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MiniPIA Turismo Puglia 2026: contributi per strutture ricettive

Sportello sospeso dal 3 marzo 2026: cosa prepararsi a fare, requisiti, spese ammesse e cumulo per hotel, campeggi e lidi in Puglia.

Punti chiave

⏸️ Sportello sospeso dal 3 marzo 2026, nessuna riapertura annunciata: prepararsi ora, senza avviare lavori.
💶 Fino al 55% di aiuto totale per le piccole imprese sugli investimenti produttivi, di cui fino al 35% a fondo perduto.
🏦 Serve un mutuo bancario di almeno il 50% dell'investimento, con delibera entro 6 mesi dal CUP.
📦 Il pacchetto è integrato: innovazione o formazione sono obbligatorie e il produttivo va tenuto entro il 90%.
📑 Con la DD 485/2026 arriva l'atto formale di concessione subito dopo l'ammissione.
Introduzione
MiniPIA Turismo Puglia 2026: contributi per strutture ricettive Il MiniPIA Turismo può coprire fino al 55% di un investimento in una struttura ricettiva pugliese, fino al 60% con le premialità. Ma da marzo 2026 lo sportello non accetta nuove domande, e nessun atto della Regione indica una data di riapertura. C’è poi un dettaglio che […]

MiniPIA Turismo Puglia 2026: contributi per strutture ricettive

Il MiniPIA Turismo può coprire fino al 55% di un investimento in una struttura ricettiva pugliese, fino al 60% con le premialità. Ma da marzo 2026 lo sportello non accetta nuove domande, e nessun atto della Regione indica una data di riapertura.

C’è poi un dettaglio che molte guide saltano: di quella percentuale, il fondo perduto vero e proprio è una quota (35% per le piccole imprese, 25% per le medie). Il resto arriva dal contributo sugli interessi del mutuo e dal valore della garanzia, e dipende dal finanziamento bancario che riesci a ottenere. Se la banca non delibera, la domanda decade.

In questa guida trovi chi può presentare domanda e chi resta escluso, quali investimenti sono ammessi, le spese che passano e quelle che no, un esempio di calcolo, la procedura, la cumulabilità con altri aiuti e cosa preparare adesso per farsi trovare pronti. I dati vengono dall’avviso consolidato, dalle determine di modifica fino alla DD 485 del 2 luglio 2026 e dalle FAQ ufficiali della Regione.

MiniPIA Turismo Puglia: cos’è e a che punto è lo sportello

Il MiniPIA Turismo (Pacchetti Integrati di Agevolazione Turismo) è un avviso della Regione Puglia gestito da Puglia Sviluppo, in qualità di Organismo Intermedio, con le risorse del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Finanzia il recupero, l’ampliamento e l’ammodernamento di strutture turistico-ricettive, stabilimenti balneari, campeggi, approdi, parchi tematici e impianti sportivi. L’investimento produttivo va sempre accompagnato da un programma di innovazione digitale o di formazione: da qui il nome di “pacchetto integrato”.

ElementoDato
Ente e gestioneRegione Puglia, Sezione Competitività; istruttoria di Puglia Sviluppo S.p.A.
FondiPR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027
Dotazione20 milioni di euro, integrabili con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (art. 3 dell’avviso)
Avviso originarioDD 276 del 17/04/2024, BURP n. 34 del 26/04/2024; domande dal 22/05/2024
Dimensione del pacchettoda 30.000 € a 5 milioni di euro (reti e consorzi: da 500.000 € a 2 milioni)
Regime di aiutoEsenzione GBER, Reg. (UE) 651/2014 (non è de minimis)
Stato dello sportelloNuove domande sospese dal 03/03/2026

Sportello sospeso dal 3 marzo 2026

Con la DGR 176 e la DD 131 del 3 marzo 2026 (BURP straordinario n. 3) la Regione ha sospeso la ricezione di nuove istanze sugli avvisi Contratti di Programma, PIA, MiniPIA, PIA Turismo e MiniPIA Turismo. All’origine c’è, secondo le ricostruzioni di settore, l’elevato numero di istanze ricevute rispetto alle risorse disponibili. Le pratiche già inviate proseguono l’istruttoria.

Una data di riapertura non c’è. Alla data di aggiornamento di questa guida, il 30 settembre 2026, non risulta pubblicato alcun provvedimento in tal senso. Aspetta a fidarti di chi lo dà per “aperto fino a esaurimento risorse”: è la formula dell’avviso originario, non lo stato attuale. E non è nemmeno chiuso per sempre, come qualcuno scrive: l’atto parla di sospensione temporanea.

Cosa cambia con la DD 485 del 2 luglio 2026

La DD 485/2026 (BURP n. 55 del 13 luglio 2026) interviene sull’articolo 11, comma 18, dell’avviso del MiniPIA Turismo. Finora, dopo l’istruttoria, l’impresa riceveva una comunicazione di esito positivo e l’atto di concessione con impegno di spesa arrivava solo alla fine, al momento della liquidazione. Ora la Regione adotta un atto formale di concessione e impegno di spesa subito dopo l’ammissione, e lo fa anche per le domande già ammesse, in modo retroattivo. La DD 485 non fissa però la riapertura dello sportello e lascia invariati importi e intensità.

AttoCosa ha modificato
DD 346/2024 (16/05/2024)Approvata la modulistica (Allegato 4) e aggiornato l’avviso
DD 514/2024 (25/07/2024)Modifiche all’avviso, BURP straordinario n. 9 del 30/07/2024
DD 109/2025 (25/02/2025)Definizione di “complesso immobiliare unitario”; ammissibilità del cloud nelle consulenze specialistiche
DD 542/2025 (06/08/2025)Classificazione ATECO 2025; costi salariali combinabili con gli attivi; adeguamento al DPR 66/2025; link al formulario dei piani formativi
DD 585/2025 (09/09/2025)Nuovo Allegato 3 con i codici ATECO ammissibili
DD 131/2026 (03/03/2026)Sospensione delle nuove istanze
DD 485/2026 (02/07/2026)Atto formale di concessione e impegno di spesa dopo l’ammissione, anche per le pratiche già ammesse

Chi può presentare domanda al MiniPIA Turismo

Possono presentare domanda le imprese di ogni dimensione (micro, piccole, medie e grandi secondo l’Allegato I del GBER) e le reti-soggetto o i consorzi costituiti in maggioranza da operatori turistici. Sulla carta, dunque, anche le grandi imprese. Nella pratica, no: per loro gli investimenti produttivi e quelli per la tutela ambientale non sono al momento candidabili, e senza investimento produttivo il pacchetto non sta in piedi. La Regione lo ha confermato nelle FAQ: il MiniPIA Turismo consente oggi la partecipazione solo alle PMI.

L’unità locale deve trovarsi in Puglia e l’attività deve rientrare nei codici ATECO 2025 dell’Allegato 3, nella versione approvata con la DD 585 del 9 settembre 2025.

CompartoCodici ATECO 2025 ammessi
Ricettività55.10.00 alberghi e simili; 55.20.10 ostelli; 55.20.41 bed and breakfast; 55.20.42 affittacamere per brevi soggiorni e residence
Campeggi e nautica55.30.01 campeggi; 55.30.02 villaggi turistici (solo strutture alberghiere ex art. 3 LR 11/99) e glamping; 55.30.03 aree attrezzate per veicoli ricreazionali; 55.30.04 marina resort; 52.22.09 gestione di banchine (approdi turistici)
Balneare, sport e intrattenimento93.29.20 stabilimenti balneari; 93.11.10 piscine; 93.11.90 altri impianti sportivi; 93.19.99 altre attività sportive; 93.21.00 parchi di divertimento e parchi tematici; 93.29.99 altre attività di intrattenimento
Natura e benessere91.41.00 orti botanici e giardini zoologici; 91.42.00 riserve e parchi naturali; 96.23.10 centri termali

Oltre a questo, l’impresa deve essere iscritta al Registro delle Imprese, in contabilità ordinaria o semplificata, non in liquidazione giudiziale né in concordato preventivo (salvo concordato in continuità già omologato), non in difficoltà ai sensi dell’art. 2 del GBER, in regola con antimafia, sicurezza sul lavoro e obblighi contributivi, senza revoche di agevolazioni pubbliche nei tre anni precedenti. Niente delocalizzazione verso lo stabilimento agevolato nei due anni prima della domanda, e impegno a non farla nei due successivi. E una cosa che pesa: non aver già ottenuto finanziamenti pubblici per le stesse spese del progetto.

Reti d’impresa e consorzi

La rete-soggetto (con personalità giuridica) o il consorzio devono avere almeno 5 imprese aderenti, dimensione di PMI e una maggioranza di operatori turistici. Il loro programma vale tra 500.000 € e 2 milioni di euro e ruota attorno a innovazione (per esempio una piattaforma digitale di tour operating), formazione, consulenze specialistiche, internazionalizzazione e fiere. Non sono ammessi né investimenti produttivi né interventi di tutela ambientale, e di conseguenza le reti sono esenti dalle schede DNSH e dalla verifica climatica.

Chi resta fuori: le risposte ufficiali della Regione

Le FAQ pubblicate dalla Regione chiariscono casi che nei portali generalisti si leggono spesso al contrario:

  • Agriturismi e aziende agricole: un’impresa agrituristica non può accedere al MiniPIA Turismo, e una masseria didattica non rientra tra i parchi tematici.
  • B&B e affittacamere già attivi: il B&B è agevolabile solo come nuova attività (recupero di immobili storici, abbandonati o rurali), non per ampliare o ammodernare una struttura esistente. Per l’affittacamere l’avviso non prevede ampliamenti.
  • Gestori in affitto: chi gestisce la struttura con un affitto d’azienda può partecipare, purché la durata del contratto sia compatibile con il vincolo di destinazione dei beni.
  • Acquisto di un albergo: con la cessione d’azienda si agevola l’acquisto dell’immobile, non quello delle quote societarie.

Gli impegni che firmi con la domanda

Con una dichiarazione sostitutiva l’impresa si impegna a mantenere le ULA presenti in Puglia nei 12 mesi precedenti la domanda. Per le iniziative turistiche partite da zero dipendenti è obbligatorio prevedere almeno un nuovo occupato. I beni agevolati restano nelle immobilizzazioni per almeno 3 anni dal completamento dell’investimento (5 per le grandi imprese), con contabilità separata o codificazione contabile adeguata.

Quali investimenti finanzia il MiniPIA Turismo

L’articolo 6 dell’avviso elenca le tipologie di investimento produttivo. Non basta rientrare nel codice ATECO: il progetto deve ricadere in una di queste categorie.

LetteraTipologiaDa sapere
a)Ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione o riattivazione di strutture turistiche esistentiStrutture alberghiere; residenze turistiche extralberghiere (art. 41 lett. a LR 11/99) operative da 6 mesi, con 3-6 unità abitative in un complesso unitario; trasformazione di extralberghiere esistenti in alberghiere
b)Nuove strutture alberghiere ed extralberghiere da immobili storici o abbandonatib1) immobili vincolati ex art. 13 D.Lgs. 42/2004; b2) immobili abbandonati da almeno 3 anni in zona A o città consolidata, con abbandono asseverato
c)Edifici rurali, masserie, trulli, torri, fortificazioni, casine e casali di rilevanza storico-architettonicaTrasformazione dell’intero stabile; ampliamenti solo secondo la LR 20/1998 sul turismo rurale
d)Nuove attività alberghiere da strutture non ultimateIl permesso di costruire originario doveva prevedere l’attività turistico-alberghiera
e)Recupero di edifici abbandonati da almeno 3 anniSolo attività alberghiera, ostelli e strutture congressuali, sportive, culturali o ricreative; incrementi volumetrici nei limiti della LR 36/2023 o dell’art. 8 DPR 160/2010
f)Stabilimenti balneariServe concessione demaniale (o autorizzazione su suolo privato) di durata coerente con il vincolo di mantenimento
g)Campeggi (anche glamping e mini-aree di sosta), approdi turistici, marina resortCampeggi ex artt. 17 e 19 LR 11/99
h)Infrastrutture sportiveOmologate dal CONI e dalla federazione competente
i)Parchi tematiciNon è ammesso l’acquisto di piante e animali

Le strutture extralberghiere delle lettere b) e c) devono arrivare ad almeno 5 camere o unità abitative. Sono finanziabili anche i “servizi funzionali” strettamente collegati alla struttura principale: piscine, ristorazione, impianti sportivi, servizi per la nautica, percorsi accessibili. E il progetto deve prevedere interventi o misure per l’accessibilità di persone con disabilità e non autosufficienti.

Un requisito tecnico che si sottovaluta: gli investimenti devono raggiungere il livello 2 del Protocollo ITACA Puglia 2023 e ottenere l’attestato di prestazione energetica con almeno classe B, con prestazione estiva dell’edificio almeno di livello medio.

Immobili storici, abbandonati e rurali: i paletti delle FAQ

Qui si perdono più pratiche che altrove. Le FAQ ufficiali chiariscono che, per gli immobili abbandonati, l’intervento deve riguardare l’intero immobile e non un solo piano di un edificio. Gli immobili già oggetto di interventi di recupero in passato non sono candidabili, salvo interventi di sola messa in sicurezza. Per gli edifici rurali serve l’annotazione di ruralità nella banca dati catastale, visibile in visura: un villino accatastato come A/7 non basta di per sé. E per le strutture non ultimate (lettera d) il permesso originario doveva già contemplare l’uso turistico-alberghiero.

Poi c’è il tema dei lavori già avviati. In un caso esaminato dalle FAQ, una SCIA già presentata con lavori in parte eseguiti ha fatto considerare l’investimento avviato, e il programma è stato giudicato privo dei requisiti di accesso. Anche la cauzione versata per un’asta fallimentare prima del CUP non è agevolabile.

Il pacchetto integrato: produttivo entro il 90-95%, innovazione o formazione obbligatorie

L’investimento produttivo non può superare il 95% del pacchetto secondo l’avviso (art. 7, comma 2); la Regione nelle sue pagine parla di 90%. Nel dubbio, imposta il progetto entro il 90%: rispetti entrambe le indicazioni. Il resto deve includere obbligatoriamente un programma di innovazione o di formazione, e può aggiungere tutela ambientale e, solo per le PMI, consulenze specialistiche, internazionalizzazione e fiere. Il pacchetto complessivo vale da 30.000 € a 5 milioni di euro.

ProgrammaTetto di spesa (PMI)
Innovazione a favore delle PMI500.000 €
Innovazione di processo e dell’organizzazione500.000 €
Formazione500.000 € (2 milioni per le grandi imprese)
Tutela ambientale (efficienza energetica e rinnovabili)1,5 milioni di euro (3 milioni per le grandi imprese)
Consulenze specialistiche e internazionalizzazione500.000 €
Partecipazione a fiere500.000 €

⚠️ 95% o 90%? Progetta al 90%. Il testo dell’avviso (art. 7, comma 2) fissa il limite al 95% del pacchetto, mentre la pagina della Regione, riportata anche da molti siti, parla di 90%. Nessuna determina successiva modifica la soglia. Restare entro il 90% è compatibile con entrambe le indicazioni; la fascia tra 90% e 95% è l’unico punto incerto, quindi non ci costruirei il piano. Prima di presentare la domanda conviene una conferma scritta a Puglia Sviluppo.

Chi può fornire l’innovazione

I servizi di consulenza per l’innovazione devono essere erogati da soggetti qualificati: organismi di ricerca e diffusione della conoscenza, distretti tecnologici riconosciuti dal MUR, centri di trasferimento tecnologico Industria 4.0, centri di competenza ad alta specializzazione, manager e specialisti dell’innovazione certificati UNI 11814, incubatori certificati di start-up innovative e Digital Innovation Hub. Il cloud è ammesso nelle consulenze per l’e-business.

Spese ammissibili e non ammissibili nel MiniPIA Turismo

Le spese ammissibili sono quelle sostenute nella durata del progetto e strettamente funzionali ai programmi, nel rispetto dell’art. 63 del Regolamento (UE) 2021/1060. Su tutte le fatture va riportato il CUP, pena l’inammissibilità della spesa.

VoceRegola
Suolo aziendale e sistemazioniEntro il 10% dell’investimento produttivo (15% per siti degradati o ex industriali con edifici)
Opere murarie e assimilabiliAmmesse, compreso l’acquisto dell’immobile da terzi senza relazioni con l’acquirente e non agevolato negli ultimi 5 anni
Macchinari, impianti, arredi, attrezzatureNuovi di fabbrica, in linea con Industria 4.0 e/o Green Deal; mezzi mobili solo se strettamente funzionali
Attivi immaterialiBrevetti, licenze, know how, software; per le PMI ammessi al 100% dei costi, purché ammortizzabili e mantenuti 3 anni
Studi di fattibilitàEntro l’1,5% delle spese ammissibili
Progettazione e direzione lavoriEntro il 6% delle opere murarie; la relazione tecnico-estimativa asseverata è fuori da questo limite
Costi salariali dei nuovi posti di lavoroCalcolati su due anni, con incremento netto di ULA rispetto ai 12 mesi precedenti
Leasing e “chiavi in mano”Ammessi solo a condizioni precise dell’Allegato 2 (leasing con riscatto, stipulato dopo la domanda; general contractor con stabile organizzazione in Italia)

Non sono ammissibili le spese di pura sostituzione, notarili, imposte e tasse, beni usati, pagamenti in contanti, spese di funzionamento, scorte, commesse interne, titoli di spesa inferiori a 500 euro, consulenze per predisporre domanda e rendicontazione, IVA recuperabile, bonifiche di aree inquinate. L’Allegato 2 esclude inoltre i beni facilmente deperibili: biancheria da tavola, da bagno e da letto, stoviglie e utensili da cucina. Chi arreda un hotel lo scopre quasi sempre tardi.

Costi salariali: la scelta di combinare

Dopo la DD 542/2025 l’impresa può combinare attivi materiali e immateriali con i costi salariali dei nuovi occupati, scegliendo a quale percentuale di agevolazione chiedere ciascuna voce fino al massimale previsto dal MiniPIA Turismo. L’esempio ufficiale: una piccola impresa con massimale del 60% che chiede il 45% sugli attivi può chiedere il 15% sui costi salariali. In rendicontazione va dimostrato che i costi riguardano figure manageriali, dirigenziali o tecniche con esperienza nel turismo.

Quanto si ottiene con il MiniPIA Turismo: intensità, componenti e premialità

Ogni percentuale dell’avviso è la somma di tre componenti: una sovvenzione a fondo perduto, un contributo in conto impianti calcolato sugli interessi del finanziamento bancario (fino al 10%) e l’ESL, equivalente sovvenzione lorda, della garanzia sul finanziamento (fino al 10%). Solo la prima è un contributo “in cassa” che non dipende dalla banca.

ProgrammaPiccole impreseMedie imprese
Investimenti produttivi55% (35% fondo perduto)45% (25% fondo perduto)
Innovazione (PMI)50% (30% fondo perduto)
Formazione70% (50% fondo perduto)60% (40% fondo perduto)
Tutela ambientale (efficienza energetica e rinnovabili)65% (45% fondo perduto)55% (35% fondo perduto)
Consulenze specialistiche, internazionalizzazione, fiere50% (30% fondo perduto)

Per le grandi imprese le percentuali sono più basse (35% sugli investimenti produttivi), ma come detto oggi quella linea non è candidabile. Sugli investimenti produttivi, e solo su quelli, le percentuali possono crescere del 5% grazie alle premialità, entro i limiti della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 (decisione C(2021) 8655).

Un esempio di calcolo

Ipotesi mia, a scopo illustrativo: una piccola impresa presenta un pacchetto da 1.000.000 €, di cui 900.000 € di investimento produttivo (90%, dunque entro il limite in entrambe le letture) e 100.000 € di innovazione.

VoceProduttivo (900.000 €)Innovazione (100.000 €)
Fondo perduto35% = 315.000 €30% = 30.000 €
Contributo sugli interessi (fino a)10% = 90.000 €10% = 10.000 €
ESL della garanzia (fino a)10% = 90.000 €10% = 10.000 €
Totale massimo495.000 €50.000 €

Il massimo teorico è 545.000 €, il 54,5% del pacchetto. Il fondo perduto certo, cioè la parte che non dipende da mutuo e garanzia, è 345.000 €. Nello stesso scenario il mutuo deliberato deve coprire almeno il 50% dell’investimento complessivo (500.000 €) e l’impresa deve apportare almeno il 25% dei costi produttivi con risorse proprie o finanziamento privo di sostegno pubblico (225.000 €). Sono stime di calcolo, non importi ufficiali: il contributo effettivo si determina in istruttoria.

Come si calcola il contributo sugli interessi

Il contributo è pari all’IRS a 10 anni (10Y/6M) pubblicato il giorno della delibera di finanziamento, più uno spread fissato dalla Giunta entro il 31 dicembre di ogni anno per i 12 mesi successivi, con un tetto di 200 punti base. Si usa un piano di ammortamento francese a rate costanti semestrali, prendendo il minore tra quel tasso e quello effettivamente applicato dalla banca. La durata considerata è di 7 anni per suolo, opere murarie, impianti generali e tutela ambientale, di 5 anni per il resto, con preammortamento massimo di 24 e 12 mesi rispettivamente. Il rischio del finanziamento resta interamente a carico della banca.

Le premialità

Le premialità valgono sull’investimento produttivo, nel limite complessivo del 5% in più. Le condizioni previste dall’Allegato 2 sono:

  • spese per acquisto e recupero di immobili esistenti non utilizzati (vale anche per la sola ristrutturazione, secondo le FAQ);
  • acquisizione di personale da imprese in crisi, per almeno il 30% dell’incremento occupazionale;
  • certificazione di parità di genere;
  • politiche ESG;
  • società benefit iscritta all’albo regionale o B Corp;
  • rating di legalità;
  • impegno a un incremento occupazionale;
  • occupazione femminile o giovanile (fino a 35 anni) pari al 50% in almeno una categoria di lavoratori;
  • attività iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione della Puglia;
  • assunzione di esperti del turismo con esperienza maturata fuori regione;
  • incremento del fatturato per dipendente, solo per le PMI.

MiniPIA Turismo: procedura, tempi e obblighi dopo il contributo

La domanda si presenta solo in via telematica sulla piattaforma PugliaSemplice, ed è una procedura valutativa a sportello con esame in ordine cronologico. La particolarità, rispetto ad altri bandi, è che la banca o il Confidi sono parte del percorso dall’inizio.

FaseCosa succedeTermine
1. PropostaL’impresa attiva il profilo su PugliaSemplice e compila la proposta con business plan e questionario ex anteNessuno
2. Inoltro e CUPLa proposta va alla banca o al Confidi accreditato; la piattaforma genera il CUP. Da qui si può avviare l’investimentoImmediato
3. Delibera del mutuoIl soggetto finanziatore delibera un mutuo di almeno il 50% dell’investimento complessivo e trasmette la pratica a Puglia Sviluppo6 mesi dal CUP (8 con il Confidi), altrimenti decadenza
4. IstruttoriaPuglia Sviluppo valuta ammissibilità formale e sostanziale, con possibili interlocuzioni ed esperti MURIn ordine cronologico
5. Esito e concessioneComunicazione di esito con eventuali prescrizioni; poi, dopo la DD 485/2026, atto di concessione e impegno di spesaNessun termine indicato
6. RealizzazioneIl programma va completato, con proroghe motivate richiedibili prima della scadenza24 mesi dall’esito positivo
7. RendicontazioneDichiarazione di completamento e richiesta di erogazione su SIRP3 mesi dalla fine dell’investimento
8. ErogazioneIl contributo è liquidato in un’unica soluzione dopo le verifiche finaliDopo la relazione finale

Una sola volta è consentito cambiare banca o Confidi, mantenendo codice pratica e CUP, ma da quel momento i sei mesi ripartono. Un’impresa può presentare due domande distinte su due unità locali diverse, come confermano le FAQ.

Sull’avvio vale la regola dell’effetto di incentivazione: si parte dopo il CUP, non prima. Ai fini della data di avvio non contano gli studi di fattibilità, la relazione asseverata di cantierabilità e l’acquisto del terreno; contano invece l’inizio dei lavori e il primo ordine vincolante di impianti e macchinari. Se compri l’immobile con un preliminare, serve una condizione sospensiva o la rinuncia espressa all’art. 2932 c.c. Per la formazione, invece, si parte solo dopo l’esito positivo dell’istruttoria.

Documentazione da preparare

  • Proposta progettuale con business plan e questionario ex ante
  • Titolo di disponibilità dell’immobile e avvio dell’iter per i titoli abilitativi (le FAQ precisano che non servono in fase di domanda, purché nulla osti e lo attesti il tecnico)
  • Relazione tecnico-estimativa asseverata di cantierabilità, con computo metrico
  • DSAN su DNSH e verifica climatica fino a 250.000 € di investimento produttivo; oltre, schede DNSH e verifica climatica e relazione di sostenibilità ambientale
  • Preventivi e curricula per innovazione e consulenze, formulario per il piano formativo
  • DSAN su dimensione d’impresa, antimafia e requisiti soggettivi

Per il DNSH, se vuoi capire come si costruisce la documentazione, ho scritto una guida completa al DNSH per le PMI pugliesi.

Obblighi dopo l’incasso

Il lavoro non finisce con l’erogazione. Restano i vincoli di mantenimento di beni e attività (3 anni per le PMI), delle ULA dei dodici mesi precedenti e, per le iniziative senza dipendenti, di almeno una nuova unità. L’impresa deve essere disponibile ai controlli fino a 5 anni dall’ultimazione dell’investimento e rispettare la clausola sociale sul contrasto al lavoro non regolare. Obbligatoria poi l’iscrizione ai portali italia.it e dms.puglia.it, con la partecipazione al monitoraggio: l’inadempimento comporta una riduzione del 3% del contributo per ogni annualità non adempiuta nei tre anni successivi al completamento.

MiniPIA Turismo cumulabile con altre agevolazioni?

La risposta breve è sì, ma con regole precise, perché il MiniPIA Turismo è un aiuto in esenzione GBER e la cumulabilità si misura sui costi ammissibili e sull’intensità massima. Gli articoli di riferimento sono il 14 per gli investimenti produttivi, il 28 e il 29 per l’innovazione, il 31 per la formazione, il 38 e il 41 per l’ambiente, il 18 e il 19 per consulenze e fiere.

Altra agevolazioneCumulabile?Condizioni e note
Altri aiuti di Stato su costi diversi✅ SìNessun vincolo di intensità, perché i costi non si sovrappongono (art. 15, comma 2, lett. a)
Altri aiuti di Stato sugli stessi costi⚠️ CondizionatoSolo se l’intensità totale non supera il massimo del GBER e della Carta degli aiuti 2022-2027; ma tra i requisiti di ammissibilità c’è il non avere già finanziamenti pubblici per le stesse spese
De minimis sugli stessi costi⚠️ CondizionatoSolo se il cumulo non porta a superare i livelli di intensità stabiliti dalle norme europee (art. 15, comma 3)
Garanzie su finanziamenti bancari⚠️ CondizionatoL’ESL della garanzia rientra nell’agevolazione stessa (fino al 10%); un ulteriore ESL da altra garanzia va verificato rispetto ai limiti della Carta degli aiuti (art. 15, comma 8)
Misure di carattere generale non qualificate come aiuto di Stato✅ SìIl concorso è espressamente consentito (art. 15, comma 6)
Crediti d’imposta e contributi sugli interessi nazionali⚠️ Da verificareDipende da come ciascuna misura qualifica l’aiuto: il divieto, dove c’è, riguarda le stesse voci di spesa, non l’intero progetto

⚠️ Attenzione: sulle stesse spese la lettura prudente è non cumulare. L’art. 15 consente il cumulo entro le intensità massime, ma i requisiti dell’art. 4 escludono chi ha già usufruito di finanziamenti pubblici per le stesse spese del progetto. Se hai in mente un secondo incentivo sugli stessi beni, fallo verificare prima, non in rendicontazione: se viene superata l’intensità massima, il contributo viene rideterminato.

Un’indicazione pratica: separa fin dal piano di spesa le voci finanziate dal MiniPIA Turismo da quelle coperte da altri strumenti, con documenti contabili che permettano di ricostruire l’assenza di sovrapposizioni. Sul fronte de minimis, il massimale generale per impresa unica è 300.000 euro su tre esercizi (Reg. UE 2023/2831): ne parlo nella guida sugli incentivi de minimis per startup e PMI.

Come usare l’attesa: cosa preparare prima della riapertura

Con lo sportello fermo, la cosa peggiore è aspettare senza fare nulla. Tra proposta e domanda completa passano mesi, e i tempi più lunghi non dipendono da te. Nella pratica, il collo di bottiglia è quasi sempre la delibera bancaria: sei mesi dal CUP sembrano tanti finché non servono.

Ecco cosa conviene sbloccare adesso, senza avviare lavori né firmare ordini:

  • Verifica dell’immobile: titolo di disponibilità, stato di abbandono o vincolo, annotazione di ruralità, assenza di interventi precedenti.
  • Titoli abilitativi e progetto: avvio dell’iter urbanistico e computo metrico, così che il tecnico possa asseverare la cantierabilità.
  • Livello ITACA 2 e classe energetica B: fattibilità tecnica con un progettista prima di impostare il budget.
  • Banca o Confidi: un primo confronto per capire se un mutuo di almeno il 50% dell’investimento è sostenibile.
  • Fornitore dell’innovazione: scelta tra i soggetti qualificati e raccolta di preventivi e curricula.
  • Codici ATECO e dimensione: controllo incrociato con l’Allegato 3 e con la definizione di PMI.

Se poi il tuo progetto è una nuova impresa e non una struttura già attiva, può avere più senso guardare altri strumenti regionali, come spiego nel confronto tra NIDI Puglia e Resto al Sud 2.0. Per il quadro complessivo degli incentivi regionali 2026 c’è la guida a Puglia Moltiplica. Chi invece deve riqualificare l’energia di un immobile può vedere il bando Transizione Energetica della Camera di Commercio di Lecce. E sul cambio di procedura introdotto dalla DD 485, un caso analogo è descritto nella guida al bando STEP Puglia, dove la Nota di ammissione è stata sostituita dalla determinazione di concessione.

In sintesi: il MiniPIA Turismo è uno degli strumenti più ricchi per il turismo in Puglia, ma è un percorso a tre voci (impresa, banca, Regione) in cui ogni voce ha i suoi tempi. Il consiglio pratico è partire dall’immobile e dalla banca, non dal budget. Le fonti ufficiali restano l’avviso sul sito della Regione Puglia, la piattaforma PugliaSemplice e il Regolamento (UE) 651/2014.

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Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.

Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.








Scopri tutto

MiniPIA Turismo Puglia 2026: contributi per strutture ricettive

Il MiniPIA Turismo può coprire fino al 55% di un investimento in una struttura ricettiva pugliese, fino al 60% con le premialità. Ma da marzo 2026 lo sportello non accetta nuove domande, e nessun atto della Regione indica una data di riapertura.

C’è poi un dettaglio che molte guide saltano: di quella percentuale, il fondo perduto vero e proprio è una quota (35% per le piccole imprese, 25% per le medie). Il resto arriva dal contributo sugli interessi del mutuo e dal valore della garanzia, e dipende dal finanziamento bancario che riesci a ottenere. Se la banca non delibera, la domanda decade.

In questa guida trovi chi può presentare domanda e chi resta escluso, quali investimenti sono ammessi, le spese che passano e quelle che no, un esempio di calcolo, la procedura, la cumulabilità con altri aiuti e cosa preparare adesso per farsi trovare pronti. I dati vengono dall’avviso consolidato, dalle determine di modifica fino alla DD 485 del 2 luglio 2026 e dalle FAQ ufficiali della Regione.

MiniPIA Turismo Puglia: cos’è e a che punto è lo sportello

Il MiniPIA Turismo (Pacchetti Integrati di Agevolazione Turismo) è un avviso della Regione Puglia gestito da Puglia Sviluppo, in qualità di Organismo Intermedio, con le risorse del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Finanzia il recupero, l’ampliamento e l’ammodernamento di strutture turistico-ricettive, stabilimenti balneari, campeggi, approdi, parchi tematici e impianti sportivi. L’investimento produttivo va sempre accompagnato da un programma di innovazione digitale o di formazione: da qui il nome di “pacchetto integrato”.

Ente e gestione

Regione Puglia, Sezione Competitività; istruttoria di Puglia Sviluppo S.p.A.

Fondi

PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027

Dotazione

20 milioni di euro, integrabili con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (art. 3 dell’avviso)

Avviso originario

DD 276 del 17/04/2024, BURP n. 34 del 26/04/2024; domande dal 22/05/2024

Dimensione del pacchetto

da 30.000 € a 5 milioni di euro (reti e consorzi: da 500.000 € a 2 milioni)

Regime di aiuto

Esenzione GBER, Reg. (UE) 651/2014 (non è de minimis)

Stato dello sportello

Nuove domande sospese dal 03/03/2026

Sportello sospeso dal 3 marzo 2026

Con la DGR 176 e la DD 131 del 3 marzo 2026 (BURP straordinario n. 3) la Regione ha sospeso la ricezione di nuove istanze sugli avvisi Contratti di Programma, PIA, MiniPIA, PIA Turismo e MiniPIA Turismo. All’origine c’è, secondo le ricostruzioni di settore, l’elevato numero di istanze ricevute rispetto alle risorse disponibili. Le pratiche già inviate proseguono l’istruttoria.

Una data di riapertura non c’è. Alla data di aggiornamento di questa guida, il 30 settembre 2026, non risulta pubblicato alcun provvedimento in tal senso. Aspetta a fidarti di chi lo dà per “aperto fino a esaurimento risorse”: è la formula dell’avviso originario, non lo stato attuale. E non è nemmeno chiuso per sempre, come qualcuno scrive: l’atto parla di sospensione temporanea.

Cosa cambia con la DD 485 del 2 luglio 2026

La DD 485/2026 (BURP n. 55 del 13 luglio 2026) interviene sull’articolo 11, comma 18, dell’avviso del MiniPIA Turismo. Finora, dopo l’istruttoria, l’impresa riceveva una comunicazione di esito positivo e l’atto di concessione con impegno di spesa arrivava solo alla fine, al momento della liquidazione. Ora la Regione adotta un atto formale di concessione e impegno di spesa subito dopo l’ammissione, e lo fa anche per le domande già ammesse, in modo retroattivo. La DD 485 non fissa però la riapertura dello sportello e lascia invariati importi e intensità.

DD 346/2024 (16/05/2024)

Approvata la modulistica (Allegato 4) e aggiornato l’avviso

DD 514/2024 (25/07/2024)

Modifiche all’avviso, BURP straordinario n. 9 del 30/07/2024

DD 109/2025 (25/02/2025)

Definizione di “complesso immobiliare unitario”; ammissibilità del cloud nelle consulenze specialistiche

DD 542/2025 (06/08/2025)

Classificazione ATECO 2025; costi salariali combinabili con gli attivi; adeguamento al DPR 66/2025; link al formulario dei piani formativi

DD 585/2025 (09/09/2025)

Nuovo Allegato 3 con i codici ATECO ammissibili

DD 131/2026 (03/03/2026)

Sospensione delle nuove istanze

DD 485/2026 (02/07/2026)

Atto formale di concessione e impegno di spesa dopo l’ammissione, anche per le pratiche già ammesse

Chi può presentare domanda al MiniPIA Turismo

Possono presentare domanda le imprese di ogni dimensione (micro, piccole, medie e grandi secondo l’Allegato I del GBER) e le reti-soggetto o i consorzi costituiti in maggioranza da operatori turistici. Sulla carta, dunque, anche le grandi imprese. Nella pratica, no: per loro gli investimenti produttivi e quelli per la tutela ambientale non sono al momento candidabili, e senza investimento produttivo il pacchetto non sta in piedi. La Regione lo ha confermato nelle FAQ: il MiniPIA Turismo consente oggi la partecipazione solo alle PMI.

L’unità locale deve trovarsi in Puglia e l’attività deve rientrare nei codici ATECO 2025 dell’Allegato 3, nella versione approvata con la DD 585 del 9 settembre 2025.

Ricettività

55.10.00 alberghi e simili; 55.20.10 ostelli; 55.20.41 bed and breakfast; 55.20.42 affittacamere per brevi soggiorni e residence

Campeggi e nautica

55.30.01 campeggi; 55.30.02 villaggi turistici (solo strutture alberghiere ex art. 3 LR 11/99) e glamping; 55.30.03 aree attrezzate per veicoli ricreazionali; 55.30.04 marina resort; 52.22.09 gestione di banchine (approdi turistici)

Balneare, sport e intrattenimento

93.29.20 stabilimenti balneari; 93.11.10 piscine; 93.11.90 altri impianti sportivi; 93.19.99 altre attività sportive; 93.21.00 parchi di divertimento e parchi tematici; 93.29.99 altre attività di intrattenimento

Natura e benessere

91.41.00 orti botanici e giardini zoologici; 91.42.00 riserve e parchi naturali; 96.23.10 centri termali

Oltre a questo, l’impresa deve essere iscritta al Registro delle Imprese, in contabilità ordinaria o semplificata, non in liquidazione giudiziale né in concordato preventivo (salvo concordato in continuità già omologato), non in difficoltà ai sensi dell’art. 2 del GBER, in regola con antimafia, sicurezza sul lavoro e obblighi contributivi, senza revoche di agevolazioni pubbliche nei tre anni precedenti. Niente delocalizzazione verso lo stabilimento agevolato nei due anni prima della domanda, e impegno a non farla nei due successivi. E una cosa che pesa: non aver già ottenuto finanziamenti pubblici per le stesse spese del progetto.

Reti d’impresa e consorzi

La rete-soggetto (con personalità giuridica) o il consorzio devono avere almeno 5 imprese aderenti, dimensione di PMI e una maggioranza di operatori turistici. Il loro programma vale tra 500.000 € e 2 milioni di euro e ruota attorno a innovazione (per esempio una piattaforma digitale di tour operating), formazione, consulenze specialistiche, internazionalizzazione e fiere. Non sono ammessi né investimenti produttivi né interventi di tutela ambientale, e di conseguenza le reti sono esenti dalle schede DNSH e dalla verifica climatica.

Chi resta fuori: le risposte ufficiali della Regione

Le FAQ pubblicate dalla Regione chiariscono casi che nei portali generalisti si leggono spesso al contrario:

  • Agriturismi e aziende agricole: un’impresa agrituristica non può accedere al MiniPIA Turismo, e una masseria didattica non rientra tra i parchi tematici.
  • B&B e affittacamere già attivi: il B&B è agevolabile solo come nuova attività (recupero di immobili storici, abbandonati o rurali), non per ampliare o ammodernare una struttura esistente. Per l’affittacamere l’avviso non prevede ampliamenti.
  • Gestori in affitto: chi gestisce la struttura con un affitto d’azienda può partecipare, purché la durata del contratto sia compatibile con il vincolo di destinazione dei beni.
  • Acquisto di un albergo: con la cessione d’azienda si agevola l’acquisto dell’immobile, non quello delle quote societarie.

Gli impegni che firmi con la domanda

Con una dichiarazione sostitutiva l’impresa si impegna a mantenere le ULA presenti in Puglia nei 12 mesi precedenti la domanda. Per le iniziative turistiche partite da zero dipendenti è obbligatorio prevedere almeno un nuovo occupato. I beni agevolati restano nelle immobilizzazioni per almeno 3 anni dal completamento dell’investimento (5 per le grandi imprese), con contabilità separata o codificazione contabile adeguata.

Quali investimenti finanzia il MiniPIA Turismo

L’articolo 6 dell’avviso elenca le tipologie di investimento produttivo. Non basta rientrare nel codice ATECO: il progetto deve ricadere in una di queste categorie.

a) Ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione o riattivazione di strutture turistiche esistenti

Strutture alberghiere; residenze turistiche extralberghiere (art. 41 lett. a LR 11/99) operative da 6 mesi, con 3-6 unità abitative in un complesso unitario; trasformazione di extralberghiere esistenti in alberghiere

b) Nuove strutture alberghiere ed extralberghiere da immobili storici o abbandonati

b1) immobili vincolati ex art. 13 D.Lgs. 42/2004; b2) immobili abbandonati da almeno 3 anni in zona A o città consolidata, con abbandono asseverato

c) Edifici rurali, masserie, trulli, torri, fortificazioni, casine e casali di rilevanza storico-architettonica

Trasformazione dell’intero stabile; ampliamenti solo secondo la LR 20/1998 sul turismo rurale

d) Nuove attività alberghiere da strutture non ultimate

Il permesso di costruire originario doveva prevedere l’attività turistico-alberghiera

e) Recupero di edifici abbandonati da almeno 3 anni

Solo attività alberghiera, ostelli e strutture congressuali, sportive, culturali o ricreative; incrementi volumetrici nei limiti della LR 36/2023 o dell’art. 8 DPR 160/2010

f) Stabilimenti balneari

Serve concessione demaniale (o autorizzazione su suolo privato) di durata coerente con il vincolo di mantenimento

g) Campeggi (anche glamping e mini-aree di sosta), approdi turistici, marina resort

Campeggi ex artt. 17 e 19 LR 11/99

h) Infrastrutture sportive

Omologate dal CONI e dalla federazione competente

i) Parchi tematici

Non è ammesso l’acquisto di piante e animali

Le strutture extralberghiere delle lettere b) e c) devono arrivare ad almeno 5 camere o unità abitative. Sono finanziabili anche i “servizi funzionali” strettamente collegati alla struttura principale: piscine, ristorazione, impianti sportivi, servizi per la nautica, percorsi accessibili. E il progetto deve prevedere interventi o misure per l’accessibilità di persone con disabilità e non autosufficienti.

Un requisito tecnico che si sottovaluta: gli investimenti devono raggiungere il livello 2 del Protocollo ITACA Puglia 2023 e ottenere l’attestato di prestazione energetica con almeno classe B, con prestazione estiva dell’edificio almeno di livello medio.

Immobili storici, abbandonati e rurali: i paletti delle FAQ

Qui si perdono più pratiche che altrove. Le FAQ ufficiali chiariscono che, per gli immobili abbandonati, l’intervento deve riguardare l’intero immobile e non un solo piano di un edificio. Gli immobili già oggetto di interventi di recupero in passato non sono candidabili, salvo interventi di sola messa in sicurezza. Per gli edifici rurali serve l’annotazione di ruralità nella banca dati catastale, visibile in visura: un villino accatastato come A/7 non basta di per sé. E per le strutture non ultimate (lettera d) il permesso originario doveva già contemplare l’uso turistico-alberghiero.

Poi c’è il tema dei lavori già avviati. In un caso esaminato dalle FAQ, una SCIA già presentata con lavori in parte eseguiti ha fatto considerare l’investimento avviato, e il programma è stato giudicato privo dei requisiti di accesso. Anche la cauzione versata per un’asta fallimentare prima del CUP non è agevolabile.

Il pacchetto integrato: produttivo entro il 90-95%, innovazione o formazione obbligatorie

L’investimento produttivo non può superare il 95% del pacchetto secondo l’avviso (art. 7, comma 2); la Regione nelle sue pagine parla di 90%. Nel dubbio, imposta il progetto entro il 90%: rispetti entrambe le indicazioni. Il resto deve includere obbligatoriamente un programma di innovazione o di formazione, e può aggiungere tutela ambientale e, solo per le PMI, consulenze specialistiche, internazionalizzazione e fiere. Il pacchetto complessivo vale da 30.000 € a 5 milioni di euro.

Innovazione a favore delle PMI

Tetto di spesa (PMI): 500.000 €

Innovazione di processo e dell’organizzazione

Tetto di spesa (PMI): 500.000 €

Formazione

Tetto di spesa (PMI): 500.000 € (2 milioni per le grandi imprese)

Tutela ambientale (efficienza energetica e rinnovabili)

Tetto di spesa (PMI): 1,5 milioni di euro (3 milioni per le grandi imprese)

Consulenze specialistiche e internazionalizzazione

Tetto di spesa (PMI): 500.000 €

Partecipazione a fiere

Tetto di spesa (PMI): 500.000 €

⚠️ 95% o 90%? Progetta al 90%. Il testo dell’avviso (art. 7, comma 2) fissa il limite al 95% del pacchetto, mentre la pagina della Regione, riportata anche da molti siti, parla di 90%. Nessuna determina successiva modifica la soglia. Restare entro il 90% è compatibile con entrambe le indicazioni; la fascia tra 90% e 95% è l’unico punto incerto, quindi non ci costruirei il piano. Prima di presentare la domanda conviene una conferma scritta a Puglia Sviluppo.

Chi può fornire l’innovazione

I servizi di consulenza per l’innovazione devono essere erogati da soggetti qualificati: organismi di ricerca e diffusione della conoscenza, distretti tecnologici riconosciuti dal MUR, centri di trasferimento tecnologico Industria 4.0, centri di competenza ad alta specializzazione, manager e specialisti dell’innovazione certificati UNI 11814, incubatori certificati di start-up innovative e Digital Innovation Hub. Il cloud è ammesso nelle consulenze per l’e-business.

Spese ammissibili e non ammissibili nel MiniPIA Turismo

Le spese ammissibili sono quelle sostenute nella durata del progetto e strettamente funzionali ai programmi, nel rispetto dell’art. 63 del Regolamento (UE) 2021/1060. Su tutte le fatture va riportato il CUP, pena l’inammissibilità della spesa.

Suolo aziendale e sistemazioni

Entro il 10% dell’investimento produttivo (15% per siti degradati o ex industriali con edifici)

Opere murarie e assimilabili

Ammesse, compreso l’acquisto dell’immobile da terzi senza relazioni con l’acquirente e non agevolato negli ultimi 5 anni

Macchinari, impianti, arredi, attrezzature

Nuovi di fabbrica, in linea con Industria 4.0 e/o Green Deal; mezzi mobili solo se strettamente funzionali

Attivi immateriali

Brevetti, licenze, know how, software; per le PMI ammessi al 100% dei costi, purché ammortizzabili e mantenuti 3 anni

Studi di fattibilità

Entro l’1,5% delle spese ammissibili

Progettazione e direzione lavori

Entro il 6% delle opere murarie; la relazione tecnico-estimativa asseverata è fuori da questo limite

Costi salariali dei nuovi posti di lavoro

Calcolati su due anni, con incremento netto di ULA rispetto ai 12 mesi precedenti

Leasing e “chiavi in mano”

Ammessi solo a condizioni precise dell’Allegato 2 (leasing con riscatto, stipulato dopo la domanda; general contractor con stabile organizzazione in Italia)

Non sono ammissibili le spese di pura sostituzione, notarili, imposte e tasse, beni usati, pagamenti in contanti, spese di funzionamento, scorte, commesse interne, titoli di spesa inferiori a 500 euro, consulenze per predisporre domanda e rendicontazione, IVA recuperabile, bonifiche di aree inquinate. L’Allegato 2 esclude inoltre i beni facilmente deperibili: biancheria da tavola, da bagno e da letto, stoviglie e utensili da cucina. Chi arreda un hotel lo scopre quasi sempre tardi.

Costi salariali: la scelta di combinare

Dopo la DD 542/2025 l’impresa può combinare attivi materiali e immateriali con i costi salariali dei nuovi occupati, scegliendo a quale percentuale di agevolazione chiedere ciascuna voce fino al massimale previsto dal MiniPIA Turismo. L’esempio ufficiale: una piccola impresa con massimale del 60% che chiede il 45% sugli attivi può chiedere il 15% sui costi salariali. In rendicontazione va dimostrato che i costi riguardano figure manageriali, dirigenziali o tecniche con esperienza nel turismo.

Quanto si ottiene con il MiniPIA Turismo: intensità, componenti e premialità

Ogni percentuale dell’avviso è la somma di tre componenti: una sovvenzione a fondo perduto, un contributo in conto impianti calcolato sugli interessi del finanziamento bancario (fino al 10%) e l’ESL, equivalente sovvenzione lorda, della garanzia sul finanziamento (fino al 10%). Solo la prima è un contributo “in cassa” che non dipende dalla banca.

Investimenti produttivi

Piccole imprese: 55% (35% fondo perduto)

Medie imprese: 45% (25% fondo perduto)

Innovazione (PMI)

Piccole e medie imprese: 50% (30% fondo perduto)

Formazione

Piccole imprese: 70% (50% fondo perduto)

Medie imprese: 60% (40% fondo perduto)

Tutela ambientale (efficienza energetica e rinnovabili)

Piccole imprese: 65% (45% fondo perduto)

Medie imprese: 55% (35% fondo perduto)

Consulenze specialistiche, internazionalizzazione, fiere

Piccole e medie imprese: 50% (30% fondo perduto)

Per le grandi imprese le percentuali sono più basse (35% sugli investimenti produttivi), ma come detto oggi quella linea non è candidabile. Sugli investimenti produttivi, e solo su quelli, le percentuali possono crescere del 5% grazie alle premialità, entro i limiti della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 (decisione C(2021) 8655).

Un esempio di calcolo

Ipotesi mia, a scopo illustrativo: una piccola impresa presenta un pacchetto da 1.000.000 €, di cui 900.000 € di investimento produttivo (90%, dunque entro il limite in entrambe le letture) e 100.000 € di innovazione.

Fondo perduto

Produttivo (900.000 €): 35% = 315.000 €

Innovazione (100.000 €): 30% = 30.000 €

Contributo sugli interessi (fino a)

Produttivo (900.000 €): 10% = 90.000 €

Innovazione (100.000 €): 10% = 10.000 €

ESL della garanzia (fino a)

Produttivo (900.000 €): 10% = 90.000 €

Innovazione (100.000 €): 10% = 10.000 €

Totale massimo

Produttivo (900.000 €): 495.000 €

Innovazione (100.000 €): 50.000 €

Il massimo teorico è 545.000 €, il 54,5% del pacchetto. Il fondo perduto certo, cioè la parte che non dipende da mutuo e garanzia, è 345.000 €. Nello stesso scenario il mutuo deliberato deve coprire almeno il 50% dell’investimento complessivo (500.000 €) e l’impresa deve apportare almeno il 25% dei costi produttivi con risorse proprie o finanziamento privo di sostegno pubblico (225.000 €). Sono stime di calcolo, non importi ufficiali: il contributo effettivo si determina in istruttoria.

Come si calcola il contributo sugli interessi

Il contributo è pari all’IRS a 10 anni (10Y/6M) pubblicato il giorno della delibera di finanziamento, più uno spread fissato dalla Giunta entro il 31 dicembre di ogni anno per i 12 mesi successivi, con un tetto di 200 punti base. Si usa un piano di ammortamento francese a rate costanti semestrali, prendendo il minore tra quel tasso e quello effettivamente applicato dalla banca. La durata considerata è di 7 anni per suolo, opere murarie, impianti generali e tutela ambientale, di 5 anni per il resto, con preammortamento massimo di 24 e 12 mesi rispettivamente. Il rischio del finanziamento resta interamente a carico della banca.

Le premialità

Le premialità valgono sull’investimento produttivo, nel limite complessivo del 5% in più. Le condizioni previste dall’Allegato 2 sono:

  • spese per acquisto e recupero di immobili esistenti non utilizzati (vale anche per la sola ristrutturazione, secondo le FAQ);
  • acquisizione di personale da imprese in crisi, per almeno il 30% dell’incremento occupazionale;
  • certificazione di parità di genere;
  • politiche ESG;
  • società benefit iscritta all’albo regionale o B Corp;
  • rating di legalità;
  • impegno a un incremento occupazionale;
  • occupazione femminile o giovanile (fino a 35 anni) pari al 50% in almeno una categoria di lavoratori;
  • attività iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione della Puglia;
  • assunzione di esperti del turismo con esperienza maturata fuori regione;
  • incremento del fatturato per dipendente, solo per le PMI.

MiniPIA Turismo: procedura, tempi e obblighi dopo il contributo

La domanda si presenta solo in via telematica sulla piattaforma PugliaSemplice, ed è una procedura valutativa a sportello con esame in ordine cronologico. La particolarità, rispetto ad altri bandi, è che la banca o il Confidi sono parte del percorso dall’inizio.

1. Proposta

L’impresa attiva il profilo su PugliaSemplice e compila la proposta con business plan e questionario ex ante

Termine: Nessuno

2. Inoltro e CUP

La proposta va alla banca o al Confidi accreditato; la piattaforma genera il CUP. Da qui si può avviare l’investimento

Termine: Immediato

3. Delibera del mutuo

Il soggetto finanziatore delibera un mutuo di almeno il 50% dell’investimento complessivo e trasmette la pratica a Puglia Sviluppo

Termine: 6 mesi dal CUP (8 con il Confidi), altrimenti decadenza

4. Istruttoria

Puglia Sviluppo valuta ammissibilità formale e sostanziale, con possibili interlocuzioni ed esperti MUR

Termine: In ordine cronologico

5. Esito e concessione

Comunicazione di esito con eventuali prescrizioni; poi, dopo la DD 485/2026, atto di concessione e impegno di spesa

Termine: Nessun termine indicato

6. Realizzazione

Il programma va completato, con proroghe motivate richiedibili prima della scadenza

Termine: 24 mesi dall’esito positivo

7. Rendicontazione

Dichiarazione di completamento e richiesta di erogazione su SIRP

Termine: 3 mesi dalla fine dell’investimento

8. Erogazione

Il contributo è liquidato in un’unica soluzione dopo le verifiche finali

Termine: Dopo la relazione finale

Una sola volta è consentito cambiare banca o Confidi, mantenendo codice pratica e CUP, ma da quel momento i sei mesi ripartono. Un’impresa può presentare due domande distinte su due unità locali diverse, come confermano le FAQ.

Sull’avvio vale la regola dell’effetto di incentivazione: si parte dopo il CUP, non prima. Ai fini della data di avvio non contano gli studi di fattibilità, la relazione asseverata di cantierabilità e l’acquisto del terreno; contano invece l’inizio dei lavori e il primo ordine vincolante di impianti e macchinari. Se compri l’immobile con un preliminare, serve una condizione sospensiva o la rinuncia espressa all’art. 2932 c.c. Per la formazione, invece, si parte solo dopo l’esito positivo dell’istruttoria.

Documentazione da preparare

  • Proposta progettuale con business plan e questionario ex ante
  • Titolo di disponibilità dell’immobile e avvio dell’iter per i titoli abilitativi (le FAQ precisano che non servono in fase di domanda, purché nulla osti e lo attesti il tecnico)
  • Relazione tecnico-estimativa asseverata di cantierabilità, con computo metrico
  • DSAN su DNSH e verifica climatica fino a 250.000 € di investimento produttivo; oltre, schede DNSH e verifica climatica e relazione di sostenibilità ambientale
  • Preventivi e curricula per innovazione e consulenze, formulario per il piano formativo
  • DSAN su dimensione d’impresa, antimafia e requisiti soggettivi

Per il DNSH, se vuoi capire come si costruisce la documentazione, ho scritto una guida completa al DNSH per le PMI pugliesi.

Obblighi dopo l’incasso

Il lavoro non finisce con l’erogazione. Restano i vincoli di mantenimento di beni e attività (3 anni per le PMI), delle ULA dei dodici mesi precedenti e, per le iniziative senza dipendenti, di almeno una nuova unità. L’impresa deve essere disponibile ai controlli fino a 5 anni dall’ultimazione dell’investimento e rispettare la clausola sociale sul contrasto al lavoro non regolare. Obbligatoria poi l’iscrizione ai portali italia.it e dms.puglia.it, con la partecipazione al monitoraggio: l’inadempimento comporta una riduzione del 3% del contributo per ogni annualità non adempiuta nei tre anni successivi al completamento.

MiniPIA Turismo cumulabile con altre agevolazioni?

La risposta breve è sì, ma con regole precise, perché il MiniPIA Turismo è un aiuto in esenzione GBER e la cumulabilità si misura sui costi ammissibili e sull’intensità massima. Gli articoli di riferimento sono il 14 per gli investimenti produttivi, il 28 e il 29 per l’innovazione, il 31 per la formazione, il 38 e il 41 per l’ambiente, il 18 e il 19 per consulenze e fiere.

Altri aiuti di Stato su costi diversi

Cumulabile? ✅ Sì

Nessun vincolo di intensità, perché i costi non si sovrappongono (art. 15, comma 2, lett. a)

Altri aiuti di Stato sugli stessi costi

Cumulabile? ⚠️ Condizionato

Solo se l’intensità totale non supera il massimo del GBER e della Carta degli aiuti 2022-2027; ma tra i requisiti di ammissibilità c’è il non avere già finanziamenti pubblici per le stesse spese

De minimis sugli stessi costi

Cumulabile? ⚠️ Condizionato

Solo se il cumulo non porta a superare i livelli di intensità stabiliti dalle norme europee (art. 15, comma 3)

Garanzie su finanziamenti bancari

Cumulabile? ⚠️ Condizionato

L’ESL della garanzia rientra nell’agevolazione stessa (fino al 10%); un ulteriore ESL da altra garanzia va verificato rispetto ai limiti della Carta degli aiuti (art. 15, comma 8)

Misure di carattere generale non qualificate come aiuto di Stato

Cumulabile? ✅ Sì

Il concorso è espressamente consentito (art. 15, comma 6)

Crediti d’imposta e contributi sugli interessi nazionali

Cumulabile? ⚠️ Da verificare

Dipende da come ciascuna misura qualifica l’aiuto: il divieto, dove c’è, riguarda le stesse voci di spesa, non l’intero progetto

⚠️ Attenzione: sulle stesse spese la lettura prudente è non cumulare. L’art. 15 consente il cumulo entro le intensità massime, ma i requisiti dell’art. 4 escludono chi ha già usufruito di finanziamenti pubblici per le stesse spese del progetto. Se hai in mente un secondo incentivo sugli stessi beni, fallo verificare prima, non in rendicontazione: se viene superata l’intensità massima, il contributo viene rideterminato.

Un’indicazione pratica: separa fin dal piano di spesa le voci finanziate dal MiniPIA Turismo da quelle coperte da altri strumenti, con documenti contabili che permettano di ricostruire l’assenza di sovrapposizioni. Sul fronte de minimis, il massimale generale per impresa unica è 300.000 euro su tre esercizi (Reg. UE 2023/2831): ne parlo nella guida sugli incentivi de minimis per startup e PMI.

Come usare l’attesa: cosa preparare prima della riapertura

Con lo sportello fermo, la cosa peggiore è aspettare senza fare nulla. Tra proposta e domanda completa passano mesi, e i tempi più lunghi non dipendono da te. Nella pratica, il collo di bottiglia è quasi sempre la delibera bancaria: sei mesi dal CUP sembrano tanti finché non servono.

Ecco cosa conviene sbloccare adesso, senza avviare lavori né firmare ordini:

  • Verifica dell’immobile: titolo di disponibilità, stato di abbandono o vincolo, annotazione di ruralità, assenza di interventi precedenti.
  • Titoli abilitativi e progetto: avvio dell’iter urbanistico e computo metrico, così che il tecnico possa asseverare la cantierabilità.
  • Livello ITACA 2 e classe energetica B: fattibilità tecnica con un progettista prima di impostare il budget.
  • Banca o Confidi: un primo confronto per capire se un mutuo di almeno il 50% dell’investimento è sostenibile.
  • Fornitore dell’innovazione: scelta tra i soggetti qualificati e raccolta di preventivi e curricula.
  • Codici ATECO e dimensione: controllo incrociato con l’Allegato 3 e con la definizione di PMI.

Se poi il tuo progetto è una nuova impresa e non una struttura già attiva, può avere più senso guardare altri strumenti regionali, come spiego nel confronto tra NIDI Puglia e Resto al Sud 2.0. Per il quadro complessivo degli incentivi regionali 2026 c’è la guida a Puglia Moltiplica. Chi invece deve riqualificare l’energia di un immobile può vedere il bando Transizione Energetica della Camera di Commercio di Lecce. E sul cambio di procedura introdotto dalla DD 485, un caso analogo è descritto nella guida al bando STEP Puglia, dove la Nota di ammissione è stata sostituita dalla determinazione di concessione.

In sintesi: il MiniPIA Turismo è uno degli strumenti più ricchi per il turismo in Puglia, ma è un percorso a tre voci (impresa, banca, Regione) in cui ogni voce ha i suoi tempi. Il consiglio pratico è partire dall’immobile e dalla banca, non dal budget. Le fonti ufficiali restano l’avviso sul sito della Regione Puglia, la piattaforma PugliaSemplice e il Regolamento (UE) 651/2014.

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Le informazioni contenute in questa guida sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono una consulenza professionale. Nonostante l’impegno per garantire l’accuratezza delle informazioni, non possiamo assicurare che siano complete, aggiornate o prive di errori.

Per informazioni ufficiali e aggiornate, si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali degli enti erogatori e la normativa di riferimento. FinanziamentiSalento non si assume alcuna responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni contenute in questa guida.








Vantaggi / Svantaggi/Confronto
Vantaggi
Svantaggi
Fino al 55% di aiuto totale (piccole imprese, produttivi), di cui fino al 35% a fondo perduto
Sportello sospeso dal 03/03/2026, nessuna data di riapertura
Pacchetto da 30.000 € a 5 milioni di euro, adatto anche a strutture piccole
Mutuo bancario di almeno il 50% dell'investimento, con delibera entro 6 mesi dal CUP
Contributo sugli interessi e garanzia in aggiunta al fondo perduto
Apporto di almeno il 25% dei costi produttivi senza sostegno pubblico
Regime GBER, non conta come de minimis
Innovazione o formazione obbligatorie nel pacchetto
Copre opere, impianti, efficienza energetica e rinnovabili
Vincoli ITACA livello 2, classe energetica B, DNSH, obblighi di 3 anni e controlli per 5
Atto di concessione anticipato dopo la DD 485/2026
Grandi imprese di fatto escluse; B&B e agriturismo con forti limiti
Cosa fare se...
Situazione
Azioni utili
Hai un progetto pronto
Prepara preventivi, computo metrico e verifica ATECO 2025 e immobile; parla con la banca per il mutuo.
Hai già avviato i lavori
Verifica con noi se l'investimento risulta avviato (SCIA, ordini): può compromettere l'ammissibilità.
Sei un B&B o un affittacamere
Ammesso solo come nuova attività, non per ampliare una struttura esistente.
Sei un agriturismo
Non sei ammesso: valuta altre misure regionali.
Vuoi acquistare un albergo
È agevolabile l'immobile, non le quote societarie.
Hai altri contributi sulle stesse spese
Lettura prudente: non cumulare sulle stesse spese, e verifica prima con Puglia Sviluppo.
Non sai se la tua attività è ammessa
Controlla il codice ATECO 2025 nell'Allegato 3 (DD 585/2025).
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FAQ - Domande frequenti MiniPIA Turismo Puglia 2026: contributi per strutture ricettive

No. Le nuove domande sono sospese dal 3 marzo 2026 (DGR 176/2026, DD 131/2026). Le pratiche già inviate proseguono e non è indicata una data di riapertura.
Solo come nuova attività, ad esempio dal recupero di immobili storici, abbandonati o rurali. Non è ammesso l'ampliamento di un B&B già attivo.
No. Secondo le FAQ della Regione un'impresa agrituristica non può accedere, e una masseria didattica non rientra tra i parchi tematici.
Con la cessione d'azienda si agevola l'acquisto dell'immobile, non quello delle quote societarie.
Sì, se riguardano due unità locali distinte.
No. In fase di domanda basta avviare l'iter, purché nulla osti e lo attesti il tecnico; la cantierabilità si dimostra con la relazione asseverata.
Sì, purché la durata del contratto sia compatibile con il vincolo di destinazione dei beni.
Sulla carta sì, ma per le grandi imprese investimenti produttivi e ambientali non sono al momento candidabili: nella pratica la misura è aperta alle PMI.

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