assicurative e immobiliari;
- noleggio e leasing operativo (salvo car sharing);
- lotterie, scommesse e case da gioco;
- organizzazioni associative;
- commercio e intermediazione (eccezione: codice 47.91.10 per progetti di e-commerce esclusivi);
- attività sportive e di intrattenimento;
- istruzione e altri servizi.
Esclusi anche i settori vietati dal Regolamento JTF: centrali nucleari, tabacco e prodotti del tabacco, combustibili fossili in tutta la filiera (produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, stoccaggio, combustione), pesca e acquacoltura, produzione primaria agricola.
Quanto vale l’agevolazione: agevolazione in conto impianti e in conto esercizio
Il meccanismo di aiuto è tra i più generosi nel panorama italiano. Si articola in due forme distinte ma cumulabili nello stesso progetto.
Agevolazione in conto impianti: 100% sugli investimenti
Sugli investimenti ammissibili (macchinari, attrezzature, opere edili, attivi immateriali) la copertura è al 100%, così composta:
| Componente | Quota | Caratteristica |
|---|
| Sovvenzione (fondo perduto) | 40% | Contributo a fondo perduto immediato, non da restituire |
| Sovvenzione soggetta a condizione | 20% | Si trasforma in fondo perduto se l’impresa rimborsa puntualmente le prime 40 rate del prestito |
| Prestito rimborsabile | 40% | Mutuo chirografario a tasso 0%, durata 60 mesi + 6 mesi di preammortamento |
La sovvenzione soggetta a condizione è la novità più rilevante: tecnicamente è un prestito, ma l’integrale abbuono delle ultime 20 rate viene riconosciuto a chi paga regolarmente le prime 40 rate del mutuo (capitale prestito) e dimostra correttamente la spesa. In pratica, una premialità del 20% in più di fondo perduto a comportamento virtuoso.
Esempi numerici: cosa significa in pratica
| Investimento | Fondo perduto | Sovv. condizionata | Prestito 0% | Esborso netto impresa* |
|---|
| 50.000 € | 20.000 € | 10.000 € | 20.000 € | 0 € (con rispetto condizioni) |
| 100.000 € | 40.000 € | 20.000 € | 40.000 € | 0 € (con rispetto condizioni) |
| 200.000 € | 80.000 € | 40.000 € | 80.000 € | 0 € (con rispetto condizioni) |
| 250.000 € (max startup) | 100.000 € | 50.000 € | 100.000 € | 0 € (con rispetto condizioni) |
| 300.000 € (max strategici/femminili) | 120.000 € | 60.000 € | 120.000 € | 0 € (con rispetto condizioni) |
* L’esborso netto a fine percorso è zero solo se il piano di rimborso del prestito viene rispettato puntualmente. Diversamente l’impresa rimborsa il prestito (40%) e la sovvenzione condizionata si converte in obbligo di restituzione.
Agevolazione in conto esercizio: 90% sulle spese di funzionamento
Sui costi operativi dei primi mesi di attività (personale dipendente, premi assicurativi, locazione e allestimenti, banche dati, cloud, software, consulenze in materia di innovazione, partecipazione fiere) l’agevolazione è una sovvenzione a fondo perduto pari al 90%.
Le spese generali e altri costi indiretti vengono riconosciuti forfettariamente al 15% sui costi diretti del personale, secondo l’opzione semplificata di costo prevista dal Reg. UE 1060/2021. Il personale dipendente è valorizzato attraverso costi standard orari ufficiali: 30 €/h per impiegati e operai, 47 €/h per quadri, 83 €/h per dirigenti.
Soglie di investimento: range minimo e massimo
Il piano imprenditoriale deve prevedere investimenti in attivi materiali e immateriali per un importo minimo di 25.000 €. La soglia complessiva di spesa varia in base alla categoria di impresa:
| Tipologia impresa | Spesa complessiva | Max investimenti | Max funzionamento | Tempi realizzazione |
|---|
| Startup innovative (lett. A) | 50.000 – 400.000 € | 250.000 € | 150.000 € | 18 mesi dalla 1ª erogazione |
| Settori strategici / Imprese femminili (lett. B) | 50.000 – 500.000 € | 300.000 € | 200.000 € | 24 mesi dalla 1ª erogazione |
Le imprese femminili — definite come società a totalità di partecipazione femminile — accedono alla soglia rafforzata anche se non operano nei settori strategici. È un canale di accesso alla soglia 500.000 € che vale la pena verificare in fase di colloquio preliminare.
Spese ammissibili: cosa si può finanziare
L’avviso copre due macroaree di spesa, attivabili sullo stesso progetto. Tutte le spese devono essere sostenute dopo la presentazione dell’istanza definitiva di agevolazione.
Spese per investimenti
- Macchinari, impianti di produzione, attrezzature, arredi;
- Automezzi commerciali ad alimentazione elettrica o ibrida (dimensionati alla produzione effettiva);
- Opere edili e assimilate (con la cautela che vedrai nel paragrafo successivo);
- Attivi immateriali: software, licenze, brevetti, know-how — purché ammortizzabili, acquistati a condizioni di mercato da terzi indipendenti, mantenuti per almeno 3 anni;
- Imponibile minimo per fattura: 500 €.
Costi di funzionamento
- Personale dipendente con vincolo di subordinazione (rendicontato a costi standard);
- Spese generali al tasso forfettario del 15% sui costi diretti del personale (no documentazione richiesta);
- Premi assicurativi sull’attività d’impresa;
- Canoni e abbonamenti per banche dati, cloud, hosting, dominio, web marketing;
- Servizi di personalizzazione siti internet;
- Servizi di consulenza in materia di innovazione e brevettazione;
- Test, certificazione di prodotto, sistemi di gestione ambientale e responsabilità sociale;
- Locazione e allestimento stand alla prima fiera specializzata;
- Servizi di incubazione/accelerazione (max 20% dei costi di funzionamento ammissibili).
Le opere edili: attenzione al cap implicito
Le opere edili e gli impianti elettrici, termo-idraulici, di condizionamento sono ammissibili ma nei limiti della funzionalità all’investimento produttivo. L’esperienza con il vecchio Tecnonidi insegna che istruttorie con peso eccessivo sulle opere murarie incontrano frequenti decurtazioni in fase di valutazione. Se il tuo progetto è prevalentemente di ristrutturazione, vale la pena ragionare se Tecnonidi JTF sia lo strumento più adatto o se conviene orientarsi su altri bandi (PIA Taranto, MiniPIA Taranto).
Procedura: come si presenta la domanda passo per passo
L’iter è strutturato in fasi sequenziali con momenti decisionali ben definiti. La regola d’oro è non sottovalutare la fase preliminare: la domanda preliminare non è una formalità, ma il primo filtro sostanziale.
Fase 1 — Domanda preliminare
Si presenta esclusivamente per via telematica sul portale moduli.regione.puglia.it con accesso tramite SPID, CIE o CNS. È necessario un kit documentale che include: domanda preliminare (Allegato C.1), illustrazione del contenuto innovativo (Allegato C.2 con flow-chart, business plan, prospetto fonti/impieghi, bilancio previsionale), documenti d’identità di legale rappresentante e soci, attestazione del potenziale innovativo, atto costitutivo e statuto, preventivi datati e sottoscritti, perizia giurata su attivi immateriali, computo metrico per opere murarie. Il solo inserimento dei dati senza trasmissione finale rende la domanda inammissibile.
Fase 2 — Esame di esaminabilità
Le domande sono protocollate in ordine cronologico di invio. Puglia Sviluppo verifica completezza formale e requisiti soggettivi/oggettivi. La domanda passa anche al vaglio di un esperto indipendente (selezionato negli albi MIMIT, MUR, Reprise, ARTI) che valuta il contenuto innovativo, la maturità tecnologica (con riferimento al livello TRL fino a 9) e la coerenza con la Strategia Smart Puglia 2030. Questa è la fase in cui cadono molti progetti deboli sul fronte tecnologico.
Fase 3 — Colloquio e istanza definitiva
Superato l’esame, l’impresa è convocata via PEC per un colloquio (anche in videoconferenza). Si presenta un pitch del progetto secondo lo schema ufficiale. Al termine viene rilasciata l’istanza definitiva di agevolazione. La mancata partecipazione a due convocazioni consecutive comporta decadenza. Eventuali documenti integrativi vanno prodotti entro 15 giorni.
Fase 4 — Valutazione di merito
L’istanza viene valutata su tre aree con punteggio 0-10 ciascuna:
- competenze tecniche e know-how;
- qualità del business model, fattibilità, posizionamento competitivo;
- sostenibilità economico-finanziaria e capacità di rimborso.
Per essere ammessi serve un punteggio complessivo ≥ 18 e nessuna area sotto i 5 punti. Punteggi premiali aggiuntivi per partecipazione femminile/giovanile ≥ 25%, capacità di Open Innovation, connessioni con fondi di investimento.
Fase 5 — Concessione provvisoria e contratto
Entro 30 giorni dall’ammissibilità l’impresa deve produrre titolo di disponibilità della sede regolarmente registrato, conto corrente dedicato, documentazione di cantierabilità. Si firma il contratto di agevolazione e si formalizza la richiesta di prima erogazione con autorizzazione SDD per le rate del mutuo. Sarà richiesta fideiussione personale di almeno uno dei soci o amministratori — non sono richieste garanzie reali, ma la fideiussione personale è obbligatoria.
Modalità di erogazione: tre tranche, due SAL e un saldo
Le agevolazioni in conto impianti vengono erogate in tre tranches:
| Erogazione | Spese da dimostrare | Quota erogata |
|---|
| 1ª erogazione (anticipo) | Nessuna | 40% — intero prestito rimborsabile |
| 2ª erogazione (SAL intermedio) | 40% degli investimenti realizzati e pagati | 20% sovvenzione condizionata + 50% sovvenzione (totale 30%) |
| 3ª erogazione (saldo) | 100% degli investimenti realizzati, 80% pagati, adempimenti amministrativi completi | 30% — saldo della sovvenzione |
Per le spese di funzionamento la sovvenzione viene erogata sui SAL secondo le rendicontazioni semestrali. Tutte le fatture devono riportare il CUP comunicato da Puglia Sviluppo (obbligo dal 01/06/2023 ex L. 41/2023). I pagamenti devono essere tutti tracciabili e dal conto corrente dedicato.
Tecnonidi JTF Taranto: cumulabilità con altre agevolazioni
La sezione cumulabilità è probabilmente la più sottovalutata in fase di pianificazione. Sintesi: il Tecnonidi JTF è in regime GBER (art. 22 del Reg. UE 651/2014), quindi cumulabile con altre agevolazioni statali fino ai massimali di intensità di aiuto previsti dalla normativa comunitaria.
| Strumento | Cumulabile con Tecnonidi JTF? | Condizioni |
|---|
| Fondo di Garanzia MCC | ✅ Sì | Cumulabile con il prestito a tasso zero per ottenere garanzia su altri finanziamenti bancari su spese distinte |
| Aiuti in regime GBER (es. altri fondi UE/nazionali) | ✅ Sì | Su spese distinte e nei limiti dei massimali GBER |
| Aiuti in regime de minimis | ❌ No | Vietato il cumulo sulle stesse spese ammissibili (art. 21 Avviso) |
| ON Nuove Imprese a Tasso Zero (Invitalia) | ⚠️ Condizionato | Tecnicamente possibile su spese distinte, ma sovrapposizione di perimetro: serve scelta strategica preventiva |
| Smart&Start Italia | ⚠️ Condizionato | Cumulo possibile su spese distinte; tipicamente alternative |
| ZES Unica (credito d’imposta) | ⚠️ Condizionato | Verificare massimali GBER; ZES Unica copre stessi territori (Taranto rientra) ma su spese distinte |
| Transizione 5.0 | ⚠️ Condizionato | Cumulabile su spese distinte nei limiti dei massimali |
| NIDI Puglia | ⚠️ Da verificare | Stessa Regione, regimi diversi: serve analisi caso per caso |
⚠️ Vincolo del divieto di doppio finanziamento: anche dove il cumulo è ammesso, nessuna spesa può essere finanziata due volte. Le spese devono essere distinte e tracciabili. Il vincolo vale per tutto il programma JTF, finanziato al 70% da NextGenerationEU che applica regole di tracciabilità più rigide rispetto agli ordinari fondi strutturali.
Vincoli post-erogazione: cosa cambia per l’impresa nei 3 anni successivi
L’agevolazione non si esaurisce con l’erogazione. L’impresa beneficiaria assume vincoli operativi che durano fino al completo rimborso del prestito (66 mesi totali, considerando il preammortamento) e per i tre anni successivi alla data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile. I principali:
- Stabilità della sede: la sede di realizzazione degli investimenti non può essere variata fuori dalla provincia di Taranto, pena revoca delle agevolazioni;
- Stabilità degli investimenti: i beni acquistati (materiali e immateriali) devono restare a servizio dell’unità produttiva per almeno 3 anni;
- Stabilità dell’attività: l’attività prevalente non può cambiare in una non rientrante nei settori ammissibili;
- Copertura assicurativa: assicurazione incendio per il valore intero dei beni e furto/rapina per almeno il 50%, per 3 anni;
- Rimborso del prestito: 60 rate mensili posticipate (dopo i 6 mesi di preammortamento) tramite SDD sul conto corrente dedicato;
- Clausola sociale: applicazione integrale del CCNL di settore a tutti i dipendenti, pena revoca parziale o totale (oltre il 50% dei lavoratori non coperti = revoca totale);
- Clausola anti-pantouflage (introdotta dalla DET 5/2026): divieto di assumere o conferire incarichi a ex dipendenti della Regione Puglia o sue controllate che abbiano esercitato poteri autoritativi/negoziali nei confronti dell’impresa, per i 3 anni successivi alla cessazione del rapporto.
Errori frequenti da evitare nel kit della domanda
Ho visto diverse istanze decadere su passaggi banali che si potevano evitare con un’istruttoria preliminare più attenta. I pattern ricorrenti:
1. Confusione sul requisito innovativo
Molte imprese si presentano come “innovative” ma non rientrano in nessuna delle tre categorie A/B/C dell’art. 2 comma 4. Il requisito formale (iscrizione al registro startup innovative oppure 10% di costi R&S certificati oppure Seal of Excellence) è inderogabile. Per le imprese in lettera B, la certificazione deve essere rilasciata da un revisore esterno secondo modulistica ufficiale: una semplice contabilizzazione dei costi non basta.
2. Sottostima della fase di colloquio
Il colloquio non è un passaggio formale. È la sede in cui l’esperto indipendente verifica la sostanza del progetto innovativo. Un pitch confezionato bene ma sganciato dai fondamentali tecnici (capacità interne, partnership, IP) viene smontato in pochi minuti.
3. Preventivi non conformi
I preventivi devono essere su carta intestata del fornitore, datati, sottoscritti, intestati all’impresa proponente, con dettaglio sufficiente per valutare congruità e funzionalità. I fornitori devono avere codice ATECO compatibile con la fornitura. Preventivi generici o “indicativi” creano problemi in istruttoria.
4. Composizione spesa squilibrata
Caricare troppo sulle opere murarie significa esporre l’istruttoria a decurtazioni. La logica del bando è premiare gli investimenti tecnologici e produttivi: le opere edili devono essere strumentali, non l’oggetto principale. Indicativamente, una composizione con opere edili sopra il 30-40% del totale investimenti è già a rischio di rilievi.
5. Documentazione DNSH per investimenti sopra 250k
Per investimenti produttivi superiori a 250.000 € è obbligatoria la compilazione delle schede DNSH (Do No Significant Harm) e della verifica climatica. Sono esenti i progetti con codice ATECO 62 (ICT) e quelli interamente in attivi immateriali. La documentazione DNSH richiede tempi di preparazione: vale la pena attivarla dall’inizio.
Tecnonidi JTF vs altri strumenti per Taranto: come scegliere
Nella provincia di Taranto sono attivi tre principali bandi JTF:
| Strumento | Profilo target | Investimento | Quando preferirlo |
|---|
| Tecnonidi JTF | Piccole imprese innovative entro 5 anni | 50.000 – 500.000 € | Startup tecnologica, copertura totale, no R&S obbligatoria |
| *MiniPIA Puglia | Micro e piccole imprese, anche professionisti e consorzi | 30.000 € – 5 mln | Investimento più strutturato, delibera bancaria preventiva |
| *PIA Puglia | PMI con almeno 2 bilanci e R&S obbligatoria | Da 1 mln | Investimento grande, R&S come componente principale |
La scelta non dipende dalla percentuale di contributo (Tecnonidi sembra più conveniente sulla carta) ma dalla coerenza con il profilo dell’impresa. Una PMI strutturata con 5 anni di vita non può accedere al Tecnonidi: dovrà guardare al PIA. Una micro-impresa con un piano di 800.000 € e nessuna R&S non si troverà nel PIA: dovrà valutare il MiniPIA. Per orientarti tra le opzioni puoi partire dalla nostra guida sulla finanza ordinaria per le PMI e sulla lettura della Centrale Rischi Banca d’Italia, che è uno dei controlli che Puglia Sviluppo effettua in fase istruttoria.
*Nota: L’invio di nuove istanze a valere sugli avvisi CdP, PIA, MiniPIA, PIA Turismo e MiniPIA Turismo è stato sospeso ai sensi dell’ AD n. 131 del 03.03.2026.
Tempi istruttori e pianificazione realistica
L’esperienza con il Tecnonidi tradizionale suggerisce questi tempi indicativi tra presentazione della domanda preliminare e prima erogazione:
- Esame esaminabilità: 30-60 giorni;
- Convocazione colloquio: 30-45 giorni dopo l’esito esaminabilità positivo;
- Istruttoria di merito post-colloquio: 60-90 giorni;
- Concessione provvisoria + contratto + prima erogazione: 30-60 giorni dopo l’ammissibilità.
In totale, dai 5 ai 9 mesi tra presentazione e prima erogazione, in condizioni normali. La componente di variabilità maggiore è legata alla qualità del kit documentale iniziale: una domanda preliminare carente sui documenti tecnici allunga di 2-3 mesi i tempi totali per richieste integrative.
FAQ: domande frequenti sul Tecnonidi JTF Taranto
Le domande che più spesso emergono nei colloqui preliminari sono quelle che ho selezionato come FAQ in fondo a questa guida: copertura per imprese non residenti a Taranto, possibilità di trasferire la sede dopo la concessione, gestione dei preventivi multipli, cumulo con il credito d’imposta ZES Unica, sostituzione di soci durante l’iter.
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Inizia Oggi
Conclusioni: cosa fare adesso se hai un progetto a Taranto
Il Tecnonidi JTF Taranto è probabilmente lo strumento più potente oggi sul mercato italiano per startup e piccole imprese innovative localizzate nell’area tarantina. Copertura al 100%, prestito a tasso zero, nessuna garanzia reale, fideiussione personale gestibile.
I numeri parlano chiaro: su 20 milioni di dotazione e con scadenze JTF al 31 dicembre 2026 per il 70% delle risorse, ogni mese che passa riduce la finestra utile per attivarsi. Le startup innovative di settori coerenti con Smart Puglia 2030 — biotech, aerospazio, energia, ICT, manifattura avanzata — hanno una corsia particolarmente favorevole.
Tre passi pratici da fare subito:
- Verifica formale dei requisiti soggettivi: età impresa, registro startup innovative, costi R&S, certificazione revisore. Senza queste basi formali la domanda non è ammissibile;
- Inquadra il progetto rispetto all’Allegato A.1: identifica l’area di innovazione di riferimento e le tecnologie chiave abilitanti coinvolte. È la prima cosa che l’esperto indipendente verifica;
- Costruisci un kit documentale solido: preventivi conformi, computo metrico per le opere, perizia giurata per gli attivi immateriali, business plan completo. Investire bene 4-6 settimane in fase preparatoria significa risparmiare 4-6 mesi in istruttoria.
Se vuoi una valutazione preliminare del tuo progetto rispetto al Tecnonidi JTF — incluso il check di ammissibilità formale, la stima dell’agevolazione e l’analisi di cumulabilità con altri strumenti — puoi richiederci un incontro orientativo tramite il modulo di contatto.
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⚠️ Disclaimer
Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.
Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.
NIDI Puglia vs Resto al Sud 2.0: quale scegliere per avviare la tua impresa in Salento
Vuoi avviare un’impresa in Salento o in Puglia e hai meno di 35 anni o sei donna. Hai sentito parlare sia di NIDI che di Resto al Sud 2.0 e ti chiedi quale dei due faccia al caso tuo. La risposta dipende da un insieme di variabili — età, settore, importo investimento, dove risiedi — che in molti casi porta a una risposta chiara e non negoziabile. In altri, invece, la scelta è più sfumata e richiede un’analisi del tuo profilo specifico.
Questo articolo non è una raccolta di schede informative sui due strumenti — per quelle hai già le guide complete. È un confronto diretto, criterio per criterio, con raccomandazioni concrete per chi si trova davanti al bivio. Trovi una tabella sinottica, l’analisi comparativa su ogni dimensione rilevante, una matrice decisionale per profilo e scenari reali dal territorio salentino e pugliese.
Fotografia rapida: i due strumenti a confronto
Prima di entrare nel dettaglio, una visione d’insieme. I due strumenti hanno in comune il target (giovani e donne che vogliono avviare un’attività) ma divergono su quasi tutto il resto: gestore, territorio, importi, regime di aiuto, settori, procedura.
| Criterio | NIDI Puglia | Resto al Sud 2.0 |
|---|
| Gestore | Puglia Sviluppo S.p.A. | Invitalia |
| Territorio | Solo Puglia (sede operativa) | 8 regioni Mezzogiorno incl. Puglia |
| Chi accede | Under 36 o donne (>50% compagine) | Under 35 inoccupati/disoccupati/inattivi |
| Età max impresa | Max 6 mesi (alla domanda) | Mese precedente la domanda (inattiva) |
| Investimento max | €150.000 (nuove imprese/turistiche) | €200.000 (contributo) |
| Fondo perduto | 50% (fino a €60.000) | 75%-70% dell’investimento |
| Quota da restituire | 50% prestito tasso 0% (max 60 mesi) | Nessuna (100% fondo perduto) |
| Garanzie | No (fideiussione solo per SRL/coop) | No |
| Settori esclusi | Commercio al dettaglio, agricoltura primaria, pesca | Agricoltura primaria, pesca; limitazioni su commercio al dettaglio, ristorazione, professioni ordinistiche |
| Cumulabilità | ✅ Sì con altri aiuti GBER su spese distinte | ❌ No (art. 24 D. 9/7/2025 — divieto generale) |
| Procedura | Valutativa a sportello (cronologica) | Valutativa a sportello (cronologica) |
| Tempi valutazione | 60-120 giorni | 90-180 giorni (voucher) / 180-300 giorni (contributo) |
| Vincolo mantenimento | 3 anni (sede e attività) | 5 anni (sede, attività, beni) |
| Stato attuale | Aperto (7° Avviso — dotazione €39,4M) | Aperto (sportello dal 15/10/2025 — dotazione €356,4M) |
Requisiti soggettivi: chi può accedere
È il criterio più discriminante — e spesso quello che chiude la discussione prima ancora di aprirla.
| Requisito | NIDI Puglia | Resto al Sud 2.0 |
|---|
| Età | Under 36 (35 non ancora compiuti) per compagini giovanili; per donne nessun limite di età | Under 35 tassativo (35 non ancora compiuti alla data di costituzione/domanda) |
| Genere | Donne: accesso con premialità speciali (nessun limite età) | Non rilevante di per sé — conta la condizione occupazionale |
| Condizione occupazionale | Non richiesta (anche occupati possono accedere) | Obbligatoria: inoccupato, disoccupato, inattivo, GOL, working poor (reddito <~€8.200) |
| Compagine | >50% soci under 36 o donne (su numero soci E quote) | Anche monopersonale — non richiede maggioranza |
| Residenza | Sede operativa in Puglia (non necessaria residenza) | Residenza in regione del Mezzogiorno |
| Forma giuridica | DI, SNC, SAS, cooperative, SRL (anche semplificate), associazioni professionisti | Tutte le forme giuridiche compreso libero professionista |
La differenza sostanziale è sul requisito occupazionale: NIDI non lo richiede, Resto al Sud sì. Un giovane salentino di 28 anni con un lavoro a tempo determinato può accedere a NIDI ma non a Resto al Sud (salvo sia working poor). Una donna di 45 anni che vuole avviare un’impresa può accedere a NIDI ma non a Resto al Sud. Questi due casi chiudono la scelta ancora prima di guardare agli importi.
✅ Vantaggio NIDI su questo criterio: nessun requisito occupazionale. Accesso aperto a chi è già occupato, a donne di qualsiasi età, a profili che Resto al Sud esclude per definizione.
Le agevolazioni: chi dà di più (e in che forma)
La risposta dipende da cosa intendi per “di più”. Resto al Sud ha il fondo perduto percentualmente più alto. NIDI ha una struttura mista che per alcuni profili può essere altrettanto interessante — e in più è cumulabile con altri strumenti.
| Scenario | NIDI Puglia — agevolazione | Resto al Sud 2.0 — agevolazione |
|---|
| Investimento €50.000 (nuova impresa) | €25.000 FP + €25.000 prestito 0% = 100% coperto | Voucher: €40.000-€50.000 FP (100%)
Contributo: €37.500 FP (75%) |
| Investimento €100.000 (nuova impresa) | €45.000 FP + €45.000 prestito 0% = 90% coperto
Quota propria: €10.000 | Contributo: €75.000 FP (75%)
Quota propria: €25.000 |
| Investimento €150.000 (nuova impresa) | €60.000 FP + €60.000 prestito 0% = 80% coperto
Quota propria: €30.000 | Non applicabile — max €200.000 ma €150.000 rientra nel 75%
Contributo: €112.500 FP
Quota propria: €37.500 |
| Investimento €50.000 (impresa femminile) | €25.000 FP + €12.500 assistenza rimb. + €12.500 prestito 0% = 100%
+ €10.000 FP esercizio + €5.000 FP servizi informatici | Contributo: €37.500 FP (75%)
Quota propria: €12.500 |
| Investimento €200.000 | Non ammissibile (max €150.000) | Contributo: €147.500 FP (75% su €120K + 70% su €80K)
Quota propria: €52.500 |
Il punto che in molti trascurano: con NIDI il prestito è a tasso zero ma va restituito in max 60 mesi. Non è fondo perduto. Se hai un progetto da €100.000 e scegli NIDI, ricevi €45.000 a fondo perduto più €45.000 che devi restituire (circa €750/mese per 5 anni). Con Resto al Sud ottieni €75.000 a fondo perduto e non restituisci nulla — ma devi avere €25.000 di risorse proprie.
✅ Vantaggio Resto al Sud 2.0 su questo criterio: fondo perduto più alto in percentuale assoluta (75% contro 50% NIDI). Per investimenti sopra €100.000 e per chi dispone della quota propria, è più conveniente.
Settori e spese ammissibili a confronto
Questo criterio conta più di quanto sembri. Ci sono attività che accedono a entrambi, attività che accedono solo a uno dei due, e attività escluse da entrambi.
| Settore / Attività | NIDI Puglia | Resto al Sud 2.0 |
|---|
| Manifattura / artigianato | ✅ Ammesso | ✅ Ammesso |
| Turismo / ricettività (B&B, agriturismo) | ✅ Ammesso (categoria Imprese Turistiche) | ✅ Ammesso |
| Ristorazione / bar | ✅ Ammesso | ⚠️ Limitazioni — verificare settore specifico |
| Commercio al dettaglio | ❌ Escluso | ⚠️ Limitazioni — attività commerciali selettive |
| Commercio in franchising | ❌ Escluso (dettaglio) | ✅ Ammesso (spese materiali del punto vendita) |
| Servizi digitali / ICT | ✅ Ammesso | ✅ Ammesso |
| Professioni ordinistiche (avvocati, dottori, ecc.) | ⚠️ Solo in associazione tra professionisti (con regole specifiche) | ❌ Escluso |
| Agricoltura primaria / pesca | ❌ Escluso | ❌ Escluso |
| Impianti sportivi (es. padel, calcetto) | ⚠️ Ammesso solo con competenze professionali dimostrate | ✅ Ammesso |
Per le spese ammissibili, NIDI finanzia beni materiali (arredi, attrezzature, veicoli commerciali, opere edili) e immateriali (software, piattaforme e-commerce). Non finanzia circolante, stipendi, consulenze. Resto al Sud 2.0 ha una lista analoga per il contributo investimenti, ma con alcune differenze: ammette le spese di formazione obbligatoria e, per il voucher, le spese per studi di fattibilità.
Procedura e tempi: quanto aspetti
NIDI è più veloce. Punto. Entrambi usano lo sportello cronologico — chi prima arriva, prima viene valutato — ma i tempi di istruttoria di Invitalia su Resto al Sud sono strutturalmente più lunghi per via della complessità della procedura e dei colloqui richiesti per i contributi sopra soglia.
| Fase | NIDI Puglia | Resto al Sud 2.0 |
|---|
| Presentazione domanda | Online, portale sistema.puglia.it/nidi | Online, piattaforma Invitalia (SPID/CIE) |
| Valutazione | Istruttoria documentale + eventuale colloquio | Voucher: valutazione punteggio automatico
Contributo: colloquio obbligatorio |
| Tempi ammissione | 60-120 giorni | 90-180 giorni (voucher) / 180-300 giorni (contributo) |
| Prima erogazione | 25% del prestito contestualmente al contratto | Anticipo 30% con fideiussione (opzionale) |
| SAL / erogazioni | 3 erogazioni (1ª prestito, 2ª SAL, 3ª saldo FP) | SAL unico al 30-70% spese + saldo finale |
| Termine realizzazione | Entro 4 mesi dalla prima erogazione per SAL, saldo entro scadenza contratto | Entro 24 mesi dall’ammissione |
| Competenze obbligatorie richiedente | ✅ Sì — verificate in fase di valutazione | Voucher: No. Contributo: valutate al colloquio |
Un elemento trascurato: NIDI verifica le competenze del richiedente in rapporto all’attività. Un giovane senza alcuna esperienza nel settore turistico che vuole aprire un B&B rischia il diniego su NIDI per questo motivo, indipendentemente dalla solidità del progetto. Su Resto al Sud il peso delle competenze è minore (soprattutto per il voucher).
Matrice decisionale: quale strumento per il tuo profilo
| Il tuo scenario | Strumento consigliato | Perché |
|---|
| Uomo under 35, occupato con contratto a tempo determinato, vuole avviare attività in Puglia | NIDI Puglia | Resto al Sud richiede condizione di disoccupazione/inattività — escluso. NIDI non ha questo requisito. |
| Donna 42 anni, disoccupata, vuole aprire un laboratorio artigianale a Lecce | NIDI Puglia | Resto al Sud: esclusa per età (>35). NIDI: nessun limite età per donne, premialità come impresa femminile (100% di agevolazione fino a €100K). |
| Giovane 27 anni, disoccupato, vuole aprire un punto vendita in franchising a Taranto | Resto al Sud 2.0 | NIDI esclude il commercio al dettaglio. Resto al Sud ammette il franchising su spese materiali. |
| Compagine di 3 under 30, disoccupati, vogliono avviare un B&B nel Salento leccese — investimento €80.000 | Resto al Sud 2.0 | Resto al Sud: €60.000 FP (75%), quota propria €20.000. NIDI: €36.000 FP + €36.000 prestito da restituire. FP effettivo più alto con Resto al Sud. |
| Donna 31 anni, inoccupata, vuole avviare un B&B a Ostuni — investimento €80.000 | NIDI Puglia | Con NIDI come impresa femminile: €40.000 FP + €20.000 assistenza rimb. + €20.000 prestito 0% = 100% coperto (zero quota propria). Con Resto al Sud: €60.000 FP ma €20.000 quota propria richiesta. |
| Startup tech, 2 soci under 30 disoccupati, investimento €150.000 in software e attrezzature | Resto al Sud 2.0 | Resto al Sud: €112.500 FP (75%) — nulla da restituire. NIDI: max €60.000 FP + €60.000 prestito. FP assoluto più alto con Resto al Sud. |
| Giovane artigiano 29 anni, già con piccola attività di 4 mesi (partita IVA aperta), vuole espandersi | NIDI Puglia | L’impresa ha 4 mesi: rientra nel requisito NIDI (max 6 mesi). Resto al Sud richiederebbe che l’impresa sia ancora inattiva — già esclusa. Attenzione: verificare che NIDI sia compatibile con la tipologia di espansione. |
| Donna 33 anni, disoccupata, nessuna idea di business definita, vuole esplorare opzioni | Nessuno dei due ancora | NIDI verifica le competenze — senza progetto chiaro il rischio di diniego è alto. Resto al Sud per il voucher richiede una proposta definita. Prima definire l’attività, poi presentare domanda. |
Valutazione soggettiva: scenari reali dal Salento e dalla Puglia
Questa è la parte dove usciamo dai criteri oggettivi e ragionamo come consulenti, non come compilatori di schede. Quattro profili tipici che incontriamo nel Salento, con la raccomandazione che daremmo di persona.
Scenario 1 — Il ristoratore salentino under 30
Marco, 27 anni, da due anni lavora come cameriere a Otranto. Vuole aprire una piccola trattoria tipica. Ha €10.000 risparmiati e cerca un investimento da €60.000 (arredo, attrezzature cucina, piccole opere edili).
Raccomandazione: NIDI Puglia. Con Resto al Sud la ristorazione ha limitazioni che richiedono verifica specifica; NIDI la include senza problemi. Per un investimento da €60.000 NIDI eroga €27.000 FP + €27.000 prestito 0% — 90% coperto, quota propria €6.000. Con Resto al Sud avrebbe €45.000 FP (75%) ma serve €15.000 di risorse proprie che non ha. NIDI è più accessibile per il suo profilo finanziario. Aggiunge anche €10.000 FP per spese di gestione (circolante).
Scenario 2 — La designer pugliese 40enne
Laura, 40 anni, graphic designer con 15 anni di esperienza aziendale, licenziata nel 2024. Vuole aprire uno studio di comunicazione visiva a Lecce con investimento da €50.000 in software, hardware, arredo studio.
Raccomandazione: NIDI Puglia. Resto al Sud è fuori per definizione — ha 40 anni. NIDI come impresa femminile le garantisce il 100% di copertura (€25.000 FP + €12.500 assistenza rimb. + €12.500 prestito 0%) + €10.000 FP spese esercizio + €5.000 FP servizi informatici. Totale agevolazione potenziale: €65.000 su €50.000 di investimento — copre anche parte delle spese di avvio. Un profilo ideale per NIDI.
Scenario 3 — Il duo di startupper leccesi
Gianni e Sara, 26 e 28 anni, entrambi disoccupati post-laurea, vogliono lanciare una piattaforma di booking per esperienze turistiche salentine. Investimento previsto: €120.000 in sviluppo software, hardware, licenze.
Raccomandazione: Resto al Sud 2.0. Con Resto al Sud ottengono €90.000 FP (75% su €120.000), quota propria €30.000. Con NIDI: €48.000 FP + €48.000 prestito 0%, zero quota propria ma €800/mese da restituire per 5 anni. Se riescono a raccogliere €30.000 da FFF (friends, family, fools) o da un piccolo investitore, Resto al Sud porta a casa €90.000 a fondo perduto contro €48.000 di NIDI. Il divario è enorme. In più, essendo una startup tech, possono valutare successivamente Smart&Start per uno scale-up — non cumulabile con Resto al Sud ma utilizzabile per un secondo round su spese distinte.
Scenario 4 — L’imprenditrice agricola del Salento
Chiara, 32 anni, vuole avviare un’attività di trasformazione di prodotti agricoli locali (conserve, oli aromatizzati) con un laboratorio a Nardò. Investimento: €80.000.
Raccomandazione: NIDI Puglia. La trasformazione agroalimentare è ammessa da entrambi (non è agricoltura primaria). Ma Chiara è disoccupata da meno di 6 mesi — potrebbe accedere a Resto al Sud. Il punto decisivo: come impresa femminile NIDI le garantisce il 100% di copertura su €80.000 (€40.000 FP + €20.000 assistenza rimb. + €20.000 prestito 0%) + €10.000 FP esercizio. Con Resto al Sud: €60.000 FP ma €20.000 quota propria. NIDI azzera la quota propria — per chi non ha capitali è una differenza determinante.
NIDI e Resto al Sud 2.0 sono cumulabili?
La risposta breve è no — e la ragione è normativa, non tecnica.
Resto al Sud 2.0 è soggetto al divieto generale di cumulo con qualsiasi altra agevolazione (art. 24 Decreto 9 luglio 2025). NIDI è in regime GBER (art. 22 Reg. UE 651/2014) e consente il cumulo con altri aiuti GBER su spese distinte — ma questa possibilità viene meno quando uno degli strumenti da cumulare è Resto al Sud 2.0, che ha un divieto unilaterale di cumulo.
⚠️ Attenzione: non è possibile ricevere NIDI e Resto al Sud 2.0 anche se le spese sono distinte. Il divieto di Resto al Sud si applica all’intero programma, non alla singola voce di spesa. Devi scegliere uno dei due — non entrambi.
NIDI rimane invece cumulabile con altri strumenti GBER come ON Nuove Imprese a Tasso Zero (su spese rigorosamente distinte), con la garanzia del Fondo di Garanzia MCC, e con incentivi regionali settoriali pugliesi — purché non si superi l’intensità massima di aiuto prevista dal GBER.
La nostra valutazione finale
Non esiste una risposta valida per tutti, ma esistono linee guida chiare.
Scegli NIDI Puglia se sei donna di qualsiasi età, se sei già occupato (anche parzialmente), se hai una compagine mista con majority femminile o giovanile, se vuoi il 100% di copertura senza mettere risorse proprie, se stai avviando un’attività nel turismo ricettivo, nella ristorazione, nell’artigianato o nei servizi. NIDI è lo strumento regionale pugliese più accessibile per chi parte da zero — la combinazione di fondo perduto, prestito tasso zero e contributo spese di gestione copre quasi tutto.
Scegli Resto al Sud 2.0 se sei under 35 e in condizione di disoccupazione/inattività, se hai un progetto sopra €80.000 e riesci a mettere il 25% di risorse proprie, se operi in commercio (incluso franchising), se vuoi massimizzare il fondo perduto assoluto senza oneri di restituzione, se il tuo settore è escluso da NIDI ma ammesso da Resto al Sud.
Un ultimo punto pratico: NIDI ha €39,4 milioni di dotazione. Resto al Sud 2.0 ha €356,4 milioni. Questo non cambia la scelta ma cambia la probabilità di trovare risorse ancora disponibili tra 6-12 mesi. Chi ha il profilo giusto per NIDI farebbe bene a muoversi ora, prima che le risorse si esauriscano.
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Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.
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Bando NIDI Puglia 2026: fondo perduto e prestito a 0% per avviare la tua impresa
40 milioni di euro disponibili. Nessuna scadenza. Un fondo perduto che copre dal 50% al 75% dell’investimento, più un prestito a tasso zero per la parte restante. Il bando NIDI — Nuove Iniziative d’Impresa della Regione Puglia — è lo strumento più diretto che esiste in Puglia per chi vuole avviare una microimpresa partendo quasi da zero.
Non si tratta di un bando competitivo con graduatorie e punteggi. Non c’è una scadenza da rispettare. Le domande sono valutate nell’ordine in cui arrivano, e le risorse vengono assegnate progressivamente. Questo significa che non è necessario affrettarsi — ma è importante presentare una domanda solida.
NIDI è pensato per una categoria specifica di persone: giovani, donne, disoccupati, lavoratori precari. Persone che hanno difficoltà ad accedere al mercato del lavoro e che vogliono costruirsi qualcosa di proprio. Se rientri in questa platea, questa guida ti spiega tutto quello che serve sapere prima di presentare la domanda.
Cos’è NIDI e chi lo gestisce
Il bando NIDI — Nuove Iniziative d’Impresa è uno strumento strutturale della Regione Puglia, attivo da anni e giunto al settimo avviso pubblico (pubblicato sul BURP n. 110 del 14 dicembre 2023). È finanziato dal Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 e gestito da Puglia Sviluppo S.p.A. in qualità di organismo intermedio e finanziario.
La misura è strutturale e pluriennale: non ha una scadenza fissa e resterà attiva finché ci sono risorse disponibili. Il portale per la presentazione delle domande è www.sistema.puglia.it/nidi.
Dati essenziali del bando
| Parametro | Valore |
|---|
| Avviso di riferimento | 7° Avviso Pubblico NIDI – BURP n. 110 del 14/12/2023 |
| Gestore | Puglia Sviluppo S.p.A. |
| Dotazione iniziale | € 40.000.000 |
| Apertura | Dal 14/12/2023 – nessuna scadenza (fino a esaurimento risorse) |
| Procedura | Valutativa a sportello – ordine cronologico |
| Portale domande | www.sistema.puglia.it/nidi (accesso con SPID) |
A chi è rivolto: le categorie ammissibili
NIDI non è aperto a tutti. È destinato a soggetti che appartengono a categorie svantaggiate nell’accesso al mercato del lavoro. E la compagine che presenta domanda deve essere partecipata per almeno il 50% — sia del capitale sia del numero di soci — da soggetti in possesso di questi requisiti.
Categorie di soggetti svantaggiati ammissibili
| Categoria | Condizioni |
|---|
| Giovani | Età tra 18 e 35 anni alla data della domanda preliminare |
| Donne | Età superiore a 18 anni. Non sono richiesti limiti di età massima |
| Disoccupati | Soggetti che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato nell’ultimo mese |
| Lavoratori a rischio | Persone in procinto di perdere il posto di lavoro |
| Precari con P.IVA | Titolari di P.IVA non iscritti al registro imprese, che nei 12 mesi antecedenti abbiano fatturato meno di €15.000 con massimo 2 committenti |
| Soci cooperative sociali | Soci lavoratori e amministratori di cooperative assegnatarie di beni immobili confiscati |
| Beneficiari PIN | Soci e amministratori delle imprese beneficiarie dell’Avviso “PIN – Pugliesi Innovativi” |
Chi NON può candidarsi
Anche se rientri in una delle categorie sopra, sei escluso se:
- Percepisci una pensione di anzianità o di vecchiaia
- Sei dipendente con contratto a tempo indeterminato per più di 20 ore settimanali
- Nel mese precedente alla domanda eri amministratore di altre imprese (anche se inattive)
- Nel mese precedente eri titolare di partita IVA iscritta al registro delle imprese, oppure non iscritta ma con ricavi superiori a €15.000 nei 12 mesi precedenti
Per le donne c’è un punto importante che viene spesso frainteso: non c’è nessun limite di età massima. Una donna di 55 anni che non percepisce pensione, non è dipendente T.I. e non era amministratrice di imprese nel mese precedente è perfettamente in possesso dei requisiti.
Le quattro tipologie di impresa: importi e agevolazioni
Il bando distingue quattro tipologie di impresa proponente, ognuna con un massimale di investimento diverso e, per compagini giovanili e imprese femminili, condizioni di agevolazione più favorevoli.
| Tipologia | Composizione richiesta | Investimento max |
|---|
| Compaginie Giovanili | Costituite in forma di società, partecipate interamente da giovani 18-35 anni (almeno 50% non T.I. >20h, non pensionati, non amministratori) | € 50.000 |
| Imprese Femminili | Individuale o società, partecipate interamente da donne >18 anni (almeno 50% con i requisiti di soggetto svantaggiato) | € 100.000 |
| Nuove Imprese | Partecipate per almeno il 50% — capitale e numero soci — da soggetti svantaggiati appartenenti alle categorie elencate sopra | € 150.000 |
| Nuove Imprese Turistiche | Stessi requisiti delle Nuove Imprese, finalizzate all’avvio di attività di B&B imprenditoriale o affittacamere | € 150.000 |
Struttura delle agevolazioni in conto investimenti
L’agevolazione sugli investimenti è sempre composta da fondo perduto + prestito a tasso zero. La proporzione varia in base alla tipologia di impresa e all’importo investito:
| Fascia di investimento | Intensità totale | Struttura standard | Struttura Compagini Giovanili / Imprese Femminili |
|---|
| Fino a € 50.000 | 100% | 50% fondo perduto + 50% prestito 0% | 50% fondo perduto + 25% prestito 0% + 25% assistenza rimborsabile* |
| Da € 50.001 a € 100.000 | 90% (Imp. Femminili: 100%) | 45% fondo perduto + 45% prestito 0% | 50% fondo perduto + 25% prestito 0% + 25% assistenza rimborsabile* |
| Da € 100.001 a € 150.000 | 80% | 40% fondo perduto + 40% prestito 0% | Solo Imprese Femminili con max €100.000 (non applicabile) |
*L’assistenza rimborsabile è un meccanismo di premialità esclusivo per compagini giovanili e imprese femminili: il prestito è suddiviso in 60 rate mensili, ma solo le prime 30 sono destinate al rimborso del vero prestito. Le ultime 30 rate (l’assistenza rimborsabile) vengono condonati a chi risulta in regola con tutti i pagamenti e ha correttamente rendicontato le spese. In pratica, chi è virtuoso nei rimborsi converte il 25% aggiuntivo in fondo perduto.
Esempio numerico: Impresa Femminile con €80.000 di investimento
| Componente | Importo | Nota |
|---|
| Investimento totale | € 80.000 | — |
| Intensità (impresa femminile ≤100.000) | 100% | Agevolazione piena |
| Fondo perduto | € 40.000 (50%) | Non da restituire mai |
| Prestito rimborsabile a 0% | € 20.000 (25%) | 30 rate mensili |
| Assistenza rimborsabile | € 20.000 (25%) | Condonata se virtuosa nei rimborsi (30 rate) |
| Fondo perduto effettivo (se virtuosa) | € 60.000 (75%) | Il vero vantaggio di questa categoria |
| Liquidità propria richiesta (+ IVA) | € 0 + IVA | L’investimento è coperto al 100% |
Contributo in conto esercizio (spese di gestione)
Oltre alle agevolazioni sugli investimenti, NIDI prevede un contributo a fondo perduto al 100% per le spese di gestione sostenute nei primi mesi di attività:
| Tipologia | Contributo gestione | Dettaglio |
|---|
| Tutte le imprese | Fino a € 10.000 (100% FP) | Spese di gestione generali dei primi 6 mesi |
| Compagini Giovanili e Imprese Femminili | Fino a € 15.000 (100% FP) | €10.000 ordinari + €5.000 aggiuntivi per servizi informatici |
Settori ammissibili: cosa puoi avviare con NIDI
NIDI copre un’ampia gamma di attività. Ma c’è un settore che è esplicitamente escluso e sul quale molti cadono: il commercio al dettaglio tradizionale. Aprire un negozio non è ammissibile. Punto.
I settori ammissibili sono:
- Attività manifatturiere e artigianali
- Costruzioni ed edilizia
- Riparazione autoveicoli e motocicli
- Ristorazione con cucina (esclusi bar, pub senza cucina, pasticcerie, gelaterie, birrerie, ristorazione mobile)
- Affittacamere e B&B imprenditoriale
- Servizi di informazione e comunicazione (ICT)
- Attività professionali, scientifiche e tecniche
- Agenzie di viaggio
- Servizi di supporto alle imprese
- Istruzione
- Sanità e assistenza sociale non residenziale
- Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (escluse lotterie, scommesse, case da gioco)
- Attività di servizi per la persona
- Traslochi, magazzinaggio, supporto ai trasporti, servizi postali
- Commercio elettronico (e-commerce) — esclusivamente per Compagini Giovanili e Imprese Femminili
L’elenco completo dei codici ATECO ammissibili è disponibile nell’Allegato 1 dell’Avviso sul portale Sistema Puglia.
Settori con requisiti specifici aggiuntivi
| Settore | Requisito aggiuntivo |
|---|
| Ristorazione con cucina | Almeno un socio deve avere: diploma di qualifica professionale di operatore della ristorazione (o equipollente) oppure almeno 26 settimane di contributi INPS documentati in strutture di ristorazione |
| Palestre / attività motorie | Responsabile tecnico con laurea in Scienze Motorie o titolo equipollente |
| Tatuatori | Corso Professionale Obbligatorio per Esercenti l’Attività di Tatuaggi e Piercing completato prima dell’invio della domanda |
| Attività professionali ordinistiche | Tutti i componenti della compagine devono essere professionisti ed erogare servizi professionali ai clienti dell’attività |
Spese ammissibili: cosa puoi comprare con le agevolazioni
Investimenti (conto impianti)
- Macchinari di produzione, impianti, attrezzature varie: nuovi, identificabili singolarmente, funzionali all’attività agevolata
- Automezzi commerciali: solo veicoli con unica fila di posti anteriore e vano di carico per merci/attrezzature. Le autovetture — anche se immatricolate come autocarro — non sono ammissibili
- Arredi e macchine per ufficio
- Opere edili e assimilate (impianti elettrici, idraulici, condizionamento, infissi, prefabbricati): per le attività ricettive (B&B, affittacamere) ammissibili solo entro il limite del 20% degli altri investimenti
- Piattaforme B2B/B2C, e-commerce proprietario, app mobile: ammissibili entro il massimo di €5.000, esclusivamente per Compagini Giovanili e Imprese Femminili
Spese di gestione (conto esercizio)
- Materie prime, semilavorati, materiali di consumo e scorte
- Locazione di immobili (da contratto regolarmente registrato)
- Utenze (energia, acqua, gas, telefono)
- Polizze assicurative relative all’attività
- Dispositivi di protezione individuale e collettiva
- Servizi informatici (per Imprese Femminili e Compagini Giovanili, nei €5.000 aggiuntivi): abbonamenti SaaS, hosting, domini, web marketing, SEO, Keywords Advertising, Social, Brand Awareness
Come si presenta la domanda: procedura passo per passo
La procedura NIDI è interamente telematica. Non si spedisce nulla per posta. Non si consegna nulla a mano. Tutto avviene su sistema.puglia.it/nidi, accessibile con SPID livello 2.
Documenti e dati necessari per la domanda preliminare
La domanda preliminare è articolata in più pannelli. Devi avere pronti:
- Dati anagrafici dei proponenti (documenti di identità in corso di validità)
- Codice ATECO dell’attività (deve corrispondere al certificato di attribuzione della partita IVA, se già aperta)
- Descrizione dell’iniziativa: prodotti/servizi, mercato di riferimento, potenziali clienti, scelta localizzativa
- Almeno 3 concorrenti (obbligatori — non si può dichiararne l’assenza)
- Preventivi di investimento: da fornitori con codice attività CCIAA idoneo alla vendita/installazione dei beni previsti. Devono essere conservati in originale per il colloquio successivo
- Prospetto economico previsionale con ricavi, costi, risultato economico
- Adempimenti amministrativi (sede, qualifica professionale, autorizzazioni edilizie)
- Dimostrazione della sede: estremi catastali dell’immobile individuato (non serve il contratto, ma solo l’individuazione)
Il colloquio: la fase più delicata
Dopo la valutazione di esaminabilità della domanda preliminare, le imprese idonee vengono convocate per un colloquio. Questo è il momento che fa la differenza.
Al colloquio deve partecipare il soggetto svantaggiato — e solo lui. Non il commercialista, non il consulente, non i soci non svantaggiati. Il valutatore verificherà che il proponente abbia piena competenza e consapevolezza del progetto d’impresa. Chi si presenta senza sapere rispondere sulle caratteristiche dell’attività che intende avviare viene bocciato.
Nella pratica, ho visto domande solide cadere in questa fase perché il “soggetto svantaggiato” era solo il prestanome della compagine, senza reale coinvolgimento nel progetto. Questo bando non funziona così.
La liquidità necessaria
Prima della concessione delle agevolazioni, l’impresa deve dimostrare di disporre della liquidità necessaria per coprire:
- La differenza tra l’investimento totale e le agevolazioni concedibili (se l’intensità è inferiore al 100%)
- L’IVA sull’intero programma di investimento (non agevolata)
La dimostrazione deve avvenire attraverso documentazione bancaria reale: estratti conto, libretti di risparmio, depositi titoli, mutui o finanziamenti già concessi. Non è sufficiente una lettera di referenze bancarie che attesti la disponibilità a concedere un finanziamento in futuro.
Le erogazioni
Le agevolazioni vengono erogate in due tranche:
- Prima erogazione (50%): erogata alla firma del contratto di agevolazione, a seguito della concessione
- Saldo (50%): erogato a rendicontazione delle spese sostenute
Il programma di spesa — sia per investimenti che per gestione — deve essere realizzato entro 6 mesi dalla prima erogazione, oppure entro 2 mesi dalla seconda. Le spese di gestione devono essere rendicontate contestualmente alle spese di investimento: non si può chiedere una proroga per le sole spese di gestione.
Requisiti della sede e il vincolo di continuità
Due aspetti tecnici che bloccano molte domande prima ancora che vengano valutate:
La sede
La sede operativa deve essere in Puglia, con destinazione d’uso compatibile con l’attività. Un’abitazione privata non è una sede idonea per un’attività di e-commerce, di ristorazione o di qualsiasi altra attività che richieda accesso di clienti o impiego di personale. Verifica prima la destinazione d’uso dell’immobile che hai in mente.
Il vincolo di no-continuità
NIDI finanzia solo nuove imprese. Non saranno esaminabili domande che si configurino come continuità di un’attività preesistente. Si considera continuità se si verifica anche solo una delle seguenti condizioni:
- Rilevamento di un’impresa esistente o acquisto di ramo d’azienda
- La sede individuata coincide con la sede operativa/legale utilizzata negli ultimi 3 mesi da un’attività operante nel medesimo settore
- L’amministratore del proponente è stato, nei 3 mesi precedenti, titolare o amministratore di altra impresa operante nel medesimo settore
Obblighi post-concessione: il CUP sulle fatture
Dalla concessione in poi, tutte le fatture emesse a partire dal 01/06/2023 dai fornitori devono riportare il Codice Unico di Progetto (CUP) nell’apposito campo della fattura elettronica (sezione “Dati dell’ordine di acquisto”). Puglia Sviluppo comunica il CUP dopo la concessione. Fatture prive di CUP non sono ammissibili alle agevolazioni — non ci sono deroghe su questo punto.
⚠️ Gli errori più comuni che bloccano le domande
- Impresa già operativa da più di 6 mesi: il sistema non consente di completare la domanda
- Concorrenti assenti: la domanda richiede almeno 3 concorrenti obbligatori
- Proponente non preparato al colloquio: il soggetto svantaggiato deve avere piena competenza e consapevolezza del progetto. Chi si presenta impreparato viene bocciato
- Fornitore con codice attività non idoneo: il fornitore deve avere in Camera di Commercio un’attività coerente con la fornitura prevista
- Sede con destinazione d’uso incompatibile: un’abitazione non è una sede valida per la maggior parte delle attività
- Continuità con impresa preesistente: stessa sede, stesso settore, stesso amministratore — anche solo uno di questi basta per l’inammissibilità
- Liquidità dimostrabile solo con lettera di referenze bancarie: non sufficiente — servono documenti di disponibilità reale
- CUP assente sulle fatture: causa di inammissibilità automatica per tutte le fatture emesse dal 01/06/2023
- Ristorazione senza qualifica: nessuna delle attività di ristorazione con cucina è ammissibile senza diploma o 26 settimane di contributi nel settore
NIDI vale la pena? Una valutazione realistica
NIDI è uno strumento generoso, ben costruito e con una storia di risultati documentata: nelle edizioni precedenti sono stati erogati oltre 155 milioni di euro a più di 3.000 imprese beneficiarie. Non è un bando di facciata.
Ma è uno strumento pensato per un profilo specifico: chi ha competenze nel settore che intende avviare, ha trovato una sede compatibile, ha raccolto preventivi seri e — soprattutto — riesce a presentarsi al colloquio con una padronanza concreta del progetto. Non funziona come veicolo per chi cerca semplicemente di incassare fondi pubblici.
Per chi rientra nel profilo giusto, però, i vantaggi sono reali: fondo perduto fino al 75% per le compagini virtuose, prestito a tasso zero per la parte rimanente, nessuna garanzia reale richiesta, e un contributo aggiuntivo per le spese di gestione. È tra i pochi strumenti regionali che permettono a una persona senza capitali di avviare concretamente un’impresa.
Considera il bando NIDI in combinazione con altri strumenti disponibili — come il bando Trasformazioni per la digitalizzazione o il regime startup innovative — per costruire un piano finanziario completo per la tua impresa nascente.
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⚠️ Disclaimer
Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.
Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.
ON – Nuove Imprese a Tasso Zero 2026: fino a 3 milioni per giovani e donne che fanno impresa
Finanziamento a tasso zero fino al 90% delle spese, contributo a fondo perduto fino al 20%, nessuna garanzia reale richiesta sotto i €250.000, un servizio gratuito di tutoraggio. ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero è lo strumento nazionale di Invitalia pensato per chi ha meno di 36 anni, o è donna di qualsiasi età, e vuole avviare o sviluppare una micro o piccola impresa in Italia.
A differenza di Smart&Start — che è riservato alle startup innovative iscritte all’apposito registro — ON è aperto a un ventaglio molto più ampio di settori: dalla produzione artigianale al turismo, dai servizi alle persone al commercio, passando per la ristorazione, l’innovazione sociale e molto altro. Non serve un contenuto tecnologico particolare. Serve un progetto serio, un team con le competenze giuste e un business plan credibile.
Lo sportello è aperto in modo continuativo, su tutto il territorio nazionale. Nuovo sportello operativo dal 30 aprile 2026. In questa guida trovi tutto: chi può accedere, quali investimenti finanziano, quanto vale l’agevolazione — divisa per tipologia di impresa — e come si presenta la domanda.
Cos’è ON e chi lo gestisce
ON — Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero è disciplinato dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 4 dicembre 2020 (GU n. 21 del 27/01/2021), con disposizioni operative definite dalla Circolare MISE 8 aprile 2021 n. 117378. Il soggetto gestore è Invitalia S.p.A., che cura tutta l’istruttoria, la concessione, l’erogazione e il monitoraggio.
Dal 11 dicembre 2025 è operativa la nuova piattaforma digitale Invitalia. Il nuovo sportello per le domande è stato aperto dal 30 aprile 2026. La procedura è esclusivamente online, con accesso tramite SPID, CNS o CIE.
Dati essenziali
| Parametro | Valore |
|---|
| Normativa | DM 4 dicembre 2020 + Circolare MISE 8 aprile 2021 n. 117378 |
| Gestore | Invitalia S.p.A. per conto di MIMIT |
| Apertura sportello | Dal 30 aprile 2026 – continuativo (fino a esaurimento risorse) |
| Procedura | Valutativa a sportello – ordine cronologico, nessuna graduatoria |
| Piattaforma | Nuova piattaforma Invitalia dall’11/12/2025 (SPID/CNS/CIE) |
| Agevolazione | Finanziamento a 0% + contributo a fondo perduto, fino al 90% delle spese |
Chi può candidarsi: i requisiti soggettivi
ON non è aperto a tutti: è pensato per chi appartiene a categorie storicamente svantaggiate nell’accesso al credito. Il requisito fondamentale riguarda la composizione della compagine societaria.
Il requisito di genere/età sulla compagine
La società deve essere composta, per oltre la metà numerica dei soci E di quote di partecipazione, da almeno una di queste categorie:
| Categoria | Condizione |
|---|
| Giovani | Età compresa tra 18 e 35 anni (non aver ancora compiuto 36 anni alla data di presentazione della domanda) |
| Donne | Donne di qualsiasi età (non è previsto limite massimo di età) |
Attenzione: il requisito vale per entrambe le condizioni — sia per il numero dei soci sia per le quote di partecipazione. Una società composta da tre soci (2 under 35 e 1 over 35) con il 60% delle quote in mano all’over 35 non supera il requisito sul capitale, anche se soddisfa quello numerico.
Altri requisiti dell’impresa
- Micro o piccola dimensione (ai sensi del Reg. GBER e della Raccomandazione CE 2003/361)
- Costituita da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda
- Forma societaria (sono escluse ditte individuali, società semplici e società di fatto)
- Sede legale e operativa in Italia (le società straniere devono dimostrare una sede operativa italiana alla prima richiesta di erogazione)
- Non in liquidazione volontaria, non soggetta a procedure concorsuali, non “impresa in difficoltà” ai sensi del Reg. GBER
- Non controllata da soci che nei 12 mesi precedenti abbiano cessato un’attività analoga a quella oggetto della domanda
Persone fisiche non ancora costituite in società
Possono presentare domanda anche le persone fisiche che intendono costituire una società. In questo caso, l’impresa deve essere formalmente costituita e i requisiti dimostrati entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Se la società non viene costituita entro quel termine, la domanda decade.
Le due fasce di impresa: Capo II e Capo III
Il decreto distingue due sottogruppi con regole diverse, basati sull’anzianità dell’impresa al momento della domanda:
| Fascia | Età impresa | Spese max | FP massimo | Capitale circolante | Tutoraggio |
|---|
| Capo II | Da 0 a 36 mesi (escluso) | € 1.500.000 | 20% su macchinari/software/brevetti | Sì – max 20% spese investimento | Sì |
| Capo III | Da 36 a 60 mesi | € 3.000.000 | 15% su macchinari/software/brevetti/marchi | No | No |
I settori finanziabili: cosa puoi avviare con ON
ON copre una gamma di settori molto più ampia rispetto a Smart&Start. Non serve un contenuto tecnologico specifico. I settori ammissibili sono:
- Produzione di beni: industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli, inclusi settori afferenti all’innovazione sociale
- Fornitura di servizi: servizi alle imprese e/o alle persone, inclusa l’innovazione sociale
- Commercio: commercio di beni e servizi
- Turismo: incluse attività turistico-culturali per la valorizzazione del patrimonio culturale/ambientale/paesaggistico, attività di ricettività e accoglienza
Settori esclusi: pesca e acquacoltura, produzione agricola primaria, esportazioni.
E qui sta una delle differenze chiave rispetto ai bandi regionali come il NIDI Puglia: ON non esclude il commercio al dettaglio. Una rivendita specializzata, un’attività commerciale innovativa o un negozio inserito in un progetto organico può essere finanziato con ON, a differenza di NIDI.
Le agevolazioni: struttura, importi e tutoraggio
L’agevolazione si compone sempre di due parti: un finanziamento agevolato a tasso zero e un contributo a fondo perduto. La somma delle due non può superare il 90% delle spese ammissibili. Il fondo perduto ha però un massimale specifico, diverso per le due fasce.
Agevolazioni per imprese Capo II (fino a 36 mesi)
| Componente | Percentuale | Base di calcolo |
|---|
| Finanziamento a tasso 0% | Variabile | Spese ammissibili totali |
| Contributo a fondo perduto | Max 20% | Solo su macchinari/impianti/attrezzature + programmi informatici/TIC + brevetti/licenze (NO opere murarie) |
| Agevolazione totale massima | 90% | Spese ammissibili totali |
Esempio Capo II: progetto da €600.000
| Voce | Importo | Note |
|---|
| Spese ammissibili totali | € 600.000 | — |
| Di cui macchinari/software/brevetti | € 400.000 | Base per il FP |
| Agevolazione totale (90%) | € 540.000 | Finanziamento + FP |
| Contributo a fondo perduto (max 20% di €400K) | € 80.000 | Non da restituire |
| Finanziamento a tasso 0% da restituire | € 460.000 | In 10 anni, rate semestrali |
| Investimento netto dell’impresa | € 60.000 + IVA | 10% non coperto + IVA |
Agevolazioni per imprese Capo III (36-60 mesi)
| Componente | Percentuale | Base di calcolo |
|---|
| Finanziamento a tasso 0% | Variabile | Spese ammissibili totali |
| Contributo a fondo perduto | Max 15% | Solo su macchinari/impianti/attrezzature + programmi informatici/brevetti/licenze/marchi (NO immobile, NO opere murarie) |
| Agevolazione totale massima | 90% | Spese ammissibili totali |
Il finanziamento a tasso zero: condizioni
| Parametro | Condizione |
|---|
| Tasso di interesse | 0% fisso |
| Durata massima | 10 anni |
| Rate | Semestrali costanti, scadenti il 31 maggio e 30 novembre di ogni anno, a decorrere dalla seconda scadenza successiva all’erogazione dell’ultima quota a saldo |
| Garanzie | Nessuna garanzia per finanziamenti fino a €250.000. Privilegio speciale sui beni per finanziamenti oltre €250.000. Per Capo III con acquisto immobile: ipoteca di primo grado |
| Mora | In caso di ritardo nel pagamento: TUR vigente + 3 punti percentuali, senza necessità di messa in mora |
Tutoraggio tecnico-gestionale gratuito (solo Capo II)
Per le imprese Capo II (costituite da non più di 36 mesi), Invitalia eroga servizi di tutoraggio gratuiti, finalizzati a trasferire competenze su: accesso al mercato dei capitali, marketing, organizzazione e risorse umane, innovazione e trasferimento tecnologico, corretta fruizione delle agevolazioni. Il valore del tutoraggio dipende dall’importo delle spese ammesse:
| Spese ammissibili | Valore tutoraggio |
|---|
| Fino a € 250.000 | € 5.000 |
| Oltre € 250.000 | € 10.000 |
Spese ammissibili: Capo II e Capo III a confronto
Spese Capo II (imprese ≤36 mesi — spese max €1.500.000)
| Categoria | Limite/condizioni |
|---|
| Opere murarie e assimilate (incluse ristrutturazioni) | Max 30% dell’investimento ammissibile |
| Macchinari, impianti, attrezzature varie nuovi di fabbrica | Strettamente necessari all’attività, dimensionati alla produzione effettiva, identificabili singolarmente. Ammessi anche per servizi in formula sharing economy |
| Programmi informatici e servizi TIC | Commisurati alle esigenze produttive/gestionali. Incluse tecnologie e applicazioni emergenti: intelligenza artificiale, blockchain, Internet of Things |
| Brevetti e licenze d’uso | Acquisto di brevetti o acquisizione di licenze d’uso |
| Consulenze specialistiche | Max 5% dell’investimento ammissibile |
| Oneri contratto di finanziamento e (se applicabile) di costituzione della società | Solo per persone fisiche che si costituiscono a seguito dell’ammissione |
| Capitale circolante | Max 20% delle spese di investimento ammesse. Utilizzabile per: materie prime/semilavorati/merci; servizi necessari all’attività; godimento di beni di terzi |
Spese Capo III (imprese 36-60 mesi — spese max €3.000.000)
| Categoria | Limite/condizioni |
|---|
| Acquisto immobile sede attività (solo turismo) | Max 40% dell’investimento complessivo ammissibile |
| Opere murarie e assimilate (incluse ristrutturazioni) | Max 30% dell’investimento complessivo ammissibile |
| Macchinari, impianti, attrezzature nuovi di fabbrica | Strettamente necessari, dimensionati alla produzione effettiva, identificabili singolarmente |
| Programmi informatici, brevetti, licenze e marchi | Devono essere: ammortizzabili; utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva agevolata; acquistati da terzi indipendenti a condizioni di mercato; presenti in bilancio per almeno 3 anni |
Note importanti per il Capo III: non è previsto il capitale circolante. Per le sole imprese del turismo, l’acquisto dell’immobile sede è ammissibile ma con ipoteca di primo grado come garanzia sul finanziamento. Non sono ammissibili beni usati in nessun caso.
Come si presenta la domanda e come si svolge la valutazione
Requisiti per accedere alla piattaforma
- Identità digitale: SPID livello 2, CNS o CIE
- Firma digitale del legale rappresentante (o del soggetto proponente persona fisica)
- PEC attiva
Le società già costituite devono registrarsi preventivamente tramite il modulo “Anagrafica e deleghe” della nuova piattaforma Invitalia. Le società non costituite e le società estere accedono con le credenziali dello stesso compilatore che presenta la domanda.
Il processo di valutazione in due fasi
La valutazione di ON si articola in due colloqui distinti, ciascuno con obiettivi precisi:
| Fase | Oggetto | Tempistica |
|---|
| Primo colloquio | Verifica delle competenze del team imprenditoriale; coerenza del progetto con gli aspetti tecnico-produttivi e organizzativi; coerenza con le potenzialità del mercato di riferimento. Attribuzione di punteggi per ciascun criterio | Entro 45 giorni dalla presentazione della domanda completa |
| Secondo colloquio | Sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa; verifica della congruità delle spese; idoneità della sede individuata; per Capo II: compatibilità delle esigenze di capitale circolante con il piano | Entro 45 giorni dalla conclusione del primo colloquio |
La premialità nel punteggio è riconosciuta ai programmi che introducono soluzioni innovative sotto il profilo organizzativo, produttivo o commerciale. Serve quindi documentare anche questo aspetto nel business plan.
Erogazione delle agevolazioni
| Modalità | Dettaglio |
|---|
| SAL (stati di avanzamento lavori) | Max 5 SAL. Il primo SAL non può essere inferiore al 25% delle spese ammissibili totali. Ogni SAL successivo ≥10% spese ammesse. Ogni erogazione (tranne la prima) richiede dimostrazione del pagamento delle spese presentate nel SAL precedente |
| Anticipazione | Fino al 40% delle agevolazioni concesse, previa fideiussione a prima richiesta di pari importo |
| Scadenza programma (Capo II) | 24 mesi dalla firma del contratto; proroga max 6 mesi |
| Scadenza programma (Capo III) | 24 mesi dalla firma del contratto; proroghe cumulative max 12 mesi |
| Termine erogazioni | La richiesta dell’ultimo SAL deve avvenire entro 30 mesi dalla firma del contratto (salvo proroga autorizzata) |
Obblighi post-concessione e cause di revoca
Una volta ottenuto il finanziamento, i vincoli durano nel tempo. Le principali cause di revoca totale o parziale:
- Documentazione irregolare o requisiti assenti (non sanabili)
- Mancato rispetto dei tempi di realizzazione del programma
- Trasferimento, alienazione o destinazione diversa dei beni agevolati nei 3 anni dalla data di ultimazione del programma, senza autorizzazione di Invitalia
- Delocalizzazione dell’attività in Paesi extra-UE entro 5 anni dall’ultimazione dell’iniziativa
- Cessazione, alienazione o trasferimento all’estero dell’impresa prima di 3 anni dall’ultimazione
- Mancato pagamento di una rata protratto oltre 12 mesi
- Variazioni della compagine societaria che portino al venir meno del requisito di genere/età, avvenute dalla data di domanda e nei 3 anni successivi alla firma del contratto
Quest’ultimo punto è rilevante: se una socia donna cede le quote a un socio non rientrante nella categoria, facendo scendere sotto il 50% la componente femminile/giovanile, l’agevolazione viene revocata.
ON, NIDI Puglia e Smart&Start: quale strumento scegliere
Nella mia esperienza, questa è la domanda più frequente da parte di giovani imprenditori pugliesi. I tre strumenti non si escludono, ma hanno profili diversi che vanno analizzati caso per caso.
| Elemento | ON (Invitalia) | NIDI (Puglia) | Smart&Start (Invitalia) |
|---|
| Copertura geografica | Nazionale | Solo Puglia | Nazionale |
| Età impresa | Max 60 mesi | Max 6 mesi | Max 60 mesi |
| Tipologia ammessa | Micro e piccole imprese | Microimprese | Solo startup innovative |
| Settori | Industria, servizi, commercio, turismo | Manifattura, servizi, B&B, ristorazione | Solo alta tecnologia |
| Spese max | €1,5M (Capo II) / €3M (Capo III) | €50K-€150K per categoria | €1,5M |
| Fondo perduto | Max 20% (Capo II) / 15% (Capo III) | 50% + premialità | 0% (solo Mezzogiorno: 30%) |
| Garanzie | No (fino €250K) | No | No |
In sintesi: per una startup innovativa pugliese, Smart&Start offre il mix più vantaggioso grazie al fondo perduto del 30%. Per chi vuole avviare un’impresa in settori tradizionali con un progetto da poche decine di migliaia di euro, NIDI è più accessibile. ON copre la fascia intermedia — progetti da €100.000 a €3.000.000, settori più ampi, senza il vincolo della startup innovativa — ed è accessibile su tutto il territorio nazionale.
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Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.
Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.
Bando TecnoNidi Puglia 2026: fino a 280.000 euro per startup innovative
Il Fondo TecnoNidi mette sul tavolo quasi 20 milioni di euro per startup innovative pugliesi. Il meccanismo è semplice: presenti un progetto con contenuto tecnologico, superi la valutazione, e ottieni fino a 200.000 euro a fondo perduto e in prestito a tasso zero per gli investimenti, più altri 80.000 euro a fondo perduto per le spese di gestione. In totale, puoi arrivare a 280.000 euro di agevolazione su un progetto da 350.000 euro.
Non è un bando semplice. La valutazione è seria, con esperti indipendenti che analizzano il tuo progetto, e c’è un colloquio — chiamato “pitch” — in cui devi presentare la tua idea. Ma se hai una startup tecnologica con basi solide, TecnoNidi è probabilmente lo strumento più potente disponibile oggi in Puglia.
In questa guida trovi tutto quello che serve: requisiti precisi, spese ammissibili, importi, procedura passo per passo, e qualche avvertimento su cosa può bloccare la domanda.
Cos’è TecnoNidi e chi lo gestisce
TecnoNidi è uno strumento finanziario della Regione Puglia, gestito da Puglia Sviluppo S.p.A., che opera nell’ambito del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Più precisamente, attinge all’Azione 1.4 (creazione e consolidamento di startup innovative) e all’Azione 1.11 (accesso al credito e finanza innovativa).
La versione attiva è quella pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 88 del 31 ottobre 2024, che ha sostituito integralmente il precedente avviso del novembre 2023. Le domande presentate a valere sul vecchio avviso per cui non era ancora stato adottato un provvedimento di concessione possono proseguire l’iter sul nuovo avviso.
Gestione e riferimenti ufficiali
Soggetto gestore: Puglia Sviluppo S.p.A. — Via delle Dalie, Zona Industriale, 70026 Modugno (BA)
Telefono: 080/5498811
Portale domande: www.sistema.puglia.it/tecnonidi
Responsabile procedimento: Dott. Alfredo Lobello
Dotazione finanziaria: €19.705.882,35 (fino ad esaurimento risorse)
Requisiti per accedere a TecnoNidi: chi può candidarsi
Partiamo da qui, perché molte domande vengono bloccate in istruttoria per requisiti non rispettati. TecnoNidi è destinato a piccole imprese pugliesi con contenuto tecnologico. Ma “piccola impresa” da sola non basta.
Requisiti soggettivi obbligatori
Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve rispettare tutte queste condizioni:
| Requisito | Dettaglio |
|---|
| Forma giuridica | Società di capitali (SRL, SPA, cooperative) |
| Dimensione | Piccola impresa ai sensi della Raccomandazione CE 2003/361/CE |
| Anzianità | Non iscritta da più di 5 anni al registro imprese |
| Utili | Non aver mai distribuito utili |
| Sede operativa | Individuata in Puglia (titolo di disponibilità non richiesto in fase preliminare) |
| Stato legale | Non in liquidazione, non soggetta a procedure concorsuali, non “impresa in difficoltà” |
| Agevolazioni precedenti | Non aver ricevuto aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione UE |
Le tre tipologie di impresa ammissibili
Oltre ai requisiti base, l’impresa deve rientrare in almeno una di queste categorie:
- Tipologia a): Startup innovativa regolarmente iscritta al registro speciale di cui al D.L. 179/2012 (Legge 221/2012)
- Tipologia b): Impresa che ha sostenuto costi di ricerca e sviluppo pari ad almeno il 10% del totale costi di esercizio in almeno uno degli ultimi tre anni, oppure che può dimostrare — tramite valutazione di esperto esterno — che svilupperà prodotti, servizi o processi nuovi rispetto allo stato dell’arte
- Tipologia c): Impresa che ha ricevuto un marchio di eccellenza dal Consiglio Europeo per l’Innovazione (Seal of Excellence), finanziamenti dal Fondo EIC o dall’Acceleratore EIC, o ha partecipato all’iniziativa CASSINI
E attenzione a un dettaglio che spesso viene sottovalutato: le imprese di tipologia b) senza costi R&S documentati e non iscritte al registro startup devono presentare obbligatoriamente l’Allegato B — la dichiarazione sostitutiva rilasciata da un laboratorio o centro di ricerca accreditato al MUR — oppure una domanda di brevetto già pubblicata.
Settori ammissibili e tecnologie chiave
TecnoNidi non finanzia qualsiasi attività innovativa. Il progetto deve rientrare in una delle aree di innovazione della Strategia Smart Puglia 2030 e fare riferimento alle Tecnologie Chiave Abilitanti (KET) previste dall’Allegato A dell’Avviso.
| Area prioritaria | Esempi di aree di innovazione |
|---|
| Manifattura sostenibile | Nuovi materiali, IA, robotica, sensoristica, automotive elettrico, aerospazio, microsatelliti |
| Agroalimentare | Tracciabilità alimentare, nutraceutica, agricoltura intelligente, eco-packaging |
| Sistema casa e moda | Casa intelligente, eco-progettazione mobili, nuovi tessuti tecnici, sostenibilità circolare |
| Salute dell’uomo e ambiente | Salute digitale, medicina predittiva, dispositivi medici, telemedicina, monitoraggio ambientale |
| Sistemi energetici e ambientali | Comunità energetiche, efficienza energetica, recupero rifiuti, energie rinnovabili |
| Comunità digitali, creative e inclusive | Turismo intelligente, beni culturali digitali, cloud computing, big data, IA, cybersecurity |
Sono invece esclusi a priori i settori pesca, produzione agricola primaria, carbone, siderurgia, costruzione navale, trasporti e infrastrutture, distribuzione energia, servizi di alloggio e ristorazione, attività finanziarie e immobiliari, istruzione, sport, attività commerciali tradizionali (salvo e-commerce puro con codice ATECO 47.91.10).
Quanto vale l’agevolazione: importi e struttura
Qui sta il cuore dell’opportunità. TecnoNidi combina fondo perduto e prestito a tasso zero in un pacchetto che, per alcune startup, può coprire fino all’80% delle spese previste.
Schema agevolazioni in conto impianti (investimenti)
| Componente | Calcolo | Massimo |
|---|
| Sovvenzione diretta (fondo perduto) | 40% degli investimenti ammissibili | € 100.000 |
| Prestito rimborsabile a 0% | 40% degli investimenti ammissibili | € 100.000 |
| Totale conto impianti | 80% degli investimenti ammissibili | € 200.000 |
Contributo in conto esercizio (costi di funzionamento)
| Componente | Calcolo | Massimo |
|---|
| Sovvenzione diretta (fondo perduto) | 80% delle spese di funzionamento ammissibili | € 80.000 |
Condizioni del prestito rimborsabile
| Parametro | Valore |
|---|
| Importo minimo | € 10.000 |
| Importo massimo | € 100.000 |
| Tasso di interesse | 0,00% fisso |
| Preammortamento | 6 mesi dall’erogazione dell’intero prestito |
| Durata massima rimborso | 60 mesi (escluso preammortamento) |
| Modalità rimborso | Rate costanti posticipate via SEPA Direct Debit |
| Garanzie | Fideiussione personale di almeno un socio o amministratore |
| Estinzione anticipata | Possibile in qualsiasi momento, senza penali |
Esempio numerico completo
| Investimenti ammissibili | Agevolazioni concedibili | Prima erogazione | Seconda erogazione | Terza erogazione |
|---|
| € 50.000 | € 40.000 | € 10.000 | € 20.000 | € 10.000 |
| € 100.000 | € 80.000 | € 20.000 | € 40.000 | € 20.000 |
| € 250.000 | € 200.000 | € 50.000 | € 100.000 | € 50.000 |
Spese ammissibili: cosa puoi finanziare con TecnoNidi
Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione dell’istanza definitiva (non dalla domanda preliminare — attenzione a questo punto) ed entro 12 mesi dalla prima erogazione oppure entro 6 mesi dalla seconda.
Investimenti in attivi materiali e immateriali
- Macchinari, impianti, attrezzature, arredi: purché nuovi di fabbrica, identificabili singolarmente, a servizio esclusivo dell’unità produttiva. Sono ammessi anche automezzi commerciali dimensionati alla produzione. Importo minimo fattura: €500 imponibile
- Opere edili e assimilate (inclusi impianti elettrici, idraulici, di condizionamento, telematici, prefabbricati): ammissibili entro il limite del 30% dell’investimento in altri attivi. Richiedono computo metrico redatto da tecnico abilitato
- Attivi immateriali: software, licenze, know-how brevettato o non brevettato, piattaforme informatiche sviluppate ad hoc. Devono essere ammortizzabili, acquistati a condizioni di mercato da terzi indipendenti, mantenuti in azienda per almeno 3 anni
Per gli attivi immateriali sviluppati ad hoc è obbligatoria la perizia giurata di un tecnico abilitato che attesti la congruità del prezzo e l’ammortizzabilità del bene.
Costi di funzionamento (spese di esercizio)
| Tipologia di spesa | Note e limiti |
|---|
| Personale dipendente | Solo retribuzione netta da cedolino paga, dipendenti con qualifica adeguata all’area tecnologica. Esclusi amministratori. Escluso se l’impresa ha già fruito di altre agevolazioni per le stesse mensilità |
| Locazione immobili | Da contratti registrati o uffici temporanei/coworking (con codice identificativo postazione in planimetria) |
| Utenze (energia, acqua, telefono, connettività) | Solo da contratti intestati all’impresa, corrisposte direttamente ai gestori |
| Premi assicurativi | Riferiti all’attività d’impresa (furto, incendio, RC). Unica voce con validità pluriennale |
| Canoni e abbonamenti software/cloud/marketing digitale | Accesso a banche dati, SaaS, hosting, domini, SEO, Keywords Advertising, Social |
| Personalizzazione siti web | Solo da imprese del settore sviluppo software |
| Consulenza in materia di innovazione e brevettazione | Max €30.000 per questa voce. Tariffe da Allegato E (max €600/giornata per oltre 15 anni di esperienza) |
| Servizi di sostegno all’innovazione (test e certificazioni) | Max €30.000 per questa voce |
| Consulenza per certificazioni ambientali, qualità, RSI | Max €30.000 per questa voce |
| Prima partecipazione a fiera specializzata (stand + allestimento) | Importo minimo fattura: €500 imponibile |
Spese non ammissibili principali: IVA recuperabile, terreni e immobili, autovetture, leasing, ammortamenti, tasse, pagamenti in contanti o non tracciabili, forniture chiavi in mano, acquisti da soci/parenti entro il secondo grado, acquisti infragruppo, beni usati, intermediazione nella fornitura.
La procedura passo per passo
La procedura di TecnoNidi si articola in fasi distinte. Conoscerle bene fa la differenza tra una domanda che avanza e una che si inceppa.
Fase 1: Domanda preliminare online
L’accesso avviene esclusivamente tramite il portale Sistema Puglia, con autenticazione SPID livello 2, CIE o CNS. Non sono accettate domande via email o altri canali.
La domanda preliminare (Allegato C.1) include numerose sezioni: dati aziendali e del team, analisi di mercato con almeno 3 concorrenti, prodotti/servizi con previsioni quantitative per i primi 2 anni, preventivi fornitori, prospetto economico previsionale, e la sostenibilità finanziaria. Va allegata anche tutta la documentazione richiesta dall’art. 6 dell’Avviso.
Documentazione obbligatoria da allegare:
- Allegato C.2 — Illustrazione del contenuto innovativo (con analisi stato dell’arte, confronto competitivo, piano go-to-market, profili del personale, schema fonti/impieghi, bilancio previsionale)
- Attestazione delle attività di ricerca (Allegato B oppure domanda di brevetto pubblicata, per le imprese tipologia b)
- Documenti di identità del legale rappresentante e di tutti i soci
- DSAN vigenza e iscrizione CCIAA
- Documentazione sede operativa con visura catastale
- Preventivi investimenti su carta intestata fornitore, datati, intestati all’impresa, con dettaglio caratteristiche tecniche
- Perizia giurata per attivi immateriali ad hoc
- Atto costitutivo e statuto
- Questionario ex-ante (Allegato D)
La domanda è protocollata nell’ordine cronologico di invio. Le risorse sono limitate: chi arriva prima ha accesso prioritario.
Fase 2: Valutazione di esaminabilità ed esperto indipendente
Puglia Sviluppo verifica completezza formale e requisiti minimi. Contemporaneamente, un esperto indipendente ad alto profilo tecnico-scientifico (dall’albo MISE o ARTI) analizza il progetto per valutare la possibilità di sviluppare prodotti/servizi nuovi rispetto allo stato dell’arte e la maturità tecnologica (TRL 9 raggiungibile). È anche verificata la coerenza con Smart Puglia 2030.
Fase 3: Colloquio (pitch)
Se l’esame è positivo, l’impresa viene convocata — anche in videoconferenza — per un colloquio di approfondimento. Va presentato un pitch del progetto secondo lo schema disponibile sul portale. Al termine del colloquio si formalizza l’istanza definitiva di accesso alle agevolazioni. La mancata partecipazione senza giustificazione comporta la decadenza della domanda.
Fase 4: Istruttoria e valutazione sostanziale
L’istanza definitiva viene valutata su tre aree, ciascuna da 0 a 10 punti:
| Area | Criteri principali | Punteggio |
|---|
| a) Know-how e carattere innovativo | Competenze tecniche, conoscenze manageriali, connessioni con area tecnologica | 0-10 |
| b) Qualità e fattibilità tecnica | Analisi di mercato, capacità di introdurre innovazioni, organizzazione produttiva, contributo alle transizioni | 0-10 |
| c) Sostenibilità economico-finanziaria | Redditività attesa, attendibilità previsioni, mezzi propri disponibili, capacità di raccolta capitale di rischio | 0-10 |
Per essere ammessa, l’istanza deve ottenere almeno 18 punti complessivi e nessuna area sotto 5. Sono previsti punteggi aggiuntivi (+1 ciascuno) per: componente femminile/giovanile ≥25% del capitale, connessione con sistema ricerca/Open Innovation, collaborazione con grandi aziende.
Fase 5: Concessione e erogazione
Le imprese ammesse ricevono il contratto di finanziamento via PEC e vengono convocate per la sottoscrizione. In questa sede si richiede anche la prima erogazione. Le agevolazioni in conto impianti sono erogate in tre tranche:
- Prima erogazione: 25% — contestualmente alla firma del contratto
- Seconda erogazione (SAL): 50% — documentando pagamenti per almeno il 40% degli investimenti totali, entro 6 mesi dalla prima erogazione
- Terza erogazione (saldo): 25% — documentando pagamenti per almeno l’80% degli investimenti, entro 12 mesi dalla prima erogazione (o 6 mesi dalla seconda)
Entro 30 giorni dalla terza erogazione va dimostrato il 100% dei pagamenti, insieme alla polizza assicurativa triennale sui beni agevolati.
Per i contributi in conto esercizio, il meccanismo è simile: anticipazione del 40% tramite polizza fideiussoria oppure rendicontazione spese al 40%, seconda erogazione al raggiungimento dell’80%, saldo alla dimostrazione del 100%.
Obblighi post-concessione e cause di revoca
Ottenere il finanziamento è solo l’inizio. Gli obblighi durano fino al completo rimborso del prestito, con alcune vincoli triennali dalla data di completamento degli investimenti.
Punti critici da tenere a mente:
- CUP obbligatorio: Su tutte le fatture emesse dal 01/06/2023 deve essere indicato il Codice Unico di Progetto in formato .xml e .pdf, pena l’inammissibilità della spesa. Puglia Sviluppo comunica il CUP dopo il colloquio.
- Conto corrente dedicato: Tutti i pagamenti devono transitare da un conto corrente intestato all’impresa, esclusivamente via bonifico, assegno bancario o circolare. Pagamenti in contanti: inammissibili.
- Vincolo di destinazione: I beni materiali e immateriali agevolati devono rimanere in uso all’impresa per almeno 3 anni dalla data dell’ultimo titolo di spesa.
- Sede operativa: Non può essere spostata per 3 anni senza autorizzazione di Puglia Sviluppo.
- Attività prevalente: Per 3 anni non può essere modificata in un settore escluso dall’art. 3 dell’Avviso.
- Contratto collettivo nazionale: Applicazione integrale per tutti i dipendenti, per l’intero periodo di attività incentivata (clausola sociale).
Le cause di revoca sono numerose. Le più frequenti nella pratica: mancato pagamento di 6 rate consecutive, variazione del conto corrente senza comunicare entro 15 giorni, distrazione dei beni dall’uso previsto prima dei 3 anni, mancato completamento del programma nei termini.
Cumulo con altri aiuti
Gli aiuti TecnoNidi possono essere cumulati con altre misure di aiuto di Stato — a condizione che il cumulo non superi il costo sostenuto e nei limiti delle soglie massime del Reg. UE 651/2014. Ma non sono cumulabili con aiuti de minimis sugli stessi costi ammissibili.
Nella mia esperienza, questa è una domanda ricorrente: molte startup pugliesi valutano TecnoNidi insieme ad altri strumenti regionali o nazionali. La risposta è che il cumulo è teoricamente possibile, ma va pianificato con attenzione per evitare il superamento dei massimali e il doppio finanziamento.
Errori comuni da evitare
Ho visto domande ben costruite bloccarsi per motivi evitabili. Ecco i principali:
⚠️ Attenzione a questi punti
- Allegato B mancante o non idoneo: Le startup tipologia b) senza R&S documentata devono necessariamente avere l’Allegato B da un organismo accreditato MUR. Non è sostituibile con dichiarazioni proprie.
- Sede non identificata in planimetria per coworking: Non basta indicare l’indirizzo. Per spazi di coworking o incubazione, ogni postazione va identificata con un codice in planimetria.
- Preventivi fornitori non idonei: I preventivi devono essere su carta intestata, datati, firmati, intestati all’impresa proponente, con dettaglio tecnico sufficiente a valutare congruità. Il fornitore deve avere codice attività idoneo alla fornitura. Per opere edili: abilitazione obbligatoria.
- Spese antecedenti all’istanza definitiva: Le spese per investimenti sostenute prima del colloquio-pitch sono inammissibili. Non prima della domanda preliminare: prima dell’istanza definitiva.
- Mancanza di concorrenti nella domanda: Servono almeno 3 concorrenti nella sezione C.2. Domande carenti su questo punto vengono bloccate in automatico dal sistema.
- Variazioni attivi immateriali senza perizia aggiornata: Se cambi fornitore o fornitura di attivi immateriali, devi riprendere l’iter valutativo con nuova perizia giurata.
TecnoNidi conviene? Una valutazione realistica
Parliamo chiaro: TecnoNidi è uno degli strumenti più generosi per le startup innovative del Sud Italia. Fondo perduto al 40% sugli investimenti, prestito a tasso zero per il restante 40%, e un altro 80% a fondo perduto sui costi di gestione. Su un progetto da 350.000 euro puoi ottenere 280.000 euro di agevolazione.
Ma la procedura è impegnativa. La valutazione da parte di esperti indipendenti è seria. Il pitch conta. E gli obblighi post-concessione durano anni. Non è uno strumento per chi vuole “fare domanda e vedere cosa succede”.
Se hai una startup tecnologica con un progetto solido, competenze documentate e un team credibile, TecnoNidi vale assolutamente la pena. Se il progetto è ancora in fase embrionale o il contenuto innovativo è debole, il rischio di inammissibilità è alto.
Prima di presentare domanda, ti consiglio un incontro di orientamento con Puglia Sviluppo — è previsto dall’Avviso ed è gratuito — per verificare i requisiti e impostare correttamente il piano di spesa. E considera che le risorse sono limitate a circa 20 milioni: il criterio è cronologico.
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⚠️ Disclaimer
Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.
Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.
Cos’è il Bando Transizione Energetica ed Ecologica
Il Bando Transizione Energetica ed Ecologica – Edizione 2025 è un’agevolazione promossa dalla Camera di Commercio di Lecce nell’ambito dell’iniziativa strategica di sistema “La doppia transizione digitale ed ecologica”, autorizzata dal MiMIT con decreto del 23 febbraio 2023. L’obiettivo è incentivare le imprese della provincia di Lecce ad avviare percorsi concreti di transizione energetica attraverso interventi di efficienza energetica, introduzione di fonti di energia rinnovabile (FER), partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e adozione di sistemi per la riduzione dei consumi idrici.
L’agevolazione è concessa sotto forma di voucher a fondo perduto, con un importo unitario massimo di 7.500,00 euro (non comprensivo dell’eventuale premialità), pari al 70% delle spese ammissibili.
A chi si rivolge
Possono accedere al bando le Micro, Piccole e Medie Imprese (ai sensi del Regolamento UE n. 651/2014) che, alla data di presentazione della domanda:
- abbiano sede legale nella provincia di Lecce
- siano attive e iscritte al Registro delle Imprese entro il 31.12.2022
- siano in regola con il pagamento del diritto annuale a partire dall’annualità 2022
- non siano in stato di fallimento, liquidazione o concordato preventivo
- siano in regola con gli adempimenti previdenziali (DURC) e con la normativa sulla sicurezza sul lavoro
Nota per le medie imprese: è richiesta anche la regolarità con l’obbligo assicurativo catastrofale (Legge 101/2023).
Cosa finanzia
Il bando copre tre tipologie di spesa:
- Servizi di consulenza: audit energetici, analisi forniture di energia, piani di miglioramento energetico, sistemi di gestione energia (ISO 50001/50005/50009), studi di fattibilità per CER, Energy Manager esterno, tecnologie 4.0 per la doppia transizione
- Servizi di formazione: percorsi per il conseguimento della qualifica di Energy Manager (min. 40 ore), tenuti da enti accreditati o certificati ISO 9001:2015 settore EA37
- Investimenti green: impianti fotovoltaici, collettori solari termici, caldaie ad alta efficienza o a biomassa, pompe di calore, sistemi di domotica, relamping LED, sistemi per il risparmio idrico, macchinari ad alta efficienza energetica, tecnologie 4.0 per il monitoraggio energetico
Le spese devono essere sostenute dal 1° gennaio 2024 al 30 Settembre 2026 e si intendono al netto dell’IVA.
Quanto vale l’agevolazione
- Dotazione complessiva: 350.000,00 euro
- Voucher massimo: 7.500,00 euro (70% delle spese ammissibili)
- Investimento minimo ammissibile: 3.000,00 euro
- Premialità aggiuntiva di 300,00 euro per imprese con certificazione di genere o rating di legalità in corso di validità
- Regime: de minimis (massimale 300.000€ nel triennio)
- Cumulabile con altre agevolazioni pubbliche nei limiti di legge
Come presentare la domanda
Le domande si presentano esclusivamente online, con firma digitale, tramite la piattaforma restart.infocamere.it.
- Apertura: 22 dicembre 2025 ore 11:00
- Chiusura: 28 febbraio 2026 ore 19:00
- Procedura valutativa a sportello, in ordine cronologico di presentazione
L’istanza è soggetta a imposta di bollo di 16,00 euro (modello F24). È obbligatoria la PEC dell’impresa richiedente.
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Il bando è aperto alle imprese che vogliono rendere la propria attività più competitiva, migliorando l’efficienza energetica, potenziando la digitalizzazione dei servizi e adottando pratiche sostenibili. Il programma offre finanziamenti a fondo perduto e prestiti agevolati, permettendoti di avviare o rafforzare il tuo progetto con un supporto economico concreto. Se lavori nel settore ricettivo, turistico o di servizi correlati, con Mini PIA Turismo avrai l’opportunità di modernizzare la tua attività, attirare nuovi clienti e rispondere alle esigenze del mercato in continua evoluzione.
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Resto al Sud 2.0, operativo dal 15 ottobre 2025, rappresenta l’agevolazione più vantaggiosa per giovani under 35 del Salento che vogliono avviare attività imprenditoriali o di lavoro autonomo. Con una dotazione di 445,5 milioni di euro e contributi a fondo perduto che coprono fino al 75% degli investimenti, questa misura del Decreto Coesione offre condizioni eccezionali per trasformare idee in imprese concrete, con il supporto di tutoring obbligatorio del valore di 5.000 euro.
La novità principale rispetto alla precedente edizione? Il target esclusivo under 35 con requisiti specifici di disoccupazione o inattività, l’introduzione di voucher di avvio fino a 50.000 euro per investimenti innovativi, e percentuali di contributo più elevate che raggiungono il 75% per programmi fino a 120.000 euro. Il decreto ministeriale dell’11 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2025, ha reso operativa la misura che sostituisce il vecchio Resto al Sud, chiuso definitivamente il 14 ottobre 2025.
Novità Fondamentali di Resto al Sud 2.0 Rispetto alla Versione Precedente
Il passaggio da Resto al Sud a Resto al Sud 2.0 non è una semplice ridenominazione. Si tratta di una riforma strutturale che modifica requisiti, importi e modalità di accesso alle agevolazioni.
Cambiamenti Strategici della Nuova Misura
- Limite anagrafico abbassato: Non più under 56 ma esclusivamente giovani tra 18 e 35 anni non ancora compiuti alla data di presentazione della domanda. La scelta risponde all’obiettivo del Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027 di contrastare la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno.
- Requisiti occupazionali più stringenti: Accesso riservato a disoccupati, inoccupati, inattivi o beneficiari del programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori). Non basta più essere under 56 residenti al Sud.
- Due strumenti distinti: Voucher di avvio (40.000-50.000 euro) per spese immediate e contributi a fondo perduto (fino a 140.000 euro) per programmi di investimento strutturati. Nella vecchia edizione esisteva solo il mix contributo+finanziamento.
- Percentuali più elevate: Fino al 75% a fondo perduto per investimenti fino a 120.000 euro, contro il 50% della versione precedente che però includeva anche un finanziamento bancario a tasso zero.
- Tutoring obbligatorio: Servizi di accompagnamento tecnico (Invitalia) e gestionale (ENM) per 5.000 euro, inclusi nell’agevolazione e non più facoltativi.
- Formazione premiante: Percorsi formativi coordinati dall’Ente Nazionale Microcredito (ENM) che, seppur facoltativi, attribuiscono punteggi premiali determinanti nella valutazione delle domande.
Confronto Diretto: Resto al Sud vs Resto al Sud 2.0
| Caratteristica | Resto al Sud (chiuso 14/10/2025) | Resto al Sud 2.0 (dal 15/10/2025) |
|---|
| Età beneficiari | 18-55 anni (56 non compiuti) | 18-34 anni (35 non compiuti) |
| Requisiti occupazionali | Nessun lavoro a tempo indeterminato | Disoccupati, inoccupati, inattivi o GOL |
| Tipologia agevolazione | 50% contributo + 50% finanziamento bancario tasso zero | Voucher fino a 50.000€ OPPURE contributo 70-75% fondo perduto |
| Importo massimo | 60.000€ (200.000€ per società 4 soci) | 50.000€ voucher o 140.000€ contributo (200.000€ società) |
| Tutoring | Facoltativo | Obbligatorio, 5.000€ (Invitalia + ENM) |
| Formazione | Non prevista | Facoltativa ENM ma con premialità in valutazione |
| Contributo circolante | Fino a 15.000€ (40.000€ società) | Non previsto separatamente |
| Spese opere edili | Max 30% programma | Fino al 50% programma investimento |
La differenza fondamentale sta nella filosofia della misura. Il vecchio Resto al Sud puntava sul mix contributo-finanziamento per distribuire il rischio tra pubblico e sistema bancario. Resto al Sud 2.0 elimina il finanziamento bancario, concentrando tutto sul contributo a fondo perduto, con percentuali più elevate ma importi massimi inferiori per singolo beneficiario.
Requisiti di Ammissibilità per le Iniziative Economiche Salentine
L’accesso a Resto al Sud 2.0 richiede il possesso simultaneo di requisiti soggettivi (età, condizione occupazionale, residenza) e requisiti oggettivi (tipologia iniziativa economica, sede operativa, data costituzione).
Requisiti Soggettivi dei Proponenti
I giovani del Salento interessati devono possedere tutti i seguenti requisiti alla data di avvio dell’iniziativa economica:
Età anagrafica: Tra 18 anni già compiuti e 35 anni non ancora compiuti. La verifica è effettuata alla data di costituzione dell’impresa o apertura partita IVA. Un giovane che compie 35 anni il 20 novembre 2025 può presentare domanda fino al 19 novembre 2025, a condizione che l’iniziativa sia avviata entro tale data.
Condizione occupazionale (almeno una delle seguenti):
- Disoccupati: Giovani iscritti al centro per l’impiego come disoccupati ai sensi del D.Lgs 150/2015, senza contratto di lavoro subordinato e senza partita IVA attiva.
- Inoccupati: Giovani che non hanno mai lavorato, privi di qualsiasi esperienza lavorativa documentata presso l’INPS.
- Inattivi: Giovani che non cercano attivamente lavoro ma sono disponibili a lavorare (NEET – Not in Education, Employment or Training). Categoria particolarmente rilevante nel Salento dove il tasso NEET tra i 15-34 anni supera il 30%.
- Disoccupati GOL: Giovani inseriti nel Programma Garanzia Occupabilità Lavoratori, con profilazione effettuata dai centri per l’impiego e percorso di politica attiva assegnato.
- In condizione di marginalità o vulnerabilità: Working poor con reddito da lavoro corrispondente a imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni ex art. 13 DPR 917/1986. Nella pratica, lavoratori con reddito annuo lordo inferiore a circa 8.200 euro.
Il Ministero del Lavoro verifica il possesso del requisito occupazionale attraverso interrogazione delle banche dati INPS, Agenzia delle Entrate e Sistema Informativo Unitario delle Politiche del Lavoro. La dichiarazione sostitutiva presentata è sottoposta a controlli a campione ex post su almeno il 5% delle domande approvate.
Residenza territoriale: Alla data di presentazione della domanda, il giovane deve essere residente in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) oppure nei comuni del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria colpite dagli eventi del 2009 e 2016) o nelle isole minori. Per il Salento, qualsiasi comune della provincia di Lecce, Brindisi o Taranto soddisfa automaticamente il requisito territoriale.
Requisiti Oggettivi dell’Iniziativa Economica
L’agevolazione finanzia iniziative economiche costituite nel mese precedente la presentazione della domanda e inattive alla data di richiesta. Questo significa:
| Requisito Temporale | Descrizione | Esempio Pratico |
|---|
| Data costituzione | Apertura partita IVA o costituzione società nel mese precedente la domanda | Domanda 20 novembre: costituzione tra 21 ottobre e 20 novembre |
| Inattività | Nessuna fattura emessa, nessun movimento IVA, INPS, dipendenti | Partita IVA aperta ma zero operazioni commerciali effettuate |
| Sede operativa | Ubicata nel Mezzogiorno o cratere sismico | Laboratorio, ufficio, negozio in comune del Salento |
Forme giuridiche ammesse:
- Attività individuali: Impresa individuale con partita IVA o libero professionista iscritto ad albo (commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, ecc.).
- Società di persone: Società in nome collettivo (S.n.c.) o società in accomandita semplice (S.a.s.).
- Società di capitali: Società a responsabilità limitata (S.r.l.), anche semplificata o a capitale ridotto.
- Società cooperative: Cooperative di produzione e lavoro, cooperative sociali, consorzi.
- Società tra professionisti: S.t.p. costituite secondo D.Lgs 96/2001 per esercizio attività professionali ordinistiche.
Per le società, la maggioranza delle quote deve essere detenuta da giovani in possesso dei requisiti. Soci di minoranza senza requisiti sono ammessi purché non superino 1/3 della compagine e non abbiano rapporti di parentela fino al 4° grado con i soci beneficiari. La presenza di soci senior con esperienza quinquennale nel settore (stesso codice ATECO fino alla seconda cifra) garantisce una premialità di 10 punti in valutazione.
Settori Economici Ammessi e Esclusi
Resto al Sud 2.0 finanzia attività produttive, commerciali, turistiche, di servizi e libero-professionali. Dalla classificazione ATECO 2025 (operativa dal 1° aprile 2025), sono ammissibili tutte le attività ad eccezione di:
Settori esclusi:
- Sezione A – Agricoltura, silvicoltura (esclusa la Divisione 03 Pesca e acquacoltura, che è ammessa)
- Sezione K – Attività finanziarie e assicurative (escluse consulenze finanziarie non regolamentate)
- Attività di commercio all’ingrosso e intermediazione (salvo se prevalentemente rivolte a consumatori finali)
- Compravendita immobiliare e locazione non strumentale all’attività
- Attività illegali o contrarie all’ordine pubblico
Settori particolarmente adatti al contesto salentino:
- Turismo e ristorazione: B&B, affittacamere, case vacanze, agriturismi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari, guide turistiche, organizzazione eventi. Il Salento registra oltre 3,5 milioni di presenze turistiche annue, con forte stagionalità estiva che può essere mitigata da offerte destagionalizzate.
- Artigianato locale: Lavorazione pietra leccese, ceramiche, produzioni enogastronomiche tipiche, sartorie, calzaturifici artigianali. L’artigianato artistico salentino vanta una tradizione secolare da valorizzare.
- Servizi alla persona: Centri estetici, parrucchieri, personal trainer, centri benessere, assistenza anziani e disabili. Il mercato locale presenta domanda crescente.
- Servizi digitali: Web agency, sviluppo software, e-commerce, marketing digitale, grafica. Il Salento ospita un ecosistema digitale in crescita con diversi coworking e incubatori.
- Commercio al dettaglio: Negozi alimentari di prodotti tipici, abbigliamento, librerie, concept store. I centri storici salentini necessitano di presidi commerciali di qualità.
- Produzione e trasformazione: Conservifici, panifici, pastifici artigianali, oleifici per conto terzi, produzione cosmetici naturali. La filiera agroalimentare salentina offre opportunità di valorizzazione.
- Libere professioni: Studi di architettura, ingegneria, commercialisti, consulenti del lavoro, psicologi, nutrizionisti, agronomi. Il tessuto imprenditoriale locale richiede servizi professionali qualificati.
Le Due Tipologie di Agevolazione: Voucher e Contributo
Resto al Sud 2.0 offre due strumenti finanziari distinti e alternativi (non cumulabili tra loro). La scelta dipende dalla natura dell’investimento, dall’importo necessario e dalla complessità del progetto imprenditoriale.
Voucher di Avvio: Finanziamento Rapido per Spese Immediate
Il voucher è un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, utilizzabile per acquisti di beni, strumenti e servizi necessari all’avvio immediato dell’attività. Caratteristiche principali:
Importi del voucher:
- 40.000 euro standard per iniziative che acquistano beni e servizi tradizionali
- 50.000 euro maggiorati per investimenti in beni/servizi innovativi, tecnologici, digitali o diretti alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico
La maggiorazione di 10.000 euro si ottiene quando almeno il 20% dell’importo delle spese ammesse riguarda:
- Beni strumentali innovativi sul piano tecnologico-digitale (software gestionali, piattaforme e-commerce, strumenti digitali per marketing, tecnologie Industry 4.0)
- Beni per sostenibilità ambientale o risparmio energetico (pannelli fotovoltaici, sistemi LED, pompe di calore, coibentazioni, impianti di recupero acque)
- Consulenze tecnico-specialistiche da Enti del Terzo Settore (ETS iscritti RUNTS) per progettazione soluzioni innovative, certificazioni ambientali ed energetiche (importo minimo 5.000 euro)
Spese ammissibili con il voucher:
- Macchinari, attrezzature, impianti: Beni strumentali nuovi di fabbrica necessari all’attività produttiva. Per una pizzeria al taglio: forno professionale, impastatrice, cella frigo, banco esposizione. Per uno studio grafico: workstation, plotter, tavoletta grafica professionale.
- Arredi nuovi: Esclusivamente arredi funzionali all’attività commerciale o produttiva. Ammessi: banchi vendita, scaffalature, sedie per clienti, scrivanie operative. Esclusi: arredi di rappresentanza, complementi d’arredo decorativi.
- Software e licenze: Programmi gestionali, software CAD/CAM, piattaforme CRM, suite Adobe, licenze Microsoft, antivirus. Validità massima licenze: 3 anni.
- Servizi ICT: Sviluppo siti web, applicazioni mobile, e-commerce, configurazione server, sicurezza informatica.
- Marchi e brevetti: Registrazione marchi nazionali/internazionali, brevetti d’invenzione, modelli di utilità. Spese di deposito e mantenimento primi 3 anni.
- Certificazioni: ISO 9001, ISO 14001, EMAS, certificazioni di qualità di prodotto, HACCP. Solo costi di ottenimento certificazione, non mantenimento annuale.
- Consulenze tecnico-specialistiche ETS: Massimo 30% del voucher, erogate esclusivamente da Enti Terzo Settore iscritti RUNTS. Consulenze ammesse: progettazione prodotto/processo, sviluppo prototipi, business intelligence, sostenibilità.
Spese escluse dal voucher:
- Opere edili di qualsiasi tipo (ristrutturazioni, manutenzioni, impianti fissi)
- Acquisto o locazione immobili, terreni, veicoli non strumentali
- Materie prime, scorte, magazzino
- Utenze (luce, gas, acqua, telefono, internet)
- Personale dipendente o collaboratori
- Consulenze legali, commerciali, fiscali, notarili
- Spese promozionali e pubblicitarie
- Imposte, tasse, oneri finanziari
- Beni usati o ricondizionati
Tempistiche voucher: Le spese devono essere sostenute e pagate entro 9 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni, prorogabili una sola volta per ulteriori 3 mesi (massimo 12 mesi totali). La rendicontazione avviene a saldo unico, presentando tutte le fatture quietanzate e la documentazione di pagamento tracciabile.
Contributo a Fondo Perduto: Investimenti Strutturati fino a 200.000 Euro
Il contributo finanzia programmi di investimento più complessi e articolati, con business plan dettagliato e possibilità di includere opere edili. Due scaglioni di contribuzione:
Scaglione 1 – Investimenti fino a 120.000 euro:
- Contributo: 75% a fondo perduto
- Cofinanziamento impresa: 25% (30.000 euro su investimento 120.000 euro)
- Esempio concreto: Investimento totale 100.000 euro → Contributo 75.000 euro → Impresa versa 25.000 euro
Scaglione 2 – Investimenti tra 120.001 e 200.000 euro:
- Contributo: 70% a fondo perduto
- Cofinanziamento impresa: 30% (60.000 euro su investimento 200.000 euro)
- Esempio concreto: Investimento totale 180.000 euro → Contributo 126.000 euro → Impresa versa 54.000 euro
La quota di cofinanziamento del 25-30% deve essere dimostrata mediante versamento su conto corrente dedicato o vincolato prima dell’erogazione delle agevolazioni.
Spese ammissibili con il contributo (programmi di investimento):
La gamma di spese è più ampia rispetto al voucher, includendo anche opere edili e costi di primo impianto:
- Opere edili e impiantistiche: Fino al 50% del programma di investimento. Ristrutturazione, manutenzione straordinaria, realizzazione/adeguamento impianti (elettrico, idrico, termico, condizionamento), abbattimento barriere architettoniche, adeguamenti normativi (antincendio, sicurezza). Per un ristorante: rifacimento cucina professionale, impianto cappa aspirazione, climatizzazione sala, servizi igienici conformi.
- Macchinari e attrezzature: Come per voucher, ma con possibilità di investimenti più consistenti per linee produttive complete.
- Arredi funzionali: Più ampie possibilità rispetto al voucher, includendo allestimenti completi di locali commerciali.
- Hardware e software: Investimenti in tecnologia, server, reti informatiche, licenze pluriennali.
- Veicoli commerciali: Esclusivamente se strettamente strumentali e funzionali all’attività (furgoni per consegne, veicoli refrigerati per trasporto alimentare, autoveicoli attrezzati per servizi). Escluse autovetture non trasformate.
- Spese costituzione societaria: Atto costitutivo, statuto, oneri notarili, diritti camerali, marchi da bollo. Massimo 3.000 euro.
- Consulenze tecniche specialistiche: A differenza del voucher, possono essere erogate anche da professionisti privati (ingegneri, architetti, designer, consulenti marketing) non necessariamente ETS. Limite: 30% del programma.
- Certificazioni e brevetti: Come voucher.
- Spese di gestione primo anno: Escluse, a differenza del vecchio Resto al Sud che prevedeva un contributo separato per il circolante.
Tempistiche contributo: Spese sostenute entro 16 mesi dalla data di ammissione, prorogabili una volta per ulteriori 4 mesi (massimo 20 mesi). Possibilità di richiedere un SAL (Stato Avanzamento Lavori) dopo 3 mesi dalla concessione, presentando fatture per almeno il 30% (e fino al 70%) del programma. Le fatture possono essere anche non quietanzate, consentendo un’anticipazione del contributo prima del pagamento effettivo ai fornitori.
Tutoring Obbligatorio: 5.000 Euro di Servizi di Accompagnamento
Ogni iniziativa economica ammessa a Resto al Sud 2.0 riceve automaticamente servizi reali di tutoring per un valore complessivo di 5.000 euro, ripartiti tra supporto tecnico Invitalia (4.000 euro) e supporto gestionale ENM (1.000 euro). Il tutoring è obbligatorio, inscindibile dall’agevolazione e concesso in regime de minimis.
Tutoring di Supporto Tecnico Invitalia (4.000 Euro)
Gestito direttamente da Invitalia, accompagna l’iniziativa dalla concessione fino a 12 mesi dopo l’erogazione del saldo. Strutturato in quattro incontri programmati:
Primo incontro (entro 30 giorni dalla concessione):
- Verifica documentazione: titolo disponibilità immobile (proprietà, locazione, comodato), attestazioni professionali necessarie, apertura conto dedicato/vincolato con versamento minimo 10% voucher o contributo concesso
- Solo per voucher: approfondimento piano d’impresa presentato post-concessione, verifica consapevolezza progettuale del beneficiario
- Illustrazione obblighi contrattuali, tempistiche rendicontazione, cause di revoca
- Identificazione criticità amministrative iniziali
La mancata trasmissione della documentazione richiesta entro 30 giorni, o la non conformità della stessa, costituisce causa di revoca immediata dell’agevolazione. Per i beneficiari di voucher che non hanno partecipato alla formazione ENM o hanno ottenuto valutazione C o D, una dimostrazione inadeguata di consapevolezza imprenditoriale nel primo incontro può determinare la revoca.
Secondo incontro (entro 6 mesi dal primo):
- Verifica stato di avanzamento attività
- Rilevazione fabbisogni di affiancamento consulenziale tramite questionario
- Segnalazione criticità a ENM per attivazione tutoring gestionale mirato
Terzo incontro (a completamento spese ammesse):
- Assistenza nella predisposizione documentazione amministrativa e contabile per rendicontazione
- Sopralluogo in loco per verifica installazione, funzionamento e funzionalità beni agevolati
- Rilascio verbale conclusione da allegare alla richiesta di saldo
Quarto incontro (dopo 12 mesi dall’erogazione saldo):
- Accertamento continuità iniziativa economica
- Verifica permanenza requisiti ammissione (assenza irregolarità o inadempienze)
- Supporto nella risoluzione di criticità sanabili che potrebbero determinare revoca
Tutoring Gestionale ENM (1.000 Euro)
Coordinato dall’Ente Nazionale Microcredito, fornisce affiancamento consulenziale personalizzato su aspetti strategico-organizzativi. Operativo dal secondo incontro Invitalia per almeno 14 mesi successivi all’erogazione saldo.
Ambiti di intervento:
- Marketing e comunicazione: strategie di posizionamento, piano marketing operativo, social media, branding
- Contrattualistica: rapporti con fornitori, contratti locazione, leasing, franchising, assicurazioni
- Gestione personale: assunzione dipendenti, contratti collaborazione, welfare aziendale
- Rapporti banche: richiesta affidamenti, finanziamenti bancari integrativi, strumenti pagamento evoluti
- Economicità gestione: controllo costi, pricing, marginalità, break even analysis
- Sostenibilità finanziaria: cash flow, budget previsionale, pianificazione finanziaria
- Risoluzione criticità: assistenza su problematiche emergenti nei primi 12-14 mesi operativi
Le sessioni di tutoring gestionale sono erogate da operatori qualificati iscritti all’Elenco Nazionale Operatori Servizi Non Finanziari Ausiliari Microcredito, coordinati da ENM. Modalità: incontri in presenza presso l’iniziativa economica o sessioni sincrone/asincrone in FAD (Formazione A Distanza). La piattaforma integrata ENM consente prenotazione incontri, condivisione materiali, comunicazione diretta con tutor, valutazione efficacia supporto.
Formazione Preliminare ENM: Facoltativa ma Premiante
L’Ente Nazionale Microcredito coordina percorsi formativi per l’acquisizione di competenze e capacità necessarie alla fruizione delle misure. La formazione è facoltativa ma fortemente consigliata perché attribuisce premialità determinanti in fase di valutazione della domanda.
Struttura del Percorso Formativo
Articolato in due fasi per un totale massimo di 100 ore:
Fase A – Formazione d’aula (circa 60-70 ore):
- Moduli standardizzati su: elementi di economia aziendale, marketing base, gestione finanziaria, adempimenti amministrativi e fiscali, accesso al credito, business plan, pitch presentazione progetto
- Erogata prevalentemente in FAD sincrona tramite piattaforma dedicata
- Possibilità di attività in presenza con monitoraggio presenze via sistema informativo
- Docenti qualificati formati obbligatoriamente da ENM per garantire standard omogeneo
- Materiale didattico standardizzato fornito su piattaforma
Fase B – Accompagnamento personalizzato (circa 30-40 ore):
- Supporto individuale o piccoli gruppi per sviluppo progetto imprenditoriale specifico
- Assistenza nella redazione business plan, compilazione domanda agevolazione
- Simulazioni presentazione progetto
I percorsi sono erogati su tutto il territorio nazionale da Soggetti Esecutori (SE) – enti di formazione e soggetti accreditati ai servizi per il lavoro regionali – selezionati da ENM tramite Avviso Pubblico e convenzionati. Per il Salento, i SE operativi sono consultabili sul sito ENM sezione “Progetto per l’Autoimpiego”.
Attestato di Competenze e Premialità in Valutazione
Al termine del percorso, ENM rilascia un Attestato di Messa in Trasparenza delle Competenze Acquisite, conforme alla normativa vigente, che certifica il livello di consapevolezza imprenditoriale raggiunto. L’attestato riporta una delle seguenti valutazioni:
- Area risultato A – Eccellente: Premialità 10 punti
- Area risultato B – Superiore: Premialità 6 punti
- Area risultato C – Buono: Premialità 3 punti
- Area risultato D – Completamento corso: Premialità 1 punto
Considerando che la soglia minima di ammissibilità è 17 punti (sia per voucher che per contributi), una valutazione A può risultare decisiva. Nelle zone del Salento con alta concentrazione di domande, la premialità formativa diventa discriminante tra progetti ammessi ed esclusi.
Accesso alla Formazione ENM
Informazioni e iscrizioni ai corsi sul portale ENM sezione dedicata a Resto al Sud 2.0. La partecipazione è gratuita. È consigliabile iscriversi e completare il percorso prima di avviare l’iniziativa economica e presentare domanda, per massimizzare il punteggio.
Procedura di Presentazione della Domanda
Le domande si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma telematica Invitalia, accessibile con SPID, CIE o CNS. Procedimento valutativo a sportello: le domande sono esaminate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento risorse (445,5 milioni di euro per Resto al Sud 2.0).
Tempistica Apertura Sportello
- Dal 1° ottobre 2025 ore 12:00: Apertura registrazione imprese richiedenti e delega su piattaforma Invitalia
- Dal 15 ottobre 2025 ore 12:00: Apertura compilazione e invio domande di agevolazione
- Termine ultimo: Fino a esaurimento risorse. Il Ministero comunica l’esaurimento con avviso in Gazzetta Ufficiale
Considerando l’elevato interesse atteso e la dotazione limitata, è fondamentale presentare domanda il prima possibile dall’apertura dello sportello. Nella precedente edizione di Resto al Sud, alcune regioni hanno esaurito le risorse in pochi mesi dall’avvio.
Requisiti Tecnici per la Presentazione
Prima di iniziare la compilazione, verificare di possedere:
- Identità digitale: SPID livello 2, Carta Identità Elettronica (CIE) con PIN, Carta Nazionale Servizi (CNS) con lettore
- Firma digitale: Obbligatoria per sottoscrivere domanda e allegati. Dispositivo firma remota o smart card
- PEC attiva: Casella posta elettronica certificata intestata al richiedente o alla società
- Connessione internet stabile: Procedura online con upload documenti pesanti
- Browser aggiornato: Chrome, Firefox, Safari, Edge versioni recenti
Fasi Operative di Compilazione
Step 1 – Accesso piattaforma: Collegarsi a www.invitalia.it sezione Resto al Sud 2.0, autenticarsi con identità digitale, accedere all’area riservata.
Step 2 – Compilazione sezioni domanda:
- Dati anagrafici richiedente/società
- Dati iniziativa economica: codice ATECO, descrizione attività, sede operativa
- Scelta tipo agevolazione: voucher o contributo
- Descrizione sintetica progetto imprenditoriale
- Percorso formativo ed esperienze proponenti
- Descrizione tecnica spese richieste con importi per voce
- Eventuale descrizione spese innovative/sostenibili (per maggiorazione voucher)
- Estremi conto dedicato/vincolato se già aperto
- Eventuale attestato formazione ENM
- Eventuale presenza soci esperti per premialità
Step 3 – Caricamento allegati obbligatori:
Per tutte le iniziative:
- Format domanda generato dalla piattaforma, firmato digitalmente
- Descrizione iniziativa economica dettagliata, firmata digitalmente
- Documento identità titolare o legale rappresentante
- DSAN possesso requisiti iniziativa economica (età, inattività, residenza)
- DSAN possesso requisiti soggettivi beneficiario
- DSAN antiriciclaggio D.Lgs 231/2007
- DSAN casellario e procedure concorsuali liquidatorie
- Certificato attribuzione partita IVA (per ditte individuali/lavoratori autonomi)
- Atto costitutivo e statuto (per società)
- Permesso soggiorno in corso validità (se cittadino extra-UE)
Per domande contributo (oltre agli allegati precedenti):
- Business plan secondo schema Invitalia, firmato digitalmente
Allegati facoltativi:
- Attestato corso ENM
- Estratto conto corrente vincolato/dedicato
- DSAN premialità soci minoranza esperti settore
Step 4 – Generazione e firma domanda: La piattaforma genera file PDF immodificabile contenente tutti i dati inseriti. Scaricare, firmare digitalmente, ricaricare sulla piattaforma.
Step 5 – Invio telematico: Trasmissione definitiva con rilascio attestazione ricevuta protocollata. Conservare attestazione.
Verifica Requisiti e Istruttoria
Invitalia avvia l’istruttoria in ordine cronologico. Tempi: 90 giorni dalla presentazione per delibera concessione.
Verifiche formali:
- Completezza domanda e allegati (incompletezza = improcedibilità)
- Correttezza formale DSAN
- Possesso requisiti anagrafici, territoriali, iniziativa nel mese precedente
- Ammissibilità spese descritte
Il Ministero del Lavoro verifica autonomamente il requisito occupazionale (disoccupazione, inattività, working poor) interrogando banche dati ufficiali.
Per domande contributo (oltre verifiche formali):
- Valutazione business plan
- Colloquio da remoto con legale rappresentante e soci su: competenze proponenti rispetto all’attività, presidio processo tecnico-produttivo, strategie marketing, analisi mercato, sostenibilità economico-finanziaria
La convocazione al colloquio avviene via PEC con preavviso minimo 5 giorni lavorativi. La mancata partecipazione non giustificata comporta diniego automatico.
Calcolo punteggi: Invitalia attribuisce punteggi secondo griglia allegata al DD 318/2025. Soglia minima ammissibilità: 17 punti sia per voucher che per contributi.
Richieste integrazioni: Invitalia può richiedere chiarimenti con termine perentorio 10 giorni lavorativi. Mancata risposta o risposta incompleta: valutazione su elementi disponibili.
Comunicazione motivi ostativi: In caso di istruttoria negativa, Invitalia invia comunicazione ex art. 10-bis L. 241/90 con possibilità di memoria difensiva entro 10 giorni.
Concessione Agevolazioni e Registrazione RNA
Esito positivo: Invitalia adotta provvedimento concessione, registra aiuto individuale nel Registro Nazionale Aiuti (RNA), pubblica elenchi beneficiari su sito Ministero e Invitalia.
L’agevolazione è concessa in regime de minimis (Regolamento UE 2831/2023): limite massimo 300.000 euro su 3 esercizi finanziari (200.000 euro settore trasporti). Verificare aiuti de minimis già ricevuti nel triennio per non superare massimale.
Erogazione delle Agevolazioni e Rendicontazione
Le modalità di erogazione differiscono tra voucher e contributi.
Erogazione Voucher
Termini realizzazione spese: 9 mesi dalla concessione, prorogabili una volta a 12 mesi totali.
Rendicontazione a saldo unico: Al completamento spese, presentare tramite piattaforma Invitalia:
- Richiesta erogazione saldo secondo schema Invitalia
- Tutte le fatture quietanzate
- Documentazione tracciabilità pagamenti (bonifici, RID, assegni circolari)
- Verbali tutoring Invitalia (3 incontri)
- Eventuale DSAN maggiorazione 10.000 euro per spese innovative/sostenibili + relazione tecnica tutor ENM
- Documentazione fotografica beni acquistati installati e funzionanti
Verifiche e liquidazione: Invitalia verifica documentazione, effettua eventuale sopralluogo, liquida voucher su conto corrente beneficiario entro 60 giorni dall’approvazione rendiconto.
Erogazione Contributo
Termini realizzazione spese: 16 mesi dalla concessione, prorogabili una volta a 20 mesi totali.
SAL (Stato Avanzamento Lavori) – facoltativo: Dopo 3 mesi dalla concessione, se sostenute spese tra 30% e 70% programma, richiedere erogazione SAL presentando:
- Fatture per importo SAL (anche non quietanzate)
- Documentazione tecnica avanzamento lavori
- Verbale secondo incontro tutoring
Invitalia verifica e liquida SAL. Novità importante: Per Resto al Sud 2.0, le fatture SAL possono essere non quietanzate, consentendo anticipo contributo prima del pagamento effettivo fornitori.
Saldo – obbligatorio: A completamento programma, presentare:
- Richiesta erogazione saldo
- Tutte le fatture quietanzate (compresi pagamenti differiti SAL)
- Documentazione tracciabilità pagamenti completa
- Verbali tutoring Invitalia
- Documentazione fotografica opere/beni realizzati
- Dichiarazione avvio attività con evidenza fatturato o movimenti
Verifiche e liquidazione saldo: Invitalia verifica, sopralluogo obbligatorio, liquidazione saldo entro 60 giorni approvazione.
Opzione Conto Corrente Vincolato
In alternativa alle modalità standard, l’iniziativa economica può optare per l’utilizzo del conto corrente vincolato presso banca convenzionata (convenzione Ministero-ABI-Invitalia). Vantaggi:
- Invitalia versa contributo direttamente sul conto vincolato
- Beneficiario versa la propria quota cofinanziamento sul medesimo conto
- Banca paga direttamente i fornitori su ordine Invitalia
- Evita tensioni finanziarie al beneficiario (non anticipa spese)
- Garantisce corretto utilizzo risorse pubbliche
- Accelera pagamenti fornitori
Elenco banche convenzionate su www.invitalia.it sezione Resto al Sud 2.0. L’apertura conto vincolato e il versamento minimo 10% contributo concesso sono obbligatori entro 30 giorni dalla concessione se si opta per questa modalità.
Obblighi, Vincoli e Cause di Revoca
L’accesso alle agevolazioni comporta precisi obblighi per il beneficiario, la cui violazione determina revoca totale o parziale e restituzione somme percepite maggiorate di interessi.
Obblighi Durante la Realizzazione
- Avvio iniziativa economica: L’attività deve essere effettivamente avviata e operativa. Non è sufficiente la mera costituzione formale.
- Rispetto tempistiche: Completamento spese entro termini (9/12 mesi voucher, 16/20 mesi contributo). Ritardi non giustificati = revoca.
- Tracciabilità pagamenti: Tutti i pagamenti devono essere tracciabili (bonifici, RID, assegni circolari nominativi). Vietati contanti.
- Destinazione beni: I beni acquistati devono essere utilizzati esclusivamente nell’iniziativa agevolata, non cedibili o distolti per 5 anni.
- Mantenimento sede operativa: Sede ubicata nel Mezzogiorno/cratere sismico per almeno 5 anni dalla concessione.
- Conformità spese: Acquistare esclusivamente beni/servizi ammissibili, coerenti con descrizione progetto approvato.
- Partecipazione tutoring: Presenza a tutti gli incontri programmati con tutor Invitalia ed ENM. Assenze non giustificate = possibile revoca.
Obblighi Post-Erogazione (5 Anni)
Dal completamento erogazioni decorre un periodo di vincolo di 5 anni durante il quale:
- Continuità attività: L’iniziativa deve restare attiva, operativa, con regolare fatturazione. Cessazione attività = revoca totale.
- Non alienabilità beni: I beni agevolati non possono essere venduti, ceduti, affittati, dati in comodato. Divieto assoluto di disposizione.
- Non modifica compagine sociale: Per le società, i soci con requisiti devono mantenere la maggioranza. Cessioni quote che alterano composizione = revoca.
- Non trasferimento sede: Sede operativa immutata nel territorio agevolato.
- Conservazione documentazione: Tutta la documentazione tecnica, contabile, amministrativa per controlli. Termine conservazione: 10 anni.
- Disponibilità controlli: Accettare verifiche e ispezioni da Ministero, Invitalia, Guardia di Finanza, Corte dei Conti, UE.
Cause di Revoca Totale
Determinano revoca integrale con restituzione somme e interessi legali:
- Dichiarazioni false o mendaci in domanda o DSAN
- Mancato avvio effettivo attività entro termini
- Cessazione attività prima di 5 anni
- Mancato completamento spese entro termini prorogati
- Utilizzo somme per finalità diverse da quelle approvate
- Alienazione beni agevolati entro 5 anni
- Modifica compagine sociale che altera requisiti
- Trasferimento sede fuori territorio agevolato entro 5 anni
- Mancata restituzione anticipi non giustificati da spese
- Violazioni gravi obblighi contrattuali
Cause di Revoca Parziale
Comportano decurtazione proporzionale del contributo:
- Minori spese effettivamente sostenute rispetto al programma approvato
- Spese non ammissibili o non conformi
- Alienazione parziale beni agevolati
- Ridimensionamento attività con perdita requisiti minimi
Opportunità Specifiche per il Salento: Settori Strategici
Il tessuto economico salentino presenta peculiarità che rendono Resto al Sud 2.0 particolarmente adatto a determinati settori. Analizziamo le opportunità concrete per giovani imprenditori del territorio.
Turismo Esperienziale e Destagionalizzazione
Il Salento registra oltre 3,5 milioni di presenze turistiche annue, concentrate per il 70% nei mesi giugno-settembre. Resto al Sud 2.0 può finanziare iniziative che contribuiscono alla destagionalizzazione e all’innalzamento qualitativo dell’offerta.
Opportunità turismo:
- Alloggi diffusi di qualità: Affittacamere boutique, B&B tematici (design, enogastronomia, bike-friendly), case vacanza di charme in centri storici. Investimento medio: 100.000-150.000 euro per ristrutturazione e allestimento 3-4 unità abitative. Contributo 70%: 70.000-105.000 euro.
- Ristorazione tipica innovativa: Locali che valorizzano prodotti territoriali con approccio contemporaneo, osterie moderne, hamburgerie gourmet con ingredienti locali, street food qualità. Investimento medio: 80.000-120.000 euro. Contributo 75%: 60.000-90.000 euro.
- Servizi esperienziali: Organizzazione tour enogastronomici, escursioni naturalistiche, laboratori artigianato locale, bike tour, diving center. Investimento medio: 40.000-60.000 euro. Contributo 75%: 30.000-45.000 euro.
- Stabilimenti balneari innovativi: Lidi con servizi premium (spa, palestra, ristorazione stellata), orientamento sostenibilità ambientale. Investimento medio: 150.000-200.000 euro. Contributo 70%: 105.000-140.000 euro.
Caso Studio: Affittacamere Boutique a Lecce Centro Storico
Giovane imprenditrice 32 anni, disoccupata GOL, costituisce impresa individuale.
Progetto: Recupero appartamento 120 mq centro storico Lecce, realizzazione 3 camere superior con bagno privato, zona comune, piccola corte interna. Target: turismo culturale destagionalizzato.
Investimento: 135.000 euro
- Ristrutturazione e impianti: 67.500 euro (50% programma)
- Arredi camere di design: 25.000 euro
- Biancheria di qualità: 8.000 euro
- Dotazioni tecnologiche: 12.000 euro (smart TV, domotica, Wi-Fi professionale)
- Software gestionale: 4.500 euro
- Marketing e sito web: 9.000 euro
- Certificazioni e consulenze: 9.000 euro
Contributo Resto al Sud 2.0: 94.500 euro (70% di 135.000 euro)
Cofinanziamento imprenditrice: 40.500 euro (parte con risparmio personale, parte con microcredito bancario integrativo)
Tutoring: 5.000 euro (supporto Invitalia+ENM su adempimenti, gestione, marketing)
Formazione ENM: Completata con valutazione A (10 punti premialità determinanti per superare soglia 17 punti)
Risultati attesi anno 1: Occupancy 65% (media annua includendo bassa stagione), tariffa media 110 euro/notte, ricavi lordi 78.000 euro, margine operativo 45%, ritorno investimento netto 7 anni.
Artigianato Locale e Produzioni Tipiche
Il Salento vanta tradizioni artigianali secolari (pietra leccese, ceramica, tessuti) e produzioni agroalimentari DOP/IGP da valorizzare.
Opportunità artigianato:
- Laboratori pietra leccese: Lavorazione artistica, elementi architettonici contemporanei, complementi arredo, sculture. Investimento medio: 60.000-90.000 euro (locale, macchinari, attrezzature). Contributo 75%: 45.000-67.500 euro.
- Ceramiche artistiche: Produzione ceramiche decorate, vasellame, piastrelle artistiche, oggettistica. Investimento medio: 50.000-80.000 euro. Contributo 75%: 37.500-60.000 euro.
- Laboratori agroalimentari: Conserve vegetali, salse, pesti, prodotti da forno tipici, trasformazione prodotti agricoli. Investimento medio: 80.000-120.000 euro (laboratorio, macchinari HACCP, confezionamento). Contributo 75%: 60.000-90.000 euro.
- Sartorie artigianali: Abiti su misura, lavorazione tessuti tradizionali (bisso, lino), costumi teatrali, accessori. Investimento medio: 40.000-60.000 euro. Contributo 75%: 30.000-45.000 euro.
Servizi Digitali e Smart Working
Il Salento sta sviluppando un ecosistema digitale attrattivo per smart worker e digital nomads. Resto al Sud 2.0 può finanziare servizi tecnologici avanzati.
Opportunità digitale:
- Web agency e sviluppo software: Realizzazione siti, applicazioni mobile, e-commerce, SaaS, consulenza digitalizzazione PMI. Investimento medio: 30.000-50.000 euro voucher (postazioni lavoro, software licenze, server). Voucher 40.000-50.000 euro copre 100%.
- Marketing digitale: Gestione social media, ADV online, SEO/SEM, content creation, influencer marketing. Investimento medio: 25.000-40.000 euro voucher. Copertura 100%.
- E-commerce prodotti tipici: Piattaforme vendita online enogastronomia, artigianato, moda locale con logistica integrata. Investimento medio: 60.000-100.000 euro. Contributo 75%: 45.000-75.000 euro.
- Coworking tematici: Spazi lavoro condiviso con servizi premium per remote worker (sale riunioni tecnologiche, podcast studio, fotografia). Investimento medio: 100.000-150.000 euro. Contributo 70-75%: 70.000-112.500 euro.
Servizi alla Persona e Benessere
Mercato locale in crescita con domanda di servizi qualificati.
Opportunità servizi persona:
- Centri estetici avanzati: Trattamenti viso/corpo, epilazione laser, medicina estetica non invasiva, nail art. Investimento medio: 60.000-90.000 euro. Contributo 75%: 45.000-67.500 euro.
- Palestre e centri fitness: Micropalestre specializzate (CrossFit, functional training, Pilates), personal training. Investimento medio: 80.000-120.000 euro. Contributo 75%: 60.000-90.000 euro.
- Centri benessere: SPA urbane, centri massaggi, hammam, saune. Investimento medio: 120.000-180.000 euro. Contributo 70%: 84.000-126.000 euro.
- Assistenza domiciliare: Servizi assistenziali anziani, badanti qualificate, telemedicina. Investimento medio: 30.000-50.000 euro voucher per dotazioni tecnologiche, formazione operatori.
“Resto al Sud” non è cumulabile con altre agevolazioni?
È una delle domande più frequenti — e la risposta ufficiale è più restrittiva di quanto molti articoli online lascino intendere. L’art. 24 del Decreto 9 luglio 2025 stabilisce che i contributi Resto al Sud 2.0 non sono cumulabili con i crediti di imposta e con nessun’altra agevolazione nazionale, regionale o europea. Un divieto ampio, con pochissime eccezioni.
Cosa non è cumulabile
- Crediti d’imposta ZES Unica e Transizione 5.0: vietati esplicitamente — sono crediti d’imposta, categoria espressamente esclusa dall’art. 24.
- Nuova Sabatini: agevolazione nazionale — divieto generale di cumulo.
- Bandi regionali Puglia (NIDI, TecnoNidi, ecc.): agevolazioni regionali — non cumulabili.
- Smart&Start Italia: agevolazione nazionale — non cumulabile.
- Voucher + Contributo investimento: i due strumenti interni di Resto al Sud 2.0 sono alternativi, non cumulabili tra loro.
Cosa è ammesso
- Garanzia Fondo di Garanzia MCC: unica eccezione esplicita prevista dalla norma. Non è un contributo ma una copertura del rischio di credito — non genera conflitto.
⚠️ Attenzione: il divieto si applica all’intero programma di spesa, non solo alle singole voci. Non è possibile usare Resto al Sud 2.0 per una parte delle spese e un altro contributo per le rimanenti dello stesso progetto.
Cumulabilità con ammortizzatori sociali: NASpI e SFL
L’art. 18 comma 8 del DL Coesione (L. 95/2024) prevede due casi specifici di compatibilità con trattamenti di sostegno al reddito:
- NASpI anticipata in unica soluzione: chi percepisce la NASpI può richiedere l’erogazione del trattamento di disoccupazione in un’unica soluzione anticipata per utilizzarlo come capitale d’avvio insieme al contributo Resto al Sud 2.0.
- Supporto Formazione e Lavoro (SFL): chi partecipa a percorsi di formazione nell’ambito del programma GOL può avviare un’attività con Resto al Sud 2.0 senza perdere l’indennità SFL in corso.
⚠️ Attenzione NASpI anticipata — è irrevocabile: una volta richiesta in unica soluzione, se il progetto non parte o non va a buon fine la NASpI non viene restituita ma non si avrà più il sussidio mensile residuo. L’importo corrisponde solo alle rate ancora da percepire al momento della richiesta. Valutare con attenzione prima di procedere.
Il regime de minimis: verificare sempre il massimale
Resto al Sud 2.0 è erogato in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831). Il massimale è €200.000 per beneficiario nell’arco di 3 esercizi finanziari. Chi ha già ricevuto altri aiuti pubblici in de minimis negli ultimi tre anni deve verificare di non aver superato questa soglia prima di presentare domanda.
Errori Comuni da Evitare
L’esperienza delle precedenti edizioni evidenzia errori ricorrenti che compromettono l’accesso o determinano revoche.
Errori in Fase di Domanda
Errore 1 – Costituzione troppo anticipata: Avviare l’iniziativa oltre il mese precedente la domanda. Un’impresa costituita a luglio non può presentare domanda a novembre (oltre 30 giorni). Soluzione: coordinare costituzione e domanda.
Errore 2 – Attività già operativa: Emettere fatture o avviare operazioni prima della domanda. Anche una sola fattura emessa rende l’iniziativa non più “inattiva” e quindi non ammissibile. Soluzione: presentare domanda prima di qualsiasi operazione commerciale.
Errore 3 – DSAN incomplete o errate: Dichiarazioni sostitutive generiche, non specifiche, con incongruenze. Comportano improcedibilità immediata. Soluzione: compilare con massima precisione, verificare ogni campo.
Errore 4 – Descrizione progetto superficiale: Spiegazioni vaghe su attività, spese, mercato. Per i voucher può determinare punteggio insufficiente; per i contributi, bocciatura in colloquio. Soluzione: descrivere dettagliatamente ogni aspetto, dimostrare conoscenza settore.
Errore 5 – Spese non ammissibili: Inserire nel programma voci escluse (IVA, consulenze legali, utenze, personale). Invitalia le stralcia riducendo contributo. Soluzione: verificare attentamente spese ammissibili, in dubbio consultare Invitalia.
Errore 6 – Mancata partecipazione formazione ENM: Rinunciare ai corsi perdendo premialità decisive. In zone ad alta competizione, senza premialità formativa il punteggio spesso non raggiunge la soglia. Soluzione: iscriversi subito ai corsi ENM.
Errori in Fase di Realizzazione
Errore 7 – Pagamenti non tracciabili: Utilizzare contanti, bonifici istantanei senza causale, assegni non nominativi. Invitalia non riconosce le spese. Soluzione: solo bonifici ordinari con causale “Resto al Sud 2.0 – fattura n. X”, assegni circolari nominativi.
Errore 8 – Ritardi non giustificati: Superare i termini (9-12 mesi voucher, 16-20 mesi contributo) senza richiedere proroga motivata. Revoca automatica. Soluzione: monitorare scadenze, richiedere proroga per tempo se necessario.
Errore 9 – Modifiche non autorizzate: Cambiare destinazione spese rispetto al progetto approvato senza preventiva autorizzazione Invitalia. Spese non riconosciute. Soluzione: ogni variazione va comunicata e approvata prima dell’acquisto.
Errore 10 – Mancata conservazione documentazione: Perdere fatture, bonifici, foto. Impossibile rendicontare. Soluzione: archiviazione digitale sistematica, backup.
Errori Post-Erogazione
Errore 11 – Cessione beni agevolati: Vendere macchinari, trasferire sede, chiudere attività prima di 5 anni. Revoca totale con restituzione somme e interessi. Soluzione: mantenere vincoli per intero quinquennio.
Errore 12 – Modifiche compagine sociale: Cedere quote che alterano maggioranza soci con requisiti. Revoca. Soluzione: bloccare modifiche societarie per 5 anni o consultare Invitalia preventivamente.
Errore 13 – Non rispondere a richieste controllo: Ignorare comunicazioni Ministero/Invitalia/GdF per verifiche. Comporta presunzione violazioni e revoca. Soluzione: rispondere sempre tempestivamente, essere disponibili.
Confronto con Autoimpiego Centro-Nord
Resto al Sud 2.0 è affiancato dalla misura gemella Autoimpiego Centro-Nord (ACN), operativa contemporaneamente. Differenze principali:
| Caratteristica | Resto al Sud 2.0 | Autoimpiego Centro-Nord |
|---|
| Territorio | Mezzogiorno + cratere sismico | Centro-Nord (escluso Mezzogiorno) |
| Dotazione finanziaria | 445,5 milioni € | 219,6 milioni € |
| Voucher standard | 40.000 € (50.000 innovativo) | 30.000 € (40.000 innovativo) |
| Contributo max | 140.000 € (70% su 200K) | 140.000 € (70% su 200K) |
| Percentuali contributo | 75% fino 120K, poi 70% | 75% fino 120K, poi 70% |
| Requisiti | Identici (under 35, disoccupati/inattivi/GOL) | Identici |
Le PMI del Salento possono accedere solo a Resto al Sud 2.0, non ad Autoimpiego Centro-Nord per vincolo territoriale. La dotazione maggiore (445,5M vs 219,6M) riflette la priorità politica al Mezzogiorno.
Supporto e Assistenza nella Presentazione della Domanda
Data la complessità della procedura e l’importanza di presentare domande complete e competitive, è fortemente consigliato farsi assistere da professionisti specializzati.
Chi può fornire assistenza:
- Consulenti FinanziamentiSalento: Esperienza specifica su agevolazioni per imprese salentine, assistenza completa dalla verifica requisiti alla rendicontazione.
- Commercialisti e consulenti del lavoro: Supporto su aspetti fiscali, costituzione società, business plan.
- Centri per l’impiego: Informazioni su requisiti occupazionali, profilazione GOL, orientamento.
- Camere di Commercio: Sportelli informativi, supporto costituzione impresa, pratiche burocratiche.
- Incubatori e acceleratori: Alcuni incubatori salentini offrono assistenza specifica (Impact Hub Lecce, Dhitech, Innovation Factory).
- Enti formazione convenzionati ENM: Supporto nella fase formativa e accompagnamento alla domanda.
Servizi tipicamente offerti:
- Verifica preliminare requisiti e ammissibilità progetto
- Elaborazione business plan professionale
- Compilazione domanda su piattaforma Invitalia
- Predisposizione DSAN e allegati
- Preparazione al colloquio valutativo (per contributi)
- Assistenza in fase di realizzazione e rendicontazione
- Gestione rapporti con Invitalia e tutoring
Il costo dell’assistenza professionale (generalmente 2.000-5.000 euro) rappresenta un investimento che aumenta significativamente le probabilità di successo e riduce il rischio di errori costosi.
Conclusioni: Perché Resto al Sud 2.0 è l’Opportunità da Cogliere Ora
Resto al Sud 2.0 rappresenta la più importante opportunità di finanziamento a fondo perduto disponibile per giovani under 35 del Salento che desiderano avviare attività imprenditoriali o di lavoro autonomo. Le ragioni per agire immediatamente sono concrete:
1. Copertura finanziaria senza precedenti: Fino al 75% dell’investimento a fondo perduto (90.000 euro su 120.000 euro), senza obbligo di restituzione. Nessun’altra agevolazione attuale offre percentuali così elevate.
2. Voucher rapidi per partenze veloci: I 40.000-50.000 euro del voucher permettono di avviare immediatamente attività senza complessità burocratiche eccessive, con rendicontazione semplificata a saldo.
3. Tutoring incluso e obbligatorio: 5.000 euro di servizi di accompagnamento tecnico e gestionale aumentano drasticamente le probabilità di successo dell’iniziativa, riducendo il tasso di mortalità tipico delle startup.
4. Formazione premiante: I corsi ENM, oltre a fornire competenze reali, attribuiscono premialità determinanti per il punteggio. Un investimento di 100 ore formative può valere 10 punti decisivi.
5. Risorse limitate e sportello cronologico: La dotazione di 445,5 milioni di euro, per quanto significativa, non è infinita. L’esperienza del vecchio Resto al Sud insegna che alcune regioni esauriscono le risorse in pochi mesi. Chi presenta domanda per primo ha la certezza di trovare copertura finanziaria.
6. Target giovani 18-35: Se hai meno di 35 anni, questa è la tua finestra temporale. Compiuti i 35 anni, l’accesso è precluso. Non rimandare.
7. Vantaggio competitivo territorio: Il Salento presenta opportunità concrete nei settori turismo, agroalimentare, artigianato, servizi digitali. La domanda di mercato esiste, mancano imprese di qualità. Resto al Sud 2.0 fornisce i capitali per colmare il gap.
Azioni Immediate Consigliate
Per i giovani salentini interessati, il percorso operativo è il seguente:
Fase 1 – Verifica requisiti (entro 7 giorni):
- Confermare età sotto 35 anni
- Verificare condizione occupazionale (disoccupato, inoccupato, inattivo, GOL, working poor)
- Residenza in comune del Salento
- Idea imprenditoriale chiara e fattibile
Fase 2 – Formazione ENM (entro 30 giorni):
- Iscriversi immediatamente ai corsi ENM disponibili (consultare sito ENM sezione Progetto Autoimpiego)
- Completare percorso formativo 100 ore
- Ottenere attestato con valutazione A o B
Fase 3 – Costituzione iniziativa (entro 45 giorni):
- Decidere forma giuridica (individuale, società, cooperativa, libero professionista)
- Aprire partita IVA o costituire società
- NON effettuare alcuna operazione commerciale (fatture, acquisti)
Fase 4 – Preparazione domanda (entro 60 giorni):
- Elaborare business plan dettagliato (per contributi) o descrizione progetto (per voucher)
- Identificare spese ammissibili con preventivi fornitori
- Preparare DSAN e documentazione
- Valutare assistenza professionale consulente
Fase 5 – Presentazione domanda (dal 15 ottobre 2025, il prima possibile):
- Accedere a piattaforma Invitalia con SPID/CIE
- Compilare domanda completa
- Caricare tutti allegati
- Inviare telematicamente
Procrastinare significa rischiare di arrivare a risorse esaurite. Chi agisce nei primi mesi ha la certezza del finanziamento.
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⚠️ Disclaimer
Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.
Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. Questo sito FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.
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